Il Caso Vatileaks 2: Emiliano Fittipaldi, Francesca Immacolata Chaouqui e la Fuga di Documenti Riservati

Il caso Vatileaks 2 ha rappresentato uno dei momenti più delicati e controversi per la Santa Sede, mettendo in luce dinamiche di potere, presunte trame e la difficile gestione delle finanze vaticane. Al centro di questo scandalo, scaturito dalla pubblicazione di libri basati su documenti riservati, si trovano monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, l'esperta di pubbliche relazioni Francesca Immacolata Chaouqui e i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi. Il processo in Vaticano ha rivelato una complessa rete di relazioni e accuse, sollevando interrogativi sulla libertà di stampa e sulla trasparenza all'interno delle mura leonine.

Le Figure Chiave: Francesca Immacolata Chaouqui e Monsignor Vallejo Balda

L'ascesa di Francesca Immacolata Chaouqui, oggi al centro degli scandali vaticani, si fonda su una lunga serie di amicizie, reali o millantate, all'interno del mondo dei salotti romani e della politica. Con la sua feroce determinazione a emergere, Francesca è un personaggio che racconta l'Italia di oggi. La "Papessa", come la chiama il marito Corrado Lanino, informatico e indagato con lei dalla procura di Roma per associazione a delinquere, avrebbe ricattato Paolo e Silvio Berlusconi, e non solo.

Nella rete della Chaouqui e personaggio-chiave per la sua ascesa è la contessa Marisa Pinto Olori del Poggio, figura importante del panorama romano. Tra le sue conoscenze figurano Gianni Letta, Luigi Bisignani ("Gigi è il re di questo mondo") e, soprattutto, il cardinale francese Jean-Louis Tauran, per tredici anni (dal 1990 al 2003) ministro degli Esteri vaticano. Tauran, che il 13 marzo 2013 annunciò al mondo l'elezione di Papa Bergoglio, era un immancabile commensale nella villa di Bel Poggio della contessa ed è considerato lo sponsor della nomina a sorpresa di Francesca nella Cosea, la commissione vaticana che studia gli affari economici del Vaticano.

Altre amicizie importanti includono monsignor Robert Murphy, assistente del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, l'avvocato Patrizio Messina e Paolo Messa, animatore della fondazione "Formiche" e ora nel cda della Rai. Anche un pezzo del mondo renziano, a partire da Marco Carrai, vertice del sistema Leopolda e ambasciatore di Matteo Renzi tra i poteri economici e internazionali, è coinvolto in questa rete.

La prima stagione di Belve in esclusiva: Francesca Immacolata Chaouqui

La Nomina nella Cosea e le Accuse

Francesca Immacolata Chaouqui fu inserita nella Cosea (Commissione di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economiche e amministrative della Santa Sede), una commissione voluta da Papa Francesco per studiare gli affari economici del Vaticano, su segnalazione di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, segretario della Cosea e per un periodo anche segretario della Prefettura degli affari economici della Santa Sede. Entrambi, nel novembre del 2015, sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta Vatileaks 2, con l’accusa di aver consegnato ai giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi documenti segreti.

Le discussioni tra Chaouqui e Balda risalgono al 2014, quando lei era membro della Cosea e lui il presidente. Alla fine della commissione Cosea (maggio 2014), Balda aveva guidato un gruppo di persone, pur non istituzionalizzato, di cui facevano parte Maio, Chaouqui e il marito di questa, Corrado Lanino, per raccogliere in un dossier informazioni "su internet" sulle finanze vaticane, poiché "gli erano giunte informazioni che lo preoccupavano". Il dossier fu poi consegnato al Papa e al cardinale spagnolo Santos Abril, a capo della commissione di sorveglianza sullo Ior.

Il Ruolo dei Giornalisti: Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi

I giornalisti Emiliano Fittipaldi, autore di "Avarizia" (Feltrinelli), e Gianluigi Nuzzi, autore di "Via Crucis" (Chiarelettere), sono stati coinvolti nel procedimento penale per il concorso nella divulgazione di notizie e documenti riservati.

Le Ammissioni di Balda e le Dichiarazioni di Fittipaldi

Nel corso di un interrogatorio, monsignor Lucio Angel Vallejo Balda ha ammesso di non aver ricevuto "minacce dirette o concrete" dai giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi. Ha dichiarato che l'intenzione di Chaouqui era "far credere a me e Nicola che lavorava per i servizi segreti" e "mostrare a me e don Alfredo la sua relazione estremamente familiare con la famiglia Berlusconi". Balda ha aggiunto di non aver parlato a nessuno della sua intenzione di filtrare documenti alla stampa, definendolo un modo per "pagare la mia libertà".

Emiliano Fittipaldi ha ammesso di aver ricevuto una ventina di pagine da monsignor Vallejo Balda, nonché due documenti, un bilancio "semipubblico" dello Ior e una lettera firmata dal cardinale George Pell. Fittipaldi ha contestato il principio stesso per cui è stato fatto il processo, definendolo un attacco specifico alla libertà di stampa. Ha dichiarato: "Nel mio caso la richiesta di assoluzione è stata fatta perché non ci sono le prove, ma io contesto il principio stesso per cui è stato fatto questo processo perché è un attacco specifico non a due giornalisti, poteva esserci chiunque al posto mio e di Nuzzi, è un attacco specifico alla libertà di stampa". Ha ribadito che il suo giudizio è negativo per la legge che si stava applicando (legge IX del luglio 2013, articolo 10, che istituisce l’articolo 116 bis del Codice Penale vaticano, e che riguarda la divulgazione di notizie e documenti), esprimendo l'auspicio che Papa Francesco abbia la coerenza di cambiarla immediatamente.

Disegno di un tribunale

Il Processo Vatileaks 2 e le Sentenze

Il processo Vatileaks 2, per sottrazione e diffusione di documenti riservati della Santa Sede, si è avviato alle battute finali con la richiesta di quattro condanne da parte dei promotori di giustizia. La più dura, 3 anni e 9 mesi, è stata per Francesca Immacolata Chaouqui, considerata "ispiratrice e responsabile delle condotte contestate". Per monsignor Lucio Angel Vallejo Balda è stata chiesta una condanna di 3 anni e un mese, mentre per Nicola Maio, ex collaboratore di Balda, la richiesta è stata di un anno e nove mesi di carcere. Per i giornalisti, è stato chiesto un anno di carcere (con sospensione condizionale della pena) per Gianluigi Nuzzi e l'assoluzione per Emiliano Fittipaldi.

Le Condanne e i Proscioglimenti

Al termine di una vicenda durata 8 mesi e 21 udienze, monsignor Ángel Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui sono stati condannati, mentre i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi sono stati prosciolti.

La condanna più pesante è toccata a Vallejo Balda, segretario della Cosea, a cui sono stati inflitti 5 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di divulgazione di notizie e documenti riservati. Francesca Chaouqui è stata condannata a 10 mesi per "il concorso nel reato commesso da Balda", con pena sospesa per 5 anni. I giornalisti Nuzzi e Fittipaldi sono stati assolti per "difetto di giurisdizione", in quanto "i fatti contestati agli imputati sono avvenuti al di fuori del proprio ambito ordinario di giurisdizione", cioè fuori dalle mura vaticane. Nella sentenza è stato anche riconosciuto la "sussistenza radicata e garantita dal Diritto divino della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà di stampa nell’ordinamento giuridico vaticano".

Il Caso Emanuela Orlandi e le Chat

Il caso Vatileaks 2 ha anche sfiorato la vicenda di Emanuela Orlandi. Nel 2015, Emiliano Fittipaldi, direttore di Domani, è entrato in possesso di un documento conservato nella Prefettura degli Affari Economici del Vaticano, intitolato "Spese per l’allontanamento domiciliare di Emanuela Orlandi". Questo documento, bollato come falso dal Vaticano, è una nota spese di cinque pagine che ipotizzerebbe il rapimento di Emanuela e il suo allontanamento a Londra.

Le discussioni tra Francesca Immacolata Chaouqui e monsignor Angel Vallejo Balda, risalenti al 2014, includono anche riferimenti al caso Orlandi. In alcune chat, Chaouqui scrive: "A settembre dobbiamo far sparire quella cosa della Orlandi e pagare i tombaroli. Questo devi dire al Papa. Ora che torniamo si lavora all’archivio. E basta giornali e follie varie. Quella roba della Orlandi deve sparire e tu devi farti gli affari tuoi". Balda risponde: "En casa. Non dici niente a Ciani. Orlandi sono cose che vanno da serio. El cardinale a (sic) detto che doviamo mettere tutta la forza in questo, el Papa con noi". Un altro messaggio di Chaouqui a Balda recita: "Brucia questa conversazione appena leggi. Fai le copie almeno di quella cosa di Orlandi e le mando in procura in forma anonima".

Nelle chat si fa riferimento anche al pagamento di un marmista che alla fine degli anni novanta avrebbe scolpito un angelo per adornare una tomba nel Cimitero Teutonico. Questa è la stessa tomba che nel 2019 fu aperta su volere della famiglia Orlandi, che aveva ricevuto una lettera anonima che indicava quella tomba come il luogo in cui giacevano i resti di Emanuela. Tuttavia, di lei non fu trovata alcuna traccia.

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