Elisabetta Scalco: Una Vita di Fede e Servizio

La vita di Elisabetta Scalco, figura di spicco nel panorama religioso, è stata un esempio di profonda dedizione e spiritualità. Sebbene il testo fornito si concentri principalmente sulla biografia di San Giovanni Bosco e sugli eventi salienti della sua vita e delle sue opere, è possibile dedurre il contesto e l'importanza della figura di Elisabetta Scalco attraverso l'esame delle fonti e dell'ambiente in cui ha operato.

Il Contesto Storico e Spirituale

L'eredità di San Giovanni Bosco

Il biennio in esame è stato ricco di avvenimenti per la vita di San Giovanni Bosco. Tra questi, si annoverano due viaggi in Francia, un'andata a Roma, il conseguimento di importanti privilegi, la partecipazione all'Esposizione nazionale di Torino, il riordinamento dell'Oratorio, la nomina del Vicario, la consacrazione del primo Vescovo salesiano e lo stabilirsi dei Salesiani a Parigi e Barcellona, nonché il loro ingresso in Brasile. Questi eventi, seppur di "ordinaria amministrazione" per il Santo, rivestono un carattere di peculiare importanza poiché provenienti da Don Bosco o avvenuti per suo impulso o secondo le sue direttive.

La Stabilità delle Opere Salesiane

Da questo momento in avanti, il pensiero dominante di Don Bosco è stato quello di dare alle proprie opere una salda stabilità, specialmente per quanto riguarda il noviziato, sia per l'andamento interno che per la procedura da seguire nelle ammissioni. Anche la Pia Unione dei Cooperatori ha ricevuto non solo un aumento numerico, ma anche una maggiore forza di coesione.

Mappa delle missioni salesiane nel mondo

La Fama di Santità di Don Bosco e le Sue Visioni

Un Taumaturgo e Inviato del Cielo

La fama di santità di Don Bosco si diffondeva rapidamente in tutto il mondo. Le grazie impetrate mediante le sue preghiere, l'avverarsi delle sue predizioni e le guarigioni prodigiose avvenute in sua presenza o attraverso l'invocazione della sua benedizione da lontano, confermavano sempre più l'opinione generale che egli fosse un grande taumaturgo e un inviato del Cielo. Persone dai Paesi più remoti d'Europa e d'America accorrevano a lui per implorare il soccorso dei suoi lumi o il beneficio delle sue orazioni.

L'Approvazione di Leone XIII

Non solo la gente comune era attratta dalla sua persona, ma anche altissimi dignitari del clero e del laicato, italiani e stranieri, lo visitavano nell'Oratorio o durante le sue peregrinazioni per conoscerlo, chiedergli consiglio ed essere benedetti. Tutto questo avveniva nonostante i giornali settari spargessero contro di lui insinuazioni velenose e calunnie. Il sapientissimo Leone XIII, man mano che conosceva l'uomo di Dio, dava sempre maggiori prove della sua stima. Un giorno, circondato da prelati, mise il discorso su Don Bosco e li interrogò su cosa ne pensassero. I pareri erano divisi. Finalmente il Papa pose una domanda: «Può un uomo con le sole sue forze naturali fare quello che fa Don Bosco?» Ed enumerate le sue opere, proseguì: «No, non può. Dunque ci vuole qualche cosa di soprannaturale che lo animi, né questo potrebbe essere altro che Dio o lo spirito delle tenebre.»

I Sogni Rivelatori di Don Bosco

I "sogni missionari" continuarono nel 1885. Il panorama delle future Missioni salesiane si delineava e si dilatava a dismisura dinanzi allo sguardo antiveggente di Don Bosco. Nel 1883, nel fulmineo viaggio da Cartagena a Puntarenas, aveva scorto le località dell'America meridionale dove sarebbero stati chiamati i suoi figli. Tra gennaio e febbraio del 1885, intravedendo confusamente i nuovi mezzi delle comunicazioni aeree, contemplava i trionfi che si sarebbero riportati specialmente a partire dal Brasile fino alla Terra del Fuoco. A luglio, percorreva in volo il campo d'azione che la Provvidenza riservava ai Salesiani in Asia, Africa e Australia. Erano espansioni che all'epoca, umanamente parlando, neppure sulla più fervida fantasia egli avrebbe mai potuto sospettare.

Distinzione tra i Sogni

La menzione di questi sogni particolari invita a fare una distinzione sui sogni di Don Bosco in generale. Quelli che egli chiamava sogni accompagnarono il Santo dai primi albori della ragione fino al tramonto della vita. Bisogna distinguere bene tra "sogni che non furon sogni", "sogni nient'altro che sogni" e "sogni rivelatori".

  • Sogni che non furon sogni: Simili alle apparizioni di Luigi Colle, che egli soleva denominare "distrazioni".
  • Sogni veri e propri: Alcuni dei quali sono narrati in questi volumi e nei seguenti. Anche se a rigore non sarebbero da includere nella sua biografia, sono stati accolti nelle Memorie, senza attribuirvi maggiore importanza di quanto facesse lui stesso, poiché possono avere un interesse psicologico.
  • Sogni rivelatori: La categoria più numerosa e caratteristica, che contenevano elementi inafferrabili con le sole forze della sua mente. In essi egli rivedeva il passato, vedeva il presente e antivedeva il futuro.

La Natura Soprannaturale dei Sogni

Teologicamente è certo che gli Angeli buoni e gli Angeli cattivi, permettendolo Dio, esercitano un potere sulla materia. Niente impedisce loro di agire sul nostro cervello per "eccitare una data cellula, la cui attività si collega al formarsi di un dato sentimento, di una data immagine o di un dato pensiero", producendo così in noi l'impressione che ci si voglia tentare o illuminare. Nella Bibbia, esempi di sogni rivelatori includono Dio che parlò ad Aronne e Maria, sua sorella, apparendo in visione e parlando loro nei sogni. Ad Abimelech, re di Gerara, Dio rivelò in sogno la sorte che lo aspettava per aver rapito Sara. Labano fu avvertito in sogno di non proferire parola torta contro Giacobbe. Nel libro di Gioele si annuncia che vi saranno profezie, sogni e visioni. Dio parlò in sogno a Salomone, colmandolo di celeste sapienza. Più volte l'Angelo fece conoscere a San Giuseppe in sogno i voleri di Dio, come in sogno furono messi sull'avviso i Magi, perché non ripassassero da Erode.

Il Cardinale Bona adduce tre motivi per mostrare come la quiete del riposo notturno si presti meglio a ricevere certe impressioni dal cielo con quella forma di visioni che si dicono immaginarie. È poi storicamente provato che certe anime elette furono favorite così di visioni immaginarie durante il sonno. Dalla celebre Passio di Santa Perpetua del 203 alla storia di non pochi fondatori e fondatrici di Ordini religiosi e alle vite d'illustri convertiti, quante volte vediamo il sogno entrare come elemento soprannaturale per premunire, confortare, ispirare e scuotere!

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