L'obiettivo fondamentale dei progetti presentati per il Duomo di Monselice, dedicato a “San Giuseppe Operaio”, è duplice: proporre un intervento di riordino degli spazi interni e al contempo valorizzarli, focalizzandosi in particolare sull'area presbiteriale e absidale, che coinvolgerà l'intera struttura. L'adeguamento liturgico, oggetto del bando di concorso, non intende essere un intervento isolato, ma si prefigge di dialogare con gli altri elementi architettonici e simbolici della chiesa, diventandone parte integrante.
Lo scopo primario è riassegnare un assetto adeguato alla Chiesa, creando le migliori condizioni per un corretto utilizzo liturgico che possa stimolare una partecipazione attiva dei fedeli, in linea con le indicazioni della Nota Pastorale. Si è inoltre cercato di migliorare l'estetica degli spazi, eliminando quella sensazione di “non finito” spesso percepita, specialmente nella zona absidale.
Questi interventi si inseriscono nel contesto di un più ampio processo di adeguamento richiesto dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965), che ha introdotto una riforma liturgica con nuove modalità di celebrazione della messa e degli altri sacramenti. In tempi più recenti, la Cattedrale ha già subito diversi interventi: nei primi anni Novanta del secolo scorso, il vescovo Ducoli promosse restauri conservativi delle facciate esterne e dell’interno, seguiti dopo il Duemila da un restauro conservativo su parte della copertura, lasciando in sospeso l'adeguamento degli interni.
Il Concorso di Idee per l'Adeguamento Liturgico
Il concorso mirava ad acquisire la migliore proposta progettuale per un intervento di adeguamento liturgico del Duomo di Monselice, specificamente riferito all’area presbiterale, tenendo conto delle esigenze della parrocchia e delle celebrazioni che vi si svolgono. L'iniziativa ambiva a sensibilizzare l'attenzione verso gli interventi necessari per la chiesa e il suo completamento. Il concorso è stato concepito come un'occasione per la proposta di idee libera e non vincolante per un futuro intervento sull’architettura del Duomo, con l'intento di adeguarlo alle nuove esigenze liturgiche che promuovono una maggiore partecipazione del popolo alla celebrazione eucaristica.

Dettagli e Cronologia del Bando
Il bando di concorso, reso disponibile online sul sito del Comune di Monselice, è stato pubblicato il 29 gennaio 2013. L’iscrizione obbligatoria doveva essere effettuata entro le ore 12:00 del 28 febbraio 2013, mentre la consegna degli elaborati era fissata entro le ore 12:00 del 30 aprile 2013. Le modalità di partecipazione richiedevano l'invio dell’iscrizione entro il 15 marzo e prevedevano due fasi di selezione. La conclusione del concorso e la proclamazione del progetto vincitore erano previste entro il 2021.
La partecipazione era riservata a gruppi di lavoro coordinati esclusivamente da un architetto, composti da un progettista, un esperto in liturgia e uno o più artisti.
Riconoscimenti e Giuria
Al vincitore del concorso è stato corrisposto un rimborso spese di 2.500 euro. Ulteriori rimborsi in denaro sono stati previsti per il secondo classificato (1.500 euro) e il terzo classificato (1.000 euro), grazie al sostegno di tre aziende sponsor. La giuria era composta da tre esperti della materia, designati dagli enti banditori. Il bando specificava che era facoltà degli Enti Banditori decidere se realizzare o meno le opere proposte dai partecipanti classificati ai primi tre posti.
Prima Proposta Progettuale: Valorizzazione e Coerenza Simbolica
Questa proposta di adeguamento liturgico mira a riordinare e valorizzare gli spazi interni del Duomo, enfatizzando l'area presbiteriale e absidale. L'altare, l'ambone e la sede sono posti in stretta relazione formale e materica. Il progetto intende riproporre la forma triangolare, modulo base simbolico del progetto originale del Duomo, attraverso allineamenti che connettono il nuovo altare con gli altari laterali esistenti, dedicati a San Giuseppe e alla Madonna.
Elementi Liturgici e Collocazione
- Pedana Presbiteriale: Una parte centrale della zona presbiteriale sarà elevata tramite una pedana in marmo. Su di essa troveranno posto il nuovo altare e la sede, quest'ultima nell'attuale posizione del tabernacolo. L'elevazione, prima di 5 gradini, sarà ridotta per facilitare gli spostamenti del celebrante e garantire una migliore visibilità ai fedeli. La pedana sarà in marmo bianco lateralmente, mentre al centro manterrà il marmo “rosso Verona” della pavimentazione esistente, per rafforzare la figura cruciforme a pavimento e proiettarla verso l'abside, creando un effetto prospettico che la fa entrare nel presbiterio.
- Altare: Verrà arretrato pur mantenendo una collocazione centrale nel presbiterio. La sua parte frontale rientrerà verso il centro, seguendo le inclinazioni dettate dai lati del triangolo di congiunzione con gli altari laterali. Sarà in pietra liscia, la cui compattezza accentuerà la sua solidità.
- Ambone: Sarà collocato nella sua posizione attuale, ma elevato a tribuna e realizzato interamente in pietra, a ridosso dell’aula. Sul lato rivolto verso l’altare, un setto di collegamento, riprendendo la direttrice di uno dei lati del triangolo, convergerà verso il centro dell’altare. Qui troverà collocazione il Cero Pasquale.
- Sede: Sarà elevata utilizzando l'attuale rialzo del tabernacolo, con una parziale modifica che prevede la rimozione degli ultimi tre gradini. Verrà sistemata dietro e in asse con l'altare. Saranno inclusi sedili per i concelebranti o i ministranti, mentre i ripiani laterali per i candelabri del tabernacolo verranno rimossi.
- Tabernacolo: Sarà posizionato lateralmente, verso la zona della sacrestia. Questa posizione eminente e ben visibile favorirà l'adorazione personale dei fedeli e un facile accesso durante le funzioni. Sarà incorniciato da lastre di marmo quadrate sfalsate con inclinazioni diverse, creando al centro una forma cruciforme che varierà con luci e ombre. Sarà impreziosito da un fondale color oro che riprenderà la colorazione del fondo absidale.
Tutti gli elementi del progetto saranno realizzati in marmo bianco, pietra levigata e riflettente, per rendere visibili gli interventi e apportare maggiore luce a questo spazio attualmente poco illuminato. La scelta di questo marmo, non presente nel Duomo, intende introdurre un materiale dai colori neutri. Saranno presenti inserti verticali in ottone ossidato nei poli liturgici, come elemento unificante che richiama i tagli delle grandi vetrate istoriate. Sono previsti anche spazi dedicati agli arredi floreali per un'ulteriore valorizzazione dei luoghi.
L'Abside e la Croce
Nell’abside sarà creato un elemento di grande impatto architettonico dove la luce sarà protagonista, insieme a un rilievo sulla parete di fondo realizzato con lastre in cemento rinforzato. La luce artificiale dal basso ne esalterà la plasticità e la frammentazione, accentuata da sporgenze che rientreranno progressivamente salendo verso l'alto fino a scomparire in corrispondenza della croce. Ciò renderà visibile il concetto teologico dell’elevazione del Cristo crocifisso e risorto.
Tutta la zona alta dell’abside, parte degli altari laterali e la cupola, saranno verniciate con resine color oro per aumentare la luminosità e valorizzare pareti altrimenti anonime. La croce esistente verrà valorizzata e posizionata nel fondo absidale, a 17 metri da terra, in corrispondenza dei vertici dei triangoli delle cappelle laterali. Un supporto di fondo in lastre di cemento rinforzato ne aumenterà la visibilità, anche per contrasto cromatico con il fondale absidale.
Disposizione dell'Aula e Coro
Nell’aula, la disposizione dei banchi sarà riorganizzata per rendere visibile la croce a pavimento, valorizzando anche le cappelle laterali e creando percorsi alternativi durante le celebrazioni, favorendo il passaggio dei sacerdoti nella zona centrale e aumentando il coinvolgimento dei fedeli. Il coro sarà posizionato in una zona appositamente creata all'interno dell'aula; una sua eventuale sopraelevazione, tramite pedana in marmo o legno direzionata verso il presbiterio, accentuerà il ruolo liturgico dell’animazione musicale.
Aspetti Tecnologici Comuni
Correzione del Riverbero Acustico
Per la correzione del riverbero acustico, si prevede l'applicazione di fibra di cellulosa a grana media spruzzata sulle pareti laterali e superiori della zona di adeguamento, ad eccezione dell'abside dove sarà applicata resina. Questa fibra naturale, atossica e ignifuga, applicata con un collante a base d’acqua in uno spessore di circa 2,5 cm (con coefficiente NRC di 0,75), correggerà l’elevato riverbero acustico lasciando inalterata la struttura sottostante.
Il rivestimento garantirà ottimi risultati anche per la diffusività del campo sonoro, ottimizzando il rapporto spessore-assorbimento. La fibra naturale eviterà inoltre la formazione di condensa, assorbendo l'umidità in eccesso e prevenendo muffe. Si propone di iniziare l'applicazione in questa zona di concorso per poi estenderla gradualmente al resto dell'aula. La caratterizzazione del campo sonoro richiederà un adeguato controllo della qualità riverberante (RT60), con valori ideali alle medie frequenze (500-1000 Hz) compresi tra 2,0 e 3,0 secondi.

Illuminazione
Nella zona absidale è previsto un intervento illuminotecnico basato su tre fari a LED a luce calda. Posizionati e direzionati opportunamente, illumineranno efficacemente questa parte della Chiesa, attualmente la più buia, creando un grande fondale luminoso che esalterà la nuova struttura a gradoni ascendente verso la croce. Due fari saranno posti nella parte bassa e un terzo nella parte alta, puntato verso la croce. Questa tecnologia LED valorizzerà l'area, limitando i consumi energetici e le emissioni UV, con una manutenzione significativamente inferiore rispetto alle lampade alogene.
Cromatismo Interno
Per la zona presbiteriale e il resto dell'aula, questa proposta prevede una colorazione bianca, che contribuisce a un ambiente luminoso e neutro, in sintonia con la scelta del marmo bianco.

Seconda Proposta Progettuale: Spiritualità e Simbolismo Numerico
Questa seconda proposta progettuale, del 2013, trae i suoi principi dalla "Nota pastorale della commissione episcopale per la liturgia" del 1996, interpretata in relazione alla storia dell'architettura sacra e al contesto del Duomo di Monselice. L'obiettivo è ritrovare la “vitalità” della chiesa attraverso l'esaltazione della dinamica simbolico-spaziale.
Riorganizzazione degli Spazi Sacri
La necessità di ricollocare la custodia eucaristica, portandola al di fuori dell'asse principale dell'aula e dell'area presbiteriale, ha reso fondamentale una riorganizzazione liturgica complessiva. La nuova posizione della custodia eucaristica e della lampada perenne è individuata sulla mensola dell'altare laterale destro, facilmente individuabile, in diretto rapporto con l'aula e in un ambiente che favorisce l'adorazione personale grazie ai banchi disposti ai fianchi dell'altare.
Questa proposta mantiene le posizioni della maggior parte degli arredi attuali, suggerendo lo spostamento della penitenzieria nella prima cappella laterale destra dopo l'ingresso (attualmente cappella votiva), la quale a sua volta prenderebbe il posto della penitenzieria. Questa disposizione colloca l'area penitenziale di fronte al fonte battesimale, considerata una posizione liturgicamente più corretta per la relazione tra i due sacramenti. Le esigenze e consuetudini della Parrocchia sono rispettate, poiché i poli liturgici acquisiscono nuovo peso e valore per il loro senso intrinseco liturgico, simbolico, formale, dimensionale e materico, senza mutamenti sostanziali nella loro posizione spaziale.
Il Presbiterio
L'allargamento del presbiterio è l'unica soluzione per riequilibrare il suo rapporto con l'assemblea, sbilanciato da un dislivello di circa un metro (il suo abbassamento è impossibile data la cripta sottostante). Allargando l'area presbiteriale e compattando i sette gradini attuali in una sola rampa, si attenua la contrapposizione con l'assemblea, disponendo i poli liturgici in una configurazione lineare più dilatata. L'accesso al presbiterio, anche se allargato e alzato lateralmente al livello centrale, sarà garantito tramite scale interne sia dall'atrio della sacrestia che, se necessario, dalla cappella feriale.
L'Abside e la Croce
Lo spazio dell'abside assume importanza fondamentale, con il suo grande vuoto che sarà colmato di luce tramite l'apertura di un lucernario zenitale. La luce è concepita come lo strumento più elevato per accogliere il Crocifisso, conservato e riposizionato in sospensione nel centro geometrico dell'abside, assurgendo a fulcro liturgico e simbolico dell'intero edificio. Si propone di tingere l'abside di bianco, mentre per il resto dell'aula si consiglia un grigio caldo, per accentuare il carattere focale dell'abside.
Gli Arredi Liturgici Principali
L'Altare
L'altare, mensa del sacrificio e del convito pasquale, è il polo liturgico centrale, posto al centro del presbiterio e in relazione diretta con il Crocifisso absidale. Il perimetro della sua base è interamente praticabile. La sua realizzazione prevede una composizione di piccole lastre di Pietra di Prun di differenti tonalità, dal rosa chiaro al rosso scuro, evocando i toni del sangue. Le lastre orizzontali esprimono il concetto di Mensa. La base è composta da dodici pietre, numero biblico simbolico degli Apostoli. Il corpo è formato da centottantaquattro lastre (risultante da 12x28, dove 28 deriva da 7 che indica l'eternità di Dio per 4 punti cardinali, cioè l'universalità geografica). Una sola lastra compone la mensa. Le variazioni cromatiche richiamano le vetrate policrome di Padre Costantino Ruggeri, e le cinque croci sulla mensa rievocano le cinque piaghe di Cristo.
L'Ambone
L'ambone, il "luogo elevato" della Parola, richiede di salire cinque gradini dal presbiterio (per un totale di dodici gradini dal piano dell'aula). La sua collocazione è avanzata verso l'assemblea, e il suo volume si sbalza dalla gradinata, fungendo da cardine tra l'area presbiteriale e l'aula. L'ambone è concettualizzato come metafora del sepolcro di Cristo, il primo luogo della proclamazione della Parola, rappresentando simbolicamente la tomba aperta. Le lastre a terra formano un "tau", una croce che indica la sepoltura, con la lastra più grande a copertura del sepolcro e quella sovrapposta, caduta a terra, che simboleggia la resurrezione.
La sua forma conferisce al monumento l'eloquenza necessaria affinché la Parola risuoni anche nel silenzio. Sul fronte, il testo "Non est hic, sed resurrexit" (Lc. 24,6) è composto per non essere di facile lettura, ma per divenire "forma" e metafora della Parola, con le lettere che sembrano "fiori rampicanti". Qui, le lastre di Pietra di Prun divengono verticali, manifestando il concetto di ascesa, con toni chiari per esaltare la forma, lasciando all'altare il ruolo di protagonista cromatico. La dimensione del fronte dell'ambone (ventotto per dodici moduli verticali) è uguale a quella dell'altare (dodici per ventotto moduli orizzontali, più il piano della Mensa). Anche il testo sul fronte, inclusi spazi e punteggiatura, è composto da ventotto posizioni:
N O N E S T H I C , S E D R E S U R R E X I T .
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28
Il Candelabro
Il candelabro, base per il Cero Pasquale, è collocato in prossimità dell'ambone, come da tradizione. È costituito da una struttura metallica rivestita da listelli di Pietra di Prun, con un disegno spiraliforme generato dal ribassamento di quattro serie di elementi in pietra, simboleggianti i quattro Evangelisti. Dall'ambone risultano semplici le operazioni di accensione e spegnimento del cero.
La Sede
La sede presidenziale è composta da una piattaforma su cui poggia il seggio del presidente dell'assemblea, di forma semplice ma nobile, realizzato in lastre di Pietra di Prun levigata e posizionato leggermente avanzato rispetto all'altare per esprimere il ministero della presidenza senza diminuirne l'importanza. Sono previsti anche sgabelli in legno per i concelebranti e i ministranti, più sobri e mobili. Ai piedi dell'abside è collocata una panca semicircolare in Pietra di Prun levigata per altri ministri liturgici durante celebrazioni importanti. La distanza da altare e sede, pur sembrando ampia, non è rilevante grazie alla compressione prospettica.
Organo e Strumenti di Proporzionamento
Viene proposta una nuova e più consona collocazione dell'organo all'interno del piedritto destro del grande arco che incornicia l'abside. Questo piccolo locale, che ospita organo, consolle e sedile per l'organista, attraverso un'apertura verso il presbiterio, permette il rapporto visivo tra organista, direttore del coro e celebrante, essenziale per il coordinamento tra musica e liturgia. Lo spazio può accogliere l'organo attuale o un nuovo strumento, se l'esistente fosse ritenuto inadeguato. Per il proporzionamento esatto degli arredi (altare, ambone e sede), si consiglia l'uso di modelli in legno compensato in scala 1:1 sul presbiterio prima della realizzazione definitiva.
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