La Festa Liturgica dei Santi Apostoli Simone e Giuda Taddeo

La Chiesa commemora il 28 ottobre la festa liturgica dei Santi Simone e Giuda Taddeo, due apostoli scelti da Gesù per predicare e diffondere il suo messaggio a tutti i popoli del mondo. Vengono festeggiati lo stesso giorno perché, secondo alcune fonti, nell’anno 107 sarebbero stati uccisi insieme in Persia, durante la persecuzione dei cristiani, sotto il dominio dell’imperatore romano Traiano.

Rappresentazione iconografica dei Santi Apostoli Simone e Giuda Taddeo

Chi erano i Santi Apostoli Simone e Giuda Taddeo?

I santi Simone e Giuda Taddeo sono due tra gli Apostoli meno conosciuti, pur essendo tra i più vicini al Maestro. Secondo alcune tradizioni, essi erano cugini di Gesù.

San Simone Apostolo

  • Origini e Soprannomi: Di Simone sappiamo che era nato a Cana in Galilea e per questo era chiamato anche il Cananeo. Era soprannominato lo Zelota, forse perché aveva militato nel gruppo antiromano degli Zeloti, fedeli alla religione ebraica.
  • Identità Controverse: Le notizie pervenute sulle sue origini, sulla sua presenza nel collegio apostolico e sulla sua attività evangelizzatrice sono state incerte e controverse lungo i secoli. Molti identificano Simone con l’omonimo cugino di Gesù, più noto come Simone, fratello dell’apostolo Giacomo il Minore, al quale sarebbe succeduto come vescovo di Gerusalemme dal 62 al 107. I Bizantini lo identificano con Natanaele di Cana e con il direttore di mensa alle nozze di Cana, mentre i Latini e gli Armeni lo fanno operare e morire in Armenia.
  • Martirio: Secondo la tradizione, Simone subì un martirio particolarmente cruento: il suo corpo fu fatto a pezzi con una sega.
  • Patronato: Simone lo Zelota o il Cananeo è protettore di pescatori, muratori, fabbricanti e commercianti di pellami, e anche di coloro che lavorano al taglio della legna, del marmo e della pietra.

San Giuda Taddeo Apostolo

  • Origini e Soprannomi: L’evangelista Luca presenta questo apostolo come Giuda di Giacomo. Matteo e Marco lo chiamano invece Taddeo, un soprannome che in aramaico significa “magnanimo” o “dal petto largo”. Il nome di Giuda, prima che l’Iscariota lo rendesse odioso, era uno dei più belli nella storia ebrea.
  • Parentela con Gesù: La tradizione che lo vuole cugino di Gesù è considerata vera, poiché è chiaro dalle Scritture che suo padre, Alfeo, era fratello di San Giuseppe, secondo Vatican News. Sua madre, Maria di Clopas, era una cugina della Vergine Maria.
  • Non Confondere con l'Iscariota: È fondamentale distinguere Giuda Taddeo dall'altro apostolo, Giuda Iscariota, colui che tradì Gesù.
  • Martirio: Come Simone, egli è venerato come martire, ma le circostanze esatte della sua morte non sono sempre state chiare. Si crede che morisse martire, e il suo corpo sarebbe stato sepolto in Persia, insieme a quello di Simone.
  • Patronato: Giuda Taddeo viene invocato per i casi disperati.
Mappa delle rotte apostoliche di Simone e Giuda Taddeo in Medio Oriente

La Chiamata Divina e la Missione Apostolica

In quei giorni, Gesù si ritirò sul monte a pregare, passando tutta la notte in preghiera a Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli. Tra questi vi erano Simone, al quale diede anche il nome di Pietro, e Simone, detto Zelota, Giuda, figlio di Giacomo, e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Gli apostoli furono scelti «perché stessero sempre con lui» e per essere edificati «sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù».

Dopo l’Ascensione di Gesù, i due apostoli Simone e Giuda Taddeo si misero in cammino, senza denaro né altro bagaglio, come il Messia aveva loro detto di fare, per portare la luce della Verità e propagare la nuova religione fra i pagani. Si ritiene che abbiano predicato il Vangelo in Egitto e Mesopotamia.

Il Contributo di Giuda Taddeo all'Ultima Cena

Secondo san Giovanni, nell’ultima cena proprio Giuda Taddeo chiese a Gesù: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». Gesù non gli rispose direttamente, ma andò al cuore della chiamata e della sequela apostolica, affermando: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». L’unica via per la quale Dio giunge all’uomo, anzi prende dimora presso di lui, è l’amore. Non è un caso che la domanda venga da Giuda: il suo cuore magnanimo aveva, probabilmente, intuito la risposta del Maestro.

La Lettera di San Giuda

San Giuda scrisse una sola breve lettera, presente nella Bibbia. In essa, egli rimprovera i fomentatori di discordie e la definisce una severa critica agli gnostici, eresia che separa il corporeo dallo spirituale, sostenendo che il fisico o il corporeo siano il male, mentre lo spirituale è il bene. La lettera, giudicata “piena della forza e della grazia del cielo”, mostra la figura di San Giuda come maestro fermo e sapiente.

Il Martirio e la Venerazione

Secondo il Martirologio Romano, Simone e Giuda Taddeo subirono il martirio insieme. San Fortunato di Poitiers afferma che furono sepolti a Suanir, la città persiana dove affrontarono il martirio. La ‘Leggenda Aurea’ e il Martirologio Romano li accomunano, ritenendo che predicarono il Vangelo in Egitto e Mesopotamia, subendo insieme il martirio.

La loro festa del 28 ottobre è ricordata dal calendario geronimiano del VI secolo e fin da quel periodo si celebra a Roma. I fedeli, richiamandosi all'affermazione di Paolo, che i figli di Dio «vengono edificati insieme» (συνοικοδομέω), vedono in questa edificazione plurale e variegata, per mezzo del dono dello Spirito, una vera e propria «abitazione di Dio».

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