L'Abbazia delle Tre Fontane, situata in prossimità dell'EUR a Roma, è un luogo di profondo valore storico e spirituale, riconosciuto come monumento nazionale italiano. Deve il suo nome a una suggestiva leggenda: si narra che San Paolo sia stato decapitato in questo luogo e che la sua testa, recisa dal collo, sia rimbalzata tre volte sul terreno, facendo scaturire miracolosamente tre fonti d'acqua a ogni urto.

Le origini e le vicende storiche
Le radici del complesso risalgono all'epoca antica, nell'area nota come ad Aquas Salvias, dove sorgeva un oratorio che ricordava la decapitazione del santo. Il primo stanziamento documentato nel sito fu di matrice greco-armena. Già a metà del VII secolo, durante il sinodo tenuto da Martino I nel 649, è attestata la presenza a Roma del «venerabile abate Giorgio, del monastero di Cilicia che sorge alle Acque Salvie».
L'imperatore Eraclio avrebbe donato al monastero, come preziosa reliquia, la testa del martire persiano Sant'Anastasio, che divenne il primo dedicatario dell'abbazia. Nonostante i restauri e le donazioni ricevute dai papi tra il IX e il XII secolo, il sito subì diverse vicissitudini, inclusi incendi devastanti riportati dal Liber Pontificalis.
L'intervento cistercense e il restauro ottocentesco
La mano cistercense segnò profondamente l'architettura del complesso. Il loro stile, solido e spoglio, è riconoscibile nella struttura della chiesa e degli edifici conventuali, costruiti secondo l'uso lombardo in laterizio, evitando il ricorso a materiali di spoglio, contrariamente alla prassi romana dell'epoca.
Dopo secoli di alterne fortune, fu merito dei francesi - che in passato avevano distrutto l'abbazia - la sua resurrezione. In occasione del Giubileo straordinario del 1867, Pio IX riuscì a reperire i fondi necessari per un importante restauro. Successivamente, il 25 marzo 1981, papa Giovanni Paolo II, con la bolla Abbatia SS. Vincentii et Anastasii, soppresse l'abbazia territoriale delle Tre Fontane.
Il complesso monumentale
Oggi il sito ospita tre diverse chiese che testimoniano secoli di fede:
- Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio
- Chiesa S. Maria Scala Coeli
- Chiesa del Martirio di S. Paolo
Quest'ultima, rifatta interamente nel 1599 dal cardinale Pietro Aldobrandini su progetto di Giacomo della Porta, presenta una pianta semplice a unica navata con tre nicchie che ospitano le storiche fonti, dove tuttavia l'acqua non scorre più dal 1950. Nel vestibolo si conserva l'impianto antico dell'oratorio originale.

L'azienda agricola e il frantoio
Oltre al patrimonio artistico e religioso, l'abbazia custodisce un'importante attività agricola gestita dai monaci trappisti, che prosegue una tradizione di vita umile e operosa. All'interno del perimetro abbaziale si trova una realtà produttiva d'eccellenza che include:
| Prodotto | Caratteristiche |
|---|---|
| Olio extravergine | Prodotto da oltre 3000 piante, molito a freddo nel frantoio interno |
| Birra Trappista | Undicesima birra trappista al mondo, certificata ATP |
| Miele e Liquori | Miele di eucalipto e millefiori, liquore all'eucaliptino (ricetta centenaria) |
L'unico frantoio di Roma
Un fiore all'occhiello dell'azienda è il frantoio dell'abbazia, l'unico presente all'interno del comune di Roma. Qui l'olio viene lavorato a chilometro zero, seguendo tecniche di macinazione a freddo. Il frantoio è operativo ogni anno durante la stagione della raccolta e offre i suoi servizi, su prenotazione, anche a privati esterni alla comunità monastica.