La Famiglia di Carlo Acutis: Genitori, Origini e Testimonianze

Carlo Acutis, il giovane che morì nel 2006 all’età di 15 anni per una leucemia fulminante, e il cui processo di canonizzazione è seguito con attenzione dalla Santa Sede, aveva come genitori Andrea Acutis e Antonia Salzano.

Carlo è nato a Londra, Regno Unito, da ricchi genitori italiani, Andrea Acutis e Antonia Salzano, che erano basati a Londra per affari in quel momento. Era il loro unico figlio. Il suo nome di battesimo è Carlo Maria Antonio, ed è stato battezzato il 18 maggio 1991 nella chiesa di Nostra Signora dei Dolori, conosciuta anche come Chiesa dei Servi, a Fulham Road, Chelsea, Londra.

Nel settembre 1991, Carlo e i suoi genitori tornarono a Milano, in Italia, dopo aver vissuto nel Regno Unito per motivi di lavoro. Nel 1994 la famiglia si trasferì in un palazzo di Via Aristo a Milano.

Andrea Acutis: Il Padre Riservato e le Sue Riflessioni

Il padre, Andrea Acutis, è sempre stato lontano dai riflettori, preferendo rimanere dietro le quinte e lasciare “andare avanti” la moglie nelle varie trasmissioni televisive, dove lo si è visto poche volte. Di Andrea Acutis non si hanno moltissime informazioni, se non che ha 60 anni, è originario di Torino e gestisce Vittoria Assicurazioni.

Attraverso una recente intervista rilasciata ai microfoni de L’Identità, Andrea ha raccontato di essersi goduto sicuramente meno di quanto avrebbe voluto il figlio Carlo Acutis, essendo spesso e volentieri fuori per lavoro. Ha poi ricordato come Carlo fosse un ragazzino molto buono, che giocava con i propri coetanei.

In una delle sue rare apparizioni pubbliche, al fianco di Antonia Salzano, Andrea Acutis ha precisato: «Non abbiamo neppure noi informazioni precise sulla data, ma ci piacerebbe che fosse il 3 agosto» per la canonizzazione.

Di fronte ai docenti che insegnarono a suo figlio negli anni del liceo, Andrea Acutis, presidente di Vittoria Assicurazioni, ha colto l’occasione per rivelare alcuni aspetti inediti di Carlo o, meglio, del ricordo che molti conservano di lui: «Il suo carattere ha colpito moltissime persone negli anni - spiega - ma la maggior parte non è impressionata dalla sua fede. Il sagrestano della parrocchia, ad esempio, dopo la sua morte scrisse una poesia meravigliosa su Carlo. Andai, incuriosito, a parlargli ma mi disse che non aveva mai avuto una conversazione con mio figlio, che lo salutava soltanto. Bastava questo per capire quanto fosse diverso nei rapporti con le persone».

Il padre, che Antonia Salzano ridendo definisce «severo» con il figlio, preferisce «non parlare di quanto fosse bravo Carlo». Piuttosto, sfrutta il suo esempio per rivolgersi a giovani e genitori: «Adesso viviamo con l’ideale della libertà - spiega - ma questa lascia molti ragazzi confusi. Si chiedono: come si fa, prima ancora di pensare alla fede, ad avere ordine nella vita? Ecco, Carlo aveva capito che la nostra libertà è limitata, ma che c’è una libertà personale che neppure un dittatore potrebbe intaccare, che è quella di scegliere ciò che vogliamo amare».

Andrea sottolinea inoltre: “Non era un bigotto: aveva capito cos’è la libertà. E si affidava al Signore”. È interessante notare che Carlo aveva persino dedicato al padre un programma informatico per gli assicuratori.

Foto di gruppo dei genitori di Carlo Acutis, Andrea e Antonia, con il vescovo ausiliare di Napoli Francesco Beneduce all'Istituto Leone XIII

Antonia Salzano: La Madre, la Fede e le Profezie

Sicuramente più conosciuta è Antonia Salzano, la mamma di Carlo, che si è sposata con Andrea nel 1990, l’anno prima che nascesse il loro primogenito.

Antonia Salzano è una grande studiosa di teologia, appassionata della fede dopo l’evento straordinario che ha coinvolto il figlio e la sua famiglia. Un fatto toccante nella sua vita è avvenuto dopo il decesso di Carlo: la madre ha infatti avuto in sogno il ragazzino che le annunciava che avrebbe avuto altri figli. Questa predizione si è avverata realmente nel 2010 quando vennero al mondo i gemelli Michele e Francesca Acutis.

Le Riflessioni sulla Canonizzazione e il Legame con i Pontefici

In diverse occasioni pubbliche, Antonia ha condiviso le sue speranze e riflessioni sul processo di santificazione del figlio. «Speriamo che facciano santo mio figlio il prossimo 3 agosto, insieme a Pier Giorgio Frassati. Ha vissuto in un’altra epoca ed era più grande di Carlo, ma avevano in comune lo stesso amore per Gesù», ha detto Antonia Salzano, madre di Carlo Acutis, il giovane beato milanese.

Queste parole sono state pronunciate durante un incontro “Carlo Acutis. Mio figlio” tenutosi all’istituto Leone XIII di Milano, l’ultima scuola frequentata dal ragazzo, davanti a una platea di oltre 500 giovani e genitori. La canonizzazione di Carlo, in realtà, era già prevista per lo scorso 27 aprile, ma la morte di papa Francesco aveva portato la Santa Sede a comunicarne la sospensione. Ora, il pensiero della madre è rivolto al Pontefice appena eletto, Leone XIV: «Spero che il Papa unisca la generazione degli adolescenti di mio figlio a quella dei giovani di Frassati».

Antonia commenta anche l'ampia risonanza della figura di Carlo: «Ormai Carlo ci ha abituato a tutto questo, ci ha viziati - commenta ridendo -. Ora trovo un nuovo richiamo con papa Leone XIV che è molto eucaristico, come mio figlio, ed è americano».

Il Ricordo di Carlo e l'Appello ai Genitori

Con gli occhi lucidi, parlando della vita breve di Carlo, Antonia afferma: “In tutta la sua vita è stato sempre così: ha bruciato le tappe. Sempre un andare avanti il tempo e anche nella fede, perché altrimenti non avrebbe potuto fare tutto quello che ha fatto. In fondo 15 anni sono pochi. Però si vede che il Signore aveva questa fretta”.

Ha raccontato i giorni difficili e il rapporto di Carlo con la morte: “Appena ricoverato, prima della diagnosi, mi disse: “Voglio offrire le mie sofferenze per il Signore, per il Papa e per la Chiesa. Non voglio fare il Purgatorio, voglio andare diritto in Paradiso””. Antonia, ipocondriaca e madre di figlio unico, pensò fosse il suo senso dell’umorismo. “Dopo la sua morte ho visto un video in cui diceva: “Peso 70 chili, sono destinato a morire“. Lo stesso peso che aveva quel giorno. Ma per lui la morte non era un problema”.

Riguardo alla nuova data di canonizzazione, confida: “Spero nel 3 agosto: è già in programma il Giubileo dei giovani, Pier Giorgio Frassati, anche se era più grande e ha vissuto in un’altra epoca, è un Santo molto vicino a Carlo, in tanti aspetti: hanno in comune questo amore per Gesù e l’Eucarestia. Sarebbe bello, secondo me, che venisse unito a Carlo. Chissà. Noi siamo in attesa, però penso anche che quello che è successo il 27 settembre non sia un caso, ma faccia parte dell’ottica divina: Papa Francesco ha cominciato questo cammino, sarebbe proprio bello che Carlo inizi il nuovo Pontificato”.

“Dal Leone XIII a Papa Leone XIV quanti legami con Carlo”, aveva sottolineato mamma Antonia. La madre del patrono del web ricorda i legami di entrambi (Carlo e Papa Leone XIV) con le università, con l’America e il mondo anglosassone (Carlo è nato a Londra, il papà è per metà inglese e una nonna è nata a New York; la sua mostra sui miracoli è diffusa in 11mila parrocchie statunitensi e in tutto il Pianeta) ma anche con il Perù, dove Leone XIV è stato missionario, c’è stato il miracolo di Eten e si trova oggi una reliquia del Beato Acutis.

Antonia ha offerto un importante appello ai genitori e agli adulti in sala: “Ogni giovane è unico e irripetibile. Quella di Carlo è una santità nell’ordinarietà delle piccole cose. È fare tutto per amore. Ho trovato un suo scritto: “Io mi sento un genio quando uso computer“, scrisse. Poi si corresse: “Mi sento un genio quando faccio felice gli altri“”.

Rievocando un dialogo con il figlio, Antonia ha detto: “Carlo mi diceva: “Mamma, io voglio diventare Santo, ma non come San Francesco. Aveva una paura terribile: “Cinque mesi all’anno di digiuno non vorrei farli mai“ - sorride Antonia -. La sua è una santità nella quotidianità. Una santità che riguarda i nostri figli: vanno incoraggiati. L’educazione è importante. Non lasciamoli davanti ai telefonini, che vogliono digitalizzare l’anima. Mi raccomando, ogni occasione sprecata è un’occasione persa: spendete tempo di qualità con questi ragazzi”.

Antonia Acutis ha riferito al National Catholic Register nel febbraio 2020 una frase di Carlo: "Che importa se puoi vincere mille battaglie se non puoi vincere contro le tue passioni corrotte? Non importa. La vera battaglia è dentro di noi".

Foto di Carlo Acutis bambino con la maglietta

L'Eredità di Carlo: I Gemelli Michele e Francesca

La predizione di Carlo, avuta in sogno dalla madre, si è avverata: il 12 ottobre 2010 sua madre Antonia, nata nel 1976, ha dato alla luce due gemelli fraterni, Francesca Acutis e Michele Acutis. Anch'essi sono estremamente religiosi come il fratello defunto, che purtroppo non hanno fatto in tempo a conoscere.

Mamma Antonia Salzano con il piccolo Carlo e l’aula a lui dedicata all'Istituto Leone XIII

Il Cammino di Fede di Carlo e l'Influenza Familiare

Carlo Acutis, giovane cattolico italiano di origine britannica, è stato un appassionato di software amatoriale, programmatore di database e webmaster. Ha guidato la documentazione di miracoli eucaristici nel mondo, catalogandoli su un sito web, miracolieucaristici.org, prima della sua morte per leucemia.

Era un cattolico devoto e dedicò la sua vita al catechismo, alla musica, alla filantropia e alla tecnologia. Carlo è cresciuto come un ragazzo normale per molti versi, non era così perfetto ma aveva una forte volontà e con questa volontà si è migliorato in molti modi. Carlo era un amante degli animali, aveva due gatti, quattro cani e molti pesci rossi. Amava il calcio, i film d'azione, la Playstation e i personaggi di fantasia Pokemon.

La sua fede e il suo esempio hanno avuto un impatto anche al di fuori della famiglia, ispirando Raejsh, un indù che puliva a casa sua, il quale è stato battezzato nella fede cattolica a Londra.

Dopo quattro anni, nel 1995, Carlo è entrato nella scuola dell'infanzia. Dalle elementari alle medie, ha studiato nell'Istituto delle Suore Marcelline in Piazza Tommaseo. Successivamente, al liceo classico, è stato studente dei Gesuiti al Liceo Classico Leone XIII di Milano, dove ha frequentato tutto il primo anno e le prime settimane di seconda del liceo classico, fino alla diagnosi di leucemia fulminante.

Il 16 giugno 1998 ha ricevuto la prima comunione e pregava in silenzio nell'Eucaristia al monastero di Bernaga, vicino a Lecco. Fin dalla prima comunione, divenne un assiduo comunicante e religiosamente pregava e rifletteva davanti al tabernacolo prima e dopo la messa.

Nel 2002, ha iniziato a visitare i miracoli eucaristici in tutto il mondo con i suoi genitori. Li ha documentati tutti, e la Chiesa Cattolica ha riconosciuto 136 di questi miracoli nei cinque continenti. Nel 2005, ha creato una mostra del miracolo eucaristico online che avrebbe fatto il giro del mondo attraverso il suo sito web.

Carlo partecipava alla Messa due volte al giorno, costruiva come hobby croci con pezzettini di legno e le disseminava lungo il cammino “perché se qualcuno le trova magari riflette”. Ha ricevuto la Comunione a 7 anni - dopo aver passato l’esame col vescovo Pasquale Macchi - la Cresima a 11, e ha insegnato catechismo per cinque anni. Si dedicava anche a portare coperte ai senzatetto e a realizzare video con effetti speciali per sostenere il volontariato.

All'età di 15 anni, Carlo morì di leucemia mieloide cronica in un ospedale di Monza, in Italia, il 12 ottobre 2006. Il 10 ottobre 2020 è stato beatificato nella Basilica di San Francesco d'Assisi ad Assisi, in Italia.

Memorie e Prospettive sulla Canonizzazione

L’Istituto Leone XIII di Milano, l’aula che Carlo frequentava oggi porta il suo nome ed è stata meta di pellegrinaggio per 250 ragazzi da tutto il mondo che hanno dormito nei corridoi della scuola.

Di fronte alla platea del Leone XIII, è stato proiettato per la prima volta anche l’ultimo registro di classe di Carlo Acutis, trovato dal direttore dell’istituto, Vincenzo Sibillo, che custodisce l’ultimo giorno del beato in classe: il 29 settembre 2006, quando a scuola fu celebrata una Messa.

«Io ero presente il 12 ottobre, nel giorno della sua morte - racconta il vescovo ausiliare di Napoli Francesco Beneduce, all’epoca delegato per gli istituti scolastici gesuiti -. Mi fu comunicato che un alunno era morto da poche ore: quell’aria di tristezza la ricordo ancora. Ma che non fosse uno dei tanti lo capii solo negli anni successivi, quando il bene che ha fatto è cresciuto come un seme».

Questa fama è evidente nelle centinaia di immagini di Carlo sventolate lo scorso 26 aprile a Roma, durante i funerali di papa Francesco.

L’arrivo di Andrea Acutis e Antonia Salzano nella scuola frequentata dal loro primogenito, Carlo, è stato un evento significativo. In quell’occasione erano presenti 600 persone ad ascoltare i genitori, che hanno tracciato insieme al direttore Vincenzo Sibillo, a padre Vitangelo Denora e al vescovo Francesco Beneduce il ritratto di quel figlio, in cammino verso la santità.

I ragazzi avevano prenotato un viaggio appena saputa la data di canonizzazione di Carlo, il 27 aprile, non vedevano l’ora di chiamarlo Santo. Poi il cambio improvviso per la morte di Papa Francesco, la decisione di non disdire e di pregare per entrambi, partecipando alle esequie del Pontefice, in attesa di una nuova data, che sarà comunicata da Papa Leone XIV.

Antonia Salzano: "vi racconto mio figlio, il beato Carlo Acutis"

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