Chi è Flo (Floriana Cangiano)
Floriana Cangiano, in arte Flo, è una talentuosa cantautrice napoletana, attrice di teatro e una delle personalità più eclettiche e versatili del panorama musicale italiano. Ha dato il suo volto a Eleonora Pimentel Fonseca, anima della rivoluzione partenopea del 1799, sul palco del Mercadante, nello spettacolo di Sarasole Notarbartolo ispirato al libro “Il resto di niente” di Enzo Striano. Ha fatto il suo ingresso nella musica ancora adolescente, laureandosi in Canto con il massimo dei voti al Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli.
Flo ha intrapreso un percorso artistico al fianco di grandi esponenti della world music e del jazz, come Daniele Sepe, del musical con Claudio Mattone, e del teatro d’avanguardia con Davide Iodice. La sua formazione vocale è stata variegata: ha studiato canto lirico dal 1995, per poi passare allo studio del canto moderno e popolare, e appassionarsi infine alla musica tradizionale e alla world music. Questa mescolanza di tecniche le ha permesso di trasformare i limiti in una risorsa, divenendo un tratto distintivo della sua vocalità. Il canto è per lei una modalità di comunicazione primaria, un bisogno necessario che affianca il bere e il mangiare.
Napoli, sua città natale, è per Flo una fonte inesauribile di ispirazione. Sebbene ami viaggiare per il mondo grazie alla musica e al teatro, definisce Napoli la sua casa e il luogo dove trova i suoi musicisti e tutta la sua ispirazione.

I Primi Successi e "D'Amore e di Altre Cose Irreversibili"
Flo si è affermata come una delle figure più importanti della nuova canzone d'autore al femminile, collezionando diversi riconoscimenti significativi. È vincitrice assoluta del Premio Andrea Parodi, aggiudicandosi le targhe “Miglior Musica” e “Miglior Arrangiamento”, e della targa “Miglior Testo” al Premio D’Aponte. Inoltre, è stata vincitrice per due volte consecutive del Musicultura festival di Macerata.
Nel 2014, il suo percorso la porta al primo disco da solista, “D’amore e di altre cose irreversibili”, prodotto dalla piccola e combattiva Agualoca Records di Napoli. Con la title track, Flo è stata tra i vincitori di Musicultura, aggiudicandosi il premio “Miglior Musica”. Questo primo lavoro è stato descritto dalla stessa artista come un disco del "viaggio sognato", "una dichiarazione rispetto a ciò che non-sono", un "mettere un piede nell’acqua per sentire se è troppo fredda". La copertina di quel disco, con una foto dal sapore vintage di Flo in un cappotto giallo e nero, in una posa alla Mina anni Sessanta, sembra oggi lontana anni luce dalla matura cantautrice raffigurata sulla copertina de "Il mese del rosario".
"Il Mese del Rosario": Nascita e Concetto
A due anni di distanza dal suo bellissimo esordio, Flo incide “IL MESE DEL ROSARIO”, il suo secondo disco solista, pubblicato ancora una volta da Agualoca Records e distribuito da Warner Music (o Audioglobe, a seconda del contesto promozionale specifico). Il titolo dell'album celebra il mese di maggio, "il momento in cui si recita il rosario con passione ardente, si cercano le grazie e si mette da parte la consapevolezza dell’aver peccato".
Questo lavoro fonde "sogno e realtà, passione e disincanto irradiando pathos ed emozione interpretativa". Flo stessa ha dichiarato che l'album è nato negli ultimi due anni, "durante i nostri concerti, i nostri viaggi, le nostre prove e forse durante il mio ultimo trasloco che da una casa sul mare (dove scrissi D’amore e di altre cose irreversibili, il mio primo disco) mi ha spostata in una casa nel cuore storico di Napoli". Se il primo lavoro nasceva osservando la linea marina all’orizzonte, "Il Mese del Rosario" si ispira a una linea più frastagliata, quella del tufo napoletano, con "chiese e bancarelle, palazzi su palazzi, motorini come saette, il contrappunto tra la banda e la radio neomelodica che fraseggia da ogni finestra aperta". L'album è un tentativo di raccontare "le vite intorno a me, le dinamiche e le contraddizioni dell’animo umano, la memoria e l’identità di un luogo, il peccato e il pentimento".
FLO - Ad ogni femmina un marito (NOT THE VIDEO)
Stile Musicale e Collaborazioni
"Il Mese del Rosario" presenta un live dalle mille sfaccettature che spazia dalla tradizione mediterranea alla world music, passando per il jazz. Il tutto è sostenuto da una voce di grande impatto, declinata in varie sfumature linguistiche e donata a liriche profondamente sue, non condiscendenti verso una vita dura per chi non accetta compromessi, guardata con lucidità, disincanto e graffiante ironia.
Flo è accompagnata dal suo quartetto, un gruppo di lavoro ben rodato dal vivo: il virtuoso delle percussioni Michele Maione (che alterna cassa, barbouka e tamburi a cornice con oggetti prestati alla musica), Ernesto Nobili alla chitarra acustica ed elettrica (anche produttore artistico, arrangiatore e autore delle musiche), e il violoncellista Marco Di Palo (che funge da controcanto strumentale e supporto ritmico). Gli arrangiamenti, generalmente acustici, sono a cura di Ernesto Nobili e mostrano la capacità del gruppo di variare radicalmente ambienti e umori mantenendo sostanzialmente invariato l’organico, con orchestrazioni ora dolci, ora energiche, ora più folk, ora cameristiche.
Flo rimarca il suo approccio cosmopolita, già apprezzato nel disco precedente, attraverso il repertorio originale e multilingue dei suoi due dischi, con l'uso del suo amato napoletano. Questo stile si inserisce perfettamente nel cosiddetto "newpolitan sound", caratterizzato dalla facilità quasi irrisoria di abbinare generi e idiomi.

Analisi delle Tracce e Tematiche
Le nove tracce de "Il Mese del Rosario" spaziano, accarezzano, mordono, scrutano, ricordano storie, emozioni, tradizioni, credenze, evoluzioni socio-culturali complesse e stratificate:
- "Vulìo": La prima traccia, descritta come "il canto della paloma che non vola contrasta con frizzanti corde latine", rappresenta "l’anelito incompiuto, il desiderio insoddisfatto, lo stato d’animo di irrequietezza" tipico del "vulìo" napoletano.
- "Bellissima presenza": Ironizza in modo tagliente in merito alle dinamiche che avviliscono il mondo del lavoro.
- "Malemaritate": Questo brano racconta storie di "gogna pubblica e l’autoassoluzione", descrivendo donne "facili prede di preti venditori di indulgenze", con qualcosa dei Quintorigo nell’aggressività del violoncello.
- "Ad ogni femmina un marito": Considerato l’episodio migliore del disco, è un canto "intimo, struggente, scomodo e doloroso". Flo canta che "non c’è tempo per i sogni e per la libertà", svelando il segreto che si cela dietro tante sfortunate esistenze. Emoziona avvolgendosi su se stesso in un lento crescendo.
- "Freva e criscenza": È il "mantra centrale del disco", che esprime "la febbre di crescita, il rito dello scaccia malocchio in un napoletano arcaico cantato a labbra serrate".
- "Controra arancione": È il brano più sperimentale del disco, con un mood indefinito tra case di mare e ombre sul muro.
- "Quale amore": Tragicamente attuale nella sua trama, è incentrato sulla violenza sulle donne e cantato magistralmente in prima persona.
Nel disco sono inclusi anche due adattamenti dal repertorio di Rosa Balistreri ("Buttana di to ma / Terra ca nun senti"). Flo ha scoperto la Balistreri grazie a Michele Maione e a suo padre Franco, che le donarono una raccolta di brani tradizionali. L'ascolto delle voci di Antonio Piccininno, Matteo Salvatore, Sacco Andrea e, in particolare, l'interpretazione struggente di Rosa Balistreri in "Signuruzzu chiuviti, chiuviti", le ha mostrato cosa significa "farsi attraversare dalla parola scritta e restituirla attraverso la voce autentica, reale, senza artificio. Dimenticare la tecnica, lasciarsi vibrare, sentire che è il corpo intero a impastare il sentimento".
Riconoscimenti e Accoglienza Critica
"Il Mese del Rosario" ha ricevuto un'accoglienza critica entusiasta. Ha ottenuto il premio "Miglior Testo" al premio Bianca d’Aponte nel 2014 e il Premio Musicultura nel 2015. Il disco è stato immediatamente riconosciuto come uno dei lavori più interessanti del 2016 e uno dei dischi di cantautrice più freschi usciti negli ultimi anni, ponendosi d’autorità ai vertici del filone “femminile” della canzone italiana d’autore.
La critica ha elogiato Flo per la sua capacità di non nascondersi dietro la bella voce (che pure c’è), ma di cantare senza eccedere in birignao ed effetti, appoggiandosi a melodie semplici, nel registro medio, con una dizione chiara e intellegibile che valorizza al meglio i testi. I suoi testi sono stati definiti "da cantautrice", anche intimisti, ma con un taglio originale e senza ri-triturare gli stereotipi del genere musicale e sessuale. La componente dialettale napoletana e il panorama sonoro "folk" garantiscono un’ulteriore profondità al progetto, rendendolo vibrante e ricco di malìa, di uno spessore tale da lasciare senza fiato per la facilità quasi irrisoria di abbinare generi e idiomi.
Tour e Performance Live
Flo ha portato il suo lavoro "Il Mese del Rosario" in tour in vari paesi europei, esibendosi in Germania, Spagna, Francia, Portogallo e Italia. Nel 2016, ha suonato a Capo Verde, all’Atlantic Music Expo. Il concerto è un viaggio tumultuoso e travolgente attraverso il repertorio originale e multilingue dei suoi due dischi, incentrato sul carisma e sulla potenza della voce della cantante. Attraverso i suoi racconti in musica e la sua carica interpretativa, capace di muoversi da delicati versi di piccoli mondi femminili al canto universale di Rosa Balistreri e delle voci del sud Italia, le sue esibizioni includono momenti di pura improvvisazione e interazione con il suo quartetto, alternando intimità, gioia e momenti quasi da ballo collettivo.
In Italia, Flo si è esibita in diversi contesti, come al Dejavu’ in via Campi Flegrei, e al Combo Social Club di Firenze. L'associazione ALT! (Associazione Lettori Torresi) ha organizzato un concerto/evento al Cafè Street 45, un "racconto, scritto attraverso brani dell’ultimo album dell’artista partenopea, suoi vecchi successi e rivisitazioni di canti tratti dalla tradizione popolare di tutto il mondo", in cui l'intreccio tra musica e letture ha incantato il pubblico.

La Filosofia Artistica di Flo
Per Flo, il canto è la sua modalità di comunicazione primaria, un bisogno essenziale. La sua ricerca artistica si concentra sulla musica che nasce da una "verità", sia essa complessità musicale o espressione popolare. Sottolinea l'impegno quotidiano, lo sforzo costante e la costruzione di solidità come elementi che nobilitano il lavoro musicale. La sua esperienza teatrale, in particolare con registi come Davide Iodice e Alfredo Arias, le ha permesso di affinare la sua attitudine a essere "filtro, a svuotarsi e a riempirsi, a sentire il corpo e a cercare costantemente un’interpretazione autentica".
Flo riconosce la fatica enorme e esagerata che la passione attenua ma non cancella nel percorso di un artista. Tuttavia, per lei, "tutto per adesso è sublimato nel momento in cui scrivo e ancora di più nel momento in cui canto". Il suo è un talento viscerale che l'ha portata dal musical "C’era una volta Scugnizzi" a collaborazioni con artisti come Daniele Sepe e Stefano Bollani. Guarda al futuro sognando "una serie di duetti importanti, molto importanti, quasi impossibili", dimostrando la sua costante spinta all'evoluzione artistica.