Padre Pio e la Fotografia: Storie di Luce e Obiettivi

La figura di Padre Pio da Pietrelcina è indissolubilmente legata non solo alla fede e alla spiritualità, ma anche a un vasto corpus di immagini fotografiche che ne hanno immortalato la vita, la devozione e l'intimità. Questo patrimonio visivo è frutto del lavoro di fotografi che, con dedizione e in circostanze spesso uniche, hanno saputo catturare l'essenza del frate cappuccino, rivelando aspetti quotidiani e momenti di profonda spiritualità. Il profumo della santità di Padre Pio è ancora oggi percepibile da chi visita i luoghi a lui cari, e le sue fotografie continuano a ispirare fedeli in tutto il mondo.

Padre Pio in un momento di preghiera o riflessione

Elia Stelluto: Il Chierichetto con l'Obiettivo

Tra i fotografi più significativi di Padre Pio spicca Elia Stelluto, classe 1935, che fin da bambino ebbe un rapporto speciale con il frate, diventando uno dei suoi chierichetti. "Padre Pio è stato per me come un papà. Il papà che non ho avuto", racconta Stelluto. La sua vicinanza era tale che aveva le chiavi del convento, entrando e uscendo a suo piacimento. Fu proprio in questo contesto di grande familiarità che Elia introdusse nel convento una piccola macchina fotografica, acquistata per guadagnarsi da vivere. Sebbene l'attività fotografica fosse tassativamente proibita ad altri, il frate di Pietrelcina gli concesse questo privilegio, dando il via a migliaia di scatti che avrebbero fatto il giro del mondo.

Il "Mastrillo" e la Diffidenza di Padre Pio

Elia ricorda la diffidenza di Padre Pio nei confronti della macchina fotografica, e in particolare del flash, che egli chiamava "mastrillo", ovvero "trappola per topi". "Io scattavo sempre, lui non era mai contento di posare. Le fotografie colte di sorpresa sono le più belle", afferma Stelluto. Padre Pio proprio non tollerava quel lampo di luce generato dalla combustione della polvere di magnesio che lo infastidiva. Nonostante questa avversione, la relazione tra i due era caratterizzata da affetto e reciproca confidenza.

L'Episodio del Flash e la Condizione "Senza Mastrillo"

Un giorno, il maestro di Elia, Federico Abresh, convertito dopo la guarigione miracolosa della moglie e del figlio, promise a Stelluto ben 5.000 lire (una somma considerevole, dato che Elia guadagnava solo 500 lire al mese) in cambio di una foto di Padre Pio benedicente con la mano piagata e scoperta alla fine della Messa. Spinto dalla necessità e dall'importanza dell'incarico, Elia si alzò all'alba e si recò alla Messa mattutina di Padre Pio, che celebrava alle 4 del mattino all'altare di San Francesco nella chiesetta antica di Santa Maria delle Grazie. Chiese alle "pie donne" di potersi posizionare in prima fila, sulla destra dell'altare.

Al momento della benedizione, Elia scattò la foto, ma la luce improvvisa e abbagliante del flash impaurì e fece arrabbiare Padre Pio che, urlando, cominciò a dire: «Chi è quello lì!... Portatelo via!... Chiamate i carabinieri!!». Elia rimase agghiacciato e profondamente addolorato, non avendo mai visto il frate così sconvolto. Anche le "pie donne" furono sorprese, conoscendo la confidenza tra i due.

Nonostante la sua mortificazione, Elia andò in sagrestia dopo la Messa per baciare la mano del Padre e chiedere perdono. Padre Pio rispose con dolcezza: «Ah! Ma eri tu che hai fatto quella luce?». Visibilmente dispiaciuto per averlo sgridato con tanta forza, spiegò che la luce improvvisa poteva fargli perdere l'equilibrio. Poi, per rincuorarlo, gli disse: «Di foto fanne quante ne vuoi, ma senza quel “mastrillo”».

Elia obiettò che fotografare senza flash nell'oscurità della chiesa, illuminata solo da poche candele, era impossibile e che le foto non sarebbero venute bene. Rispose a Padre Pio: «Padre, è impossibile fotografare senza quel “mastrillo”. Voi siete esperto nel celebrare la Messa, nel confessare, ma non siete un fotografo». Padre Pio, tuttavia, ripeté più volte la sua condizione. Inizialmente Elia decise di non tornare più a fare fotografie, ma poi, nel pomeriggio, Abresh gli chiese di realizzare un servizio fotografico per una Prima Comunione il giorno successivo. Elia colse l'occasione per scattare foto senza flash, convinto di dimostrare l'impossibilità dell'impresa. Invece, sviluppando i negativi, scoprì con incredibile sorpresa che le foto erano di ottima qualità e perfettamente illuminate.

Elia Stelluto con la sua macchina fotografica, forse intento a scattare una foto

Fu allora che capì: "Era lui che emanava luce. Il fotografo era lui, non io". Da quel momento, Elia non usò più il flash. Le foto scattate, anche quelle controluce, furono sempre belle e di ottima qualità, con il volto di Padre Pio sempre nitido e luminoso. La foto che fece arrabbiare il santo, che lo ritrae mentre dà la benedizione con le stimmate ben visibili, divenne una delle più belle e note, pur essendo nata da un momento di disagio per entrambi.

Un Archivio di Memorie e Luce

Le migliaia di scatti di Stelluto rivelano la vita quotidiana, la spiritualità e l’intimità del santo. Elia non sa scegliere una foto preferita: "Per me sono tutte belle, sono come figli". Ma ci sono ricordi che la camera non ha immortalato, custoditi nel cuore, come i baci dati sulle mani piagate del santo, senza guanti, dopo ogni Messa in sagrestia. O come quel giorno del 1947, quando Padre Pio profetizzò che un novello sacerdote polacco in convento "avrà un berretto rosso, è papabile e sarà un mio difensore".

Oggi, l'enorme archivio fotografico di Elia Stelluto, che comprende circa tremila scatti e svariati filmati, è gestito dal nipote, Ruben Lobos. Le pellicole sono state digitalizzate, e molte foto inedite di Padre Pio continuano a svelare aspetti della sua vita quotidiana.

Gaetano Mastrolilli e l'Icona Ufficiale di San Pio

Accanto alla vasta opera di Elia Stelluto, è fondamentale menzionare il lavoro di Gaetano Mastrolilli (Ruvo di Puglia 1922 - Bari 1994), fotografo e cineoperatore ufficiale del Convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo dal 1952. Mastrolilli ha documentato importanti momenti ed eventi nella vita del Santo, realizzando alcune delle sue immagini più celebri. Tra queste, una in particolare è stata scelta come immagine ufficiale per la canonizzazione di San Pio, esposta a Piazza San Pietro a Roma il 16 giugno 2002.

L'immagine più riconoscibile di San Pio da Pietrelcina, che ha permesso di dare un volto alla santità del frate, è stata riquadrata e "lavorata" (oggi si direbbe "post-prodotta") dallo stesso Mastrolilli in diverse versioni, fino a diventare l'icona ufficiale del Santo. Il protagonista fu isolato dall'ambiente circostante mediante lo scontorno, e la stampa in bianco e nero fu poi colorata a mano, creando anche un effetto aureola. L'inquadratura perfetta, il volto di 3/4 leggermente dall’alto e l’espressione pensosa e concentrata, focalizzata su qualcosa fuori campo, conferiscono a questa immagine tutte le caratteristiche per diventare un simbolo. Il ritrovamento del negativo originale, avvenuto grazie alla figlia del fotografo, è stato quasi un miracolo, data la difficoltà di identificazione tra il materiale ereditato.

La fotografia iconica di Padre Pio realizzata da Gaetano Mastrolilli, magari con un confronto

L'Eredità e la Diffusione della Santità di Padre Pio

Le fotografie di Padre Pio non sono solo documenti storici, ma veicoli di un messaggio spirituale. "Quando si parla con Elia - confida il parroco di Paupisi, don Pettenuzzo - si sente tanto amore. Un’emanazione dell’amore di Padre Pio. Questa mostra vuole far vedere che la santità, l’essere amici di Dio non è niente di straordinario. Guardando queste foto si vede la semplicità di Padre Pio, un uomo come noi. La spontaneità delle espressioni del suo volto è un richiamo per tutti a recuperare la semplicità nel quotidiano, a riprenderci la nostra umanità ed il coraggio di amare". Monsignor Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento, ha sottolineato come le istantanee aiutino a ricostruire il vissuto del santo, contestualizzando l'ambiente in cui è nato e cresciuto e delineando ciò che ha contraddistinto la sua personalità, forgiata da usi e costumi locali. "Era un mio desiderio donare foto a tutto il mondo cattolico e ai figli spirituali di padre Pio", ha detto Stelluto, ricordando il frate come "una persona dolce", affettuosa, con un volto spesso illuminato dal sorriso.

La Storia di Padre Pio (parte 1) - RAI Storia

Le Iniziative della Saint Pio Foundation

La Saint Pio Foundation ha promosso diverse iniziative per rendere accessibile al pubblico l'eredità fotografica e spirituale di Padre Pio. In occasione del venticinquesimo anniversario della beatificazione di Padre Pio e del decimo anniversario della Fondazione, è stata lanciata l'iniziativa "Fotografie di San Pio - Memorie di un Santo". Luciano Lamonarca, fondatore della Saint Pio Foundation, ha voluto celebrare queste ricorrenze rendendo disponibili gratuitamente alcune delle foto di Elia Stelluto, ora digitalizzate e catalogate, su un sito web dedicato, therealsaintpio.org. Dieci di queste fotografie, alcune delle quali inedite, sono a disposizione di credenti e devoti. Il volto del santo di Pietrelcina che si vuole far conoscere è quello laico, umile, per permettere a quanti lo identificano semplicemente come il santo stigmatizzato di conoscerlo meglio.

Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione, ha evidenziato come "Padre Pio è una figura ancora attuale che continua ad attirare tanta gente - un santo del popolo perché dal popolo proveniva, un santo capace di comunicare nonostante il suo fosse un cattolicesimo esigente". Le fotografie scelte da Stelluto e Lamonarca mostrano proprio un frate semplice, colto tra i suoi confratelli nella vita comunitaria, mentre celebrava Messa o benediceva un rosario.

Oltre alle fotografie, la Saint Pio Foundation ha messo a disposizione altre risorse, tra cui "La canzone di Padre Pio", composta dal musicista foggiano Rico Garofalo e dal paroliere Gino Scauzillo, e ricantata da Lamonarca per la diffusione gratuita. La Fondazione ha anche selezionato e tradotto in cinque lingue 365 lettere di San Pio, una per ogni giorno dell'anno, indirizzate ai suoi direttori spirituali e ai suoi figli spirituali, come guida e fonte di ispirazione. È inoltre in cantiere un documentario. "Vogliamo dare un messaggio di speranza - conclude Lamonarca -. Dobbiamo essere più in comunione con noi stessi e con gli altri e credo e spero che Padre Pio inciti le persone a essere più pacifiche".

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