Escursione alla Grande Quercia di Monte Evangelo a Scandiano

Nel comune di Scandiano, sul versante del Monte Evangelo che si affaccia verso Rondinara, si erge un albero maestoso, noto agli scandianesi come "La grande quercia". Questo esemplare secolare rappresenta un punto di interesse naturalistico e paesaggistico di rilievo nel territorio.

illustrazione della Grande Quercia, magari con persone ai suoi piedi per mostrare la scala

Caratteristiche e Importanza della Grande Quercia

Questa quercia pluricenteneria è considerata tra i più begli alberi dell’Emilia Romagna ed è vincolata con legge regionale. Con una circonferenza del tronco di cinque metri e mezzo, è una delle più grandi della regione. La sua età stimata è di circa 300 anni, e si trova ai margini di un bosco, non al suo interno, rendendola particolarmente visibile e imponente nel paesaggio collinare di Scandiano, precisamente a Rondinara. Le sue maestose fronde sono state recentemente anche il set per la realizzazione di un film sulla guerra partigiana, evidenziando il suo valore non solo naturale ma anche culturale e storico.

Percorsi per Raggiungere la Grande Quercia

Esistono diverse opzioni per raggiungere la Grande Quercia, offrendo sia un percorso più breve e diretto, sia un itinerario più lungo e ricco di spunti naturalistici e panoramici.

Percorso Breve dalla Pianderna (Ca' de Caroli)

Il percorso più breve parte dalla località Pianderna, situata sopra Ca’ de Caroli. Si prosegue dritto fino a raggiungere il secondo lago e poi si gira a sinistra, inoltrandosi in un boschetto. Usciti dal boschetto, si deve tenere la destra e in breve si raggiungerà la Quercia. Questo itinerario presenta un leggero sali e scendi, e la sua unica vera difficoltà è l'assenza di punti ombreggiati lungo il tragitto.

mappa schematica del percorso breve con punti chiave

Percorso Lungo e Panoramico (da Via Tresinaro, Ca' de Caroli)

Per intraprendere un'escursione più estesa e variegata, si deve imboccare Via Tresinaro a Ca’ de Caroli, la strada situata subito prima del ponte. Qui si possono costeggiare i resti dell’antica fornace di calce, cemento e gesso, di notevole interesse dal punto di vista dell’archeologia industriale, dove è possibile parcheggiare.

Sulla sinistra, in salita, parte uno stradello asfaltato segnalato come “strada privata”. Lo si percorre a piedi per circa 200 metri e si imbocca un sentiero meno evidente sulla destra, che sale a un prato dove, nei mesi di aprile e maggio, è possibile ammirare fioriture di orchidee. Si continua in salita puntando a una casa poco più avanti, e da lì si imbocca un sentiero sulla destra, riconoscibile per la presenza di una vecchia sbarra.

Il sentiero poco dopo si biforca: è necessario prendere quello di sinistra che si addentra nella vegetazione tra due ali di siepe, ricche di biancospino, prugnolo, rovi, rosa canina, sanguinello e più avanti ginestra odorosa. Dopo aver lasciato sulla sinistra un laghetto adibito alla pesca sportiva, il sentiero si fa sempre più ripido, snodandosi tra interessanti affioramenti di gesso. Ci si trova in un ambiente naturalistico e geologicamente molto interessante, quello del Monte del Gesso, una rupe scoscesa sulla cui cima si innalzava un castello medievale, distrutto nel 1340.

vista panoramica con affioramenti di gesso e calanchi

Quando la vegetazione si apre, offrendo la vista di una valle caratterizzata da erosioni e calanchi, il sentiero principale piega a destra, invaso dai rovi. Si prosegue invece dritto, seguendo una traccia poco evidente in ripida salita tra argille; ci si trova così in un punto panoramico, con vista a sinistra sul piccolo borgo di Monte del Gesso e, più lontano, su Scandiano e la pianura. Attraversato infine un prato, si sbuca sullo stradello del sentiero n. 3, che si risale verso Sud (a destra) tra boschetti di roverella, in un ambiente arido (xeròfilo), fino a raggiungere la cappella dedicata alla Madonna di Fatima (circa 1 ora e 10 dalla partenza).

Via Monte Evangelo alle Tre Croci

A questo punto, ci si trova sullo spartiacque principale, con un panorama che abbraccia sia la pianura che l'Appennino. Si prende a destra, sempre sulla carraia, e si giunge a Bottegaro, un borgo rurale. Superato Bottegaro e il successivo fabbricato in rovina, si prosegue tra argille scagliose affioranti, roverelle e ginepri, con vista sui lagoni di Pianderna. Nell'estesa prateria a graminacee sono diffuse diverse specie di orchidee a fioritura primaverile, unitamente alla globularia e alla ginestra odorosa.

Proseguendo lungo il tratturo si raggiunge la sommità di un dosso (quota 380 m), riconoscibile per la presenza di una torretta in muratura, dal quale si scende fino al Monte di Sopra. Questa borgata è composta da due ruderi, una grossa cisterna, e soprattutto dalla grande quercia stessa, affiancata dai ruderi di un piccolo borghetto di un paio di case diroccate edificate nell'immediata prossimità dell'enorme albero.

Ritorno lungo il Torrente Tresinaro

La carraia prosegue in discesa, supera il caseggiato di Monte di Sotto, e diventa uno stradello bianco che, con vista panoramica sulla valle del Tresinaro, conduce prima a un lagone, poi all'abitato di Ca’ de Rossi (circa 1 ora e 10 dalla Madonna di Fatima). Qui si imbocca lo stradello a destra; ha inizio la seconda parte dell'itinerario, quella nell’alveo del torrente Tresinaro, e questo stesso stradello, tutto in falsopiano, riporterà al punto di partenza. La vegetazione si fa diversa: saliceti, pioppi bianchi e canneti (tifa, paviera, salicaria) colonizzano l’alveo e le rive del torrente. Superati gli edifici rurali Casone e Ca’ de’ Sforacchi, la carraia diventa sentiero, passa sotto la passerella e si avvicina alle rive del Tresinaro, per poi superare un’ampia lingua di frana che scende in alveo. Si prosegue lungo il ciglio del torrente, a lato di un vigneto, fino al borgo di Bettole, completando il circuito.

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