Il Calendario Liturgico Cattolico: Struttura, Tempi e Significato

Cos'è il Calendario Liturgico?

Lo scopo del calendario liturgico è quello di contenere le norme che disciplinano le ricorrenze e le celebrazioni liturgiche di tutti i giorni dell'anno liturgico di ogni singolo rito all'interno di ogni confessione cristiana. In particolare, nella religione cristiana, la necessità dei credenti di evocare e onorare il divino secondo feste e riti stabiliti è sfociata in una calendarizzazione, scandita secondo un ritmo annuale, noto come anno liturgico. I momenti principali dell’esperienza terrena di Cristo sono rivissuti nell’ambito dell’anno liturgico cattolico secondo giorni e tempi determinati.

L'errore più diffuso si verifica quando si considerano i periodi liturgici utili per le celebrazioni e le ricorrenze, quali ad esempio i tempi liturgici nel rito romano, come componenti il Calendario Liturgico, mentre esso è la struttura normativa che li contiene.

Schema dell'anno liturgico cattolico con i suoi cicli e colori

La Triplice Calendarizzazione nella Chiesa Cattolica

Nell'ambito della Chiesa cattolica, e specificatamente della Chiesa latina, il Rito romano, considerata la sua diffusione planetaria, possiede una triplice calendarizzazione:

  1. Il Calendario romano generale, valido per l'intera Chiesa latina.
  2. I calendari particolari, che riguardano l'insieme o le singole chiese locali o famiglie religiose.
  3. I calendari esecutivi, spesso singolarmente denominati "Calendario Liturgico".

Il Calendario romano generale e i calendari particolari sono stesi come documenti ufficiali, tipograficamente redatti in specifiche pubblicazioni o come inserti di altri libri. Il Calendario particolare normalmente contiene ricorrenze o celebrazioni proprie di quella determinata chiesa locale o insieme di chiese che fanno uso del detto calendario particolare. Tali ricorrenze o celebrazioni riguardano per lo più i santi patroni o comunque venerati da quella chiesa locale o insieme di chiese, nonché l'anniversario della dedicazione delle singole chiese, intese in questo caso nel senso materiale.

Da quando esistono le conferenze episcopali nazionali, per motivi di semplificazione è invalso l'uso, anche se non sempre accettato, di pubblicare il proprio calendario particolare, ossia il calendario avente carattere nazionale, denominandolo come calendario romano generale. Sebbene le ricadute pratiche di tale scelta siano evidenti, non si può negare che, ai fini della conoscenza della scienza liturgica, ciò costituisca un falso.

L'Anno Liturgico - Breve riassunto

Le Grandi Stagioni dell'Anno Liturgico

Ogni giorno della settimana (ferie) viene santificato con celebrazioni liturgiche particolari, oltre che con l'Eucaristia e l'Ufficio divino. Particolare rilievo ha il primo giorno della settimana, la domenica, che rinnova il mistero pasquale. I tempi fondamentali del calendario liturgico cattolico sono il ciclo pasquale e quello natalizio, cui si aggiunge il tempo ordinario.

Il Ciclo Pasquale

Come rievocazione del mistero di Cristo, che salva l’umanità con la sua morte, il ciclo pasquale è uno dei "tempi forti" del calendario liturgico cattolico. Storicamente esso si è articolato in tre momenti: il triduo, la cinquantina o tempo di Pasqua e la quaresima (circa un centinaio di giorni in tutto).

  • Il Triduo Pasquale

    Originariamente il Triduo Pasquale consisteva nei tre giorni del "Cristo morto, sepolto e risorto" (Venerdì Santo, Sabato Santo e la Domenica o Giorno di Pasqua). Con la riforma ispirata dal Concilio Vaticano II è stato anticipato alla missa in coena Domini del Giovedì Santo.

  • Il Tempo di Pasqua

    Il Tempo di Pasqua all’inizio comprendeva i 50 giorni successivi alla Pasqua, di cui il primo era già la Domenica della Risurrezione o prima Domenica di Pasqua: tutti questi giorni avevano lo stesso valore e significato. In seguito, il quarantesimo giorno venne storicizzato come ultima manifestazione di Cristo e commiato dagli apostoli (l'Ascensione) e il cinquantesimo, a conclusione di tutto il ciclo, venne configurato come "prima Pentecoste".

  • La Quaresima

    La Quaresima (da quadragesima, "tempo di 40 giorni"), il tempo pastoralmente più impegnativo, sviluppa soprattutto i temi battesimali, in stretta connessione con il catecumenato. Inizia con il Mercoledì delle Ceneri e termina prima della messa in coena Domini. Alla Quaresima è connesso il rito della Via Crucis, importato da Gerusalemme, che sottolinea la partecipazione dei fedeli ai dolori fisici e morali di Gesù durante la Passione.

Ricorrenze Specifiche nel Ciclo Pasquale

  • L'Ascensione

    L’Ascensione è una solennità liturgica comune a tutte le Chiese cristiane, che si celebra il quarantesimo giorno dopo la Pasqua di Resurrezione. Ne parlano già San Giovanni Crisostomo e Sant’Agostino, e un'incisiva influenza per la sua diffusione la si deve probabilmente a San Gregorio di Nissa. Dato che questo giorno cade di giovedì, in molti Paesi la solennità è stata trasferita alla domenica successiva.

  • La Solennità della Pentecoste

    La solennità della Pentecoste viene celebrata 50 giorni dopo la Pasqua: è la festa durante la quale si fa memoria del dono dello Spirito Santo, che va a colmare la confusione di Babele (cfr Gn 11, 9). In Gesù, morto, risorto e asceso al Cielo, i popoli tornano a comprendersi nell’unica lingua, quella dell’amore. Nella prima metà del III secolo già Tertulliano e Origene parlano della Pentecoste come di una festa che segue quella dell’Ascensione. Nel IV secolo la Pentecoste è una festa già comunemente celebrata a Gerusalemme, come ricorda la pellegrina Egeria, e propone il tema del rinnovamento che la venuta dello Spirito ha operato nel cuore degli uomini. La Pentecoste affonda le sue radici nel popolo ebraico, con la festa delle Settimane: una ricorrenza di origini agricole in cui si esaltavano le primizie della mietitura e si festeggiava il raccolto dell’anno. Successivamente, gli ebrei ricordarono la rivelazione di Dio a Mosè sul Monte Sinai con il dono delle Tavole della Legge, i Dieci Comandamenti. Quindi per i cristiani diventa il momento in cui Cristo, tornato alla gloria del Padre, si fa presente nel cuore dell’uomo attraverso lo Spirito, legge donata da Dio, scritta nei cuori.

    Come affermato da Papa Francesco, “L’Alleanza nuova e definitiva è fondata non più su una legge scritta su tavole di pietra, ma sull’azione dello Spirito di Dio che fa nuove tutte le cose e si incide in cuori di carne” (Udienza generale del 19 giugno 2019).

  • La Memoria della Beata Maria Vergine Madre della Chiesa

    La memoria della Beata Maria Vergine Madre della Chiesa ci ricorda come la maternità divina di Maria si estenda, per volontà di Gesù stesso, a maternità per tutti gli uomini e cioè per la Chiesa stessa in atto di affidamento. Papa Francesco, nel 2018, ha fissato questa memoria il lunedì dopo la solennità della Pentecoste, giorno in cui nasce la Chiesa. Questo titolo non è nuovo; già San Giovanni Paolo II, nel 1980, invitò a venerare Maria come Madre della Chiesa; e ancor prima Paolo VI, il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, dichiarò la Vergine “Madre della Chiesa”. Nel 1975, la Santa Sede propose una Messa votiva in onore della Madre della Chiesa, ma non entrò nella memoria del Calendario liturgico. La festa è stata istituita da Papa Urbano VI nel 1389, con lo scopo di far cessare il Grande Scisma per intercessione di Maria. Ha i suoi albori a Bisanzio, il 2 luglio, quando si legge il Vangelo della Visitazione di Maria ad Elisabetta, nella festa della "Deposizione nella Blachernes (basilica) della santa Veste della Theotokos". I francescani adottarono questo giorno mariano di festa, ma ne fecero la Visitazione di Maria, nel 1263.

Il Ciclo Natalizio

Già nella teologia del Nuovo Testamento l’esaltazione pasquale del Signore si ripercuoteva sulla comprensione della sua esistenza umano-divina a partire dalla nascita, quindi della sua apparizione precedente la Pasqua: l’incarnazione non può essere staccata o isolata dalla croce, il Natale dalla Pasqua. Di conseguenza, anche per l’anno liturgico è sorto un altro ciclo, secondario, quello delle feste Natale-Epifania.

Occorre ricordare che, storicamente, il ciclo Natale-Epifania fu sollecitato, nei secoli IV-V, anche dalla necessità di un’adeguata risposta all’arianesimo e, in Occidente, dall’esigenza di contrapporre al calendario pagano, che celebrava il Sol invictus, la festa di Cristo "vero sole". La data del 25 dicembre per il Natale deriva dal fatto che, prima della riforma giuliana, la festa del solstizio d’inverno era slittata di 4 giorni, dal 21 al 25 dicembre. Contando nove mesi a ritroso si fissò la festa dell’Annunciazione al 25 marzo. Le origini dell’Epifania (6 gennaio) non sembrano molto diverse da quelle del Natale; anch’essa soppiantò una festa pagana. Il riferimento al 6 gennaio è forse dato dal cadere del perielio; ma più probabilmente il motivo determinante è l’aumento già consistente della luce, che richiama l’idea di Gesù "vera luce" che illumina il mondo.

Anche il ciclo natalizio comprende un periodo di preparazione, uno di celebrazione-festa e un prolungamento; rispettivamente si hanno l’Avvento, il Natale-Epifania e il tempo che va fino al Battesimo di Gesù. Per quanto riguarda l’Avvento, esso ha le sue origini storiche nell’adventus (parusìa) che significava la presenza annuale della divinità o l’anniversario della visita dell’imperatore; di qui il tema del "Cristo che viene".

Ricorrenze Specifiche nel Ciclo Natalizio

Nel ciclo natalizio sono comprese alcune feste particolari, fra le quali quelle di Santo Stefano, di San Giovanni Evangelista, degli Innocenti Martiri e soprattutto quella dell’Immacolata Concezione di Maria. Il ciclo natalizio non ha un prolungamento vero e proprio; la domenica dopo l’Epifania si celebra la festa del Battesimo di Gesù, dopo la quale inizia la prima parte del tempo ordinario. Tuttavia, si comprende nel ciclo natalizio anche la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, l'hypapante dei bizantini.

Natività di Gesù Cristo, scena iconografica

Il Tempo Ordinario (Per Annum)

Il Tempo ordinario, detto per annum, complessivamente di 33-34 settimane, non è caratterizzato da particolari rievocazioni del mistero di Cristo. Comprende il periodo che collega l’Epifania con la Quaresima e quello che va dal lunedì dopo la Pentecoste alla prima Domenica di Avvento. In questo tempo, quando i sacerdoti sono vestiti di colore verde, siamo chiamati a vivere, nella normalità della vita quotidiana, il Vangelo, testimoniando la gioia di essere discepoli di Gesù crocifisso e risorto. In questo tempo si collocano numerose ricorrenze (solennità, feste, memorie) che si sono originate nel corso dei secoli. Il loro significato è del tutto relativo e secondario, perché in genere non si tratta di misteri della storia della salvezza.

Altre Ricorrenze e Solennità

Se ci soffermiamo un attimo e volgiamo indietro lo sguardo, possiamo cogliere un unico disegno divino. Dal balcone del Cielo Dio Padre ha colto quanto gli uomini, dopo il peccato di Adamo ed Eva (Gn 3), si sono smarriti, incapaci di ritrovare la strada per tornare al Cielo. Ha mandato i profeti per aiutarli a ritrovare la via, e non solo non hanno dato loro retta, ma li hanno uccisi (cfr Mt 23,29ss). Alla fine, mosso da compassione, ha mandato il suo unico Figlio: "E Dio si è fatto carne, e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14, Natale). Gesù, il Figlio di Dio, ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la nostra condizione umana, aiutandoci a far memoria che siamo creati da Dio, siamo suoi figli e che Dio è Padre. Con le sue parole e la sua vita, ci ha insegnato con Verità la Via per tornare al Padre, Vita eterna. Così Gesù ci ha manifestato il volto del Padre: "Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv 14,9). Ci ha ricordato che la via al cielo è possibile per tutti, che non dobbiamo temere, non dobbiamo vergognarci… perché Dio Padre è amore, è fedeltà, è misericordia.

Gesù, obbediente al Padre, è morto in croce per la nostra salvezza. Il terzo giorno è risorto, vincendo sul peccato e sulla morte, aprendoci in questo modo la via per tornare al Padre suo e Padre nostro (Pasqua). Un cammino che possiamo fare con fiducia perché, Gesù asceso al Cielo ci ha donato lo Spirito Santo (Pentecoste), primo dono ai credenti, Amore fatto persona riversato nelle nostre persone per vivere da figli di Dio.

La Solennità della Santissima Trinità

In questo modo si comprende perché la liturgia ci fa vivere la solennità della Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. L’eresia di Ario (la quale metteva in dubbio la divinità di Gesù e il legame della Santissima Trinità), condannata nei Concili di Nicea (325, il Credo niceno) e Costantinopoli (381, il Credo niceno-costantinopolitano) favorirono d’altro canto una diffusa attenzione verso la fede nella Trinità, sia nella predicazione che nella pratica di pietà. Già intorno all’VIII secolo appaiono nei prefazi liturgici cenni riguardanti la dottrina sulla Santissima Trinità.

Icona della Santissima Trinità

Corpus Domini e Sacratissimo Cuore di Gesù

Questo Dio, che si presenta Uno e Trino, non è così lontano come sembra ma è talmente vicino che si è fatto per noi Pane spezzato, Corpus Domini (la domenica successiva alla Santissima Trinità). Pane del cammino verso il cielo, Pane degli angeli. Un dono che custodisce e svela il Sacratissimo Cuore di Gesù, solennità che si celebra il venerdì successivo al Corpus Domini. Queste tre ricorrenze liturgiche riassumono il mistero della nostra fede, dischiusa in questi mesi: dal Natale alla morte e risurrezione di Gesù, alla sua ascensione fino alla Pentecoste.

Il Calendario Ambrosiano

Le tabelle sottostanti (non fornite nel testo originale) propongono, mensilmente, il confronto fra il Calendario Generale Romano utilizzato dalla Chiesa latina della Chiesa cattolica e il Calendario Ambrosiano Comune utilizzato da tutte le diocesi che aderiscono al Rito Ambrosiano della stessa Chiesa, per disciplinare le ricorrenze e le celebrazioni dell'anno liturgico in base ai due riti, ovunque essi siano diffusi. Il Calendario ambrosiano, promulgato il 1° aprile 2010, riagganciandosi alla decisione di San Carlo, istituì, per il 16 dicembre, la Commemorazione dell'annuncio a San Giuseppe con sue proprie letture bibliche: in questo modo la figura dell’«uomo giusto», chiamato da Dio ad essere custode del Messia e della Vergine Madre si collega direttamente al mistero natalizio e inaugura i giorni dell'Accolto (che iniziano con il 17 dicembre).

Funzioni e Contenuti del Calendario Liturgico

Il calendario liturgico fornisce informazioni sulle domeniche e festività celebrate nella Chiesa cattolica cristiana durante l’anno, così come i giorni commemorativi dei santi. A ciascuno di questi giorni viene assegnato un Salmo del giorno e le letture appropriate in base al Lezionario. Nei giorni restanti viene data una lettura biblica continua, che è intesa per la lettura privata. Inoltre, sono indicati il colore liturgico del giorno e le fasi lunari, e c’è spazio riservato per annotazioni e note.

Il Calendario liturgico serve come preparazione per coloro che sono attivamente coinvolti nelle celebrazioni. Viene spesso inviato agli abbonati di riviste specializzate, come la rivista “Christkatholisch”, prima dell’inizio dell’anno solare.

L'Anno Liturgico - Breve riassunto

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