Ad Alghero, tre individui sono stati posti agli arresti domiciliari nell'ambito di un'operazione su vasta scala contro l'esercizio abusivo delle scommesse online. Le indagini hanno rivelato un giro d'affari milionario, gestito attraverso una società con collegamenti a un'organizzazione basata a Messina e operante all'insaputa dei Monopoli di Stato.
Gli Arresti e i Soggetti Coinvolti
I soggetti finiti agli arresti domiciliari sono i fratelli Gaetano Madonna, di 43 anni, e Daniele Madonna, di 29 anni, insieme al loro socio Franco De Sena, di 33 o 34 anni. Tutti e tre, originari di Torre del Greco, risultavano residenti ad Alghero. I tre erano difesi dagli avvocati Gianni Censori e Danilo Mattana. L'arresto è stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile di Sassari, su mandato della Procura di Messina, che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare.
Oltre ai tre imprenditori campani arrestati ad Alghero, l'inchiesta ha portato in manette altre dieci persone, ma il numero complessivo degli indagati a livello nazionale ammonterebbe a circa una trentina. La Procura siciliana si è detta convinta di aver smantellato un'organizzazione con ramificazioni in tutta Italia.

Le Accuse e il Modus Operandi
Secondo le accuse, i fratelli Madonna e De Sena avrebbero costituito ad Alghero una società denominata "Sardegna Giochi sas". Attraverso le due sedi cittadine di questa società, essi avrebbero raccolto scommesse non autorizzate. Gli inquirenti hanno accertato che le scommesse venivano accettate illecitamente su giochi d'azzardo, anche attraverso l'utilizzo di siti Internet clonati. Questi siti, apparentemente identici a quelli autorizzati dal Monopolio, permettevano all'organizzazione di ingannare i clienti e aggirare le normative statali.
Tra gli espedienti impiegati per trarre in inganno i clienti, vi era l'uso di homepage raffiguranti la Città del Vaticano. Cliccando su queste pagine, si accedeva a piattaforme di poker online non autorizzate. La banda, sempre secondo le accuse, si occupava anche della distribuzione di tagliandi "Gratta e vinci" senza alcuna autorizzazione, acquisendoli direttamente da un concessionario.
L'Indagine e le Sue Ramificazioni
Le indagini, curate dalla Questura di Messina, erano iniziate nel 2008 e si erano protratte per più di un anno, chiudendosi ufficialmente nel 2009. L'operazione ha permesso di accertare che i tre, attraverso la società "Sardegna giochi" di Alghero, accettavano scommesse tramite siti internet clonati e non autorizzati dallo Stato, ricavando una percentuale dalle vincite.
I tre arrestati erano noti per essere i gestori del Bar Orange ad Alghero e, fino a due anni prima dell'arresto, avevano gestito due agenzie di scommesse nel centro della città catalana. Al momento dell'esecuzione delle ordinanze, essi avevano anche in gestione altri bar e locali pubblici, soprattutto nella Riviera del Corallo. Su queste ulteriori attività sono in corso indagini e verifiche da parte degli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza Polizia, in collaborazione con la Camera di Commercio.
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Le Misure Prese
Su disposizione della magistratura, la polizia ha provveduto al sequestro preventivo dei locali che fino a due anni fa ospitavano le due agenzie di gioco. L'operazione sottolinea la gravità del fenomeno delle scommesse illegali e l'impegno delle forze dell'ordine nel contrastare le organizzazioni criminali che operano in questo settore.