Escursione al Santuario di San Michele Arcangelo e Monte Molare

L'escursione al Monte Molare, conosciuto anche come Monte San Michele, è un'avventura stimolante e ricca di scoperte, ideale per ogni appassionato di escursionismo. Questo percorso di trekking ad anello, che si snoda nel cuore del Parco Regionale dei Monti Lattari, offre panorami mozzafiato e un'immersione nella storia e nella natura.

Mappa dettagliata del percorso di trekking al Monte Molare con punti di interesse

Informazioni Generali sul Percorso

Il Sentiero per Monte Molare segue il tracciato CAI 350 ed è un percorso ad anello di circa 6,95 km. La sua difficoltà è generalmente media, con alcuni tratti più impervi che lo rendono sfidante ma accessibile. L'altitudine massima raggiunta è di 1444 metri sul livello del mare, dove il panorama sarà la meritata ricompensa per lo sforzo. Il tempo di percorrenza totale stimato per l'itinerario completo è di circa 3 ore e 45 minuti.

Il percorso si snoda su vari tipi di terreno, inclusi sterrato, alpino, non asfaltato e asfaltato. Il dislivello positivo totale è di circa 563 metri.

Il Monte San Michele è popolarmente chiamato "Molare" per la sua peculiare forma di dente molare. È la vetta più alta dei Monti Lattari, i quali orograficamente costituiscono un prolungamento dei Picentini e devono il loro nome all'attività di pastorizia (mucche e capre) che li ha sempre caratterizzati.

Varianti del Percorso

  • Percorso Completo (Anello CAI 350): Circa 6,95 km, difficoltà media, include il passaggio alla Grotta di San Catello.
  • Percorso Breve e Facile: Da Porta di Faito a Monte Molare (senza passare per la Grotta di San Catello) e ritorno sulla stessa traccia. Questo percorso è di circa 4 km e meno faticoso. Per chi desidera un’esperienza meno faticosa, senza rinunciare agli scenari spettacolari, è disponibile una variante più breve con un itinerario più dolce, sempre con partenza dal Monte Faito.

Punti di Partenza e Come Raggiungerli

Il punto di partenza più comune per l'escursione è il parcheggio di Porta di Faito. Raggiungere questo punto in auto è come immergersi in un dipinto in movimento, costellato di colline verdi e pittoreschi borghi. Che la vostra partenza sia da Napoli o da Salerno, il vostro GPS vi guiderà fino a Porta di Faito, punto di inizio dell’escursione.

In Auto

A Porta di Faito, l’accesso iniziale del sentiero, è disponibile un comodo piazzale gratuito dove lasciare l’auto. La destinazione principale da impostare sul navigatore è Vico Equense, la prima città che dà vita alla Costiera Sorrentina. Una volta arrivati in città, bisogna seguire le indicazioni per il Monte Faito, dove si trova un ampio spazio per parcheggiare.

Con i Mezzi Pubblici

Raggiungere il punto di partenza del sentiero per Monte Molare in bus da Napoli è un’opzione valida. Si dovrà raggiungere Napoli Metropark Centrale e prendere il Flixbus diretto a Castellammare di Stabia. Da qui, è prevista una breve passeggiata di 10 minuti fino alla Funivia del Faito - stazione inferiore. Prendendo la funivia si arriverà a Villaggio Monte Faito. Infine, attende una passeggiata di un’ora verso Porta di Faito. In alternativa, da Castellammare di Stabia è possibile, tramite la funivia, arrivare direttamente al Villaggio Faito. Da Vico Equense, si hanno 4 alternative per raggiungere il Villaggio Monte Faito.

Dettagli dell'Itinerario (Percorso ad Anello)

L'avventura inizia dal parcheggio di Porta di Faito. Nel parcheggio, si potrà scegliere tra due tracce per iniziare il percorso; si consiglia di scegliere quella sulla sinistra. Si procede per 0,1 km, poi si svolta a destra al bivio per raggiungere la Grotta di San Catello. Questa sezione del percorso potrebbe risultare più impegnativa, poiché il tratto è scosceso e scoperto, e può essere scivoloso e pericoloso in qualsiasi condizione meteorologica. Il tratto per arrivare alla Grotta di Catello è consigliato solo per escursionisti esperti, in quanto particolarmente esposto.

Tornando al bivio e proseguendo per la Sorgente, a 0,4 km dal bivio, si troverà la Sorgente dell’Acqua Santa, un posto ideale per rifornirsi d’acqua. Secondo la leggenda, l’Acqua Santa scaturisce da una crepa nella roccia, creata dalla lancia dell’Arcangelo Michele nel tentativo di scacciare il diavolo che stava tentando i santi Catello e Antonino.

Poco distante dall’avvio del viaggio da Porta di Faito, ci si imbatterà in una delle due fonti che si incontreranno lungo il percorso, l’Acqua delle Scorchie, e l’Acqua Santa. Queste sono parte integrante delle risorse idriche dell’Alta Via dei Monti Lattari.

Si prosegue sulla pista per gli ultimi 0,3 km fino a raggiungere la vetta del Monte San Michele (Molare). In cima al monte, si trova la famosa Croce della Conocchia, posizionata da un devoto locale, Francesco Celentano, negli anni ’60-’70 del XX secolo. Il percorso si inerpica sotto una faggeta, a tratti rocciosa, sino a raggiungere la zona di vetta, passando per alcuni brevi tratti esposti. Per salire sulla cima del Monte S. Michele è necessario avanzare aiutandosi con le mani: il tratto è di una ventina di metri.

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La Deviazione al Santuario di San Michele Arcangelo

Una volta tornati al parcheggio, si ha la possibilità di estendere l'avventura fino al Santuario di San Michele Arcangelo. Risalendo le pagine della storia, si scopre che i santi Catello e Antonino scelsero quest'ambiente incontaminato per i loro momenti di preghiera, e, secondo la leggenda, fu proprio qui che l'arcangelo Michele decise di apparire.

Si narra che una notte, San Michele Arcangelo apparve in sogno ai due santi, ordinando loro la costruzione di una cappella in suo onore. In poco tempo, sulla cima di Monte Sant’Angelo, conosciuto anche con il nome di Molare, fu costruito un primo tempio in legno e in seguito rifinito con un tetto in piombo, grazie a una donazione della Santa Sede. Nel 1558 venne descritto per la prima volta il miracolo della sudorazione di manna dalla statua di San Michele: si narra che durante l’invasione dei turchi a Sorrento, nel 1558, un gruppo di fuggitivi, scampati al saccheggio e alla prigionia, si rifugiarono sul Faito per chiedere l’aiuto del santo, il quale fece sgorgare dalla statua gocce di sudore; il giorno dopo la città fu liberata dagli invasori. Il 31 luglio, durante i primi Vespri della dedicazione della chiesetta in onore dell’arcangelo, all’intonazione del cantico Magnificat la statua marmorea di San Michele iniziò a sudare manna.

Nel 1862, a causa delle scorrerie dei briganti, cessò ogni forma di pellegrinaggio sul Molare ed il tempio cadde in rovina: il 20 dicembre la statua, pesantemente vandalizzata e colpita da un fulmine, fu recuperata e portata nella cattedrale stabiese, dov’è custodita ancora oggi. Si segnala che, nel tratto finale tra la base e la cima del Molare (Monte San Michele), il sentiero è interessato da una frana che si sta allargando sempre più, rendendo pericoloso il passaggio.

Panorama dalla Vetta

Dalla cima del Monte Molare (Monte San Michele) si aprono differenti viste. Quella del Vesuvio che si staglia maestoso sullo sfondo è sicuramente la più suggestiva. Poi c’è quella della Costiera Amalfitana fino ad arrivare a Capri con i suoi Faraglioni. Inoltre, è possibile scorgere parte del Cilento, il Golfo di Napoli, le cime di Monte Finestra e Monte dell’Avvocata, i Picentini con Monte Cervialto, il Vallo di Diano con Monte Cervati e Monte Bulgheria, e nelle giornate più limpide, persino il Pollino. La vista, a detta di molti, è una delle più belle d'Italia e del mondo.

Foto panoramica dalla vetta del Monte Molare con vista sul Vesuvio e il Golfo di Napoli

Flora e Fauna

Perdersi tra i sentieri della montagna significa fare un’esperienza avventurosa, venendo in contatto con la ricca varietà di flora e fauna che abitano l’area. La macchia mediterranea si anima di colori e odori, con la palma nana che si staglia come un piccolo ma fiero guerriero verde. Il bosco misto offre un’esplosione di vita che, a sua volta, cede il passo all’apoteosi del faggio. Assolutamente di rilievo è il caprifoglio di Stabia (Lonicera stabiana Guss. ex Pasquale), un raro endemismo puntiforme.

Anche la fauna è molto ricca di specie: è possibile incrociare volpi e cinghiali, o, più facilmente, simpatici ricci e vistose salamandre pezzate (attenzione a non toccarli!). Altre specie includono lepre, talpa, quercino, moscardino, biacco, saettone, vipera, cervone, biscia, donnola, faina e, sebbene molto raro, il tasso. Numerosi gli anfibi presenti: il rospo comune (bufo bufo), la rana appenninica (Rana italica) e la salamandra pezzata (Salamandra salamandra).

Periodo Migliore per l'Escursione

L’intervallo ideale per intraprendere il cammino si situa tra la primavera e l’inizio dell’autunno. Durante l’escursione al Molare in primavera, il ritmo delle stagioni si rispecchia in una brillante sinfonia di colori e odori che ravviva la macchia mediterranea. Se invece si opta per fare trekking sul monte Molare in autunno, si verrà circondati dalla magia del fogliame che si tinge di oro brillante e di rosso. Quindi, sia per gli appassionati di trekking che per gli amanti della flora, il periodo che spazia dalla primavera all’autunno regala un’esperienza indimenticabile e ricca di sfumature sulla strada per Monte Molare.

Preparazione e Consigli

Per affrontare al meglio l'escursione al Monte Molare, è fondamentale prepararsi adeguatamente:

  • Abbigliamento: Vestirsi a strati è essenziale, poiché le temperature possono variare molto lungo il percorso. È consigliato indossare abbigliamento adatto alla stagione, un cappello, occhiali da sole e crema solare.
  • Calzature: Optare per scarpe da trekking alte e robuste, impermeabili e con una buona suola antiscivolo. Non incamminarsi con scarpe dalla suola liscia o ginniche, potrebbe essere pericoloso.
  • Equipaggiamento: È essenziale avere uno zaino confortevole per trasportare acqua (dotarsi di acqua a sufficienza), snack, un kit di primo soccorso, una mappa o GPS e una torcia. Le bacchette possono essere molto utili, ma assicurarsi di avere uno zaino adatto a cui assicurarle durante l’ultimo tratto. Una mappa del sentiero cartacea o digitale è indispensabile.
  • Condizione Fisica: Non sono necessarie competenze specifiche, ma una buona condizione fisica è consigliata per affrontare il dislivello e la lunghezza del percorso. L'escursione è adatta a chi ha un minimo di allenamento.
  • Sicurezza: Fate sempre attenzione ai cartelli e al meteo e seguite le indicazioni di chi ha curato il percorso senza avventurarvi. Il tratto finale che porta alla vetta del Monte Molare richiede un po' di dimestichezza con un ambiente in cui, chi non è abituato, potrebbe aver bisogno di aiutarsi con le mani. Niente di particolarmente pericoloso o esposto ma che richiede attenzione ed appunto dimestichezza con certi percorsi.
  • Bambini e Animali Domestici: Il sentiero è di difficoltà media, quindi potrebbe non essere adatto a bambini molto piccoli o animali domestici non abituati a camminare per lunghe distanze. Si consiglia di portare solo bambini dai 12 anni in su, allenati ed abituati a camminare e sempre supervisionati da un adulto.
  • Navigazione: È possibile scaricare il file GPX del percorso per importarlo nella propria applicazione di trekking preferita (Komoot, Wikiloc, Oruxmaps o OutdoorActive). Una volta importato, si avrà accesso alla mappa e al tracciato anche in assenza di connessione.

Dove Mangiare e Dormire nei Dintorni

Cucina Tipica

Assaporare le delizie locali è parte integrante dell'esperienza. Si consiglia di gustare il Provolone del Monaco DOP, il Riavulillo e la pizza ‘vicana’, croccante e unica.

  • Osteria Torre Ferano: Cucina di qualità con una selezione di formaggi accompagnati da una marmellata di cipolle e peperoni eccezionale. Da non perdere la guancia e lo stinco.
  • Antica Trattoria Da Filomeno: Per chi cerca genuinità e tradizione, offre crocché, fiori di zucca ripieni, provolette alla brace, gnocchi, bucatini cacio e pepe e carne alla brace di ottima qualità.
  • La Tradizione (Vico Equense): Un luogo accogliente e caratteristico in stile vintage, con cibi ottimi preparati al momento, tra cui verdure e ravioli eccezionali.
  • Ma Che Bontà (Seiano): Un'esperienza sublime con personale altamente qualificato e cibo di altissima qualità preparato dallo Chef Giuseppe Vitiello.

Pernottamento

Dormire nei pressi del Monte Molare è l’ideale per un’escursione senza fretta. Se si sceglie di pernottare vicino a Porta di Faito, si potrà iniziare il trekking di buon ora e con la giusta carica.

  • Al Castagno: Offre un'accoglienza calorosa e genuina. Circondata dal verde, la struttura è un po’ distante dal centro ma vicina alla stazione della funivia.
  • Eden Bleu: Questa struttura sfoggia uno stile mediterraneo, con arredi e particolari curati nei minimi dettagli.
  • Filangieri 23 - Luxury B&B - Sorrento Coast: Camere nuove, confortevoli e ben attrezzate che garantiscono un soggiorno piacevole.

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