L'interpretazione evangelica di 1 Corinzi 5: Purezza della Chiesa e disciplina

Il quinto capitolo della Prima Lettera di Paolo ai Corinzi è un testo potente e spesso "scomodo" che affronta temi cruciali per la vita della chiesa: la gestione del peccato, la disciplina ecclesiastica e la necessità di mantenere la purezza della comunità. In questo brano, Paolo non solo denuncia una grave immoralità presente nella chiesa di Corinto, ma offre anche istruzioni dettagliate su come affrontarla, utilizzando la metafora del lievito per illustrare il pericolo della tolleranza del peccato.

Il Contesto dell'Immoralità a Corinto

Il testo di 1 Corinzi 5 inizia con una denuncia chiara e diretta: "Fratelli, si sente dovunque parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre." Questa situazione, un rapporto incestuoso (un uomo che tiene con sé la moglie di suo padre, ovvero la sua matrigna), è presentata come particolarmente grave, tanto da superare persino i limiti morali della società pagana di Corinto, una città già nota per la sua permissività sessuale.

ANTICA CORINTO. MUSEO E AREA ARCHEOLOGICA

Paolo sottolinea che il termine greco "porneia" (fornicazione) utilizzato in questo contesto, pur riferendosi in origine a rapporti con prostitute, nell'epoca neotestamentaria era già esteso a ogni tipo di rapporto sessuale extraconiugale, inclusa l'omosessualità. Questo tipo di incesto era considerato "un crimine indicibile e inaudito" persino dagli scrittori romani come Cicerone. Il problema non era solo l'atto in sé, ma la reazione della comunità.

L'Orgoglio della Chiesa e la Distorsione del Vangelo

Anziché essere afflitti, i Corinzi "si gonfiate di orgoglio". La chiesa stava tollerando, e persino celebrando, questo peccato, interpretandolo erroneamente come un segno di "tolleranza" o "mentalità aperta". Questo comportamento rivela diverse problematiche:

  • Distorsione della percezione del peccato: La chiesa non stava prendendo sul serio la gravità del peccato, compromettendo la sua capacità di annunciare fedelmente il Vangelo. Se non c'è un forte senso della gravità del peccato, "allora c'è anche in gioco la vita stessa della chiesa".
  • Perdita di distinzione: La chiesa di Corinto era diventata indistinguibile dalla cultura pagana della città, rendendo impossibile "spargere il profumo di Cristo", che è diverso dal "profumo che la cultura pagana della città sparge".
  • Immaturità spirituale: L'approvazione e il supporto alla coppia incestuosa esponevano la comunità a commenti poco edificanti da parte degli estranei e riflettevano l'immaturità dei credenti, incapaci di calcolare le ripercussioni missionarie delle loro azioni.

La Soluzione di Paolo: Disciplina e Consegna a Satana

Il Giudizio di Paolo

Paolo, pur assente con il corpo, dichiara di essere "presente con lo spirito" e di aver "già giudicato" colui che ha compiuto l'azione. Questo giudizio non contravviene all'insegnamento di Gesù in Matteo 7:1-5, che proibisce il giudizio ipocrita, ma si riferisce a una necessaria valutazione della condotta all'interno della comunità cristiana. Paolo non sta disobbedendo affatto al comando di Gesù che proibisce il giudizio ipocrita e il giudicare gli altri secondo uno standard che non vogliamo sia applicato a noi stessi.

La Consegna a Satana

L'istruzione più "disturbante" e sfidante è la seguente: "Nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati voi e il mio spirito insieme alla potenza del Signore nostro Gesù, questo individuo venga consegnato a Satana a rovina della carne, affinché lo spirito possa essere salvato nel giorno del Signore."

Questa "consegna a Satana" non è una maledizione, ma un atto di disciplina ecclesiastica che implica l'allontanamento dell'individuo dalla comunione della chiesa, nel "mondo, il quale è il 'dominio' di Satana". L'obiettivo è duplice:

  • Protezione della chiesa: Impedire che il "vecchio lievito" contamini tutta la "pasta".
  • Salvezza del peccatore: Costringere l'individuo a confrontarsi con le conseguenze del suo peccato e a pentirsi, desiderando il calore e l'amore della comunità ecclesiale che aveva rifiutato. L'obiettivo della disciplina è "la salvezza, non la distruzione, del suo spirito".

Questa speranza redentrice è ciò che "sostiene la durezza di Paolo". La disciplina della chiesa, infatti, "deve essere apportata con questo atteggiamento di restaurazione, non di condanna", non togliendo la salvezza, poiché "la chiesa non dà salvezza e certamente non può portarla via", ma isolando il membro fino al pentimento.

La Metafora del Lievito: Purezza e Santificazione

infografica che spiega la metafora del lievito e la Pasqua in riferimento al peccato e alla purificazione

Paolo introduce la metafora del lievito: "Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete àzzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!"

Significato del Lievito

  • Il "lievito vecchio" è un simbolo naturale dell'iniquità, dell'orgoglio e del peccato che deve essere sradicato dalla comunità.
  • L'analogia con la Pasqua ebraica, durante la quale si rimuoveva tutto il lievito dalla casa, è significativa. Cristo è la nostra Pasqua, il cui sacrificio ha reso possibile la nostra purificazione.

Il punto di Paolo è chiaro e radicale: "Dovete vivere senza lievito perché voi siete senza lievito". La chiesa, in quanto "tempio di Dio" e "popolo santo" per la presenza dello Spirito, non può tollerare o celebrare il peccato. La santificazione non è un'opzione, ma una necessità per la vita stessa della chiesa e per la sua missione di spargere il profumo di Cristo.

La Chiesa nel Mondo, ma non del Mondo

Una delle lezioni fondamentali contenute in questo capitolo è che "la chiesa riesce a spargere il profumo di Cristo quando avrà capito che è nel mondo, ma non del mondo". Ciò significa:

  • Presenza e servizio nel mondo: La chiesa deve essere "presente nel mondo e nella città", servendo il prossimo e cercando il bene della città (come Roma o Corinto).
  • Integrità e purificazione: Tuttavia, "non ci può essere il mondo nella chiesa, altrimenti il profumo di Cristo perde il suo profumo". La chiesa deve "purificarsi del vecchio lievito" (il peccato) per essere una "nuova pasta".

Le persone che vivono nella città sono sempre i benvenuti, e la chiesa deve essere un luogo accogliente, ma non può celebrare il peccato. Al contrario, deve accogliere chi cerca il pentimento, condannando il peccato affinché il peccatore venga salvato e redento.

Distinguere i Peccatori: Interni ed Esterni

Paolo chiarisce ulteriormente il suo insegnamento: "Vi ho scritto nella mia epistola di non mescolarvi con chi, facendosi chiamare fratello, sia un fornicatore, o un avaro o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un ladro; con un tale non dovete neppure mangiare." Egli specifica:

  • Non con i peccatori del mondo: Paolo non intendeva affatto che i Corinzi dovessero isolarsi dai "fornicatori di questo mondo, o con gli avari, o con i ladri, o con gli idolatri", altrimenti avrebbero dovuto "uscire dal mondo".
  • Sì, con i "fratelli" peccatori: Il divieto di mescolarsi si riferisce a coloro che "si facendosi chiamare fratello" ma vivono nel peccato impenitente. Mangiare con qualcuno era un'espressione di amicizia e complicità, e la chiesa non poteva offrire tale riconoscimento a chi disonorava il nome di Cristo.

Paolo conclude: "Non giudicate voi quelli di dentro? Ora è Dio che giudica quelli di fuori. Perciò togliete il malvagio di mezzo a voi". Il compito della chiesa è giudicare la condotta dei propri membri, non quella di coloro che non si professano cristiani. Questa azione, sebbene difficile, è "un compito fondamentale se la chiesa vuole essere sempre in grado di annunciare fedelmente il vangelo di Cristo".

L'Importanza della Disciplina Ecclesiale Oggi

Il messaggio di 1 Corinzi 5 rimane attuale. La chiesa oggi è chiamata a essere "coraggiosa testimone della verità nella carità", purificandosi costantemente dal "vecchio lievito" e condannando il peccato, non per condannare il peccatore, ma per spingerlo al pentimento e alla salvezza. La disciplina, intesa come un processo ispirato e mirato alla restaurazione, è essenziale per mantenere l'integrità della chiesa e la sua capacità di spargere il profumo di Cristo nel mondo.

Come sottolinea l'anziano Jeffrey R. Holland: "Non potete impunemente crocifiggere di nuovo Cristo. 'Fuggite la fornicazione', grida Paolo, e fuggite da 'alcunché di simile'". La purezza individuale e comunitaria è fondamentale per onorare il sacrificio di Cristo e per essere "nel mondo, ma non del mondo".

ANTICA CORINTO. MUSEO E AREA ARCHEOLOGICA

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