Immersa tra le sinuose colline che da secoli custodiscono il fasto di antiche stirpi, la struttura che oggi conosciamo come Villa San Biagio si erge come testimonianza eloquente di un passato glorioso. Le radici di questo complesso affondano in un’epoca remota, intrecciandosi con la storia religiosa e nobiliare del territorio di Mason Vicentino.

Le origini monastiche e il legame con il territorio
Il sito, le cui origini precedono l'anno Mille, ha vissuto un lungo periodo sotto l'influenza benedettina. Le prime notizie certe risalgono al 970, con una donazione del vescovo di Padova Ganslino, mentre nel 1064, sotto il vescovo Ulderico, il centro abitato veniva citato come Mansione. I monaci, fedeli al motto “Ora et labora”, contribuirono attivamente al dissodamento delle terre e alla bonifica dei terreni.
Il nucleo monastico originario includeva una chiesa dedicata a San Biagio, abbattuta nel 1450 e ricostruita fuori dalla cinta murata utilizzando i resti della chiesa di San Gallo. La convivenza tra la comunità monastica e la popolazione locale fu spesso segnata da tensioni legate al pagamento di decime e rendite, che sfociarono talvolta in risse e vertenze giudiziarie, spingendo infine i monaci a vendere la proprietà ai nobili vicentini Cerato, Angaran e Borgo.

L'evoluzione architettonica: dai Cerato Loschi al periodo romantico
Nel XV e XVI secolo, la struttura subì una profonda trasformazione. Nell'arco d'ingresso del cortile, risalente al secondo Quattrocento, è tuttora visibile lo stemma della famiglia Cerato Loschi che riporta l'anno 1591. I nobili vicentini, banchieri e prestatori di denaro, ampliarono la cappella nel 1618 aggiungendo il presbiterio.
Il complesso attuale presenta una fusione di stili e funzioni:
- L'oratorio: Edificato nel XII secolo, fu ricostruito verso il 1456 e rinnovato nel 1488.
- La torretta: Aggiunta nella tarda età romantica, funge da elemento di raccordo tra il corpo padronale e i resti dell'antico monastero.
- Gli spazi produttivi: Sono ancora visitabili le celle, le tracce del forno, il focolare dove i monaci cucinavano il pane, preparavano il formaggio e facevano il bucato.
- La barchessa: Lungo il chiostro si profilano le cinque arcate, alcune delle quali un tempo adibite a stalle e granai.

Elementi di pregio e curiosità
L'interno della villa conserva elementi di rara bellezza, come la scenografica scala elicoidale in marmo, che riflette l'abilità architettonica dei progettisti dell'epoca. Tra le curiosità che avvolgono la dimora, spicca il pozzo interno, attorno al quale si intrecciano leggende locali. La struttura nasconde anche percorsi sotterranei: una scala in legno permette di accedere al seminterrato, da cui un cunicolo conduce alla ghiacciaia e prosegue verso l'esterno, in una zona nota come “buso della volpara”.
Villa San Biagio oggi
Oggi, l'antico complesso non è solo un monumento al passato, ma un patrimonio vivo. I saloni affrescati e i giardini curati ospitano regolarmente eventi culturali, concerti di musica antica e mostre d’arte. Alcune delle storiche stanze sono state trasformate in raffinate suite, offrendo un soggiorno di lusso che unisce il fascino dell'antico alle comodità moderne, rendendo la villa una cornice ideale per matrimoni ed eventi privati.