Il Dibattito tra Matteo Salvini e il Clero Italiano

Nel contesto politico e sociale italiano, la figura di Matteo Salvini, leader della Lega, ha spesso suscitato reazioni e dibattiti accesi, in particolare tra esponenti del clero. Le sue posizioni su temi come l'immigrazione, l'uso dei simboli religiosi e l'identità nazionale hanno portato a interventi e critiche da parte di diversi parroci in tutta Italia, ma anche a espressioni di sostegno.

Le Origini Partenopee e il Battesimo di Matteo Salvini

Il legame di Matteo Salvini con il Sud Italia affonda le sue radici a Marano di Napoli. Padre Michele, un sacerdote di 82 anni con occhi vivaci, ricorda con affetto Giuseppina, la nonna materna di Salvini, nata proprio a Marano. La nonna, descritta come una donna pia e devota all’Immacolata, desiderava fortemente che un prete campano battezzasse il suo nipotino, affinché avesse un legame spirituale con la sua terra d’origine. Quel sacerdote si trovava nella chiesa di Santo Stefano Maggiore e fu lui a impartire il primo sacramento al bambino il 30 Settembre 1973, come testimonia una copia del certificato di battesimo conservata da don Michele.

Padre Michele ha raccontato di aver riconosciuto Matteo Salvini in televisione solo dopo la sua crescente esposizione mediatica: “Quando sentii per la prima volta in Televisione il nome di Matteo ebbi l’impressione che non mi fosse nuovo, ma non ci pensai che qualche minuto, nulla di più. Con il tempo, però, la sua presenza sugli schermi è aumentata parecchio, e il collegamento mi è sopravvenuto quando l’ho visto indossare la felpa con la scritta MILANO.”

Il parroco ha offerto una sua interpretazione riguardo le posizioni passate di Salvini sul Meridione: “Matteo è un bravo ragazzo e sicuramente non pensa ciò che affermava fino a poco tempo fa. Il fatto è che il sistema fa passare il messaggio che essere meridionali, o peggio napoletani, è sbagliato, allora chi ha tali origini lo sente come un’onta e, per non sentirsi inferiore, dice cose insensate per sentirsi parte di un gruppo.” A suo avviso, una maggiore consapevolezza storica potrebbe cambiare la percezione: “Se alla gente si facesse sapere che quando Roma era un villaggio di pastori, a Crotone insegnava Pitagora, secondo la lezione del grande filosofo napoletano Gian Battista Vico, le cose sarebbero diverse, ma purtroppo la conoscenza non è valore importante in Italia.”

Mappa di Marano di Napoli e foto della chiesa di Santo Stefano Maggiore

Intanto, alcuni attivisti leghisti napoletani si stanno muovendo per proporre il conferimento della cittadinanza onoraria di Marano al segretario della Lega Nord.

Valutazioni Contrastanti sulla Figura di Salvini

Una prospettiva presentava Salvini come una figura di spicco, affermando: “Matteo Salvini è una persona seria e genuina, l’unica persona in Italia che ha idee concrete e che guardano al futuro. Il passato ha commesso qualche errore dicendo cose pesanti nei confronti di chi è del Sud, però non dobbiamo nascondereci dietro il buonismo e ammettere che, alla fin fine, a noi campani, calabresi, siciliani piace sguazzare nell’illegalità perché conviene sempre che altri facciano quello che dovremmo fare noi. La Lega Nord in questo senso ha risvegliato un sacco di coscienze, e ora si può dire con tranquillità e sicurezza che i parassiti sono in netta minoranza.”

Tuttavia, il testo originale mette in discussione questa narrazione, aggiungendo una nota critica: «Una bellissima storia, se fosse vera, ma così non è!». A ciò si aggiunge un riferimento a una controversa intercettazione del 2018: «Che ca***ta il suffragio universale.»

Il Rosario e la Politica: La Voce dei Sacerdoti Vicentini

Uno degli episodi più significativi che ha acceso il dibattito tra Salvini e il clero riguarda l'uso dei simboli religiosi in contesti politici. L'eco del comizio di Milano del 18 maggio, in cui il ministro Matteo Salvini ha citato i santi, nominato Papa Francesco (suscitando fischi dalla platea) e, brandendo il rosario, ha invocato la protezione del Cuore Immacolato di Maria, è risuonato ampiamente.

La Posizione di Don Claudio Bassotto di Cornedo

L'unità pastorale di Cornedo, Muzzolon e Spagnago, nel Vicentino, è stata tra le prime a reagire, spingendo il parroco don Claudio Bassotto a scrivere una lettera aperta ai parrocchiani. Don Claudio ha dichiarato: «Tacere non è più possibile, come cristiani non possiamo fare finta di niente. Il vangelo ci invita ad esporci.» Ha sottolineato: «Non dobbiamo fare le crociate perché nessuno deve considerarsi un nemico, ma non possiamo scegliere l’indifferenza, perché è la triste premessa alla perdita di fede, della carità, della pace e della giustizia. Mi dispiace scrivere in una settimana molto delicata in vista delle elezioni. Non voglio nella maniera più assoluta influenzare il voto. Ma come responsabile di questa comunità cristiana, mi sento in dovere di intervenire e mi assumo tutta la responsabilità.»

Il parroco ha espresso profonda indignazione: “Quando ho visto il rosario ostentato e baciato in un comizio di partito a scopi elettorale - prosegue il parroco - ho pensato alle persone di Cornedo, di Muzzolon e di Spagnago, che in questo mese mariano si riuniscono nelle contrade e ai capitelli, che recitano il rosario; agli anziani e agli ammalati, che affidano alla Mamma del cielo le loro speranze, i dolori e le amarezze; a mia nonna che si addormentava e si risvegliava con il rosario in mano. Ho provato tanta tristezza, amarezza e delusione. Come cristiano sono profondamente indignato, perché offende me, la nostra fede cristiana e tantissimi uomini e donne che considerano il rosario un oggetto di pietà e non un feticcio da esibire in piazza; la preghiera è una cosa sacra e non si può usare per fini propagandistici.”

Foto di Matteo Salvini con il rosario in mano durante un comizio

Don Claudio ha anche manifestato il suo sconforto nel vedere una piazza gremita che “non si scandalizza e fischia quando viene nominato Papa Francesco”. Come cittadino italiano, ha concluso: “sono seriamente preoccupato, quando vedo un ministro del mio paese esibirsi in questo modo, invadendo ambiti non suoi, usando termini ed espressioni non consoni al suo ministero. Faccio mie le parole del cardinal Pietro Parolin: ‘Credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti.’

Nelle sue riflessioni, don Claudio ha riaffermato: “Credo fermamente che la libertà di coscienza e la pluralità di opinioni in campo politico, morale e religioso siano un grande valore, da rispettare e incentivare.” Ha ribadito la sua decisione di intervenire, pur essendo consapevole della delicatezza del momento elettorale, perché "Tacere non è più possibile, come cristiani non possiamo più fare finta di niente. Il vangelo ci invita ad esporci e a prendere posizione."

Originario di Cologna Veneta, 47 anni compiuti a gennaio, don Claudio Bassotto, dopo aver frequentato il Seminario, ha ottenuto anche un Master in “organo per la liturgia” alla Facoltà Teologica. Prima di arrivare a Cornedo nel settembre scorso, è stato per dieci anni parroco nella parrocchia di Sant’Andrea a Vicenza, dove si è distinto e fatto apprezzare, a detta dello stesso consiglio pastorale, in particolare per il “carisma prezioso di comprendere i ragazzi e i giovani nel cammino di ricerca di senso”.

Repliche e Ulteriori Controversie nel Vicentino

A replicare a distanza a don Claudio Bassotto è stato Roberto Grande, segretario locale della Lega e capo di gabinetto del presidente del Consiglio regionale. Grande, che ha conosciuto don Claudio dal 1986 come alunno del seminario di Vicenza e lo considera un amico sincero e un prete di fede profonda, ha difeso l'uso del rosario da parte di Salvini richiamando la storia della Madonna del Rosario. Ha ricordato che la festa fu istituita da Papa Pio V in occasione della vittoriosa battaglia di Lepanto del 1571, quando il pontefice benedisse lo stendardo della Lega Santa, raffigurante il crocifisso e sormontato dal motto costantiniano “In hoc signo vinces”. “Il simbolo, con l’immagine della Madonna e la scritta ‘S. Maria succurre miseris’, rimase issato sulla nave ammiraglia. Se ancora oggi a mezzogiorno suonano le campane delle chiese cristiane, è perché San Pio V ebbe una visione ed esclamò: ‘Sono le 12, suonate le campane, abbiamo vinto a Lepanto per intercessione della Vergine Santissima’.” Grande ha concluso: “I simboli cristiani ed i cristiani sono in pericolo ogni giorno in tutto il mondo. Per questo condivido il richiamo di don Claudio, quando invita a ‘non tacere’, perché ciascuno di noi è chiamato a proclamare e difendere le proprie radici cristiane, sia come militante della chiesa cattolica che nella visione politica, nel lavoro e nella vita comunitaria.”

Nel dibattito vicentino è intervenuto anche don Marco Bedin, pastore dei fedeli ad Ospedaletto, una parrocchia della città di Vicenza. Le sue parole, pubblicate nel foglio di febbraio riservato alle famiglie della parrocchia, non hanno lasciato spazio a dubbi, parlando di “spocchia machista, triste riedizione del ventennio fascista” e di “Salvini con la coscienza sporca”.

Veduta del Seminario di Vicenza o della parrocchia di Ospedaletto

L’europarlamentare Mara Bizzotto è intervenuta duramente sul dibattito: “Le parole del parroco rosso di Ospedaletto don Marco Bedin sono davvero gravi e inqualificabili - ha esordito la capogruppo del partito in Unione Europea -. È scandaloso che un prete faccia politica in maniera così sfacciata e volgare, usando parole intrise di odio e di risentimento che non dovrebbero mai trovar posto in un uomo di Chiesa”. Ha aggiunto che “l’unica vera umiliazione del buon senso non è, come scrive Don Bedin, l’operato del Ministro Salvini votato da milioni di italiani, ma che esista un parroco che scrive simili oscenità.”

Il presidente del gruppo consiliare della Lega in Regione Veneto, Nicola Finco, ha replicato affidandosi ai numeri: “Vorrei capire a quale strage si riferisce il parroco di Ospedaletto - ha commentato - visto che il numero delle vittime in mare è calato dell’89% rispetto agli anni scorsi”. Ha snocciolato dati specifici: “siamo passati da 119.369 sbarchi del 2017 ai 23.009 del 2018, con un calo dell’81% circa.” Finco ha poi indirizzato una richiesta esplicita di intervento al Vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol, dichiarando: “un’ingerenza politica simile da parte di un parroco non è minimamente ammissibile. Lasciando la sfera politica, balza all’occhio un commento di un ‘collega’ abruzzese del prelato vicentino. Tutt’altro che una benedizione.”

Altre Voci dal Clero: Sostegno e Ulteriori Critiche

Il panorama delle opinioni del clero italiano sulla figura di Salvini è variegato. A Vicenza, il commento di un "collega" abruzzese del prelato vicentino, don Paolo Volpe, ha suscitato scalpore. Don Volpe ha espresso un forte dissenso nei confronti di certi confratelli: “Sono prete e guardando questi confratelli - ha scritto - provo solo vergogna e disgusto. Ministro Salvini hai toccato giustamente le tasche probabilmente a lui e a tanti altri che su sti poveri cristi ci mangiavano.”

A Martinsicuro, in Abruzzo, don Federico ha espresso una critica a Matteo Salvini, definendolo “poco attento ai valori cristiani che insegnano i valori dell’accoglienza”. Lo spunto per la sua critica è venuto da una donna rom che chiedeva l’elemosina davanti alla chiesa. Il parroco ha ribadito il dovere dei cristiani di accogliere e portare a casa chi bussa in condizioni di difficoltà.

Crisi di governo, Matteo versus Matteo: lo scontro aperto in aula tra Renzi e Salvini

Un altro sacerdote abruzzese, don Aldo Antonelli, parroco di Avezzano (L’Aquila), in un’intervista rilasciata alla trasmissione La Zanzara di Radio24, ha pronunciato parole molto dure: “Salvini è un fascista e un razzista, non ci piove. Dice più o meno le stesse cose di Hitler. Che fino a quando era vivo riempiva le piazze ed è diventato un mostro, e spero lo diventi anche lui.”

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