L'Impegno del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica per la Dignità del Lavoro

«Il lavoro domenicale e festivo non è solo una questione contrattuale su orari e retribuzioni, che si possono sempre negoziare, ma qualcosa di assai più prezioso: il diritto di ciascun lavoratore e di tutti. Non è solo affrancamento dalla fatica, ma la più alta libertà insieme individuale e collettiva, religiosa e civile». Questa significativa dichiarazione è stata rilasciata a margine del XVI Congresso elettivo nazionale del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (MLAC), che ha rappresentato un momento cruciale per la riflessione e l'azione sul tema del lavoro dignitoso.

Il XVI Congresso Nazionale del MLAC e la Visione del Lavoro

Il XVI Congresso elettivo nazionale del MLAC si è concluso domenica 2 aprile a Lamezia Terme (CZ), ponendo al centro delle sue discussioni il tema “Il Lavoro dignitoso: libero, creativo, partecipativo e solidale”. Durante l'assise, sono stati rinnovati i vertici del Movimento, segnando un nuovo capitolo nell'impegno del MLAC per i diritti dei lavoratori. La dichiarazione sul valore del lavoro domenicale e festivo, emanata in quest'occasione, sottolinea la profonda visione del MLAC che trascende la mera dimensione contrattuale, elevando il lavoro a diritto fondamentale e espressione di libertà individuale e collettiva, con risvolti religiosi e civili.

Foto di gruppo dei partecipanti al XVI Congresso del MLAC a Lamezia Terme

La Giornata Mondiale per il Lavoro Dignitoso: L'Incontro di Bari

Il 14 ottobre, a Bari, presso la sala convegni dei Comboniani, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica Italiana (MLAC) ha promosso l'importante incontro “Innovazione, Diritti, Sviluppo del Territorio” per celebrare la Giornata Mondiale per il Lavoro Dignitoso. L'evento, moderato da Santino Mazzotta, incaricato regionale MLAC Puglia, e alla presenza dell’equipe nazionale MLAC, si è aperto con un momento di preghiera guidato da Don Giosy Mangialardi, assistente unitario dell’Azione Cattolica di Bari, ponendo immediatamente la persona e la sua dignità al centro della discussione.

Tavolo dei relatori durante l'incontro del MLAC a Bari per la Giornata del Lavoro Dignitoso

Interventi e Riflessioni Centrali

Le relazioni degli intervenuti sono state ricche di spunti di riflessione:

  • Maurizio Biasci, Segretario Nazionale MLAC, ha evidenziato l’obiettivo di garantire a ogni lavoratore sicurezza, dignità, giusta retribuzione e libertà sindacale, avvertendo sui danni sociali generati dalla precarietà.
  • Piergiorgio Mazzotta, delegato regionale AC Puglia, ha definito il lavoro dignitoso un «pilastro associativo» per promuovere giustizia e democrazia.
  • Monica Del Vecchio, Presidente dell’Azione Cattolica di Bari-Bitonto, ha portato i saluti e l’incoraggiamento dell’Arcivescovo Mons. Giuseppe Satriano, che ha lodato l’iniziativa come «segno eloquente di attenzione ai ‘luoghi’ dove si gioca la dignità dell’uomo». L’Arcivescovo ha inoltre sottolineato che «il lavoro dignitoso è un luogo generativo di pace ed equità sociale» e che, di fronte a precarietà e sfruttamento, la fede deve farsi «voce profetica» e impegnarsi concretamente per difendere i diritti di ogni lavoratore, augurandosi che l’incontro generi nuovi percorsi per un lavoro dignitoso e condiviso.
  • Don Oronzo Cosi, assistente nazionale MLAC, ha offerto una profonda riflessione teologica, interrogandosi sul perché la Bibbia parli del lavoro. Ha affermato che l’azione di Gesù è un paradigma per risollevare l’umanità ferita, restituendo la dignità legata alla visione della persona. Ha sottolineato che la persona è l’apice della creazione, con una dignità altissima, e per questo anche il suo lavoro deve riflettere tale valore. Il lavoratore non è un numero né un ingranaggio; il datore di lavoro, in quest’ottica, deve collaborare con l’opera di Dio per rendere il lavoratore libero e più umano. Forte e chiaro il suo messaggio: «IL MODO IN CUI VIVIAMO IL LAVORO TESTIMONIA LA NOSTRA VISIONE SULLA PERSONA E SULLA DIGNITA’ DELLA PERSONA».
  • La prospettiva dell’incontro si è poi spostata sul contesto locale con l’analisi del Dottor Eugenio Cascione, direttore Confcooperative Brindisi, che ha fornito una panoramica sulla situazione economica in Puglia basandosi sui dati della Banca d’Italia. Ha evidenziato che nel 2024 il PIL regionale è cresciuto solo dello 0,5%, meno della media del Mezzogiorno. Tra i problemi sollevati figurano le ripercussioni della globalizzazione (dazi), l’aumento dei prestiti familiari (su cui le banche speculano) e la forte emigrazione giovanile laureata, che porta a una perdita di «generatività» per la regione. L’esperto ha sostenuto la necessità di passare dal PIL (Prodotto Interno Lordo) al FIL (Felicità Interna Lorda), che si misura anche con la qualità e la dignità del lavoro. Nonostante le sfide, i settori agricolo (olio d’oliva, vino) e il turismo si confermano punti di forza della regione.
  • Il Dottor Giuseppe Boccuzzi, Segretario Generale CISL Bari, ha sottolineato come l’evoluzione del mondo del lavoro rappresenti una sfida che richiede di mettere al centro la persona, contrastando la mera caccia al profitto. Ha richiamato l’Articolo 46 della Costituzione per promuovere una cultura d’impresa e del lavoro partecipativa, basata sulla corresponsabilità tra datore e lavoratore. Ha insistito sulla necessità di creare ambienti di lavoro incentrati sulla cultura della sicurezza e della prevenzione, che deve partire dalle scuole, affinché «non ci sia un popolo che rischia la vita per andare a lavorare».
Infografica: PIL vs FIL con dati economici della Puglia e focus sul lavoro dignitoso

La Voce dei Giovani: Precarietà, Sfruttamento e Appelli all'Azione Cattolica

A chiudere il cerchio degli interventi sono stati l’ACR e il Settore Giovani dell’AC Puglia, che, attraverso un’interazione con le realtà associative di Azione Cattolica diocesane, hanno sviluppato lavori interrogandosi sul tema del «lavoro dignitoso».

  • I ragazzi dell’ACR hanno presentato un lavoro e dei video, evidenziando come il tempo per la famiglia sia la cosa più preziosa per ogni lavoratore.
  • I GIOVANI hanno invece sottolineato la precarietà dilagante, soprattutto nei settori agricolo e turistico/stagionale, con problematiche quali lo sfruttamento (salari bassi, straordinari non pagati, orari estesi) e le difficoltà a ottenere contratti stabili. Di fronte a questa crisi, hanno lanciato l’appello all’Azione Cattolica a promuovere la legalità, educare al lavoro come vocazione e sostenere l’impresa sociale che valorizzi le persone e i talenti.
Giovani membri dell'Azione Cattolica discutono in un gruppo di lavoro durante l'incontro

L'Impegno Sociale del MLAC e l'Iniziativa "Albero della Sicurezza"

Al termine degli interventi, Santino Mazzotta ha ringraziato tutti i partecipanti e ha richiamato l’impegno sociale dell’Azione Cattolica, promuovendo l’iniziativa dell’«Albero della Sicurezza». Quest'opera, ideata dal Maestro Francesco Sbolzani e realizzabile in collaborazione con la Fondazione “Sosteniamoli subito” dell’ANMIL, è concepita come un investimento per il futuro, per ricordare le vittime sul lavoro e per continuare a battersi per il lavoro dignitoso. Il lavoro è stato ribadito come un bene fondamentale per la comunità, poiché il confronto continuo stimola l'evoluzione e l'apprendimento reciproco a beneficio di tutti.

Rappresentazione artistica o illustrazione dell'Albero della Sicurezza in memoria delle vittime sul lavoro

Il XVII Congresso Nazionale: Nuovi Paradigmi e Sfide del Futuro

Dopo tre giorni di riflessione online sui cambiamenti del mondo del lavoro nell’epoca della pandemia, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (MLAC), al termine del XVII Congresso nazionale, ha riconfermato Tommaso Marino come suo segretario nazionale. Marino guiderà la realtà associativa per il prossimo triennio in vista dell’Assemblea nazionale dell’Azione Cattolica, in programma dal 25 aprile al 2 maggio. Il Congresso nazionale, aperto venerdì 16 aprile, si è svolto su Zoom e ha visto la partecipazione di 90 delegati che si sono confrontati sul tema “Il lavoro che cambia, nuovi paradigmi tra digitale e intelligenza artificiale, dopo la pandemia”.

Questi nuovi paradigmi, sempre più pervasivi, interpellano e spingono, come ha detto Marino nel suo intervento, ad «un rinnovato impegno pastorale». Questo invito è stato rilanciato da don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio della Conferenza episcopale italiana di Pastorale sociale e del lavoro, che ha esortato le realtà associative ad aumentare «la capacità di riflettere e di pensare» in questi tempi di transizione non solo ecologica e sociale. Alla tre giorni hanno preso parte anche:

  • Massimo Miglioretti, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni dell’Università di Milano Bicocca, il quale ha evidenziato che il tempo, le identità e i rapporti lavorativi necessitano di un profondo ripensamento.
  • Serena Quarta, docente di Metodologia delle Scienze sociali dell’Università di Salerno, che ha osservato come in questa situazione, tra pandemia persistente e post-pandemia che tarda, «la dimensione sociale del lavoro e delle relazioni meritano una specifica attenzione».

Pietro Terna, Gli effetti dell'intelligenza artificiale sul lavoro e l'occupazione

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