Il pellegrinaggio a Roma, curato da don Carlo Malavasi e Roberto Andreotti per il 40° anniversario del settimanale diocesano "Notizie", ha rappresentato un momento significativo di fede e condivisione. Questa iniziativa si è inserita nel contesto più ampio dell'Anno Santo 2025, che ha visto lo svolgersi di sei Giubilei a Roma coinvolgendo circa 360 persone. A differenza di alcune di queste giornate precedenti, il pellegrinaggio di "Notizie" ha permesso un incontro diretto con il Santo Padre, atteso con grande trepidazione dai partecipanti.

Preparazione e Attese: Un Cammino di Fede Collettiva
La proposta di preparare “un evento” come inizio di festa per i 40 anni di "Notizie" è arrivata e si è deciso di partecipare ad una udienza pubblica di Leone XIV. Il percorso di preparazione ha incluso diversi momenti formativi e organizzativi.
- Il 26 febbraio, in occasione di “Credo la Chiesa”, il vescovo Erio ha dato un contributo non solo coinvolgente ma per me necessario come preparazione all’incontro con il Papa.
- L'8 marzo, un'assemblea dei partecipanti ha dedicato una parte del pomeriggio alle informazioni organizzative.
- Il 24 marzo, il gruppo ha visitato Santa Croce in Gerusalemme per una meditazione sulle “sette parole” (sette frasi) pronunciate da Gesù sulla croce, in un ininterrotto dialogo con il Padre. Questa meditazione ha esplorato le prime tre frasi a favore dei presenti, uno sguardo su sé stesso e, infine, le ultime tre come una pur difficile ma confidente consegna della propria vita al progetto di Dio.
L'Incontro con il Papa: Emozioni e Testimonianze
Il 25 marzo è stato il giorno culminante del pellegrinaggio, con l'udienza in Piazza San Pietro.
In Piazza San Pietro illuminata dal sole il clima era di festa, in tutti c’era molta gioia. Quattro rappresentanti del gruppo, composto da 120 persone partite insieme e altre 10 unitisi in seguito, sono stati scelti per un saluto personale al Santo Padre. Era ben visibile lo striscione che ricordava "Notizie" e l’impegno ad “usare parole disarmate e disarmanti”.
Il Dialogo di Padre Célestin Mbuama Ngalamulume
Padre Célestin Mbuama Ngalamulume, parroco di San Francesco e di San Nicolò, era nella delegazione che ha incontrato Papa Leone e ha potuto trattenersi con lui per un breve dialogo.
“Mi sono semplicemente presentato al Santo Padre - racconta Padre Célestin -. Gli ho detto che vengo dalla Repubblica Democratica del Congo, che appartengo alla Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri, fondata da padre Giacomo Cusmano a Palermo, e che sono in missione nella Chiesa di Carpi, pastore delle comunità parrocchiali di San Francesco e di San Nicolò. Ho aggiunto che quest’anno ricordo il 25° anniversario di ordinazione sacerdotale per questo gli ho chiesto una benedizione su di me e su tutte le persone che mi sono affidate. Lui mi ha ascoltato attentamente e ha risposto: ‘Grazie a te! Certamente, ti benedico’”.
La Rappresentanza Femminile con Paola Lunardi
Paola Lunardi, collaboratrice di "Notizie" e webmaster del sito della Diocesi di Carpi, ha rappresentato il lavoro “a prevalenza femminile” che si svolge all'interno del settimanale. Con grande sorpresa, come lei stessa commenta con un sorriso “pensavo che ci fossero persone più importanti di me”, ha accolto l’invito ad incontrare, con il direttore Luigi Lamma, padre Célestin e Roberto Andreotti, Papa Leone in Piazza San Pietro, dopo la catechesi.
“Nessuno di noi era preparato a questo momento - spiega Paola -, il direttore Lamma aveva chiesto che il 40° di Notizie fosse citato nei saluti durante l’udienza, cosa che è avvenuta, ma, ripeto, non ci aspettavamo di avere la possibilità di andare al ‘baciamano’, come viene chiamato. Per questo, mi piace dire, con una battuta, che non avevamo neppure l’abbigliamento consono per presentarsi dal Santo Padre, solo gli abiti da viaggio con il nostro fazzoletto da pellegrini!”.
Quando, dopo un’attesa non breve - tante erano le persone che il Papa doveva salutare - è stata finalmente la volta della delegazione del pellegrinaggio da Carpi, Paola, emozionatissima, era al fianco del direttore Lamma, che ha consegnato al Santo Padre una cartellina con la stampa delle prime pagine di "Notizie" pubblicate in occasione delle visite in Diocesi di Carpi di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.
“Il Papa mi ha stretto la mano - racconta -. Quando il direttore gli ha detto ‘siamo della Diocesi di Carpi’, il Santo Padre, puntando il dito ha esclamato: ‘ah, è quello striscione che ho visto là davanti, siete voi!’. Padre Célestin, invece, si è trattenuto un attimo più a lungo con il Papa”.
Un momento, dunque, di grande intensità per Paola, che ha potuto vedere da vicino il grande lavoro che viene svolto “dietro le quinte” per organizzare e gestire, in ogni dettaglio, le udienze generali con il Santo Padre: “Mi sono resa conto di quanto sia difficile ascoltare tutti, accontentare tutti, spostarsi da una parte e dall’altra, … Insomma, essere Papa è molto impegnativo ed è per questo che l’ho visto affaticato, nonostante la sua naturale gentilezza”. Com’è intuibile, sottolinea Paola, “è stata una gioia rappresentare, insieme al direttore Lamma, il lavoro che si fa a Notizie, un ambiente a prevalenza femminile. Per me, inoltre, è il ventesimo anniversario di quando sono entrata a far parte di questa ‘grande famiglia’. Aggiungo che sono lieta di poter lavorare in una realtà dove si parla di fede, della vita della Chiesa, dei tanti semi di bene presenti nelle nostre comunità che meritano di essere conosciuti”.

Il Racconto di Roberto Andreotti: "Un'Emozione che Si Può Solo Vivere"
Roberto Andreotti ha descritto la preparazione del viaggio e l’accompagnamento di 120 amici all’udienza papale come un’esperienza impegnativa, che ha richiesto mesi di organizzazione e che difficilmente si riesce a racchiudere in poche parole. È stato un percorso fatto di incontri, attese, sorrisi, condivisione e, soprattutto, di fede vissuta insieme.
Fin dalla partenza del 24 marzo, sul piazzale della stazione dei treni di Carpi, si percepiva un clima particolare: volti gioiosi e pieni di speranza, storie diverse, ma un unico desiderio nel cuore: incontrare il Santo Padre. Durante il viaggio in treno, Roberto ha avuto modo di ascoltare molti pellegrini: ognuno portava con sé qualcosa, una preghiera di speranza, un ringraziamento o, talvolta, una fatica, in un’atmosfera di grande umanità.
Il momento dell’udienza è stato intenso per tutti. Personalmente, ha ricevuto il dono inatteso di potersi avvicinare a Papa Leone XIV e di stringergli la mano. Quando alcuni amici pellegrini gli hanno chiesto cosa si provasse in un momento simile, ha faticato a trovare una risposta. Poi ha detto semplicemente: “È un’emozione che solo vivendola si può descrivere”. Tornando a casa, porta con sé i volti degli amici, le loro storie e la consapevolezza di aver condiviso qualcosa di grande. Così come nei sei pellegrinaggi giubilari vissuti nel 2025 insieme a circa 360 persone - amici, come gli piace chiamarli - sente di poter dire ancora una volta che “il vero miracolo sta nella gioia dello stare insieme, condividendo con rispetto e amore gli stessi valori e le stesse speranze”.
La Prospettiva di Arrigo Po: Crescita nella Fede e il Messaggio del Papa
Il giorno precedente l’udienza con Papa Leone XIV è stato speso per visitare luoghi significativi per la fede, come la chiesa di Santa Croce di Gerusalemme, dove è stata anche celebrata la Messa, e poi la chiesa di Sant’Ignazio, oltre ad altri luoghi di rinomanza turistica come Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Pantheon, Piazza Navona.
La giornata dell’udienza ha impegnato il gruppo in una “maratona” di 6 ore (dalle 7.30 alle 13.30) la mattina del 25 marzo. “La pace sia con voi”: così il Pontefice ha dato inizio al suo intervento, in un momento in cui la parola “Pace” risuona non come formula liturgica ma come speranza viva e dolorosa al tempo stesso. Papa Leone XIV ha parlato del capitolo 3 della Costituzione dogmatica Lumen Gentium, che descrive la forma gerarchica della Chiesa. I ministri, ha detto Papa Leone, sono al servizio del popolo di Dio affinché questo giunga alla salvezza. I primi ministri furono gli apostoli, su cui Gesù fondò la Chiesa e a cui Egli stesso diede il mandato di pascolare il gregge. I successori degli apostoli, i vescovi, proseguono questo mandato fino alla fine dei tempi. Inoltre, Gesù diede a Pietro il ruolo di custode dell’unità tra i vescovi. Il sacerdozio dei fedeli, la partecipazione del sacerdozio di Cristo, si esplica nell’azione dei vescovi e, in misura subordinata, di presbiteri e diaconi. Arrigo Po ha aggiunto: “Preghiamo Cristo perché i pastori effettuino questo servizio (ministero) in modo collegiale, esercitando verso i fratelli la carità che fu di Cristo, con esempi e testimonianze”.
Il pellegrinaggio a Roma con "Notizie" è stata un’esperienza intensa ed emozionante da vari punti di vista. Il programma ricco di visite ad opere d’arte e di profondi momenti di preghiera ha permesso ad Arrigo di visitare la città in maniera più coinvolgente e accurata. Il pellegrinaggio, inoltre, ha imposto anche dei sacrifici e delle accortezze, che lo hanno reso a tutti gli effetti un cammino fatto insieme. Le messe e soprattutto l’Udienza generale del Santo Padre sono stati eventi che gli hanno fatto crescere nella Fede e di approfondirla. È stato il primo pellegrinaggio della sua vita e spera di farne degli altri, perché le condizioni in cui vengono vissuti aiutano a rendersi conto delle proprie forze e debolezze, della necessità dell’uomo di affidarsi agli altri e di socializzare con loro.
La più grande emozione che ha provato durante il pellegrinaggio è stata la gioia fortissima, che gli ha quasi provocato un sussulto, quando Papa Leone XIV è passato con la papamobile e li ha benedetti: li ha guardati e ha fatto il segno di croce delle benedizioni con le mani. La presenza del Santo Padre e le sue parole lo hanno inevitabilmente fatto crescere e riflettere nella Fede. Vedere da così vicino il Pontefice è stata una sensazione indescrivibile: “è una persona per cui provo un grande rispetto e stima; sin dalla sua elezione lo ho seguito il più possibile, soprattutto tramite i social, e vedere e sentire dal vivo il Vicario di Cristo e Successore di Pietro mi ha fatto rendere conto del grande dono che il Signore mi ha fatto”.
Papa Francesco Oggi a Piazza San Pietro - Video Udienza Generale Vaticano
Il Diario di Marina Colli e Walter Lugli: Il Viaggio dell'Anima
Marina Colli e Walter Lugli si sono chiesti: “Cosa ci ha spinto a partecipare al pellegrinaggio a Roma in marzo?”. Hanno risposto che “ogni tanto si sente il bisogno di occasioni speciali, di una esperienza più intensa da cui attingere energia spirituale che nel vortice della quotidianità talvolta non riesci a percepire. E poi stabilire un contatto visivo diretto con colui che adesso ha il ruolo di guida della Chiesa per sentirlo ancora più familiare”. Non sempre ci si rende conto della fortuna che si ha: la vicinanza con un luogo santo come Roma, la città che San Pietro ha stabilito come sede della Chiesa fondata su Cristo.
È stato un breve viaggio che li ha ricondotti alle radici della loro fede, a riflettere su cosa la fondano e su come la vivono, insieme agli altri, come comunità. È una allegoria della vita: “si parte con un programma che può subire cambiamenti e qualche imprevisto, dove ti rapporti con altre persone, tante! Luoghi pieni di meraviglia e di forte valore spirituale e alla fine sei contento di aver sopportato quella fatica perché sai che ti ha arricchito e continuerà a dare i suoi frutti se la coltivi dentro di te e ogni tanto la richiami nel cuore”. Hanno ribadito la necessità dei segni della grazia di Dio: le reliquie, la catechesi del mercoledì e le celebrazioni liturgiche - “che bella la Messa in san Pietro!”.
L'Onore di una Giornalista Pellegrina: Maria Silvia Cabri
Maria Silvia Cabri ha vissuto questo pellegrinaggio nella duplice veste di fedele e di giornalista. Come credente, sapeva che la aspettava l’incontro con Papa Leone XIV; come giornalista di "Notizie", aveva l’orgoglio, l’onore e l’onere di rappresentare, insieme al suo direttore Luigi Lamma e ai cari colleghi Paola Lunardi e Daniele Losi, la testata che da ben quarant'anni dà voce alla Diocesi di Carpi, e della quale fa parte con grande gioia.
I giorni precedenti la partenza sono stati ricchi di progetti e immaginazione: l’alba che li ha accolti alla stazione ferroviaria di Carpi è stata il segno tangibile dell’emozione che li attendeva. Una sensazione fatta di tante sfumature: “quando si parte per un’esperienza nuova, non si sa mai cosa ci attende. Ora posso dire di avere conosciuto tanti amici e amiche, con cui ho condiviso un pezzo di vita, di strada. Di cuore. Volti noti, che fanno parte della mia quotidianità, ma soprattutto persone nuove che ho incontrato”. Dal treno all’autobus, la celebrazione delle messe, e poi i momenti conviviali, il pianoforte che riempie di note la serata in attesa del grande giorno.
Sveglia alle 5.30, Piazza San Pietro, in prima fila: “quando è passato Papa Leone, proprio davanti a me, ero in videochiamata con la mia Mamma. Non avrebbe potuto esserci Dono più grande”. È straordinario come la Fede unisca: accanto a lei c’era una coppia di coniugi irlandesi, venuti all’udienza per il 60° compleanno del marito. All’arrivo del Pontefice hanno pianto, e lei ha ammirato una unione così bella. Le parole del Papa, poi tradotte nelle varie lingue, hanno animato la Piazza, così come i saluti, e - ammette - specie quello rivolto a “Notizie”: il loro striscione campeggiava in prima fila con l’orgoglio di tutti.
È incredibile come ci si trovi “fratelli”: “quando ho salutato i vicini irlandesi, è stato spontaneo abbracciarci e commuoverci insieme. E non importa se non ci rivedremo più: quell’attimo eterno di gioia infinita è stato condiviso con loro”. Un rimpianto? Non averlo potuto vivere dal vivo con i suoi genitori, ma per fortuna la tecnologia (il cellulare e la diretta televisiva) ha accorciato le distanze. I pellegrinaggi sono “collage” di tanti momenti: la preghiera, la riflessione. La condivisione, la conoscenza e, sì, l’amicizia, sentimento molto nobile. Il suo grazie va a "Notizie", al direttore, a chi crede in lei come giornalista, agli impareggiabili curatori del pellegrinaggio, don Carlo Malavasi e Roberto Andreotti, ai “nostri fazzolettoni rossi e gialli”, alle guide Simona e Veronika, e ai compagni e compagne di viaggio: “sono partita da sola con il mio trolley e sono tornata con la rubrica del cellulare molto più ricca di numeri di telefono. Il che significa persone, sorrisi, ricordi, abbracci”.
Il Foulard dei Pellegrini: Simbolo di Unità e Cammino Condiviso
Un elemento distintivo di questo pellegrinaggio è stato il foulard indossato dai partecipanti. Come specificato da Arrigo Po, sui foulard era proprio scritto: “Camminando insieme”. Questa semplice frase ci dimostra che in qualsiasi situazione dobbiamo affidarci all’altro, e l’altro ha bisogno di affidarsi a noi. Il fatto di camminare insieme per Roma e per il Vaticano con questa scritta sulla schiena è stata una testimonianza visibile anche per le altre persone che hanno osservato il gruppo.
Questo simbolo del foulard ha rappresentato non solo l'appartenenza a un gruppo, ma anche la profonda interdipendenza e solidarietà che caratterizzano un cammino di fede condiviso, un vero e proprio spirito di Azione Cattolica vissuto nella pratica quotidiana del pellegrinaggio, enfatizzando la forza della comunità nell'esperienza spirituale.

La Santa Messa in San Pietro: Culmine Spirituale
Il 25 marzo, alle ore 13.30, il gruppo si è raccolto nella cappella del coro di San Pietro per la Santa Messa, celebrata nella festa dell’Annunciazione. Questo momento liturgico ha rappresentato un culmine spirituale, come testimoniato da Arrigo Po che ha affermato: “Le messe e soprattutto l’Udienza generale del Santo Padre sono stati eventi che mi hanno fatto crescere nella Fede e di approfondirla”. Marina Colli e Walter Lugli hanno apprezzato la bellezza della Messa in San Pietro come uno dei necessari segni della grazia di Dio.