Il Significato del Fidanzamento e l'Importanza della Fede

Il fidanzamento, nella sua essenza più profonda, trascende la mera promessa di matrimonio per assumere un significato più complesso, intriso di tradizione, implicazioni legali e, soprattutto, una dimensione spirituale e di preparazione alla vita coniugale. Esploriamo le varie sfaccettature di questo periodo cruciale nella vita di una coppia.

La Proposta di Matrimonio e il Suo Ruolo

Tradizionalmente, l’uomo fa la proposta alla donna, una consuetudine che permane ancora oggi. Tuttavia, si celebra l'amore in tutte le sue forme, riconoscendo sia le donne forti sia gli uomini decisi, anche nelle relazioni dello stesso genere. È importante sottolineare che, per potersi sposare, non è richiesta alcuna proposta ufficiale. Nonostante ciò, la proposta di matrimonio è una tradizione celebrata e significativa per molte coppie, spesso accompagnata dal regalo di un anello di fidanzamento. In Italia, i fidanzati portano l'anello all'anulare della mano sinistra. Sebbene fino agli anni '60 fosse comune fidanzarsi senza anello, oggi un numero crescente di coppie sceglie di includerlo.

Le nozioni di "fidanzamento" e "proposta di matrimonio" sono spesso usate con lo stesso significato, descrivendo entrambe la promessa di contrarre matrimonio. Occorre evitare espressioni scorrette come "proposta di fidanzamento", poiché il fidanzamento stesso è la proposta di matrimonio.

Il Fidanzamento tra Legge e Morale

Secondo il Codice Civile, il fidanzamento non comporta alcun obbligo di sposarsi. Si tratta di un accordo puramente morale. È interessante notare che, dal momento in cui una coppia è fidanzata davanti al tribunale, i due valgono come parenti. Questo periodo di preparazione al matrimonio, anche se non legalmente vincolante, ha implicazioni sociali e affettive significative.

Icona raffigurante il Codice Civile e un cuore, simboli di legge e amore

L'Importanza del Discernimento e della Preparazione

Il dizionario Zingarelli definisce il "fidanzamento" come una "promessa reciproca di matrimonio" o il "periodo di tempo compreso tra la promessa di matrimonio e le nozze". Anticamente, in Italia, era usanza celebrare una cerimonia per ufficializzare il fidanzamento, che veniva persino trascritto su registri parrocchiali o comunali. Nella tradizione biblica, la scelta della sposa era spesso compito della famiglia e del padre, con un "amico dello sposo" che fungeva da intermediario, conferendo all'evento un valore ufficiale e legale. Il fidanzamento era così importante da esentare il fidanzato dal servizio militare per un anno dopo il matrimonio.

Il fidanzamento è più di una semplice amicizia; è l'anticamera del matrimonio e richiede maturità biologica, fisica, psichica e sociale. Non deve essere preso alla leggera, poiché molti fidanzamenti interrotti possono causare profonda delusione e dolore.

È prudente che il fidanzamento duri almeno un anno, permettendo ai futuri sposi di conoscersi a fondo e, se necessario, di chiedere consiglio a genitori, amici fidati o consultori prematrimoniali di orientamento cattolico, poiché il sentimento amoroso può offuscare la lucidità. La promessa di matrimonio, anche se formale, non dà diritto ad esigere la celebrazione del matrimonio, ma solo al risarcimento di eventuali danni in caso di rottura senza giusta causa.

Il fidanzamento deve essere sciolto se l'amore coniugale non è realizzabile. In quanto preparazione al matrimonio, implica che i fidanzati credano che il loro futuro patto coniugale sia un sacramento istituito da Gesù Cristo, che santificherà il loro amore coniugale libero, totale, irrevocabile, fecondo, con paternità responsabile e pubblicamente riconosciuto.

La Teologia del Fidanzamento: Un Tempo di Grazia

Non è comune parlare di teologia del fidanzamento, eppure essa è indispensabile oggi per superare un'ottica superficiale o meramente moralistica. Il tempo che precede la celebrazione del sacramento nuziale non è semplicemente un chronos, un tempo che scorre, ma un kairos, un tempo forte e di grazia in cui lo Spirito Santo opera nel cuore dei promessi sposi, a condizione che lo si lasci agire. Una debole teologia del fidanzamento genera una debole pastorale del fidanzamento.

Il fidanzamento deve essere un cammino insieme: l'uno verso l'altra, verso un progetto di vita condiviso e verso Dio, fonte e cuore dell'Amore. È fondamentale evitare di ridurre la celebrazione del matrimonio a un evento isolato, senza un prima e un dopo che lo determinano e lo rendono fruttuoso.

La teologia del fidanzamento si colloca tra l'iniziazione cristiana come polarità fondante e il sacramento nuziale come polarità orientante. Il matrimonio, come "sacramento dei vivi", presuppone la presenza della grazia e la pienezza della vita cristiana, a partire dalla Cresima e dalla partecipazione all'Eucaristia, dalle virtù teologali e dall'esperienza della comunità ecclesiale.

Il tempo del fidanzamento trae forza e contenuto specifico dal Battesimo, in quanto i fidanzati sono incorporati a Cristo e alla Chiesa. Sono chiamati a rinnovarsi nella loro identità cristiana, approfondendo il battesimo come una chiamata a due, preparandosi all'evento di grazia che li renderà una comunione ("una caro") e una comunità di grazia e salvezza.

La spiritualità battesimale del fidanzamento è legata alla presenza dello Spirito Santo, che agisce nei futuri sposi attraverso l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera comune, la riconciliazione e l'Eucaristia. Questi sono gli atti che plasmano il cammino dei fidanzati, affinché lo Spirito possa realizzare in loro la pienezza dei suoi frutti.

Fidanzamento e matrimonio: l'importanza degli Esercizi spirituali di sant'Ignazio - II parte

Natura e Grazia nel Sacramento Nuziale

Il sacramento del matrimonio rappresenta un novum nella vita dei fidanzati, ma non opera miracoli. Esso agisce su ciò che trova: "La grazia suppone la natura, la purifica, la perfeziona e la eleva". La natura umana, ferita dal peccato ma rinata nel Battesimo, è la condizione di base per ricevere la grazia. Quanto più i fidanzati si avvicinano al matrimonio con consapevolezza, tanto più predispongono un buon terreno affinché il sacramento possa operare le sue "meraviglie". L'assenza di questo terreno intacca la fecondità del sacramento.

Il sacramento del matrimonio porta con sé una grazia di guarigione e di elevazione, che Dio dona sempre agli sposi (se non vi è ostacolo), ma questa grazia richiede specifiche premesse. La coppia dei due battezzati è segno del matrimonio-sacramento, la loro comunione d'amore si trasforma in evento sacramentale, partecipazione alla comunione d'amore di Cristo per la Chiesa.

L'amore autentico tra fidanzati, quando non si oppone a Dio, è già abitato da Dio, da Lui deriva e a Lui è indirizzato. Non c'è dissociazione tra l'amore umano dei fidanzati e l'amore di Dio nel sacramento del matrimonio; anzi, l'uno ha bisogno dell'altro e lo alimenta. Più i fidanzati crescono nella verità del loro amore vicendevole, più pongono le basi per la piena operatività dei doni sacramentali.

Questo amore tende oltre se stesso, in una dimensione di trascendenza che implica il "tutto" e il "per sempre". Il sacramento delle nozze suppone e porta a pienezza questo amore, sanando, confermando e santificando l'amore di un uomo per la sua donna e viceversa. Eros, l'amore ascendente, si incontra con Agápe, l'amore discendente, come illustrato da Benedetto XVI nella Deus Caritas Est.

La Preghiera nella Vita di Coppia

La preghiera è fondamentale nella coppia. Essa è un dialogo d'amore tra noi e Dio, senza barriere e sincero, un modo per esprimere gioia, preoccupazione, paura, dolore e persino rabbia. Molti preferiscono un dialogo diretto con Dio, l'ascolto e l'adorazione, piuttosto che recitare formule.

Per alcune persone, ogni gesto di servizio e di amore rivolto al coniuge diventa preghiera, rivolto direttamente a Gesù. Amare il proprio sposo/a è amare Cristo. Questo principio si applica a ogni fratello, ma nel matrimonio assume un'importanza ancora maggiore, diventando risposta alla vocazione personale, gesto sacro e profezia dell'amore di Cristo stesso.

Un esempio toccante è quello di Chiara ed Enrico, dove l'occuparsi della casa, per amore del proprio sposo, divenne preghiera. La preghiera contemplativa è autentica quando accompagnata da una preghiera operativa, che dalla mente prende carne e si trasforma in azione e volontà. Madre Teresa di Calcutta affermava che Gesù sacrificava anche la carità per la preghiera. Le nostre offerte sono gradite a Dio nella misura in cui lo cerchiamo sulla terra, nel prossimo, e non lontano nel Cielo.

Il Signore vuole essere amato nel fratello e nel prossimo più vicino. Un abbraccio, un sorriso, una buona parola, un caffè caldo, un po' di tempo dedicato senza distrazioni: queste sono le preghiere che ama il Signore.

L'Esperienza delle Novene nel Fidanzamento

Le novene, in particolare quelle dedicate alla pace o per un discernimento, possono avere un impatto significativo nel percorso di fidanzamento. Un esempio concreto è quello di Paquita e Tomás, una coppia di sposi venerata, a cui una persona si è rivolta in preghiera in diverse occasioni cruciali della sua vita sentimentale.

  • La prima volta, in una relazione incerta, una novena per la pace e la volontà di Dio ha portato alla conclusione della relazione, lasciando la persona serena.
  • La seconda volta, fidanzata e in attesa di una decisione sul matrimonio, una novena per la decisione o la pace sull'argomento ha portato alla proposta di matrimonio al settimo giorno.
  • La terza volta, per il ritrovamento della fede nuziale smarrita dal marito, la preghiera ha portato al ritrovamento la mattina successiva.

Queste esperienze personali evidenziano come la fede e la preghiera, anche attraverso le novene, possano offrire guida e conforto in momenti di incertezza e gioia.

I Matrimoni Misti e le Disposizioni della Chiesa

La Chiesa ammette la celebrazione di matrimoni misti (tra battezzati di cui uno cattolico e l'altro non cattolico, o tra un cattolico e un non battezzato), ma con specifiche cautele e dispense dell'Ordinario del luogo. Nel caso di battezzati che chiedono il matrimonio religioso per convenienza sociale e non per fede, si deve tentare di ottenere dai fidanzati la fede cristiana (almeno in germe) mediante il dialogo e l'evangelizzazione. Se solo un fidanzato ha rinunciato alla fede cristiana, la parte credente deve dichiarare che allontanerà da sé il pericolo di perdere la fede e farà il possibile affinché la prole sia battezzata ed educata cattolicamente. La Chiesa spera che il coniuge credente aiuti l'altro a giungere alla fede e a crescere in essa.

I matrimoni misti devono essere contratti secondo la forma canonica, salvo dispensa per gravi motivi. La celebrazione avviene normalmente senza la Messa, ma con il consenso dell'Ordinario, si può usare il rito del matrimonio durante la Messa, omettendo la comunione del coniuge non cattolico. È esclusa un'altra celebrazione religiosa prima o dopo il rito cattolico, per salvaguardare il significato sacramentale unico.

La Castità nel Fidanzamento e l'Educazione Affettiva

I fidanzati sono invitati a nutrire il loro amore con amore casto. La castità pone la sessualità al servizio dell'amore totale e della trasmissione della vita, nel contesto matrimoniale. Pertanto, la morale cattolica dichiara gravemente illeciti i rapporti intimi prematrimoniali, poiché solo il patto coniugale (celebrato nella forma canonica per i cristiani) sancisce in modo irreversibile la decisione di due persone di appartenersi come coniugi.

Il Concilio ammonisce che i giovani devono essere adeguatamente istruiti sulla dignità dell'amore coniugale e formati nella stima della castità, per passare da un onesto fidanzamento alle nozze. La castità prematrimoniale può essere ardua, ma nessun comandamento di Dio è impossibile da osservare con la preghiera e la buona volontà di evitare l'occasione prossima del peccato.

L'Analfabetismo Affettivo e l'Emozionalismo

Nella cultura odierna, spesso manca un'educazione a riconoscere e assumere il proprio mondo affettivo in termini maturi. Si assiste a un analfabetismo affettivo, che porta a relegare il discorso degli affetti nell'ambito dell'indefinito o dell'irrilevante. In contrasto, si registra un'esplosione di esibizionismo emozionale.

È cruciale distinguere tra emozioni, che esprimono il livello immediato del sentire, e sentimenti, che coinvolgono la totalità della persona. Il matrimonio si regge sull'amore, non sulla mera emozione dell'innamoramento. Uno dei problemi della pastorale matrimoniale è il mancato passaggio dall'innamoramento all'amore, o la crisi di matrimoni di lunga data per una semplice infatuazione. La cultura attuale tende a promuovere una prospettiva emozionale piuttosto che un'autentica maturazione affettiva.

Anche il concetto di tenerezza può essere inteso in due modi: come emozione (passeggera, superficiale) o come sentimento (amore forte, responsabile, che implica il "tutto" e il "per sempre"). La tenerezza come sentimento coincide con la maturità affettiva.

In ognuno di noi esiste una risorsa enorme: l'affettività, intesa come ricchezza di sensibilità. Questa forza dinamica attende di venire alla luce e di essere indirizzata; altrimenti, rischia di diventare dispersiva e irrequieta. Una corretta educazione affettiva deve far passare dal sentire come spinta anonima a un sentire voluto e ricercato, come cammino verso la maturità affettiva. Deve superare l'analfabetismo affettivo e l'emozionalismo, coniugandosi con l'educazione delle facoltà superiori (ragione e volontà) e con l'educazione ai valori etici.

La vocazione a modellare la sensibilità è un'arte, che scolpisce la nostra vera identità, creata a immagine e somiglianza di Dio, mettendoci in grado di accogliere, donare, condividere con libertà, purezza di cuore, generosità e altruismo. Richiede grande pazienza e muove da ciò che si è per giungere a ciò che non si è.

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