San Giovanni Paolo II, al secolo Karol Józef Wojtyła (Wadowice, 18 maggio 1920; † Città del Vaticano, 2 aprile 2005), è stato il 264º Vescovo di Roma e un papa polacco che ha guidato la Chiesa cattolica dal 16 ottobre 1978 fino alla sua morte. Il suo pontificato, caratterizzato da un forte messaggio di speranza e un'instancabile attività pastorale, ha lasciato un'impronta indelebile nella storia contemporanea.

Karol Wojtyła: Infanzia, Formazione e Guerra
Karol Józef Wojtyła nacque il 18 maggio 1920 a Wadowice, nel sud della Polonia, terzogenito di Emilia, nata Kaczorowska (1884), e di Karol Wojtyła senior (1879), ex-ufficiale dell'esercito asburgico. La sua infanzia fu segnata da gravi perdite familiari: sua madre Emilia morì nel 1929 per insufficienza renale e una malattia cardiaca congenita. Di fronte a questa notizia, il giovane Karol, che aveva 9 anni, pronunciò le parole: "Era la volontà di Dio". Poco dopo, anche il fratello maggiore, Edmund, medico, noto come Mundek, morì nel 1932, a 26 anni, dopo aver contratto la scarlattina da un paziente. La sorella Olga era morta poco dopo la nascita nel 1914, prima che Karol venisse al mondo.
Nell'estate del 1938, Karol lasciò Wadowice con suo padre per trasferirsi a Cracovia, dove si iscrisse all'Università Jagellonica nel semestre autunnale, studiando filologia, lingua e letteratura polacca e prendendo lezioni private di francese. Lavorò come bibliotecario volontario e svolse l'addestramento militare obbligatorio. Durante il suo primo anno accademico, recitò in un'opera teatrale sperimentale, dimostrando un precoce interesse per le arti.
Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale costrinse Karol e suo padre a fuggire da Cracovia, nascondendosi dalla Luftwaffe. L'università venne chiusa e i maschi abili furono costretti ai lavori forzati. Karol lavorò prima come fattorino per un ristorante, il che gli permise di continuare i suoi studi e la sua attività teatrale come forma di resistenza culturale. Dall'autunno del 1940, per quasi quattro anni, fu manovale in una cava di calcare. Il padre morì nel 1941. Nel 1942, Karol entrò nel seminario clandestino diretto dal cardinale Sapieha, arcivescovo di Cracovia. Il 29 febbraio 1944, fu investito da un camion tedesco, riportando un trauma cranico e altre ferite. La sua sopravvivenza a questo incidente rafforzò la sua vocazione religiosa. Nell'agosto 1944, durante la perquisizione della Gestapo a Cracovia, Wojtyła riuscì a scampare alla deportazione nascondendosi e rifugiandosi nell'Arcivescovato, dove rimase fino alla fine della guerra, il 17 gennaio 1945, quando i tedeschi abbandonarono la città.
Il Sacerdozio e l'Episcopato
Karol Wojtyła fu ordinato presbitero il 1º novembre 1946 dall'allora arcivescovo di Cracovia, Adam Stefan Sapieha. Subito dopo, si trasferì a Roma per proseguire gli studi teologici presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (Angelicum), dove si concentrò sulla dottrina della fede in San Giovanni della Croce, ponendo l'accento sulla natura personale dell'incontro dell'uomo con Dio.
Rientrato in Polonia nell'estate del 1948, la sua prima missione pastorale fu nel paesino di Niegowić, per poi essere trasferito nel marzo 1949 nella parrocchia di San Floriano a Cracovia. Insegnò etica all'Università Jagellonica e successivamente all'Università Cattolica di Lublino. Il 13 gennaio 1964, papa Paolo VI lo nominò arcivescovo di Cracovia, dove si distinse per la sua attività di opposizione al regime comunista, pubblicando a puntate nel suo giornale diocesano libri colpiti dalla censura.
L'Elezione al Soglio Petrino: "Non abbiate paura!"
Nell'agosto 1978, dopo la morte di Paolo VI, il cardinale Wojtyła partecipò al conclave che elesse Albino Luciani, papa Giovanni Paolo I. La prematura scomparsa di quest'ultimo, dopo soli 33 giorni di pontificato, portò a un nuovo conclave. Il 16 ottobre 1978, all'età di cinquantotto anni, Karol Wojtyła fu eletto Successore di Pietro, prendendo il nome di Giovanni Paolo II. L'annuncio della sua elezione (l'Habemus Papam) fu dato alle ore 18:45 dal cardinale protodiacono Pericle Felici. Pochi minuti dopo, il nuovo Papa si presentò alla folla radunata in Piazza San Pietro, affacciandosi dalla loggia centrale della Basilica. Nel suo breve discorso si definì come "un nuovo Papa chiamato da un paese lontano" e superò le diffidenze iniziali degli italiani, dicendo la famosa frase: "se mi sbaglio mi correggerete!", che suscitò un grande applauso. Il 22 ottobre iniziò solennemente il suo ministero petrino, quale 263º successore di Pietro apostolo, e il suo famoso invito, "Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!", divenne il motto del suo pontificato, un vero e proprio richiamo all'apertura e alla speranza, spirito che avrebbe animato anche il Grande Giubileo del 2000.

Volle iniziare il suo ministero di Vescovo di Roma e Primate d'Italia rendendo omaggio ai patroni d'Italia: il 5 novembre 1978 visitò Assisi, per venerare San Francesco, e successivamente si recò alla Basilica di Santa Maria sopra Minerva in Roma, per venerare la tomba di Caterina da Siena. Decise di non usare il pluralis maiestatis e optò per una semplice Messa di inaugurazione del ministero petrino, al posto della tradizionale cerimonia di incoronazione papale. Non indossò mai la tiara (o triregno), sostituendola con la mitria episcopale, seguendo l'esempio del suo predecessore, Giovanni Paolo I.
Temi Chiave del Pontificato: Dalla Giustizia Sociale alla Dignità Umana
Giovanni Paolo II intraprese sin dal principio del suo pontificato una vigorosa azione politica e diplomatica contro il comunismo e l'oppressione politica, ed è considerato uno degli artefici del crollo dei sistemi del socialismo reale. Propugnò un chiarimento evangelico sulla Teologia della Liberazione. Stigmatizzò inoltre il capitalismo sfrenato e il consumismo, considerati antitetici alla ricerca della giustizia sociale, causa di ingiustificata sperequazione fra i popoli e, per taluni effetti, lesivi della dignità dell'uomo. Nel campo della morale, si oppose fermamente all'aborto e confermò l'approccio tradizionale della Chiesa sulla sessualità umana, sul celibato dei presbiteri e sul sacerdozio femminile.
Il Pontefice ribadì ripetutamente la dignità dell'uomo e il diritto alla vita, come fondamento di tutte le posizioni assunte in tema di morale. Ogni individuo è "unico e irripetibile" e ogni persona, in quanto è ad "immagine e somiglianza di Dio", ha una dignità che non è acquisita con meriti, ma è data fin dalla nascita. La vita è un diritto in quanto dono di Dio.
Un Pontificato di Apertura e Dialogo
I suoi più di 100 viaggi in tutto il mondo videro la partecipazione di enormi folle, tra le più grandi mai riunite per eventi a carattere religioso. Con questi viaggi apostolici, Giovanni Paolo II coprì una distanza molto maggiore di quella percorsa da tutti gli altri papi messi assieme. Ha operato per la difesa della pace e per migliorare le relazioni con le altre religioni, in primo luogo con anglicani e ortodossi. Papa Wojtyła beatificò e canonizzò molte più persone di ogni altro pontefice: si calcola che le persone da lui beatificate (all'11 ottobre 2003) siano state 1338 e canonizzate (sempre a ottobre 2003) circa 482, mentre i predecessori nell'arco dei quattro secoli precedenti avevano proclamato soltanto 300 santi.

I Giubilei
Giovanni Paolo II ha promosso e guidato importanti eventi giubilari. Per il 1983-1984 indisse il Giubileo Straordinario della Redenzione, nel 1950º anniversario della morte e risurrezione di Cristo, considerata avvenuta nell'anno 33. Lo spirito di rinnovamento e di apertura che caratterizzò il suo pontificato si manifestò pienamente anche con l'annuncio e la celebrazione del Grande Giubileo dell'Anno 2000, un evento che invitava i fedeli di tutto il mondo a "aprire le porte a Cristo" in un momento cruciale della storia.
Il testamento di Giovanni Paolo II ai giovani
Le Sfide del Pontificato: Attentati e Declino della Salute
Il 13 maggio 1981, Giovanni Paolo II subì un attentato quasi mortale da parte di Mehmet Ali Ağca, un killer professionista turco, che gli sparò due colpi di pistola in Piazza San Pietro, colpendolo all'addome. Wojtyła fu presto soccorso e sopravvisse. Due giorni dopo il Natale del 1983, volle incontrare il suo attentatore in carcere per offrirgli il suo perdono. I due parlarono da soli per lungo tempo; la loro conversazione è rimasta privata. Giovanni Paolo II dichiarò: "Ho parlato con lui come si parla con un fratello, al quale ho perdonato e che gode della mia fiducia." Ali Ağca non ha mai rivelato chiaramente la verità, cambiando ripetutamente versione. Documenti analizzati dalla commissione Mitrokhin suggerirebbero che l'attentato fu progettato dal KGB in collaborazione con la polizia della Germania Orientale (Stasi) e con l'appoggio di un gruppo terroristico bulgaro, che a sua volta si sarebbe rivolto a un gruppo turco. Un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede mise in relazione l'attentato con l'ultimo dei Segreti di Fatima. L'attentato avvenne nel giorno della ricorrenza della prima apparizione della Madonna ai pastorelli di Fatima, e Giovanni Paolo II, convinto che fu la mano della Madonna a deviare quel colpo e a salvargli la vita, volle che il bossolo del proiettile fosse incastonato nella corona della statua della Vergine a Fatima. Un altro tentativo di assassinio avvenne il 12 maggio 1982 a Fatima, quando un sacerdote spagnolo, Juan María Fernández y Krohn, tentò di colpire il Papa con una baionetta.
Nonostante un inizio di pontificato in ottima salute - era il più giovane papa eletto dai tempi di Pio IX nel 1846 - e uno stile di vita attivo, che includeva escursioni, nuoto e sci, dopo oltre venticinque anni sul seggio papale, un attentato e numerosi traumi fisici, la sua salute cominciò a declinare. Nel 2001 fu stabilito che soffriva del morbo di Parkinson, ufficialmente confermato dal Vaticano nel 2003. Oltre al tremore alla mano, cominciò a pronunciare con difficoltà più frasi di seguito e accusò problemi uditivi, oltre a un'artrosi acuta al ginocchio destro. Nonostante questi disagi, continuò a girare il mondo, determinato a mantenere la carica fino alla morte.
Gli Ultimi Giorni e l'Eredità Spirituale
Il 1º febbraio 2005 fu ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. Le sue condizioni di salute si aggravarono, costringendolo a saltare gran parte degli impegni. Il 27 e il 30 marzo, giorni di Pasqua e mercoledì seguente, apparve brevemente alla finestra su Piazza San Pietro, tentando inutilmente di parlare. L'afflusso di pellegrini a Roma nei giorni precedenti al funerale fu particolarmente intenso, stimato tra i 2 e i 5 milioni di presenze totali. La Protezione Civile allestì velocemente tendopoli e ospedali da campo, e il Comune di Roma posizionò ventisette maxischermi nelle piazze cittadine.
Subito dopo la morte di papa Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile 2005, ebbe inizio il periodo di sede vacante. Il suo "Anello piscatorio" e il sigillo furono distrutti dal cardinale camerlengo, Eduardo Martínez Somalo, a significare la fine della sua autorità papale. L'appartamento papale fu sigillato, e iniziò il cerimoniale di nove giorni di esequie. Il 28 aprile successivo alla morte, papa Benedetto XVI concesse la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa per l'inizio della causa di beatificazione e canonizzazione. La causa fu aperta ufficialmente il 28 giugno 2005 dal cardinale Camillo Ruini, vicario generale per la Diocesi di Roma. Il miracolo attribuito al Papa, necessario per il riconoscimento di qualunque beato, fu la guarigione dal morbo di Parkinson (lo stesso di cui soffrì Giovanni Paolo II) della religiosa francese suor Marie Simon-Pierre. Nel luglio 2013 fu annunciata la sua canonizzazione.