Cappella della Natività Beata Vergine Maria: Storia e Architettura

La storia e l'architettura delle cappelle dedicate alla Natività della Beata Vergine Maria rappresentano un affascinante spaccato del patrimonio religioso e artistico di diverse località. Queste strutture, spesso antiche e ricche di storia, custodiscono opere d'arte e testimoniano la devozione popolare nel corso dei secoli.

Architetture Religiose e Architetture Militari

Le aree geografiche che ospitano queste cappelle sono spesso caratterizzate da una ricca presenza di architetture religiose e, in alcuni casi, anche militari, che ne delineano la storia e lo sviluppo.

Chiesa Parrocchiale della Natività a Garlenda

La Chiesa parrocchiale della Natività a Garlenda, costruita nel XVII secolo, si distingue per il suo imponente cupolone ottagonale e il campanile in stile barocco. All'interno, oltre ai pregiati marmi intarsiati, è custodita una tela seicentesca attribuita al Guercino, donata da Roma ai feudatari Costa per la parrocchiale garlendese.

Chiesetta di San Rocco a Garlenda

La Chiesetta di San Rocco, situata lungo la sponda destra del torrente Lerrone a Garlenda, nei pressi del locale campo di golf, ha subito un'importante ricostruzione. La struttura originaria fu distrutta durante il terremoto del 1887, e l'attuale edificio risale al periodo tra il 1887 e il 1890.

Cappella di Santo Stefano e San Bernardo a Paravenna

Nella frazione di Paravenna, si trovano la Cappella di Santo Stefano e la Cappella di San Bernardo. Quest'ultima, risalente al XV secolo, conserva affreschi datati al 1561.

Architetture Militari: Castello di Garlenda e Ruderi del Castello dei Lengueglia

Le testimonianze di architettura militare includono il Castello di Garlenda, noto anche come della Meridiana, datato al XVII secolo. Originariamente una casa di guardia, fu trasformato in residenza dei signori locali, la famiglia Costa. Oggi di proprietà del comune, ospita convegni, spettacoli e mostre.

Nella frazione di Castelli, sorgono i ruderi del castello dei Lengueglia, risalente al XII secolo e distrutto a metà del XVI secolo. Di esso rimangono un torrione, sbocchi di gallerie e l'area perimetrale. La frazione, chiamata "U Burgu", è nota per la presenza di una cappella relativamente recente dedicata a Santa Caterina e per l'utilizzo di materiale del castello devastato nella costruzione di molte case del borgo antico.

Ruderi del castello dei Lengueglia a Castelli

Altre Architetture Religiose Rilevanti

Il territorio è costellato di numerose altre chiese e cappelle di notevole interesse storico e artistico.

Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Villanova d’Albenga

Situata nel borgo storico di Villanova, la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria si presenta ad unica navata. Custodisce tre pale d'altare e un affresco della titolare datato al 1632.

Oratorio di San Giovanni Battista a Villanova d’Albenga

L'Oratorio di San Giovanni Battista a Villanova, sede dell'omonima confraternita, conserva cicli di affreschi del XIV e XV secolo, oltre a crocifissi processionali e una statua del Cristo morto del XIX secolo.

Chiesa di Santo Stefano di Cavatorio

La Chiesa di Santo Stefano di Cavatorio, costruita nel XII secolo in stile romanico e successivamente modificata, è affiancata da una torre campanaria del XIII secolo.

Chiesetta di Santa Maria della Rotonda

Eretta nel 1520 in stile rinascimentale, la Chiesetta di Santa Maria della Rotonda, o Santa Maria del Soccorso, presenta una pianta centrale e un tozzo campanile cuspidato. Il suo diametro interno è di 10,40 metri.

Pianta centrale della Chiesetta di Santa Maria della Rotonda

Altre Chiese e Santuari

Tra le altre importanti strutture religiose si annoverano:

  • Chiesetta-santuario di Nostra Signora delle Grazie in stile barocco.
  • Chiesa di Nostra Signora dell’Assunta nella frazione di Bossoleto.
  • Chiesa di San Marco nella borgata storica di Coasco.
  • Chiesa parrocchiale di San Bernardo presso la frazione di Ligo.
  • Oratorio di San Giovanni Battista nella frazione di Ligo.
  • Santuario di Nostra Signora della Neve presso la frazione di Ligo, un tempo dominata da un castello del Comune di Albenga.
  • Chiesa di Santa Marta nella frazione di Marta.

Centri Storici e Territori

Le cappelle della Natività sono spesso inserite in contesti storici e territoriali di grande interesse.

Ortovero

L'abitato di Ortovero, costruito a pianta poligonale, conserva parte dell'antica cinta muraria con dieci torri e due porte d'accesso. Il territorio si colloca nella valle Arroscia, a ridosso della piana di Albenga.

Castelbianco e Castelvecchio di Rocca Barbena

Il territorio di Castelbianco è situato nell'alta valle del torrente Pennavaira, mentre quello di Castelvecchio di Rocca Barbena si sviluppa nella media valle del torrente Neva.

Zuccarello

Il borgo medievale di Zuccarello fu fondato nel 1248 dai marchesi di Clavesana e dai rappresentanti della popolazione della val Neva. L'atto di fondazione è conservato presso l'archivio storico comunale.

La Cappella della Natività di Maria a Mendatica

La Cappella della Natività di Maria si trova a Mendatica (IM), in Liguria, ed è attestata già dal 1800. Censita come cappella sussidiaria della parrocchia dei SS., l'edificio, pur essendo inserito nell'elenco ufficiale delle chiese minori, non ospita celebrazioni liturgiche regolari.

Esterno della Cappella della Natività di Maria a Mendatica

La Chiesa della Natività di Maria Vergine

La Chiesa della Natività di Maria Vergine, situata sulla piazza principale di un paese, rappresenta la chiesa più antica del nucleo storico, risalente nelle sue forme originarie al Quattrocento, sebbene il documento più antico ad essa riferito sia del 1577. La nuova parrocchiale fu edificata tra il 1758 e il 1762.

Un'altra piccola chiesa dedicata alla Natività di Maria fu fondata dai monaci di San Colombano. Ricostruita prima del 1150, fu consacrata santuario nel 1250. La chiesa attuale risale al 1807, con lavori conclusi intorno al 1820 e completamenti nel 1834. Il campanile, realizzato tra il 1837 e il 1843, utilizza materiale dell'antica chiesa. La facciata presenta lesene, un frontone triangolare con un bassorilievo della nascita di Maria e quattro nicchie con statue in marmo. L'interno a navata unica è impreziosito da un'abside semicircolare e volte affrescate con soggetti religiosi da Romeo Musa nel 1945.

Dettaglio del bassorilievo con la nascita di Maria sulla facciata della chiesa

La Parrocchia della Natività B.V.M. - Madre delle Grazie

La Parrocchia della Natività B.V.M. - Madre delle Grazie fu eretta nel 1857. La chiesa fu edificata nel 1835 e aperta al culto nel 1852, con lavori successivi per le navate laterali, la sacrestia e il campanile a partire dal 1867.

Nel territorio parrocchiale si trovano anche il Santuario della Spina, l'edificio sacro più antico con un dipinto della Vergine in trono risalente al XII-XIII secolo, e la Chiesa dell'Annunziata, costruita dai fedeli e aperta al culto nel 1982.

La parrocchia confina con altre parrocchie ed è popolata da circa duemila abitanti, con circa 250 fedeli nelle frazioni di Annunziata e Serra. La frequenza festiva è del 25-30%, con un'elevata partecipazione al sacramento della penitenza, ai battesimi e ai matrimoni canonici. Il territorio comprende scuole materne, elementari e medie, oltre a locali per attività pastorali e un oratorio.

I documenti importanti sono custoditi nella Canonica. Tra i beni artistici si annoverano:

  • Statue: "Madonna col bambino", San Giuseppe, Cristo morto, Cristo risorto, Immacolata, Madonna col bambino nel Santuario della Spina, San Martino.
  • Dipinti: un dipinto su pietra del XII-XIII secolo nel Santuario della Spina, 12 dipinti degli Apostoli su tondi di lamiera nel Santuario della Spina, e 2 quadri recentemente restaurati.
  • Un confessionale, recentemente restaurato.

La navata a pianta aulare presenta una volta a botte decorata con l'affresco della Gloria (Assunzione) di Maria, opera di Giovanni Borgna (1888). Si aprono cappelle dedicate a San Carlo Borromeo, con stucchi e una pala d'altare, e a San Luigi Gonzaga, con una pala raffigurante il Santo e un reliquiario ad urna. Sulla sinistra si trovano la cappella della Madonna Addolorata con tela di fine '700 e la cappella della Madonna del Rosario, con un altare in marmo e 15 tondi con i Misteri del Rosario (1843) di Giovanni B. Favaro.

Affresco della Gloria (Assunzione) di Maria nella volta

Iconografia Mariana e Devozioni

L'iconografia mariana si è evoluta nel corso dei secoli, con frequenti rappresentazioni della Vergine Addolorata o della Madonna del Rosario. La devozione a Maria si manifesta ancora oggi, specialmente nei mesi di maggio, settembre e ottobre, con la recita del Rosario.

Il sabato è dedicato al falò presso l'antico cimitero, con preghiera alla Vergine e ricordo dei defunti. Il giorno successivo, dopo la Messa solenne, si svolge la tradizionale processione con la statua della Vergine portata a spalle per le vie del borgo.

La Natività nell'Arte Pittorica

Il tema della Natività è stato ampiamente trattato da diversi artisti, influenzando la creatività e l'immaginazione.

Opere di Lattanzio Gambara

L'affresco della Natività, attribuito a Lattanzio Gambara, si trova sulla sinistra dell'arco trionfale, con una Pietà sovrastante datata 1490. La scena presenta elementi che richiamano altre opere, come il S. Pietro Apostolo e figure attribuite a Paolo da Caylina il Vecchio. La composizione include la Madonna china sul bambinello, il bue, San Giuseppe, una montagna e una casa, con un gioco di luci e colori.

Le quattro scene della vita di Gesù nell'endonartece includono un'Adorazione dei Pastori, caratterizzata dalla luce emanata dal Bambino, un paesaggio e figure di pastori e del committente. La madre si pone al centro, in adorazione. L'affresco è un saggio dell'abilità di Gambara nel creare prospettive e giochi di luce.

Affresco dell'Adorazione dei Pastori di Lattanzio Gambara

Altre opere di Gambara includono la Presentazione al Tempio, notevole per le colonne e gli scorci, e Gesù tra i dottori, con un dialogo tra figure e un gioco di luce. Il ciclo dei Padri della Chiesa all'esterno dell'endonartece è di difficile attribuzione. Gambara dimostra versatilità, imitando altri artisti e intervenendo nella decorazione della parete occidentale della chiesa, includendo le sei stazioni della Via Crucis.

Si ipotizza che Gambara abbia operato insieme a fra' Benedetto da Marone prima del 1565. Gambara dimorava in via Gabriele Rosa, a pochi passi da S.

Un'altra opera di Gambara, considerata il suo capolavoro, è la Natività nella chiesa di SS. Faustino e Giovita, caratterizzata da figure di primo piano, colonne e un paesaggio dominato dal coro angelico. La Natività di S. Faustino, datata a dopo il 1561, mostra l'influsso di Giulio Romano.

Opera di Pier Maria Bagnadore

La terza Natività, o Adorazione dei Pastori, è opera di Pier Maria Bagnadore (1548?-1627?) e fa parte di un trittico con le tele dell'Adorazione dei Magi e della Circoncisione. Nella cupola, affreschi di sibille e profeti sono opera di Bagnadore, così come i pennacchi con i quattro evangelisti.

L'Adorazione dei Pastori ha subito cambiamenti nel tempo. Le fonti di luce sono due: una in cielo, che avvolge un gruppo di angioletti, e un'altra in basso, che irradia dall'Infante. La ricerca luministica trae origine dalla scuola del Correggio. Il pittore, dopo un viaggio a Roma, si ferma in Emilia, attingendo all'opera di Lelio Orsi.

La natività nell'arte

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