Nel Sud Italia, in cui sono nato, è diffusa l'abitudine di celebrare la festa del Santo di cui si porta il nome piuttosto che la data in cui si compiono gli anni: l'onomastico ha una maggiore rilevanza rispetto al compleanno. Scambiarsi gli auguri tra omonimi gratifica più del ricevere gli auguri per un fatto rispetto al quale, tutto sommato, si può essere indifferenti; semmai gli auguri andrebbero alla madre che in quel giorno ha dato alla luce un bimbo. Porsi tra gli altri piuttosto che imporsi agli altri sembra più consono alla vita sociale. Ci ritroviamo a fare gli auguri un po’ perché si usa, magari seguendo colui o colei che prima di noi hanno avuto buona memoria. Oggi, invece, siamo più portati a festeggiare il compleanno, perché una data è di facile memoria.
L'importanza del nome e le origini dell'onomastico
A contendersi il primato due teorie in particolare, entrambe interessate a spiegare le origini dell'onomastico e per certi versi il suo significato. Di questi aspetti in particolare parla Senofonte nella sua opera "Ciropedia", che tratta dell’educazione di Ciro il Grande, il fondatore dell’Impero Persiano.
Il nome tra nascita e primo compleanno
Qualcuno direbbe che esiste il compleanno: è vero, ma nella vita di ognuno esiste una fase che intercorre tra la nascita e il primo compleanno. In quell’anno, in realtà, a ricordare il nuovo arrivato o la nuova arrivata c’è solo il nome.
Il significato del nome nella storia
L’importanza del nome la possiamo capire anche ripercorrendo quella che è stata la storia del popolo di Israele: leggendo la Bibbia ci si accorge fin da subito che Dio cambiava il nome alle persone perché in questo modo indicava per ognuno la missione nella vita terrena. Un esempio, inoltre, è quello di Simone diventato Pietro.
La cristianizzazione dell'onomastico
Con il passare del tempo la festa si è sempre più cristianizzata e oggi si festeggia il proprio onomastico il giorno della festa del santo che porta lo stesso nome. I santi, infatti, hanno un ruolo importante nella religione cristiana: sono coloro che intercedono per noi in quanto profondamente uniti a Cristo e a Dio.

Il compleanno: storia e tradizione
L'assenza della celebrazione della nascita nel Medioevo
Nella Bibbia sono raccontate due “feste di compleanno”: quella del faraone e quella di Erode. Quest’ultimo, alla fine della sua danza, dona a Salomé la testa di Giovanni Battista. Nel Medioevo, il cristiano vedeva nel battesimo una ‘rinascita’ e nelle feste dei santi il ricordo della loro ‘nascita’ alla ‘vera vita’. Non c’era posto per una celebrazione religiosa della ricorrenza della nascita.
Il ruolo dell'anagrafe e delle ricorrenze religiose
Fatto è che ben poche persone conoscevano la data del giorno e l’anno di nascita: era un numero e bisognava leggerlo. Non c’era ancora un’anagrafe civile (prodotto post rivoluzione francese) e poche persone sapevano il giorno di nascita; in quella religiosa, invece, era segnato il giorno del battesimo. Battesimo che, fino a poco tempo fa, doveva essere celebrato entro l’ottavo giorno dopo la nascita. Le ricorrenze religiose, invece, venivano ricordate dagli officianti e dalla maggior parte della gente.
Le origini moderne della festa di compleanno
Marco Polo scoprì che la corte festeggiava solennemente la nascita del Kublai Khan (23 settembre 1215 - 18 febbraio 1294). Pur tuttavia, la cosa più interessante è che la festa di compleanno, così come la conosciamo oggi, è assai recente.
Goethe e la torta di compleanno
Johann Wolfgang Goethe nacque il 28 agosto 1749 a Francoforte sul Meno, al dodicesimo rintocco del mezzogiorno, come ci racconta lui stesso, sotto una congiunzione astrale favorevole. Teneva moltissimo a tale ricorrenza, occasione di bilanci e previsioni, auguri e regalini di parenti e amici. Piccoli dolci lievitati, vari bretzel e altra pasticceria lo allietavano, fino a quando, nel 1802, il giorno del suo 53° compleanno decise per una torta speciale, di compleanno appunto. E, per l'appunto, vennero aggiunte al dolce di compleanno le candeline. La festa si tramutò in kinderfest, festa del bambino, che riceveva il dolce la mattina con tante candeline quanti gli anni che compiva, più una: la luce della vita!

La nascita di nuove tradizioni
Un po’ dopo, durante la Grande Guerra, si prese l’abitudine di esprimere un desiderio e spegnere con un soffio le candeline, ad imitazione degli antichi greci che credevano che il fumo, generato dal soffio, trasportasse le preghiere agli dei!
La canzone di compleanno
La prima persona che pretese fosse cantata una canzone proprio per il suo compleanno fu Luigi di Francia: volle il Te Deum. Era il 1605 e la sobria festicciola si ripeté negli anni successivi. Addirittura nel 1611, Luigi XIII, sovrano da meno di un anno, si rifiutò di studiare perché era il suo compleanno! Mildred e Patty Hill, due sorelle insegnanti di una scuola nel Kentucky, composero nel 1893 la canzoncina “Good Morning to All” da cantare all’ingresso in aula. In poco tempo guadagnò popolarità e si trasformò nella ben nota “Happy Birthday To You”.
La crisi dei valori e il cambiamento delle preferenze
Fino a poco tempo fa, dalle nostre parti, si dava molta più importanza agli onomastici che ai compleanni; il fatto che oggi vadano, invece, di moda i compleanni è, a mio avviso, l’ennesimo segno di quella crisi dei valori che sta alla base della crisi della società. Oggi si preferiscono nomi stranieri oppure nomi scelti dai vip per i loro figli… non importa per niente il loro significato. Eppure è bello conoscere il Santo di cui si porta il nome!
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