Francesco Baratta: profilo artistico e biografia

La figura di Francesco Baratta, scultore di origine carrarese, è stata spesso oggetto di confusione storiografica a causa della presenza di più artisti omonimi operanti tra il XVII e il XVIII secolo. La distinzione principale riguarda Francesco Baratta "il Vecchio", attivo a Roma nel Seicento all'ombra del Bernini, e Francesco Baratta "il Giovane", scultore del Settecento legato all'ambiente ligure e toscano.

Francesco Baratta "il Vecchio" (XVII secolo)

Figlio di Iacopo e fratello minore di Giovanni Maria, nacque a Monte Marcello o a Massa intorno al 1600. La sua formazione è strettamente legata all'ambiente romano barocco.

Attività a Roma e collaborazione con il Bernini

Secondo le cronache di L. Pascoli, si recò a Roma insieme ad Andrea Bolgi, dove entrambi entrarono nello studio di Gian Lorenzo Bernini. Qui, Francesco era noto con l'appellativo di "il Massese". Tra le sue opere più significative del periodo romano si annovera il rilievo con l'Estasi di S. Francesco per la cappella Raimondi a S. Pietro in Montorio, eseguito tra il 1642 e il 1646 su bozzetto o disegno dello stesso Bernini. Sotto la supervisione del maestro, partecipò inoltre, tra il 1647 e il 1648, alla realizzazione di decorazioni per le cappelle e la navata di S. Pietro.

Schema cronologico delle collaborazioni di Francesco Baratta il Vecchio con la bottega del Bernini a Roma

Opere documentate e attribuzioni

La prima opera documentata di questo autore è una grande statua del Cristo risorto (1636), realizzata per la scalinata esterna del santuario del Crocefisso a San Miniato. Nel 1655 ricevette commissioni per l'altar maggiore di S. Niccolò da Tolentino. Gli vengono attribuite, sebbene con qualche incertezza critica, diverse sculture conservate a Dresda, tra cui una Maddalena penitente e varie figure mitologiche nel palazzo reale.

Francesco Baratta "il Giovane" (XVIII secolo)

Nato a Carrara, figlio di Isidoro e nipote di Francesco Baratta il Vecchio, questo scultore operò prevalentemente tra Genova e Carrara. Egli apparteneva a una celebre famiglia di artisti attivi dal Cinquecento al Settecento, tra cui spiccano i fratelli Giovanni e Pietro Baratta.

Carriera e opere in Liguria

La sua attività è documentata a Genova già dagli anni Venti del Settecento. Tra i suoi lavori si ricordano:

  • 1722: Altare per la chiesa di S. Maria delle Lacrime a Carrara.
  • 1724: Fontana con le statue di Enea e Anchise per piazza Soziglia (ora in piazza Bandiera) a Genova.
  • Attribuzioni: Statue di Artemisia e Cleopatra nel palazzo Balbi Durazzo a Genova.
Opera Luogo Data
Altare S. Maria delle Lacrime, Carrara 1722
Fontana (Enea e Anchise) Piazza Bandiera, Genova 1724
Statue (Castità e Umiltà) S. Maria della Steccata, Parma 1726

Stile e fortuna critica

Il biografo Gabburri descrive Francesco Baratta il Giovane come un artista dotato, ma caratterizzato da una cifra stilistica talvolta definita "fiacca" nelle composizioni, ponendolo in una posizione secondaria rispetto ai fratelli Giovanni e Pietro, figure di spicco nel panorama del barocco toscano.

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