I Futuri Papabili: Profili e Aspettative per il Prossimo Conclave

Il prossimo Conclave si preannuncia come un momento cruciale per la Chiesa Cattolica, chiamato a eleggere il successore di Papa Francesco e a stabilire la direzione futura del suo percorso. L'evento vedrà 133 cardinali elettori riunirsi nella Cappella Sistina per scegliere il nuovo Pontefice, un processo avvolto nel riserbo e nella preghiera.

Cappella Sistina durante il Conclave

Il Conclave: Procedure e Incognite

Il Conclave inizierà mercoledì 7 maggio. Alle 16:30, i 133 cardinali elettori - ovvero coloro che hanno meno di 80 anni - entreranno in Cappella Sistina. Il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Diego Ravelli, pronuncerà il fatidico “Extra omnes” ("Fuori tutti"), dando il via alle votazioni. Inizialmente è prevista una sola votazione. Se nessuno dei cardinali raggiungerà i due terzi dei voti (89), ci sarà la fumata nera e le votazioni riprenderanno giovedì 8, con quattro scrutini previsti, due in mattinata e due nel pomeriggio.

Le Congregazioni preparatorie, tenutesi nei giorni precedenti in Vaticano, hanno permesso ai cardinali di conoscersi e confrontarsi. Il cardinale di Baghdad, Louis Raphael I Sako, ha descritto un’"atmosfera fraterna e uno spirito di responsabilità".

Il numero di cardinali elettori, inizialmente previsto in 135, è sceso a 133 a causa del forfait per motivi di salute dello spagnolo Antonio Canizares e dell’arcivescovo emerito di Sarajevo Vinko Puljic. Rimane in sospeso il caso del cardinale Angelo Becciu, la cui ammissione al Conclave sarà decisa dalle Congregazioni dei cardinali. La soglia dei due terzi necessaria per l'elezione è di 89 voti.

Composizione del Collegio Cardinalizio

I cardinali elettori provengono da 71 paesi del mondo, un numero record raggiunto dopo l'ultimo Concistoro voluto da Papa Francesco l'8 dicembre 2024. Questo ha portato il Sacro Collegio a 252 porporati totali, di cui 117 ultraottantenni non elettori. Più della metà degli elettori appartiene ad ordini e congregazioni religiose. Per la prima volta, a eleggere il nuovo pontefice saranno cardinali provenienti da paesi e diocesi fino ad oggi considerate di «periferia» come Serbia, Iran, Indonesia e Filippine.

  • Italia: 16 cardinali dalle diocesi italiane, più altri "italiani" alla guida di realtà fuori dalla penisola come Pierbattista Pizzaballa (Patriarca di Gerusalemme) e Giorgio Marengo (ordinario della Mongolia).
  • Europa (totale): 54 porporati.
  • America Latina: 22 cardinali.
  • Asia: 22 cardinali.
  • Africa: 18 cardinali.
  • Nord America: 16 cardinali.
  • Oceania: 4 cardinali.

L'Italia è la prima nazione rappresentata, seguita dagli USA con 10 e dal Brasile con 7. L'elevato numero di elettori e la poca conoscenza reciproca tra i cardinali rendono l'esito incerto. Inoltre, 108 dei cardinali elettori sono stati nominati da Papa Francesco, suggerendo la possibilità di un Pontificato di continuità, ma non escludendo sorprese.

Il Conclave di Leone XIV, le rivelazioni dei cardinali - La vita in diretta 13/05/2025

I Candidati "Papabili": Voci e Pronostici

La questione principale che il Conclave dovrà affrontare non è solo la scelta del successore di Papa Francesco, ma la direzione che la Chiesa prenderà: proseguire sulla strada tracciata da Bergoglio o virare verso posizioni più conservatrici. I candidati considerati “papabili” dai bookmaker e dagli esperti riflettono le diverse anime della Chiesa attuale: progressisti, bergogliani, aperturisti, ma anche conservatori e tradizionalisti.

Profili Italiani

Pietro Parolin

Pietro Parolin, 70 anni, originario del Veneto, è l'attuale Segretario di Stato della Santa Sede e uno dei principali candidati. La Stampa riporta un pacchetto di 40 voti già pronti per lui. Con una carriera interamente dedicata al servizio diplomatico vaticano, Parolin è considerato il mediatore per eccellenza. Ha guidato la politica estera della Santa Sede in anni complessi, segnati da crisi globali e tensioni interne.

  • Punti di forza: Diplomatico esperto, conosce bene l'America Latina (è stato Nunzio in Venezuela) e ha migliorato i rapporti con la Cina. È visto come una figura di sintesi, capace di unire progressisti e tradizionalisti. Incarnerebbe un ritorno del Papa italiano dopo tre pontefici stranieri.
  • Limiti: Il suo profilo è spiccatamente curiale, con poca esperienza pastorale concreta. I suoi legami con lo scandalo dell'investimento immobiliare a Londra, sebbene non sia stato incriminato, potrebbero pesare. "Chi entra Papa esce cardinale" è un detto che potrebbe valere anche per lui.

Matteo Maria Zuppi

Matteo Maria Zuppi, 69 anni, arcivescovo metropolita di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è considerato un progressista moderato. Attento ai temi sociali, della pace e dell'inclusione, senza mettere in discussione la dottrina cattolica. La sua figura potrebbe emergere come sintesi tra il fronte riformatore e quello moderato.

  • Punti di forza: Stile misurato e diretto, attenzione agli ultimi, visione della Chiesa aperta e dialogante. La sua collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio gli conferisce credibilità internazionale e sensibilità diplomatica, avendo mediato negoziati di pace in Africa (Mozambico). È visto come il "naturale erede" di Francesco e al lui il Papa ha affidato la missione di suo delegato in Ucraina.
  • Limiti: La forte sintonia con Francesco potrebbe essere un punto debole per i cardinali che desiderano un riequilibrio dopo anni di aperture percepite come troppo marcate. La Chiesa italiana non è un blocco unico nel suo sostegno.

Pierbattista Pizzaballa

Pierbattista Pizzaballa, 60 anni, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, è un francescano con un forte profilo spirituale e diplomatico, maturato in oltre trent’anni in Medio Oriente. È stato Custode di Terra Santa dal 2004 al 2016, diventando un punto di riferimento per le comunità cristiane locali e un interlocutore credibile nei rapporti con ebraismo e islam. Il suo orientamento è molto vicino alla linea di Papa Francesco.

  • Punti di forza: Esperienza internazionale non convenzionale, percepito come figura libera e in linea con l’orientamento pastorale di Francesco. È rispettato da musulmani ed ebrei, rendendolo un simbolo forte per una Chiesa dialogante. È abile nella gestione economica e di governo.
  • Limiti: La sua recente nomina cardinalizia (2022) potrebbe essere un limite per la sua relativa estraneità alle reti di potere curiali. È considerato "troppo giovane" (i cardinali potrebbero preferire un papato di transizione) e "troppo politico" data la sua delicata posizione in Terra Santa.

Profili Stranieri

Luis Antonio Tagle

Luis Antonio Tagle, 67 anni, arcivescovo delle Filippine ed ex prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione, è considerato da molti una figura che sa guardare al futuro con una prospettiva di rinnovamento. È visto come la scelta di Francesco per un potenziale primo papa asiatico, avendo guidato l'ufficio di evangelizzazione missionaria del Vaticano.

  • Punti di forza: Popolare, con esperienza pastorale, vaticana e manageriale (ha guidato Caritas Internationalis). Progressista, ma con alcune posizioni più tradizionaliste su temi etici, rendendolo potenzialmente una figura di sintesi.
  • Limiti: La sua relativa giovane età potrebbe giocare a suo sfavore se i cardinali preferissero un pontificato di transizione.

Peter Turkson

Il cardinale ghanese Peter Turkson, Cancelliere della Pontificia accademia delle scienze, è noto per il suo impegno nella difesa della giustizia sociale, del dialogo interreligioso e dell'azione per il clima. Questi temi, insieme all’attenzione verso i poveri e i migranti, lo rendono per alcuni il successore naturale di Papa Francesco e un possibile primo Papa africano.

Jean-Marc Aveline

Jean-Marc Aveline, 66 anni, arcivescovo di Marsiglia, nato in Algeria, è stato nominato da Papa Francesco. Nel 2023 ha portato il Papa a Marsiglia per una visita storica, frutto del suo impegno per trasformare il Mediterraneo da «cimitero di migranti» a «spazio di fratellanza». È considerato un protetto di Francesco, che promuove una Chiesa accogliente e dialogante.

Péter Erdő

Péter Erdő, 72 anni, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente della Conferenza episcopale ungherese, ha una solida preparazione teologica e canonistica. È un punto di riferimento per chi desidera una Chiesa più legata alle tradizioni, opponendosi al celibato facoltativo e alle unioni omosessuali, e difendendo i valori dell'Europa cristiana.

  • Punti di forza: Grande intellettuale, stimato dai cardinali europei e africani.
  • Limiti: Il suo sostegno politico al governo di Orbán potrebbe essere un punto a sfavore.

Marc Ouellet

Marc Ouellet, 80 anni, canadese, ha guidato l'influente ufficio vescovile del Vaticano per oltre un decennio. Sebbene considerato più conservatore di Francesco, ha comunque selezionato vescovi con una mentalità pastorale. Ha difeso il celibato sacerdotale e il divieto di ordinazione femminile, ma ha chiesto un ruolo maggiore per le donne nel governo della Chiesa. Ha buoni contatti con la Chiesa latinoamericana.

Wilton Gregory

Wilton Gregory, primo cardinale afroamericano nella storia della Chiesa cattolica, è considerato un "outsider" al pari di Bergoglio nel 2013. È noto per il suo impegno nella giustizia razziale e sociale. La sua principale differenza con Papa Francesco risiede nel ruolo nella politica.

Fridolin Ambongo Besungu

Fridolin Ambongo Besungu, 65 anni, arcivescovo di Kinshasa, è l'unico cardinale africano nel Consiglio dei cardinali, il comitato consultivo creato da Francesco. È considerato un forte candidato per il primo Papa africano, avendo affermato in un'intervista del 2023: «L'Africa è il futuro della Chiesa».

Willem Jacobus Eijk

Willem Jacobus Eijk, cardinale olandese, è un conservatore e tradizionalista, seguace di Joseph Ratzinger. È un convinto sostenitore della dottrina cattolica su moralità sessuale, matrimonio e vita familiare, opponendosi alla contraccezione, all’unione tra persone dello stesso sesso e all'eutanasia.

Mario Grech

Mario Grech, 68 anni, cardinale maltese e segretario generale del Sinodo dei vescovi, è molto vicino a Bergoglio. Negli ultimi tre anni ha incontrato numerosi cardinali e rappresentanti della Chiesa cattolica per il sinodo sulla sinodalità. Potrebbe essere la vera sorpresa del Conclave, mediando tra le richieste di una Chiesa aperta e le preoccupazioni dei conservatori.

Christoph Schoenborn

Christoph Schoenborn, 80 anni, arcivescovo di Vienna, in Austria, è stato studente di Benedetto XVI. Ha difeso l'impegno di Francesco verso i cattolici divorziati e risposati civilmente e ha criticato il passato rifiuto del Vaticano di sanzionare autori di abusi sessuali. Ha espresso sostegno alle unioni civili e alle donne come diacono, ed è stato determinante nella redazione dell'aggiornamento del Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992.

Robert Prevost

L'idea di un papa americano è stata a lungo un tabù, ma Robert Prevost, 69 anni, nato a Chicago, potrebbe rappresentare una novità. Ha una vasta esperienza in Perù e attualmente è prefetto del potente dicastero per i vescovi del Vaticano, incaricato di valutare le nomine dei vescovi in tutto il mondo.

Sarah

Il cardinale Sarah, 79 anni, originario della Guinea, è stato a capo dell'ufficio liturgico del Vaticano e a lungo considerato la migliore speranza per un papa africano, amato dai conservatori. Tuttavia, le sue posizioni sul celibato sacerdotale, in contrasto con Francesco, e il suo ritiro dal servizio attivo, hanno danneggiato le sue possibilità papali.

Reinhard Marx

Il Cardinale Reinhard Marx, 71 anni, arcivescovo di Monaco e Frisinga, è stato scelto da Francesco come consigliere chiave nel 2013 ed è stato a capo del Consiglio che sovrintende alle finanze vaticane. Sostenitore del processo di dialogo "sinodale" nella Chiesa tedesca, è visto con scetticismo dai conservatori.

Possibili Scenari e Scommesse

L'attuale Conclave, con la maggioranza dei cardinali nominati da Francesco, potrebbe portare a un Pontificato di continuità. Tuttavia, la storia recente ha dimostrato come i Conclavi possano riservare sorprese, come l'elezione di Karol Wojtyla (Giovanni Paolo II) nel 1978 e di Jorge Bergoglio (Francesco) nel 2013, entrambi considerati outsider.

Le scommesse sul futuro pontefice raccolgono un'attenzione globale. Gli analisti di scommesse internazionali indicano un Conclave breve, con la fumata bianca più probabile l'8 maggio. Per i bookmaker, il nuovo Papa sarà nel segno della continuità, con "Francesco II" come nome più giocato.

Tra i favoriti dagli scommettitori, Pietro Parolin è in testa con oltre il 32% delle giocate, seguito da Luis Antonio Tagle con il 16%. Più staccati Peter Turkson e Péter Erdő (entrambi all'8%), e Pierbattista Pizzaballa (7%). Nelle ultime ore, Mario Grech ha visto la sua quota dimezzarsi, indicando un balzo in avanti nelle preferenze.

Il ritorno di un Papa italiano è possibile, ma la tendenza all'internazionalizzazione della Chiesa, iniziata con Giovanni Paolo II nel 1978, suggerisce un'apertura verso candidati da diverse parti del mondo. La scelta di un Papa moderato come Parolin, Gregory o Zuppi indicherebbe una continuità con Francesco, mentre una personalità più legata alla tradizione, come Willem Jacobus Eijk, segnerebbe un cambiamento di rotta.

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