Don Rocco Leo: Parroco e Protagonista di Vicende Giudiziarie a Francavilla Fontana

Don Rocco Leo è il parroco della chiesa dei Sette Dolori di Francavilla Fontana, una figura al centro di una significativa vicenda giudiziaria che ha coinvolto un altro religioso, don Franco Galiano.

Foto della Chiesa dei Sette Dolori a Francavilla Fontana

Il Ruolo di Don Rocco Leo a Francavilla Fontana

Don Rocco Leo ricopre il ruolo di parroco della chiesa dei Sette Dolori di Francavilla Fontana. La sua posizione lo ha portato ad essere un testimone chiave e, successivamente, un querelante in una complessa battaglia legale che ha avuto ampia risonanza.

La Vertenza Legale con Don Franco Galiano: Origini e Sviluppi

La vicenda legale che ha visto protagonista don Rocco Leo ha avuto origine da un'altra causa, per poi evolversi in un procedimento per calunnia. Questa battaglia, caratterizzata da accuse reciproche e numerosi rinvii, ha coinvolto diverse figure legali e ecclesiastiche.

La Denuncia per Mobbing e la Testimonianza di Don Rocco Leo

I fatti che hanno scatenato l'intera controversia risalgono a una denuncia per mobbing presentata da una catechista, Lucia Zaccaria (assistita dall'avvocato Fabio Patarnello), contro il sacerdote don Franco Galiano, all'epoca presidente e legale rappresentante della fondazione Beato Bartolo Longo. La donna accusava don Galiano di un atteggiamento persecutorio e di ingerenze intollerabili nella sua vita privata, sostenendo di essere mobbizzata. Oltre a essere catechista, la donna era anche dipendente della fondazione e riteneva il comportamento di don Galiano "quantomeno fuori luogo".

La catechista aveva presentato ricorso dinanzi al giudice del lavoro quando gli atteggiamenti insistenti del prete, che si faceva trovare anche nei luoghi da lei frequentati, si erano tradotti in un demansionamento sul luogo di lavoro. Le motivazioni della sentenza di primo grado hanno rivelato anche messaggi lesivi dell’onorabilità e della reputazione della donna, con frasi come: “La p… torna a casa, il b…. si ritira”.

Nel corso del giudizio dinanzi al giudice del lavoro, si è svolta una "sfilata di testi". Tra questi, don Rocco Leo ha dichiarato che gli era stato effettivamente chiesto dalla vittima di intercedere con il vescovo affinché don Galiano cessasse il suo comportamento. Il giudizio dinanzi al giudice del lavoro si è concluso con un verdetto definitivo favorevole alla catechista.

L'Accusa di Calunnia contro Don Franco Galiano

Nel 2006, a seguito della sentenza favorevole alla catechista, don Franco Galiano, difeso dall’avvocato Pasquale Fistetti, ha perso le staffe, replicando con "Bugie" alle accuse. Non ha esitato a sporgere denuncia per "falsa testimonianza" contro chi aveva testimoniato contro di lui nella causa di mobbing, incluso implicitamente don Rocco Leo. Irretito dalla faccenda, don Rocco Leo (difeso dal legale Domenico Attanasi), ha sporto denuncia a sua volta per calunnia contro don Franco Galiano.

L'Iter Giudiziario e i Rinvii

Il pubblico ministero Francesco Mattiace, titolare di entrambi i procedimenti (quello per falsa testimonianza e quello per calunnia), aveva inizialmente chiesto l’archiviazione per entrambe le faccende. Ciononostante, il Giudice dell'Udienza Preliminare (GUP) ha disposto il rinvio a giudizio per calunnia dell’imputato, don Franco Galiano, denunciato da don Rocco Leo.

L'inizio del dibattimento è slittato più volte per questioni procedurali. In un caso, a un anno dall’inizio del processo, il giudice monocratico della sezione distaccata di Francavilla Fontana, Gianmarco Galiano, ha rimesso il fascicolo nelle mani del presidente del tribunale di Brindisi per presunta incompatibilità, in quanto risulterebbe cugino di uno zio del sacerdote imputato. Anche la testimonianza di monsignor Marcello Semeraro è stata rimandata a causa di questa "colpo di scena della parentela scoperta all’ultimo istante".

Infografica: Cronologia degli eventi giudiziari principali

La Condanna in Secondo Grado per Don Franco Galiano

Nonostante i rinvii e le complessità procedurali, la battaglia legale ha avuto i suoi esiti. È stata confermata anche in secondo grado la condanna a un anno e quattro mesi per don Franco Galiano, 61 anni, imputato per calunnia per aver denunciato don Rocco Leo. Secondo Galiano, don Leo avrebbe reso una falsa testimonianza sul suo conto riguardo la vicenda del "atteggiamento persecutorio nei riguardi di una catechista".

È stato "assodato, anche con il contributo del vescovo che ha testimoniato nel dibattimento, che la versione dei fatti fornita rispondeva del tutto al vero". Di conseguenza, Galiano è stato ritenuto colpevole del reato ascritto. La condanna è stata confermata in secondo grado. Si attende ora il pronunciamento della Cassazione. Il sacerdote, che aveva rifiutato la prescrizione convinto d’essere assolto, potrà comunque beneficiare, da incensurato, della sospensione condizionale della pena.

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