Nell'ambito della spiritualità coniugale e della gestione delle crisi di coppia, gli eremi e i centri di ritiro spirituale rappresentano luoghi privilegiati di riflessione, dialogo e preghiera. Questi spazi offrono alle coppie, siano esse fidanzate o sposate, la possibilità di ritrovare se stesse e l'armonia della relazione, affrontando le difficoltà con un approccio rinnovato e profondo. Dal centro marchigiano di "Caresto", specializzato nel sostegno alle coppie in crisi, all'esperienza di un "eremo di famiglia" nel Lazio, fino all'antica e suggestiva presenza dell'Eremo dei Camaldoli in Campania, diverse realtà propongono percorsi unici per nutrire l'amore e riscoprire i colori della spiritualità a due.
"Caresto": Un Rifugio per la Spiritualità Matrimoniale e la Crisi di Coppia
Conosciamo la realtà e le esperienze di “Caresto”, un centro di spiritualità matrimoniale che offre possibilità di ritiri per coppie di sposi e fidanzati. Si tratta di un eremo nato nel 1980, un luogo semplice per promuovere la spiritualità coniugale attraverso dialogo e preghiera.
Origini e Missione di Caresto
La comunità di religiosi e volontari, coordinata da don Piero Pasquini, accoglie coniugi, fidanzati e sposati ogni fine settimana per cercare di indagare sui disagi sorti all’interno della coppia attraverso il messaggio evangelico. L’eremo è costituito da una casa in pietra, adagiata sul colle marchigiano su cui sorge il paesino. Don Piero, che dirige la fondazione da più di trent’anni, afferma: "Ci basiamo sulla parola di Dio. Ma cerchiamo di fare poca teologia e di dare un sostegno concreto alle coppie, offrendo un metodo pratico soprattutto per quanto riguarda l’ascolto reciproco".

L'Approccio al Dialogo e all'Ascolto
Il "lavoro" spirituale all'interno del centro è incentrato sul dialogo, che secondo religiosi e volontari è l’elemento che viene a mancare quando si crea una rottura in una coppia. Il sesso diventa problematico se slegato da ciò che si prova a un livello più profondo, e per evitare che il desiderio si trasformi in un’egoistica tirannia ci vuole una buona educazione sentimentale. L'apertura mentale della comunità si ritrova nelle parole di don Piero: "Il nostro approccio è, evidentemente, cristiano. Ma sul tema del dialogo e dell’ascolto molte cose dette da Gesù sono condivise dai buddisti, dai musulmani, dagli ebrei, dagli atei. Insomma, l’amore è un bene da preservare e non è una prerogativa del cristianesimo o della Chiesa."
L'Esperienza degli Esercizi Spirituali
Gli incontri a Caresto sono chiamati Esercizi Spirituali, perché non sono basati soltanto su predicazione di un teologo e una riflessione personale, ma con un metodo attivo che include esercitazioni e allenamenti. Momenti di solitudine spirituale si alternano a incontri collettivi in cui confrontarsi con le altre coppie e con chi lavora nel centro. Agli inizi la casa ospitava circa 200 famiglie l’anno; oggi, le coppie che arrivano da tutta Italia sono più di 1000. I bimbi sono ben accetti e sono impegnati mentre i genitori si dedicano ai momenti di coppia. L'ambiente è molto casalingo, rendendo l'esperienza molto più bella e coinvolgente. Una comunità accogliente dove ritrovarsi ed incontrare altre famiglie da tutta Italia con cui confrontarsi e crescere insieme.
2. Coltivare l'armonia spirituale nella relazione di coppia - Vita di Coppia Grihastha
Incontri Online e Offerta per Tutti
Le porte dell’eremo sono aperte anche a separati, divorziati e atei. La Comunità di Caresto organizza inoltre incontri su piattaforma online per permettere a più persone di partecipare, come le serate guidate da Anna e Fabrizio Maestri sul tema "Ritrovare se stessi nella vita di coppia e di famiglia", o da Paola e Piero Pierattini. Luciano e Loretta Paglia porteranno la loro testimonianza e presentano il libro “Quella strana coppia. Giuseppe e Maria” (San Paolo Edizioni), una ricerca e un cammino per scoprire "i colori dell’amore" nella Santa Famiglia di Nazareth, un cammino in cui potersi immedesimare, soprattutto nei momenti di difficoltà.
L'Eremo di Famiglia: L'Esperienza di Francesca e Vincenzo Testa
In una prospettiva diversa ma complementare, Francesca e Vincenzo Testa hanno reso la loro casa, situata tra il Lazio e la Campania, un luogo di incontro e condivisione per altre coppie, trasformandola in un vero e proprio "eremo di famiglia".
Dalla Vita Quotidiana a un Luogo di Condivisione
Francesca Maria Forgetta e Vincenzo Testa, una coppia di mezza età con figli ormai grandi, hanno intrapreso una strada che segna un nuovo inizio nella loro vita, tracciando un percorso di spiritualità laicale allo stesso tempo antico e originale. Si sono conosciuti il 19 novembre del 1979 nella scuola superiore del loro paese, e il loro amore di ieri è sempre vivo. Vincenzo, diacono permanente alla parrocchia San Pietro apostolo di Minturno, in provincia di Latina, spiega: «Abbiamo voluto che la nostra casa diventasse un eremo, un luogo dove le famiglie possano ritrovarsi, condividere del tempo e della preghiera, fermarsi in silenzio». L’idea non nasce dal nulla, ma arriva da vite "normali" dove la ricerca di un "di più" spirituale non si è mai fermata. La casa in mattoni sui colli dei Monti Aurunci, tra il Lazio e la Campania, costruita dalla famiglia di Vincenzo "pietra su pietra", è diventata ritrovo degli amici dei ragazzi e della comunità di adulti che Vincenzo segue in parrocchia. In particolare, la "casetta", la piccola dépendance tra gli ulivi che guarda dall’alto il golfo di Gaeta, diventa spazio di ospitalità per chi vuole fermarsi per una o più sere, per condividere un momento di preghiera o una grigliata tra amici.

La Regola Camaldolese Reinterpretata in Famiglia
L'ispirazione per questa iniziativa è arrivata attraverso incontri significativi, come quello con madre Michela, la superiora delle Camaldolesi, e padre Innocenzo Gargano. Le parole dirette di padre Innocenzo li hanno spinti a scrivere una Regola per il loro eremo di famiglia entro 15 giorni. Questa Regola, che si ispira - rivisitandola - all’esperienza camaldolese, prevede una declinazione familiare di:
- Povertà: intesa come essenzialità e sobrietà.
- Obbedienza: reciproca tra moglie e marito.
- Castità: nel rispetto reciproco, l’atto sessuale è la più alta preghiera che marito e moglie possano elevare.
Vincenzo spiega che le caratteristiche dell'eremo - semplicità, austerità e solitudine - per una famiglia significano «avere momenti di preghiera e silenzio personali e di coppia, o con le famiglie che ospitiamo, e servirci delle cose senza diventarne schiavi». Franca aggiunge l'importanza di «comprare frutta e verdura stagionali, utilizzare i prodotti a chilometro zero, coltivare l’uliveto e l’orto». La loro è una storia di semplice straordinarietà e fedeltà: Franca insegna religione, Vincenzo è addetto stampa al comune di Castelforte (Latina), dove abitano; entrambi provengono da un cammino "tradizionale" con impegno nella comunità parrocchiale e scoutismo, e Vincenzo come diacono si dedica anche a corsi di lectio divina e animazione di ritiri.
Testimonianze e Condivisione
Eleonora Castaldo, catechista, racconta: «Insieme abbiamo riscoperto il gusto della parola di Dio. E anche la Messa, che prima era una specie di obbligo cristiano, ora viene vissuta con gioia». Alle persone che vengono qui, Francesca e Vincenzo chiedono di pregare per loro, per chi vive la Regola, e di riflettere sulla propria scelta di vita. Crostate con marmellate dal sapore genuino accolgono gli amici come Eleonora e Domenico, Marco e Pina, Rosalba, che hanno conosciuto Vincenzo in parrocchia e con lui e Franca hanno deciso di approfondire il cammino.
L'Antico Eremo dei Camaldoli a Napoli: Storia e Spiritualità in Campania
Per coloro che cercano un luogo di profonda spiritualità direttamente in Campania, l'Eremo dei Camaldoli a Napoli offre un'esperienza storica e contemplativa, pur non essendo specificamente dedicato alla crisi di coppia, ma rappresentando un punto di riferimento per la ricerca di pace e riflessione.
Origini e Sviluppo Storico
L’itinerario darà la possibilità ai visitatori di conoscere l’antico Complesso dell’Eremo dei Camaldoli, sede, per 400 anni, dei monaci Camaldolesi, e fondato sulla collina dei Camaldoli da cui si gode un bellissimo panorama di Napoli, del suo golfo e della penisola Sorrentina. L’originaria chiesetta dei Camaldoli fu fondata da S. Gaudioso, vescovo africano scampato alla persecuzione del vandalo Genserico, in onore della trasfigurazione del Signore ed esisteva già nell’anno 439. Intorno al 1585 fu ceduta all’abate Giovanni Cappasanta, e poi a Giovanni Battista Crispo, che la affidò ai Benedettini Camaldolesi. L’antica chiesa, in pessime condizioni, fu demolita e ne venne edificata una nuova su disegno di D. Fontana che fu intitolata al SS. Salvatore. Contemporaneamente, nella seconda metà del ‘500, fu dato inizio alla costruzione dell’Eremo (a 485 m di altezza) per volere del figlio di Alfonso d’Aragona, Giovanni d’Avalos. L’Eremo subì, durante il decennio francese, la prima soppressione; la seconda avvenne nel 1866 ad opera dei Savoia. Riaperto nel 1885 fu nuovamente affidato ai frati Benedettini.

Architettura e Opere d'Arte
Sebbene il complesso rispecchi i canoni dell’architettura cinquecentesca del Tardo Rinascimento, la chiesa, grazie alle numerose modifiche, si presenta oggi in forme barocche. All’interno, composto da un’unica navata, si trovano importanti opere d’arte fra cui la Sacra Famiglia davanti alla Croce di L. Giordano.

Un Luogo di Pace e Contemplazione Oggi
Ancora oggi questo luogo, attualmente retto dalle suore Brigidine, conserva un’impronta ascetica e mistica che continua ad attirare pellegrini e viaggiatori in cerca di pace, offrendo un ambiente sereno per la riflessione personale e spirituale.