La Chiesa di Gesù Redentore a Modena rappresenta un significativo esempio di architettura sacra contemporanea, frutto di un progetto studiato tra il 2001 e il 2005. Nel 2005, l’Arcidiocesi di Modena-Nonantola ha affidato a Mauro Galantino il compito di progettare questa struttura, realizzata successivamente dalla Generali DUE. Oggi, questa chiesa non solo serve una parrocchia di circa 14.000 abitanti, ma si afferma anche come la più grande della diocesi di Modena, offrendo alla città un esempio dell'espressione minimalista dell'architettura italiana contemporanea.
L'insieme architettonico trasmette all'esterno una sensazione di bellezza e misticità, configurandosi come un luogo che accoglie la comunità e la città, invitando all'interesse e alla percezione di elementi-soglia architettonici fondamentali quali la facciata, il nartece e il portale, che suggeriscono l'accoglienza e l'incontro con il divino.
Il Sagrato e l'Accesso Principale
Il progetto prevede un ampio sagrato d’ingresso a pianta quadrangolare, che si distingue per essere privo del quarto lato aperto sulla strada, connettendosi ad essa tramite un piano inclinato in lieve pendenza. Questo spazio è armoniosamente racchiuso dal volume dell’edificio di culto e da quello delle opere parrocchiali, i quali sono collegati da un portico passante. Il campanile, con il suo scultoreo volume, domina il prospetto su strada, affiancando la facciata quasi cieca della chiesa, solcata da circoscritti ed espressivi tagli.

L'Esterno: Materiali e Dettagli Architettonici
Particolarmente interessante è il prospetto verso il sagrato, caratterizzato da un monumentale portale. Questo è sottolineato da un rivestimento in pietra grigia, che crea un netto contrasto con le candide superfici intonacate circostanti. A enfatizzare la spiccata monumentalità del complesso contribuisce l’estesa tettoia dalla sezione trapezoidale posta sulla sommità, il cui sbalzo fa da contrappunto all’analoga soletta che caratterizza il campanile dal lato opposto. Semplici ma sapienti linee costruttive creano giochi di luce, volumi e livelli, accentuati dal contrasto della pietra naturale con il bianco splendente. Quest'ultimo, grazie all'utilizzo di un tipo di cemento "autopulente", conferisce prestigio al complesso ed è in grado di resistere allo smog e alle intemperie. L'accostamento di lineari superfici di pietra e facciate trasparenti comunica serenità al visitatore.

Gli Interni: Struttura, Assi e Simbolismi
L’interno dell’edificio di culto è stato concepito come un duplice sistema di assi sovrapposti e intersecati all’interno di un impianto quadrangolare. Un “orto degli ulivi” e una fontana con ampia vasca d’acqua sono visibili all’interno attraverso una vetrata, e formano con l’altare un primo asse. A questo se ne affianca un altro che si estende dal portale maggiore alla cappella feriale.
Ambiti a cielo aperto, visibili solo dall'interno, sorprendono l'occhio: l'orto degli ulivi, che come un abside dilata lo spazio alle spalle dell'altare, e la grande fontana, sul lato opposto, che collega anche simbolicamente il luogo del battesimo alla cappella dove è custodito il tabernacolo. La luce zenitale e le grandi vetrate consentono l'ingresso di abbondante luce naturale, esaltando le forme geometriche, combinate con materiali naturali selezionati e mobilio essenziale.
Una "corona di luce" nella zona perimetrale più alta cinge lo spazio assembleare, connettendolo simbolicamente verso il cielo e enfatizzando il valore ascensionale delle pareti fin verso la grande vela del controsoffitto, che smaterializza l'importanza strutturale della copertura.

La Disposizione Liturgica
La disposizione liturgica della Chiesa di Gesù Redentore è il frutto di una ricerca che ha saputo recepire la lezione degli architetti moderni e, al contempo, la tradizione antica della chiesa. Essa evidenzia la centralità dell'assemblea, che non è rivolta solo all'altare come verso un palco, ma una metà all'altra, disponendosi sui lati lunghi di un'ellisse. Questa configurazione ha come fuochi la Parola e il Sacrificio.
La Parola è rappresentata da un ambone che presenta due livelli: uno basso per la parola biblica e uno alto per il Vangelo. Questa stesura monumentalizza la Parola e reintroduce l'icona della montagna, ai cui piedi e sopra la quale si parla. Il Sacrificio è simboleggiato dall'altare: un quadrato di 4 metri di lato, rialzato di 45 centimetri e accessibile da quattro lati.
