La Proclamazione del Dogma di Pio XII
Confermando una verità radicata nel cuore dei fedeli, l’1 novembre 1950 Pio XII definì solennemente il dogma dell’Assunzione di Maria attraverso la Costituzione apostolica "Munificentissimus Deus". In quel giorno memorabile, di fronte a 700.000 pellegrini giunti a Piazza San Pietro, il Pontefice pronunciò la formula infallibile: «Pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che l’Immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». La folla proruppe in un applauso travolgente, mentre in tutta Roma risuonavano le campane. Nello stesso giorno, il Pontefice firmò la Costituzione Apostolica. Da quel momento tutti i cattolici avrebbero dovuto credere a questa dottrina infallibile.
Questa proclamazione rappresentò un allestimento magistrale, destinato a rendere tangibile un evento veramente divino e storico. Per la prima volta dal 1870, un Papa rivendicava la sua infallibilità. Pio XII, il "Papa della Madonna" a motivo della sua profonda devozione per la Madre del Signore, non usò la parola «morte» nella definizione dogmatica, sottolineando che si trattava di “una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata”. Egli espresse bene questa realtà, richiamando la fede perpetua della Chiesa nella gloria incorruttibile di Maria.
Le Radici Storiche e Liturgiche dell'Assunzione
La verità cattolica dell’Assunta ha una longevità assai più grande della sua definizione dogmatica. Le prime testimonianze esplicite sulla fede della Chiesa nell’Assunzione di Maria si ritrovano negli scritti del IV secolo di sant’Efrem il Siro (306-373) e sant’Epifanio di Salamina (315-403). Ma già nel II secolo la riflessione teologica sulle grazie e i meriti della Beata Vergine aveva raggiunto vette altissime con sant’Ireneo di Lione, che descrisse in profondità il ruolo di Maria nella storia della salvezza, in dipendenza e unione con il Figlio.
Molto antiche sono pure le origini della festa che si diffuse prima in Oriente, dove era celebrata almeno dal VI secolo come «Dormizione della Vergine» (la «dormizione» implica la tesi del sonno profondo, che avrebbe preceduto l’elevazione in cielo). Si radicò poi in Occidente, grazie in particolare a papa Sergio I (687-701), sotto il quale la Dormitio figurava già tra le maggiori quattro feste mariane. Fu poi Leone IV (847-855), quando a Roma la festa aveva intanto preso il nome di Assunzione, a darle una maggiore solennità, prescrivendo una vigilia e un’ottava. Fin dall’antichità, dunque, si celebrava in Oriente e in Occidente una solenne festa liturgica a ricordo della Dormizione o Assunzione al Cielo della Vergine.

L'Approfondimento Teologico e le Ragioni della Fede
I teologi della Scolastica - su tutti i santi Alberto Magno, Antonio di Padova e Bonaventura da Bagnoregio - diedero un notevole contributo all’approfondimento della dottrina dell’Assunzione. Suo fondamento è la Sacra Scrittura, che è piena di riferimenti alle glorie di Maria, dalla Genesi (Gn 3, 15) alla «donna vestita di sole» dell’Apocalisse (Ap 12, 1).
Il Doctor Seraphicus, san Bonaventura, in particolare, prendendo spunto da un versetto del Cantico dei Cantici («Chi è costei che sale dal deserto, ricolma di delizie, appoggiata al suo diletto?»), spiegava che in Paradiso la persona gode della pienezza della beatitudine proprio nell’unione tra anima e corpo, concessa in anticipo alla gloriosa Madre di Dio. E sant’Antonio di Padova, commentando un passo del profeta Isaia («Glorificherò il luogo dove posano i miei piedi»), scriveva ispirato: «Il luogo dove il Signore pose i suoi piedi fu la beata Vergine dalla quale prese l’umanità. Questo luogo è stato dal Signore glorificato, esaltando Maria al di sopra dei cori angelici».
Pensando all’intima unione tra Madre e Figlio, san Bernardino da Siena (1380-1444) affermava chiaramente che «Maria non debba essere se non dov’è Cristo; inoltre è ragionevole e conveniente che si trovino già glorificati in cielo l’anima e il corpo, come dell’uomo, così anche della donna; infine il fatto che la Chiesa non ha mai cercato e proposto alla venerazione dei fedeli le reliquie corporee della Beata Vergine, fornisce un argomento che si può dire quasi una riprova sensibile».

Il Percorso verso la Definizione Dogmatica: Pio XII e il Sensus Fidelium
Quando si arrivò al XIX secolo, con la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione (1854), la Santa Sede iniziò a ricevere molteplici suppliche da ogni parte della cristianità, con la preghiera di definire solennemente anche il dogma dell’Assunzione. L'idea di definire tale dogma risaliva a diversi anni addietro per Papa Pacelli; subito dopo la sua elezione nel 1939, egli confidò questo desiderio al suo entourage.
Nel 1942, Pio XII convocò un gruppo di quindici teologi, i più importanti dell'epoca, per formare una prima Commissione speciale alla quale ne seguirono altre. La "sala macchine" del Magistero, come la definì il teologo e filologo Matthias Daufratshofer, era avviata. Il problema più grande era che nella Sacra Scrittura e anche nella Tradizione dei primi otto secoli della Chiesa non si trovavano testimonianze testuali dirette a riguardo, mentre per dichiarare un dogma queste erano necessarie, come aveva stabilito il Concilio di Trento (1545-1563). Di fronte a queste difficoltà, l'argomento più forte trovato dal Papa fu la consultazione ai vescovi, ai quali egli chiese un parere e che invitò a pregare.
Il 1° maggio 1946, scaturì l’enciclica "Deiparae Virginis Mariae", indirizzata «ai venerabili fratelli patriarchi, primati, arcivescovi, vescovi e agli altri ordinari locali che hanno pace e comunione con la sede apostolica» per una «proposta di definizione del dogma dell'assunzione della Beata Vergine Maria». Il Santo Padre Pio XII levò a Dio insistenti preghiere, «affinché ci voglia chiaramente manifestare, a questo proposito, i disegni della sua sempre adorabile benignità». Papa Pio XII volle seguire le orme di Pio IX, soprattutto riguardo la sua dichiarazione del dogma dell'Immacolata Concezione, ma ebbe anche un'intuizione: fare appello a quello che, dopo il Concilio Vaticano II, si sarebbe chiamato il sensus fidelium, ovvero la sensibilità del popolo di Dio per la fede. Questa fu la fonte della dichiarazione: ben 7 mila, infatti, furono le richieste da parte dei fedeli, che furono compilate e commentate e costituirono la base di un lavoro allora segreto.
Pio XII, tenendo conto delle innumerevoli richieste provenienti dall’intero popolo di Dio - cardinali, patriarchi, arcivescovi, vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, associazioni, università e numerosissimi privati - che supplicavano la definizione del dogma di fede dell’assunzione corporea della beata Vergine Maria in Cielo, decise di indirizzare la suddetta lettera enciclica. Le risposte della grandissima maggioranza dei vescovi interpellati dal Papa furono favorevoli, con il 98% che si dichiarò a favore.
Proprio il giorno prima della proclamazione del dogma, Pio XII aggiunse alla Costituzione Apostolica "Munificentissimus Deus" due correzioni autografe, dove citava i Vangeli apocrifi e alcuni passi di san Tommaso d’Aquino, custodite nell’Archivio Storico dell'ex Sant’Uffizio. L'8 dicembre 1950, nel giorno della festa dell'Immacolata Concezione, tutti i membri della Commissione Speciale furono invitati a recitare il Rosario con Pio XII nella cappella privata. Al termine della preghiera, il Papa impartì loro la benedizione Apostolica e consegnò una medaglia fatta coniare appositamente in ricordo della definizione. Con questa preghiera si concluse ufficialmente il processo decennale di preparazione del dogma, senza alcun solenne cerimoniale pontificio.
Un avvenimento che sembra quasi il suggello divino alle richieste del Santo Padre si verificò a Roma: il 12 aprile 1947, la Vergine Maria apparve a Bruno Cornacchiola, invitandolo a rientrare nella Chiesa Cattolica, che lui combatteva con tenacia irriducibile. Informato dei fatti, il Papa Pio XII credette all’apparizione, benedicendo a Piazza San Pietro, il 5 ottobre dello stesso anno, la statua a grandezza naturale che oggi si può venerare nel Santuario della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane. Questo evidenzia la particolare devozione di Pio XII per la Vergine, tanto che fu il primo a rendere omaggio alla statua dell'Immacolata in Piazza di Spagna l'8 dicembre 1953, per poi recarsi a pregare di fronte all’icona della Salus Populi Romani nella basilica di Santa Maria Maggiore, dando inizio a una tradizione poi seguita dai suoi successori.
Proclamazione del Dogma dell'Assunzione.
Il Significato Cristocentrico del Dogma
La solennità dell’Assunzione di Maria in anima e corpo rimane una celebrazione cristocentrica. Il dogma mariano proclamato da Pio XII esprime la conformazione di Maria al Figlio Gesù. Ella, difatti, nel corso della sua vita terrena, ha «serbato tutto nel suo cuore», ovvero il mistero del Figlio che per grazia aveva dato alla luce, la sua infanzia, le sue vicende terrene fino alla sofferenza della croce. Maria ha partecipato alla gioia e al dolore di Gesù, così da essere pienamente in lui non solo nella vita, quanto anche nella morte. Difatti, come Immacolata, non ha conosciuto la corruzione della morte, ma è stata immediatamente assunta al cielo, accompagnando il Figlio, primogenito dei risorti. La prima parte della Costituzione papale è dedicata proprio ad affermare la radice profonda del dogma, ovvero di quella dichiarazione con la quale il Romano Pontefice impegna la propria infallibilità rendendo una pronuncia in questione di fede.
Il 15 Agosto: Festa dell'Assunzione
Ogni anno il 15 agosto la Chiesa cattolica ci invita a guardare con maggiore attenzione alla Madonna, a conoscerla meglio, a pregarla di più. Si festeggia infatti la solennità dell’Assunzione della Vergine Maria. La scelta della data del 15 agosto per la solennità dell'Assunta ha un’origine piuttosto complessa. Sembra dipendere dal fatto che a Gerusalemme, il 15 agosto - a partire dal V secolo - si celebrava il giorno di Maria Madre di Dio. Verso l’inizio del VI secolo, anche sotto l’influsso degli apocrifi che cercavano di raccontare gli ultimi giorni della vita di Maria sulla terra, la festa del 15 agosto cambiò nome e significato, e fu designata con appellativi diversi: Assunzione, Transito e in particolare Dormizione, titolo che si imporrà in Oriente a partire dall’VIII secolo. Il 15 agosto, solennità dell’Assunta, è, come si dice popolarmente, festa di precetto, con obbligo di partecipazione alla Messa.
Il 15 agosto è naturalmente conosciuto anche come ferragosto, parola che deriva dalle Feriae Augusti, istituite a Roma nel 18 a.C., richiamando il riposo di Augusto in onore dell’imperatore. In realtà veniva chiamata così la prima parte del mese di agosto tradizionalmente dedicata al relax e alle feste.
Gli Altri Dogmi Mariani
Il dogma, come noto, è una verità di fede insegnata dalla Chiesa come rivelata da Dio. I dogmi mariani della Chiesa cattolica sono quattro. Oltre all’Assunzione, troviamo:
- La Maternità divina di Maria: proclamata dal Concilio di Efeso (431), attesta che «Maria è la Madre di Dio, visto che ha dato alla luce la Seconda Persona della Trinità, che si è fatta uomo per il nostro bene».
- La Perenne Verginità di Maria: definita dal Concilio di Costantinopoli del 553.
- L’Immacolata Concezione: proclamata l’8 dicembre 1854 da Pio IX con la Costituzione apostolica "Ineffabilis Deus", che spiega: «La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale».
