Informazioni sui Registri Parrocchiali di Battesimo

L'analisi e la conservazione dei registri parrocchiali di battesimo sono fondamentali per la ricerca storica e genealogica, fornendo un quadro dettagliato delle dinamiche demografiche e sociali del passato. Questi documenti rappresentano una fonte primaria di informazioni per comprendere l'evoluzione delle comunità e delle famiglie nel corso dei secoli.

L'Importanza degli Archivi Storici Diocesani

Gli Archivi Storici Diocesani rivestono un ruolo cruciale nella custodia di questi preziosi documenti. Dal maggio 2021, molti di questi archivi hanno iniziato la pubblicazione sul proprio sito degli indici dei registri storici di Battesimo, Cresima, Matrimoni e Defunti delle parrocchie della propria Diocesi. Oltre a conservare i documenti prodotti nei secoli, l'Archivio si fa anche promotore di progetti di digitalizzazione degli archivi parrocchiali.

Immagine di un archivio storico diocesano o di una persona che consulta antichi registri

Grazie a generose donazioni, sono stati effettuati importanti progetti di digitalizzazione. Ad esempio, è stata completata la digitalizzazione dei registri di Alessandria della Rocca, Bivona e Santo Stefano Quisquina. Ulteriori donazioni permetteranno di digitalizzare anche quelli di Santa Margherita Belice e Sant’Angelo Muxaro.

La Nascita dei Registri Sacramentali e Civili

L'anno 1866 segna la data d'inizio dell'anagrafe civile nel neo costituito Regno d'Italia. Anteriormente a questa data, esisteva soltanto la registrazione anagrafico-sacramentale (battesimi, matrimoni, morti, cresime e stato delle anime), prodotta dalle singole parrocchie a partire dalla seconda metà del XVI secolo, secondo le prescrizioni del Concilio di Trento.

Accanto a questa, nel periodo ottocentesco, in particolare dalla Restaurazione all'Unità d'Italia, per le regioni del Nord comprese nel Regno Lombardo Veneto, si trovava anche la registrazione civile delle nascite, matrimoni e morti, imposta dal governo e delegata al parroco. Le fonti storiche a disposizione sono quindi doppie e sostanzialmente sovrapponibili, sebbene permangano alcune differenze contenutistiche a causa delle diverse finalità.

Confronto tra Registri Ecclesiastici e Civili

Esistono differenze sostanziali tra i registri ecclesiastici e quelli civili. Se i registri ecclesiastici si prefiggono di annotare i battesimi celebrati in una data parrocchia in un dato anno, quelli civili contengono invece le nascite avvenute nella stessa parrocchia nel medesimo anno.

Infografica che compara i contenuti dei registri battesimali ecclesiastici e civili

Ne consegue che, laddove il registro ecclesiastico annoti un battesimo derivante da conversione adulta, il registro civile lo ometta. Allo stesso modo, quest'ultimo contiene nascite di ebrei, protestanti e anglicani, i quali, al contrario, non riceveranno il battesimo.

Vi sono inoltre differenze intrinseche nel livello di dettaglio. Di norma, l'atto ecclesiastico descrive le generalità dei genitori (comprensiva delle ascendenze), la data e il luogo del loro matrimonio (se l'unione è legittima), le generalità dei padrini e la loro provenienza. Il registro civile, oltre a queste informazioni, contiene anche notizie relative alla professione e al domicilio sia dei genitori del neonato sia, talvolta, dei padrini, l'indicazione dell'ostetrica presente al parto e la fede religiosa.

Struttura dei Dati negli Atti di Battesimo

Per la creazione di banche dati nominative, ogni atto di battesimo viene trascritto in una scheda, spesso un record di FileMaker. Questa scheda è l'elaborazione delle notizie storiche rilevate nelle due tipologie di fonti descritte (ecclesiastica e civile), derivata dall'atto di battesimo e integrata da quello civile di nascita.

Schema di un database record per un battesimo, mostrando i campi di dati

Per ogni atto di battesimo vengono riportate le seguenti informazioni:

  • luogo, giorno, mese e anno di nascita e di battesimo;
  • le generalità dei genitori, con la relativa ascendenza, domicilio, luogo, data del matrimonio e la professione, se specificata;
  • le generalità dei padrini, con le medesime voci indicate per i genitori;
  • l'indicazione del ministro che ha impartito il sacramento e dell'ostetrica che ha aiutato il parto.

La Rilevazione e l'Analisi dei Dati: Il Caso di Como

Un esempio significativo di rilevazione e analisi di questi dati storici si trova nello studio dei registri parrocchiali di Como. Si è deciso di iniziare la rilevazione dalla città murata di Como per vari motivi: si tratta di un'area circoscritta, le cui fonti sono tutte conservate in un unico archivio (presso la collegiata di San Fedele), e che è paradigmatica della storia cittadina.

Le fonti riferite all'area della città murata e agli anni 1830 - 1866 sono state prodotte dalle tre parrocchie che allora comprendevano detto territorio: Cattedrale, San Fedele e San Donnino. Questo stato di fatto era conseguenza di successivi riordini e adeguamenti della giurisdizione parrocchiale, a partire dal 1788, anno in cui venne introdotto il "nuovo sistema parrocchiale" cittadino.

Tale ordinamento riduceva il numero delle parrocchie della Città, Borghi e Corpi Santi, limitando a quattro quelle della Città, attraverso la soppressione di numerose antiche parrocchie. La sistemazione si concluse nel 1805, quando, con un decreto napoleonico, le parrocchie del centro città furono ridotte a tre con la cessazione di Sant'Eusebio e il suo accorpamento alla Cattedrale. Successivamente, nel 1806, le contrade della soppressa parrocchia di Sant'Eusebio furono distribuite tra la parrocchia della Cattedrale e quella di San Donnino.

Dallo studio di un periodo di 37 anni (dal 1830 al 1866) per il territorio urbano descritto, si sono registrati all'incirca 10.300 nati, con una media annua di 275,7 unità, così distribuite: 151 nella parrocchia della Cattedrale, 82,3 nella parrocchia di San Fedele e 43,2 nella parrocchia di San Donnino. Dalle fonti esaminate è possibile ricavare anche il dato della mortalità infantile - la sopravvenuta morte in tenera età, cioè dagli 0 ai 15 anni - che nel periodo considerato raggiunge il numero di 1056 unità.

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Aspetti Metodologici nell'Elaborazione delle Banche Dati

Trattandosi di una banca dati nominativa, si è posta particolare attenzione ai singoli cognomi e alle loro varianti o storpiature, ricercando gruppi derivati dallo stesso ceppo. I gruppi di cognomi sono stati creati riunendo tutte le varianti di un cognome rilevate negli atti; queste sono perciò le varianti probabili e possibili in riferimento alla popolazione statistica analizzata.

Per ciò che concerne le indicazioni topografiche o più in generale quelle geografiche, si è seguito il criterio delle pubblicazioni di settore, facendo ampio uso di sigle e abbreviazioni. Occorre specificare che i luoghi indicati negli atti sono stati resi nella dizione linguistica contemporanea, e ciò valga anche per la loro situazione geopolitica (comune autonomo o accorpamento di più comuni, provincia di appartenenza, ecc.).

Per la città di Como, ad esempio, esistono due tipi di indicazione toponomastica: quella derivante dal Catasto Teresiano e quella riferita alla suddivisione parrocchiale. Dunque, quando il titolo della parrocchia non è accompagnato dall'indicazione topografica completa, è implicita la sua ubicazione nella città di Como, es. Parrocchia di S. Fedele sta per Como, parrocchia di S. Fedele.

Nelle note relative ai genitori e ai padrini, si trova talvolta la parola dominus o domina; si è ritenuto di rendere con queste espressioni le indicazioni d., dno (cioè domino) e d., dna. Una curiosità: nel registro di S. Donnino «Baptizati ab anno 1813 usque ad annum 1872», p. 212 n. 23, è stato riscontrato un nome particolare: Dominusvobiscum Dolcini di Como, padrino del battezzato.

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