Abbazia di Chiaravalle della Colomba: storia, architettura e visite

L'Abbazia di Chiaravalle della Colomba, situata nella pianura piacentina, rappresenta un'importante testimonianza dell'architettura cistercense in Italia. La sua fondazione è attribuita alla straordinaria opera di San Bernardo di Chiaravalle, figura di spicco della riforma benedettina e fondatore dell'abbazia di Clairvaux (Claravallis). San Bernardo, come già aveva fatto accogliendo le suppliche dei milanesi nel 1135 per l'istituzione dell'abbazia di S. Maria di Roveniano (l'odierna Chiaravalle Milanese), accolse anche quelle di Arduino, con il suo clero e il suo popolo, insediando alcuni confratelli, guidati dall'abate Giovanni, nei luoghi campestri.

La denominazione "della Colomba" deriva da una leggenda che narra di una colomba bianca che avrebbe indicato con delle pagliuzze il perimetro dell'erigendo complesso religioso ai monaci. Un'altra interpretazione lega il nome al mistero dell'Annunciazione, in armonia con la spiritualità mariana cistercense. La chiesa abbaziale è dedicata a Santa Maria Assunta.

Monaci che disegnano il perimetro di un'abbazia con pagliuzze, guidati da una colomba bianca

Fondazione e prime vicende

L'inizio dei lavori per la costruzione dell'abbazia è accertato attorno al 1145 e proseguirono, seppur sporadicamente, per almeno due secoli. La "institutionis paginam" cita già il nuovo nome dell'antico sito, "Careto", ricordandone il titolo di "Colomba". Donazioni significative pervennero da due potenti signori locali: i marchesi Oberto Pallavicino e Corrado Cavalcabò.

A S. Maria della Colomba spetta la gloria della filiazione diretta dal grande riformatore della spiritualità dell'"ora et labora". La storia dell'abbazia è caratterizzata da una lunga e operosa presenza di monaci impegnati nella bonifica del territorio, nella coltivazione e nell'allevamento, senza trascurare la diffusione della loro spiritualità. Il seme religioso si diffuse in diverse zone dell'Italia settentrionale, portando all'apertura di numerose dipendenze, sia maschili che femminili (almeno venti), fino alla laguna veneta. Nel parmense sono particolarmente note le abbazie monumentali di Fontevivo e di S.

Eventi storici e trasformazioni

Le vicende civili hanno inciso notevolmente sulla storia della comunità cistercense. Nel 1214 si registra una prima importante depredazione militare. Un evento drammatico accadde il 15 giugno 1248, quando Federico II di Svevia, sconfitto presso Parma, portò il suo esercito a Chiaravalle, dove, dopo aver ucciso diversi monaci, saccheggiò e incendiò il monastero.

Nel 1444, nonostante le benemerite attività religiose, scientifiche, letterarie e agronomiche svolte dall'abbazia, questa fu purtroppo concessa in commenda. L'istituto della "commenda" prevedeva l'assegnazione del titolo formale di abate a illustri personaggi, che vivevano lontani dal monastero ma ne incameravano le cospicue rendite.

Illustrazione di Federico II di Svevia che saccheggia un monastero

Nel 1769, in seguito a un decreto di soppressione emanato dal Duca di Parma, i monaci lasciarono l'abbazia e trovarono accoglienza nell'abbazia di S. Martino de' Bocci, non soppressa dal sovrano. Nel 1777, dopo aver pagato un riscatto, i monaci poterono rientrare nella loro abbazia, ma non per molto tempo. Due decreti napoleonici, nel 1805 e nel 1810, portarono alla confisca dei beni e alla soppressione dell'istituzione monastica. I religiosi furono allontanati; a Chiaravalle rimasero solo due monaci, uno come parroco e l'altro come insegnante, affiancati da un converso con funzioni di sagrestano.

All'inizio del XIX secolo, i decreti napoleonici segnarono la fine del monastero: l'archivio, la biblioteca e gli arredi furono dispersi. I mille ettari di terreno e i fabbricati divennero proprietà degli Ospedali Civili di Piacenza, e i monaci furono definitivamente allontanati.

Il recupero e la valorizzazione

La situazione iniziò a cambiare agli inizi del XX secolo grazie all'impegno di Monsignor Guglielmo Bertuzzi, che divenne abate e parroco di Chiaravalle. Egli si dedicò al recupero della storia e dei locali dell'abbazia, convincendo la Sovrintendenza a intraprendere campagne di restauro. Questi interventi permisero di riportare alla luce capolavori come la Crocifissione della Sagrestia e di consolidare gli altri ambienti.

Nel 1976 il complesso architettonico divenne proprietà demaniale, e le Soprintendenze statali proseguirono il lungo percorso di restauri, che hanno restituito all'abbazia il suo antico splendore.

Interno della basilica dell'Abbazia di Chiaravalle della Colomba con affreschi

Architettura e caratteristiche

La basilica dell'Abbazia di Chiaravalle è una preziosa testimonianza dell'architettura cistercense in Italia. Realizzato nel XIII secolo, il chiostro è l'unico in Emilia-Romagna a essere perfettamente conservato in un contesto extraurbano. Al suo interno regna un profondo silenzio, che ne accresce il fascino. Lo stile architettonico è romanico-gotico, con una costruzione che segue il classico schema benedettino, caratterizzato dalla disposizione delle costruzioni fondamentali attorno al quadrato del chiostro (ancora oggi integro, uno dei meglio conservati tra le abbazie cistercensi italiane) e dalla chiesa orientata est-ovest.

Visite e eventi

Oggi l'Abbazia di Chiaravalle è visitabile in qualunque momento dell'anno, anche attraverso tour guidati. Molti ospiti vengono qui per compiere un viaggio nel passato e rivivere il fascino del Medioevo.

La ricorrenza liturgica più nota e celebrata è quella della festa del Corpus Domini, durante la quale i fedeli possono ammirare la celebre "Infiorata": un magnifico tappeto di petali floreali che si estende dall'ingresso al presbiterio della basilica, raffigurando motivi eucaristici o sacri di straordinario effetto visivo. L'Infiorata si svolge nel periodo tra maggio e giugno, rendendo questo il momento ideale per visitare questo luogo di culto che unisce lo splendore architettonico dello stile Romanico-Gotico allo stile di vita spirituale e laborioso dei monaci.

Abbazia Chiaravalle della Colomba - Infiorata del Corpus Domini 2024

L'abbazia è facilmente raggiungibile anche a piedi dalla piazzola di sosta di Chiaravalle dell'Autostrada A1, con una piacevole passeggiata di circa 600 metri lungo una strada pedonale.

L'Abbazia è inserita nei due Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa: "Via Francigena" e "Route Européenne des Abbayes Cicterciennes".

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