Eremo di San Martino a Falciano del Massico: un viaggio tra natura e spiritualità

Il Monte Massico, con la sua ricca storia e la sua natura incontaminata, offre un percorso affascinante che conduce all'Eremo di San Martino. Questo itinerario, ricco di spiritualità e bellezze paesaggistiche, permette di esplorare un territorio che custodisce testimonianze di epoche antiche.

L'Eremo di San Bartolomeo in Legio: un rifugio di spiritualità

L'escursione inizia a Roccamorice, in provincia di Pescara, dove la Maiella, definita la montagna sacra, invita a un'immersione nella spiritualità dell'Eremo di San Bartolomeo in Legio. L'idea degli eremiti, che sceglievano luoghi di eccezionale bellezza naturale per avvicinarsi al divino, trova qui la sua massima espressione. L'eremo, situato in una delle valli più suggestive della Maiella, offre un silenzio che favorisce uno stato meditativo profondo.

Il percorso parte dalla località Macchie di Coco e scende attraverso il Vallone di San Bartolomeo in Legio, aprendo un panorama mozzafiato a 360 gradi sulla Maiella, il Morrone, il Gran Sasso e il mare Adriatico. I verdi prati fioriti che incorniciano le pareti calcaree accompagnano la discesa verso il torrente Capo La Vena, che conduce all'eremo. Quest'ultimo è stato costruito sfruttando un'ampia rientranza rocciosa, parzialmente integrata dall'uomo. L'eremo fu restaurato intorno al 1250 da Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, ma le sue origini risalgono a prima dell'XI secolo.

Panorama a 360° dalla Maiella con vista sul mare Adriatico

Il Lago di Falciano del Massico e il fascino del borgo

Spostandoci verso il Lazio, troviamo il Lago naturale di Falciano del Massico, un bacino di origine vulcanica situato alle pendici meridionali del monte Massico, vicino al borgo omonimo. Quest'area protetta, rientrante tra le Aree SIC (Siti di Importanza Comunitaria), è un paradiso per gli amanti del birdwatching, con oltre 80 specie di volatili, sia migratori che stanziali.

Per esplorare il borgo, si consiglia di lasciare l'auto nel parcheggio vicino a Piazza Limata. Da qui, risalendo l'antico Corso del Re, si ammira la chiesa dedicata ai santi Rocco e Martino, la cui struttura attuale risale al XVI secolo, ma con elementi di epoca precedente. Questa parte del percorso offre un assaggio della storia e dell'architettura locale, invitando alla scoperta.

Lago di Falciano del Massico con vegetazione circostante

Il Monte Massico: un percorso nella natura e nella leggenda

Il cammino prosegue verso la località "Tre Croci", dove il sentiero si inerpica nel bosco massicano. Dopo circa un'ora e mezza, si raggiunge la maestosa grotta di roccia calcarea detta "Di Sant'Angelo". La leggenda narra che un eremita vivesse in questa caverna misteriosa, abitata fin dal Pleistocene.

Un altro itinerario parte dalla "Via Panoramica", nei pressi di una sbarra, dove inizia un'ex carrareccia forestale. Questo lungo percorso attraversa il Massico centrale, immergendosi nel suo bosco incontaminato, caratterizzato da pini neri, querce, lecci, corbezzoli e carpini. Con un po' di fortuna, è possibile avvistare gli abitanti del bosco: volpi, donnole, faine, cinghiali, martore, tassi, ricci, talpe e ghiri. L'area è anche un importante habitat per circa 90 diverse specie di uccelli. È fondamentale ricordare che il Massico è la loro casa e merita il massimo rispetto.

Grotta di Sant'Angelo sul Monte Massico

L'Eremo di San Martino: storia e spiritualità millenaria

Dopo circa due ore e mezza di cammino, si giunge all'eremo di San Martino, risalente all'VIII secolo d.C. Questo luogo fu la dimora dell'eremita Martino, contemporaneo di San Benedetto. Il percorso che conduce all'eremo parte dall'altro centro storico di Falciano Capo (suddiviso tra Falciano Capo e Falciano Salice), passando per Piazza San Pietro. Qui è possibile ammirare la cantoria lignea e pregevoli affreschi del tardo Settecento nella chiesa seicentesca dedicata a San Pietro Apostolo.

Il percorso continua su Via Monte Massico fino a intersecare la Via Panoramica. Proseguendo su un sentiero che costeggia la collina detta "Castelluccio", si ha la possibilità di deviare dal percorso principale per visitare i resti di una villa romana.

Le origini del monastero di San Martino di Monte Massico sono attestate già tra il 703 e il 729, periodo in cui Romualdo II, duca di Benevento, ne concesse il possesso. Tuttavia, la sua fondazione è sicuramente anteriore, forse risalente al VI secolo. Questa ipotesi è supportata da un resoconto di Gregorio Magno, secondo cui una serie di discepoli si raccolsero attorno a un eremita per seguirne il cammino penitenziale. Nel 742-750, il monastero era guidato da un abate, Alboino, e nello stesso periodo Gisulfo II, figlio di Romualdo II, confermò al monastero di San Martino la proprietà dell'intero Monte Massico. I possedimenti del cenobio continuarono ad espandersi, tanto che Arechi II (758-788) gli donò ampi appezzamenti di terreno. Successivamente, quando Sicardo divenne principe di Benevento (832-839), la struttura monastica fu assoggettata al monastero di San Corrado Valente.

Resti di una villa romana sul Monte Massico

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