L'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra è un magnifico monastero che unisce l'austerità romanica alla semplicità cistercense, e costituisce uno dei monumenti più pregevoli e meglio conservati in Italia dell'architettura cistercense. Rappresenta la più alta testimonianza della presenza dei Cistercensi nelle Marche, fondata in un suggestivo scenario naturale, oggi cuore della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra.
Storia e Fondazione dell'Abbazia
L'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra fu fondata nel 1142. In quell'anno, Guarnerio II, duca di Spoleto e marchese della Marca di Ancona, donò un vasto territorio nei pressi del fiume Fiastra ai Monaci Cistercensi dell’Abbazia di Chiaravalle di Milano. I monaci, arrivati da Milano, intuirono la magia di questo luogo e lo scelsero per costruire la loro nuova "casa", portando con sé i libri liturgici e gli arnesi da lavoro.
La costruzione del monastero, iniziata l'anno del loro arrivo in terra marchigiana, seguì le indicazioni di San Bernardo, avvalendosi di architetti-monaci francesi che usarono stilemi tipici dell’architettura cistercense, come l'uso del mattone. Per l'edificazione, furono utilizzati anche materiali provenienti dalle rovine della vicina città romana di Urbs Salvia, distrutta da Alarico tra il 408 e il 410 e poi abbandonata.
In pochi anni, l’Abbazia divenne una delle più importanti d'Italia. L’Abbazia conobbe una rigogliosa floridezza per tre secoli e, grazie ai Monaci Cistercensi che osservavano la regola di San Benedetto "Ora et labora", promosse lo sviluppo religioso, economico e sociale di tutta l’area. Giunse a controllare trentatré chiese e monasteri e il suo territorio, suddiviso in sei grange (aziende agricole), favorì un notevole sviluppo. Dalla sua fondazione, l’Abbazia conobbe tre secoli di splendore grazie a numerose vocazioni e a generosi lasciti, fino al saccheggio del chiostro e della chiesa operato da Braccio da Montone nel 1422.
Nel 1773, dopo essere stata abbandonata dai Cistercensi nel 1422 e successivamente affidata a cardinali commendatari e ai Gesuiti, la nobile famiglia Giustiniani Bandini acquistò il complesso. Su invito della Fondazione, nel marzo 1985 i Monaci Cistercensi, provenienti anche questa volta da Milano, sono ritornati a vivere nell'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.

L'Architettura Monastica
Il percorso di visita parte dal cuore del complesso monastico, offrendo una testimonianza esemplare dell'architettura cistercense.
La Chiesa Abbaziale
La Chiesa abbaziale, dedicata alla Vergine Maria, è una monumentale costruzione regolata dalle severe forme cistercensi. La sua architettura rispecchia lo stile romanico-gotico lombardo, con una pianta più in stile francese, a croce latina, con un quadrilatero a tre navate, otto campate e un transetto sporgente. L’interno della chiesa è molto suggestivo, con la navata centrale altissima, a volte ogivali, e caratteristici pilastri cruciformi coronati da capitelli romanici, scolpiti dai monaci stessi con materiali provenienti dai ruderi della vicina Urbs Salvia.
La chiesa conserva ancora capitelli unici, due rosoni e affreschi tre-quattrocenteschi. Sono presenti molti elementi distintivi delle abbazie cistercensi, come le semicolonne che poggiano su mensole di pietra (peducci) a forma di cono rovesciato, e in alcuni pilastri le semicolonne sono tagliate e senza capitelli. Le volte a crociera furono sostituite da capriate lignee. Tra gli affreschi che si conservano nell’abbazia, notevoli sono quelli della seconda cappella a destra, dedicata a San Benedetto, risalenti al secolo XV e attribuiti alla scuola camerinese.

Il Chiostro
Il chiostro, simbolo della vita monastica e cuore dell’abbazia, è un grande quadrilatero dove i monaci pregavano e leggevano i Sacri Testi. Nelle sue forme attuali, è frutto della ristrutturazione operata alla fine del 1400 dai cardinali commendatari, dopo il saccheggio del 1422. È realizzato in laterizio con bassi pilastri, archi ribassati e copertura a capriate.
Al centro del chiostro spicca un pozzo ottagonale in pietra e mattoni, che era usato per attingere l'acqua da una cisterna dove veniva convogliata l'acqua piovana.
- Il lato a fianco alla chiesa era destinato alla preghiera.
- Sul lato orientale si trovava la Sala del Capitolo.
- Sul lato ovest si trova il cellarium, che era usato come magazzino e deposito, e anche come dormitorio dei conversi.
- Il lato sud del chiostro ospitava le cucine e i refettori.

La Sala del Capitolo
La Sala del Capitolo, chiamata anche "sala dell’ascolto dello Spirito", era usata in passato per la lettura mattutina di un capitolo della Regola di San Benedetto. Qui ogni giorno i monaci si riunivano. La sala è divisa in sei campate quadrate con volte a crociera, sostenute da due colonne romane. Un'epigrafe all’ingresso della sala esorta il monaco a parlare poco: "Parla poco, odi assai et guarda al fine di ciò che fai".
Il Refettorio dei Conversi
Del lato sud del chiostro, oggi resta solo il Refettorio dei conversi (monaci dediti al lavoro manuale). Questa sala da pranzo, considerata sacra in quanto simboleggia la comunione di vita e la condivisione dei monaci, uno degli aspetti della carità fraterna, presenta volte a crociera e sette colonne composte da basamenti, fusti e capitelli provenienti dalle rovine della vicina città di Urbs Salvia.
Altri Ambienti Monastici
- Le Grotte: Scavate nel XII secolo sotto la chiesa, sono una serie di corridoi che si intersecano, con volte a botte e a crociera, profonde 5,73 metri. Questi cunicoli venivano usati come via di fuga o celle frigorifere per il deposito alimentare. Al momento non sono visitabili.
- La Sala delle Oliere: Era impiegata per contenere le brocche con l’olio d’oliva prodotto dall’Abbazia. Oggi ospita la Raccolta Archeologica con reperti provenienti da Urbs Salvia.
- Il Museo del Vino: Allestito nei locali delle cantine dell'Abbazia, con accesso dal chiostro, espone strumenti e oggetti usati nel passato per la lavorazione delle uve. Le cantine furono fatte costruire dai Gesuiti.
- Il Museo della Civiltà Contadina: Raccoglie oggetti e strumenti di uso domestico-rurale.
Il Palazzo Giustiniani Bandini e il Giardino
L'ala sud del chiostro dell'Abbazia, verso la fine del XVIII secolo, fu adibita a dimora della Famiglia Bandini. Nel 1773, i Giustiniani Bandini aggiunsero sul lato sud un elegante palazzo neoclassico. Nel 1859, il Principe Sigismondo affidò all'architetto Ireneo Aleandri, che progettò anche lo Sferisterio di Macerata, la ristrutturazione dell'edificio.
Il Palazzo si sviluppa su tre piani e presenta molte stanze con ricche decorazioni, in stile neoclassico. Al primo piano si trova il Salone Pompeiano, dove si ascoltava la musica e dove sembra abbiano suonato Wagner e Liszt. Da un lato del salone si apre una bellissima "enfilade", una serie di salottini molto raffinati. La maggior parte degli ambienti presenta decorazioni a grottesche della fine del XIX secolo. Durante la seconda guerra mondiale, nel Palazzo fu allestito un campo di concentramento per ebrei e prigionieri politici.
Il Palazzo si affaccia su un giardino all’inglese, realizzato tra il 1818 e il 1835. Questo giardino, adornato da lecci secolari, diversi tipi di conifere, palme e una maestosa quercia da sughero (specie rara nelle Marche), è un classico esempio del genere.

La Riserva Naturale e i Servizi
La Riserva Naturale di Fiastra si sviluppa su un’area di quasi 2000 ettari, circondando completamente l’Abbazia. Racchiude sentieri natura, percorsi ippici, ciclistici, ampi e accoglienti spazi verdi completi di molti servizi e numerose attività.
Accesso e Info per i Visitatori
Per raggiungere l’Abbazia di Fiastra occorre prendere l’uscita della SS77var della Val di Chienti e uscire a “Macerata Ovest”, seguendo la segnaletica turistica marrone “riserva naturale Abbadia di Fiastra”.
L'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra ha la sua chiesa (parrocchia della Diocesi di Macerata) aperta tutti i giorni, dalle ore 7:00 alle ore 19:30.
Servizi e Strutture
- Ufficio Informazioni: In un locale dell'antica foresteria del monastero si trova l'Ufficio Informazioni, voluto dalla Fondazione Giustiniani Bandini e dalla Provincia di Macerata. Qui i numerosi visitatori della Riserva Naturale possono trovare opuscoli e materiale informativo sulla Riserva stessa, sul complesso abbaziale e su tutta la Provincia di Macerata. Il personale è in grado di dare informazioni e spiegazioni, anche in lingua straniera, su strutture museali da visitare, sentieri da percorrere, centri storici da visitare, orari dei mezzi pubblici, recettività locale e altro.
- Servizi igienici e parcheggi auto: Disponibili per i visitatori.
- Area Sosta Camper: Per chi viaggia in camper, è disponibile un'area sosta a pagamento “Abbadia di Fiastra” adiacente al parcheggio del parco naturale. I servizi comprendono piazzola di sosta, carico acqua, scarico wc, corrente elettrica e docce.
- Foresteria: Dispone di sei camere, una cucina e un'ampia sala, in grado di accogliere gruppi e singoli.
- Depliant per la visita: Disponibili gratuitamente in italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, olandese.
- Bookshop.
Il Parco Archeologico di Urbs Salvia
Il Parco Archeologico di Urbs Salvia si sviluppa sul pendio della collina su cui è sorta la Urbisaglia medievale e comprende:
- Le cisterne dell’acquedotto che rifornivano d’acqua la città sottostante.
- Il Teatro, usato per le rappresentazioni drammatiche.
- L’edificio a nicchioni, che fungeva da scenografico raccordo dei vari livelli della città.
Ai piedi della collina si estende l’area sacra, costituita da un Tempio con criptoportico, un corridoio sotterraneo affrescato secondo lo stile pompeiano. Attraversando l’imponente cinta muraria si raggiunge l’Anfiteatro, dove si svolgevano i giochi gladiatori.
Abbadia di Fiastra
tags: #fiastra #abbazia #chiaravalle