Il periodo natalizio è stato teatro di un acceso dibattito sui social network che ha coinvolto Alessandro Di Battista, ex parlamentare del Movimento 5 Stelle. Il 25 dicembre 2023, l'ex esponente pentastellato è stato travolto da una pioggia di critiche su X (ex Twitter) in seguito a un post dedicato alla situazione a Gaza, che ha sollevato notevoli perplessità per alcune inesattezze storiche riguardanti la figura di Gesù.

Il post e la controversia storica
Nel suo messaggio, Di Battista ha commentato un raid delle forze armate di Israele su un campo profughi a Gaza scrivendo: “Il giorno in cui si festeggia la nascita di un bambino nato in Palestina più di 2000 anni fa, sempre in Palestina, l’ennesimo bombardamento criminale israeliano ha fatto l’ennesima strage di bambini”. L'intento del post era quello di collegare il Natale alla crisi umanitaria in corso a Gaza, ma le affermazioni contenute nel testo hanno innescato una rapida reazione da parte degli utenti, che hanno contestato all'ex deputato diverse lacune storiche.
I commentatori hanno sottolineato, punto per punto, le incongruenze del ragionamento:
- L'inesistenza della Palestina: Al tempo della nascita di Gesù, la regione era nota come Giudea. Il nome "Palestina" fu introdotto dai Romani solo in epoca successiva, sotto l'imperatore Adriano, come atto punitivo e di rinomina geografica.
- L'identità di Gesù: È stato ricordato che Gesù era ebreo, nato a Betlemme di Giudea, come riportato nel Vangelo secondo Matteo.
- La terminologia storica: La denominazione "Syria Palestina" fu un dispetto strategico adottato dai Romani in memoria dei Filistei, storici nemici degli ebrei, avvenuto quasi due secoli dopo la nascita di Cristo.

Le reazioni del mondo social
La risposta del web è stata immediata e severa. Molti utenti hanno evidenziato come l'utilizzo del Santo Natale per fini di propaganda politica possa risultare controproducente se basato su premesse storicamente errate. Tra i commenti apparsi sui social si legge: “Sei riuscito a sbagliare tutto, tre su tre, complimenti!” o ancora “La Storia merita rispetto”. La critica principale rivolta a Di Battista riguarda il tentativo di sovrapporre una narrazione politica contemporanea a eventi storici e religiosi, che, secondo i detrattori, non ne permetterebbero tale strumentalizzazione.
La posizione politica di Di Battista
Nonostante la polemica, Di Battista è noto per le sue posizioni decise in politica estera, in particolare per il suo sostegno alla causa palestinese e la critica dura verso le operazioni militari di Israele. In diverse occasioni, l'ex esponente del M5S ha ribadito la necessità di non distogliere lo sguardo dal conflitto in corso. Anche in questo caso, pur riconoscendo le critiche sulla precisione storica del suo post, egli ha invitato a non “spegnere l’attenzione su Gaza”, sottolineando la gravità del momento umanitario.
La crisi dell'impero romano e la diffusione del cristianesimo (tratto da Ti spiego la storia)
L'episodio ha evidenziato ancora una volta come la comunicazione politica sui social media, specialmente su temi sensibili e identitari, sia costantemente sotto la lente d'ingrandimento, capace di trasformare un messaggio di solidarietà in un caso di scontro culturale e storiografico.
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