L'Architettura di Filippo Brunelleschi nella Basilica di San Lorenzo a Firenze

La Basilica di San Lorenzo a Firenze, considerata la più antica cattedrale fiorentina, rappresenta uno dei capolavori più significativi dell'architettura del primo Rinascimento. Questo complesso monumentale è intrinsecamente legato alla figura di Filippo Brunelleschi, scultore, architetto, ingegnere e matematico, universalmente riconosciuto come il padre del Rinascimento.

Mappa storica del centro di Firenze con evidenziata la Basilica di San Lorenzo

Le Origini e il Ruolo Storico della Basilica

La Basilica di San Lorenzo fu il primo edificio di culto innalzato a Firenze e la prima sede dei Vescovi, da cui si irradiò la Fede Cristiana nella città. Secondo la tradizione, l’attuale Basilica venne costruita sui resti di un’antica cattedrale, dedicata al martire Lorenzo e consacrata nel 393 alla presenza di Sant'Ambrogio. Tuttavia, della prima chiesa paleocristiana, sicuramente di più modeste dimensioni di quella attuale, nulla è giunto fino a noi.

Considerata uno degli esempi più armoniosi di architettura rinascimentale di Firenze, questa basilica è stata la chiesa parrocchiale e il mausoleo dei Medici. Durante i suoi sedici secoli di vita, la basilica si è arricchita di numerosi dipinti e opere d’arte.

Filippo Brunelleschi: Il Padre del Rinascimento Architettonico

Filippo Brunelleschi (1377-1446) è stato il primo a chiudere la stagione del Gotico e a riportare l’arte e l’architettura sulla strada del classicismo, riconoscendo l’arte classica come modello assoluto. Già nel Cinquecento, Vasari scrisse che «Ei ci fu donato dal cielo per dar nuova forma all’architettura». Sebbene iniziò la sua carriera come orafo e poi scultore, partecipando anche al concorso per la porta del Battistero fiorentino, la grandezza di Brunelleschi è legata indissolubilmente alla sua attività di architetto.

Ritratto di Filippo Brunelleschi

Il Grande Progetto di San Lorenzo

Tra il 1418 e il 1421, su richiesta del priore della Basilica di San Lorenzo, la Signoria di Firenze concesse il permesso di abbattere la vecchia chiesa paleocristiana per ricostruirla in forme moderne. Filippo Brunelleschi, che ne iniziò i lavori nel 1425, seguì la costruzione fino alla sua morte nel 1446. Il progetto fu poi ampliato e portato avanti da Antonio Manetti Ciaccheri nel 1461, che preservò lo stile e le armoniche proporzioni brunelleschiane.

Filippo concepì un grandioso progetto di una basilica interamente circondata da grandi cappelle, con un ampio spazio cruciforme a una sola navata. Tuttavia, Giovanni dei Medici, e dopo di lui Cosimo il Vecchio, non accettarono la sua proposta perché sarebbe risultata troppo costosa. La pianta della chiesa poi realizzata, divisa in tre navate, è ottenuta dalla ripetizione di campate quadrate tutte uguali, ognuna delle quali è adottata come modulo di base. Le due navate laterali si dividono in una serie regolare di cubi immaginari sormontati da volte a vela.

Pianta architettonica della Basilica di San Lorenzo

BRUNELLESCHI BASILICA DI SAN LORENZO video 5

Principi Architettonici Brunelleschiani

Brunelleschi inaugurò una nuova stagione culturale perché adottò sistematicamente l’ordine corinzio, l’arco a tutto sesto e, ispirandosi agli antichi, elaborò un metodo progettuale rigoroso, basato sull’uso di un modulo di partenza che regola, per multipli e sottomultipli, l’intera architettura.

La sua imitazione dell’architettura greco-romana non fu sempre rigorosa. Ad esempio, la soluzione degli archi impostati sulle colonne, già presente nel Portico degli Innocenti, si rifà alle strutture paleocristiane e medievali. Gli antichi, e in particolare i Romani, ritenevano che le colonne debbano sostenere solo trabeazioni rettilinee; gli archi, al contrario, devono essere impostati su pilastri.

Brunelleschi non intese mai copiare l’architettura classica. Dagli antichi egli riprese soprattutto il principio della normalizzazione, cioè della costruzione dell’architettura attraverso l’adozione di moduli ripetuti molte volte, e l’uso di definire a priori le forme degli elementi architettonici, stabilendone sia le proporzioni sia i particolari decorativi. Partendo da questi “termini noti”, ripetibili e componibili secondo la legge aggregativa delle proporzioni, Brunelleschi usò l’ordine risolvendo, caso per caso, le incognite che il singolo progetto presentava. Sarebbe insomma storicamente scorretto, osserva giustamente Leonardo Benevolo, giudicare Brunelleschi solo «secondo un criterio di compiutezza formale che egli invece sacrifica deliberatamente, impegnato com’è in una ricerca metodologica impervia, fatta di tentativi e di ripensamenti, ma appunto per questo rivoluzionaria e aperta verso il futuro».

All’interno della Basilica, è possibile cogliere con un solo sguardo tutto l’edificio, convergendo infine, grazie a un raffinato gioco geometrico di marmi sull’altare maggiore. La maestosità della Basilica viene esaltata da un sapiente gioco di luce e dall’impiego di soli due colori, il bianco dell’intonaco e il grigio della pietra serena.

Sopra i capitelli corinzi delle colonne della basilica si trovano i famosi dadi brunelleschiani (cubi), che conferiscono un’ulteriore sensazione di continuità e uniformità nello spazio. Questo dado crea un punto di riferimento visivo che si collega direttamente al punto di fuga della prospettiva, dando un senso di ordine e di connessione tra i vari elementi strutturali. Il progetto di Brunelleschi applica la prospettiva geometrica, un principio che l'architetto ha sviluppato e perfezionato per dare ordine e profondità allo spazio. Un aspetto distintivo della Basilica di San Lorenzo è l'uso della fuga prospettica verso il centro. Questo sistema di linee convergenti, ideato da Brunelleschi, guida l'osservatore verso l'altare. Per Brunelleschi, l'uomo deve "dominare" lo spazio. Non si tratta solo di un aspetto tecnico, ma di un concetto filosofico che vede l'architettura come un mezzo per migliorare la comprensione del mondo circostante.

Interno della Basilica di San Lorenzo con enfasi sui dadi brunelleschiani e la prospettiva

La Sagrestia Vecchia: Un Capolavoro del Primo Rinascimento

La Sagrestia Vecchia, nella basilica di San Lorenzo di Firenze, è uno dei capolavori di Filippo Brunelleschi e dell’architettura del primo Rinascimento in generale. Nel 1420, Giovanni di Bicci dei Medici incaricò Brunelleschi di progettare una cappella funebre per la sua famiglia, adiacente al transetto sinistro della Basilica paleocristiana di San Lorenzo. Filippo vi lavorò per sette anni, dal 1421 al 1428.

Questo piccolo ambiente è considerato un capolavoro del primo Rinascimento, anche perché vi lavorarono, assieme a Brunelleschi, Donatello e Michelozzo, che contribuirono (in una seconda fase) alla sua decorazione. Donatello, in particolare, diede importanti contributi scultorei. L'architettura fu completata dal 1419 al 1428, mentre la decorazione scultorea è databile tra il 1428 e il 1443.

La Sagrestia, sormontata da una cupola, ha una volta affrescata dove è stata riprodotta, con l’assistenza di un astronomo, la posizione delle stelle e dei pianeti su Firenze nella notte del 4 luglio 1442. Particolarmente suggestive sono le costellazioni realizzate in oro che spiccano sull’azzurrite utilizzata per colorare la volta celeste. All’interno si possono ammirare i fregi con gli episodi della vita di San Giovanni Evangelista e le porte bronzee, opere di Donatello, così come il fregio con i Cherubini e i tondi degli Evangelisti nelle pareti e quelli con le Storie di San Giovanni Evangelista.

Interno della Sagrestia Vecchia con la cupola affrescata e opere scultoree di Donatello

La Facciata Incompiuta e le Aree Adiacenti

La facciata della chiesa, secondo le volontà espresse da Papa Leone X (figlio di Lorenzo il Magnifico), avrebbe dovuto essere degnamente completata dal paramento marmoreo. Nel 1518 il Papa ne affidò l’incarico a Michelangelo, ma il suo progetto in marmo bianco di Carrara non fu mai eseguito, da qui l'aspetto grezzo e incompiuto dell'edificio.

La facciata di San Lorenzo, in pietra grezza, offre un suggestivo contrasto con la bellezza degli interni. Sul lato destro si può notare l’esterno della Sagrestia Nuova di Michelangelo, con la sua piccola cupola, mentre sul retro della Chiesa, situata in piazza Madonna degli Aldobrandini, si staglia la maestosa Cappella dei Principi, con la sua immensa cupola, seconda per grandezza solo a quella del Duomo di Firenze.

A sinistra della facciata della Basilica si accede prima ai Chiostri e da qui alla Biblioteca Medicea Laurenziana. L'ingresso e la sala lettura della Biblioteca furono progettati da Michelangelo Buonarroti tra il 1524 e il 1534. Il chiostro a doppio loggiato, conosciuto come Chiostro dei Canonici, venne realizzato dal discepolo di Brunelleschi Antonio Manetti Ciaccheri e permette di scorgere parte del profilo architettonico della città. Dal chiostro si accede al museo, dove si possono ammirare reperti e reliquie della basilica facenti parte del Tesoro di San Lorenzo.

Facciata incompiuta della Basilica di San Lorenzo in contrasto con le sue appendici

Capolavori Artistici all'Interno

All’interno della basilica è possibile ammirare i due pulpiti in bronzo, il Pulpito della Resurrezione e il Pulpito della Passione, l’ultimo capolavoro di Donatello. Scendendo nella camera sotterranea si trova la lapide di sepoltura di Donatello, situata vicino a quella di Cosimo de’ Medici, che, in maniera molto simbolica, riposa all’interno di una colonna, a significare quanto durante la sua vita sia stato un pilastro sia per la dinastia familiare che per la chiesa stessa. Il suo monumento funerario si trova direttamente sopra, davanti all'altare maggiore della basilica, dove riposa Cosimo il Vecchio in un monumento funebre realizzato da Verrocchio.

Nella Cappella Martelli, nella sua originaria posizione, si trova l’Annunciazione di Filippo Lippi, considerato ampiamente il suo capolavoro, e un sarcofago della famiglia Martelli, opera di Donatello. Da non perdere anche la pala d’altare con Lo Sposalizio della Vergine, capolavoro di Rosso Fiorentino, e l'affresco del Martirio di San Lorenzo del Bronzino, oltre alle tombe di Giovanni e Piero dei Medici di Andrea del Verrocchio.

Pulpito di Donatello nella Basilica di San Lorenzo

Informazioni per la Visita

Il biglietto d'ingresso al Complesso della Basilica ha un costo di € 9 e permette l’accesso alla Basilica di San Lorenzo, la Sagrestia Vecchia, i Chiostri, il Museo del Tesoro, la cripta e i sotterranei monumentali. L’accesso alla Basilica è consentito dal lunedì al sabato dalle 9:30 alle 17:30, con primo accesso alle 10:00 e ultimo accesso alle 16:30.

tags: #filippo #brunelleschi #basilica #di #san #lorenzo