Alloggi e percorsi spirituali nel Mugello

Il Mugello, terra ricca di storia, arte e spiritualità, offre diverse soluzioni per il pernottamento, inclusi alloggi pensati per gruppi parrocchiali, giovani, famiglie e gruppi della terza età. Queste strutture sono spesso immerse in contesti naturali e culturali di grande valore, ideali per chi cerca una vacanza all'insegna del relax, della scoperta e della riflessione.

Alloggi per gruppi e famiglie

Ostello La Baciocca

L'Ostello La Baciocca mette a disposizione tre ampie e confortevoli camere, ciascuna con 8 posti letto e servizio igienico privato, per un totale di 24 posti letto. La struttura è immersa in un parco di 7.000 ettari, caratterizzato da una foresta di sugheri e macchia mediterranea, popolato da daini, cinghiali e lupi, offrendo un ambiente ideale per gli amanti della natura.

Olympic Hotels a Pinzolo-Trentino

Sebbene fuori dal Mugello, gli alberghi Olympic Hotels a Pinzolo-Trentino, nella cornice delle Dolomiti di Brenta, sono moderni ma rispettano lo stile tradizionale montano. Specializzati nell'accoglienza di gruppi, offrono comfort al miglior prezzo per tutto l'anno, pensati in particolare per gruppi parrocchiali, giovani, famiglie e gruppi della terza età. A piano terra si trova una cucina attrezzata con sala da pranzo, dispensa con frigorifero, congelatore e locale lavanderia. Al primo piano, 6 camere con letti a castello e una matrimoniale. Nelle vicinanze è possibile parcheggiare, e in paese si trovano farmacia e uffici. È anche possibile installare tende.

Centro turistico polivalente Pescandora

Affacciato direttamente sul mare, il centro turistico polivalente Pescandora dispone di alloggi indipendenti in grado di ospitare comodamente famiglie numerose e gruppi fino a 30 persone. La struttura offre due campi da calcio (a 5 e a 7), un percorso di garden golf, prato e parco giochi per bambini, ampi spazi all'aperto e una sala interna. Ubicato sulla litoranea di levante a Bisceglie, è un punto di partenza ideale per escursioni pedestri lungo i sentieri costieri e nel centro normanno della città, oltre che per gite a siti naturalistici e storici nelle immediate vicinanze (Castel del Monte, Grotte di Santa Croce, Dolmen della Chianca, Sassi di Matera o Alberobello) e al parco divertimenti di Miragica. Sono disponibili soluzioni personalizzate per vitto e alloggio. In un ambiente accogliente e familiare, si cerca di creare un clima rilassante e piacevole, ideale per trascorrere giornate all'insegna del verde, del mare e del gusto. Nell'ampio parco, all'ombra di secolari ulivi, si trova il ristorante, curato direttamente dai proprietari, che propone una cucina tradizionale e di qualità, valorizzando i prodotti del territorio. Il mare, distante 150 metri, è raggiungibile a piedi tramite un sentiero che si snoda tra la macchia mediterranea o con la strada carrabile. Un simpatico trenino agevola il percorso. La spiaggia privata, di sabbia bianca e granulosa, dispone di sdraio e ombrelloni per gli ospiti, con docce e cabine. A ridosso del mare si trova il Beach bar, che offre freschi drink e gustose granite tra un bagno e l’altro, con tavola calda a mezzogiorno, serate a tema e grigliate sulla spiaggia.

Foto di un tipico paesaggio del Mugello con una struttura ricettiva integrata nel contesto naturale

Normativa sulle locazioni turistiche nel Mugello

Le locazioni turistiche sono immobili o porzioni di essi concessi per finalità turistiche, come disciplinate dall'articolo 53 del decreto legislativo 23 maggio 2011 n. 79, regolati dalle disposizioni del codice civile in tema di locazione, per meno di 30 pernottamenti consecutivi e senza fornitura di servizi accessori e complementari tipici delle strutture ricettive (come prescritto dall’art. 58 comma 2 L.R. 61/2024).

Requisiti e condizioni

Gli immobili destinati a questa attività devono possedere i requisiti strutturali e igienico-sanitari previsti per le case di civile abitazione, nonché le condizioni di sicurezza e salubrità degli edifici e degli impianti installati ai sensi della normativa vigente.

In base all’art. 64 della L.R. 61/2024, non costituisce locazione a fini turistici l’offerta di alloggio senza corrispettivo monetario, in cambio della fruizione dell’alloggio nella disponibilità dell’ospitato, nell’ambito dell’economia della condivisione (sharing economy).

Limiti per la gestione non imprenditoriale

Secondo la Legge 30 dicembre 2025, n. 199, la gestione di una locazione turistica in forma non imprenditoriale, a partire dal periodo di imposta 2026, è consentita in un massimo di due appartamenti, rispetto ai quattro consentiti in precedenza. La presunzione di imprenditorialità viene desunta automaticamente per effetto di legge a partire dal terzo appartamento.

Modalità di avvio e adempimenti

Chi concede in locazione alloggi in regime di locazione breve o turistica in forma non imprenditoriale deve presentare la comunicazione di inizio attività, entro 30 giorni dal primo contratto di locazione stipulato, attraverso la piattaforma regionale. Questa piattaforma prevede la compilazione di un form dove inserire tutte le informazioni sulla struttura: dati identificativi del gestore o dell'intermediario dell'immobile (ubicazione, foglio/particella/subalterno catastale), periodo durante il quale si intende locare l'alloggio, numero delle camere e dei posti letto disponibili, dotazioni dell'alloggio, siti web dove viene pubblicizzato. Tale obbligo è stato introdotto dall’art. 13-ter, comma 8, del decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2023, n. 19, con decorrenza 2 novembre 2024. La comunicazione e la SCIA devono riguardare ogni singolo alloggio locato.

Dal Portale STAR è possibile comunicare anche le variazioni, sospensioni, cessazioni e adempimenti tecnici e amministrativi che possono riguardare le locazioni imprenditoriali. Il codice attività è 55.90.40R.

Adempimenti ad attività avviata

  • Con la L 191/2023, è obbligatorio l’ottenimento e l’esposizione all’esterno della struttura del Codice Identificativo Nazionale (CIN). La trasmissione avviene esclusivamente in forma telematica tramite l’apposito portale (Alloggiati Web).
  • È obbligatorio trasmettere ogni mese (entro il 5° giorno lavorativo del mese successivo a quello di riferimento) i dati sugli arrivi e sulle partenze degli ospiti alla Città metropolitana, gli alloggiati alla Questura e il calcolo dell'imposta di soggiorno, espletato a cura della struttura ricettiva attraverso la funzionalità Check in presente in Turismo5.
  • Il gestore deve riscuotere dai propri clienti l'importo di €2,00 per i primi 6 pernottamenti consecutivi (esenti sotto i 14 anni, residenti nel Mugello, disabili e accompagnatori...), rilasciando una semplice ricevuta nominativa o inserendo l'importo nella fattura fuori campo Iva.
  • È obbligatorio l'utilizzo del portale di riferimento, con accesso tramite identità digitale (SPID, CNS, CIE), sia per la rendicontazione trimestrale che per il pagamento tramite PagoPA.
  • Entro il 30 giugno, i gestori delle strutture ricettive presentano la 'Dichiarazione annuale telematica imposta di soggiorno' del Dipartimento delle Finanze, come da Decreto 29 aprile 2022. Per compilare la dichiarazione è necessario accedere all’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate.

Riferimenti normativi

  • L.R. 31 Dicembre 2024, n. 61, Testo unico del sistema turistico regionale (in attesa del regolamento di attuazione).
  • L.R. 18 maggio 2018, n. 24 Disposizioni in materia di sistema organizzativo del turismo, strutture ricettive, locazioni e professioni turistiche. Modifiche alla L.R. 86/2016.
  • Regolamento per l’istituzione dell’Imposta di Soggiorno nell’Unione Montana dei Comuni del Mugello, approvato con Delibera di Consiglio n. 14 del 22/05/2012, integrato e modificato con Delibera di Consiglio n. 32 del 27/11/2015 e n. 3 del 19/03/2019 (in vigore dal 1 maggio 2019).
  • Legge 15 dicembre 2023, n. 191 (conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145).
  • Legge 30 dicembre 2025, n. 199, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028”, entrata in vigore il 1 gennaio 2026.

La locazione turistica: cos'è e come funziona

Percorsi spirituali e luoghi di culto nel Mugello

Il Mugello è costellato di luoghi di culto e di antichi sentieri che invitano alla riflessione e alla scoperta spirituale, molti dei quali fanno parte del "Cammino di Dante".

Borgo San Lorenzo e dintorni

Monastero di Santa Caterina

Il percorso parte dal Monastero di Santa Caterina nel comune di Borgo San Lorenzo (188 m), situato nel centro storico del paese. Fondato nel 1516 su autorizzazione di Leone X, il monastero fu iniziativa del pievano Damiano Manti e legato alla pieve per garantirne il sostentamento. Le prime suore domenicane giunsero da Firenze per istruire le novizie, che nel 1518 pronunciarono i voti solenni. Il monastero si sviluppò ristrutturando edifici preesistenti, acquisendo terreni e arricchendosi grazie a lasciti e monacazioni. Nei secoli subì trasformazioni architettoniche, ma conservò elementi originali come il chiostro e le decorazioni rinascimentali. Ospita opere d’arte di Cesare Velli, Matteo Rosselli e Michele Tosini. Questo custode di un prezioso patrimonio artistico e documentario, sopravvissuto alle soppressioni napoleoniche e postunitarie, potrebbe tornare a essere un punto di riferimento culturale se restaurato e reso accessibile, testimoniando il forte legame tra la tradizione domenicana e la storia del borgo.

Santuario del SS. Crocifisso

Poco distante dal monastero, si può visitare il Santuario del SS. Crocifisso, un importante luogo di culto e testimonianza storica di tutto il Mugello. La sua origine risale al XVII secolo, quando la comunità decise di edificare una chiesa per custodire un Crocifisso miracoloso, al centro di una profonda devozione popolare. La costruzione avvenne tra il 1641 e il 1673, ma il culto del Crocifisso affonda le radici nel 1400. Il Crocifisso, venerato per i suoi presunti prodigi, fu inizialmente custodito dalla Confraternita del Corpus Domini, poi Compagnia de’ Neri, che aveva un oratorio sul sito dell’attuale Santuario. La crescente importanza del culto portò alla costruzione di una nuova chiesa nel 1714, completata nel 1743, caratterizzata da una pianta a croce greca con una cupola centrale. Il terremoto del 1919 causò gravi danni, ma i restauri del 1927 ripristinarono l’edificio, mantenendo la sua struttura settecentesca.

Foto del Monastero di Santa Caterina a Borgo San Lorenzo

Verso Vicchio: Cappella di Rabatta e Chiesa di San Martino a Vespignano

Uscendo da Borgo San Lorenzo in direzione Vicchio, immersa tra antichi sentieri percorsi da viandanti, si trova la Cappella di Rabatta, un piccolo gioiello di spiritualità e storia. Edificata tra il XIII e il XIV secolo, rappresenta un esempio di architettura religiosa rurale e mantiene un legame con Pietro Nelli, pittore trecentesco di scuola giottesca nato nella zona. Funzionava come luogo di culto per pellegrini e comunità locali, ospitando affreschi e opere d’arte sacra.

Proseguendo lungo il sentiero, si attraversa l’iconico ponte di Cimabue e, percorrendo parte del percorso tematico dedicato ai pittori che hanno reso celebre questi luoghi, si arriva alla Chiesa di San Martino a Vespignano. Situata sulla sommità dell'omonimo colle, ha origini medievali ed è dedicata a San Martino di Tours. Un tempo suffraganea della pieve di Borgo San Lorenzo, è documentata dal XIII secolo, sebbene possa essere più antica. La tradizione la collega a Giotto, che sarebbe nato nelle vicinanze, mentre suo figlio Francesco ne fu priore nel 1329. La chiesa ha una facciata semplice a capanna, con un robusto campanile ricostruito dopo il sisma del 1919. L'interno, a navata unica, ospita un coro voltato a crociera, affreschi antichi, l’altare di Dino Chini e opere come la Madonna del Latte di Paolo Schiavo. Tra gli elementi artistici spiccano una statua bronzea di San Giovanni Battista di Antonio Berti, un tabernacolo del XV secolo e un pulpito ligneo. La chiesa conserva anche un organo settecentesco restaurato e un fonte battesimale in granito, legato a un’antica pietra sacrificale.

Cappella della Bruna

Pochi metri separano la Chiesa di San Martino a Vespignano dalla Cappella della Bruna, un luogo di culto mariano e un simbolo della devozione mugellana al Beato Giovanni Bruni, nato a Vespignano nel 1234. Secondo la tradizione, egli si raccoglieva in preghiera in questa cappella, restaurata nel XIX secolo. Le sue spoglie furono traslate a San Giovanni Maggiore nel 1801, mentre una sua reliquia era già venerata a Borgo San Lorenzo dal 1723. L’edificio conserva un affresco quattrocentesco della Madonna del Latte, attribuito alla bottega di Paolo Schiavo.

Vicchio e Dicomano: tra arte e storia religiosa

Proseguendo lungo strade di campagna, si arriva a Vicchio, terra natale del Beato Angelico. Dai punti più aperti è possibile ammirare in lontananza le vette che circondano l’intera valle del Mugello.

Chiesa di San Giovanni Battista a Vicchio

Nel centro del paese, affacciata sulla vivace piazza Giotto, la Chiesa di San Giovanni Battista rappresenta un luogo di culto di notevole importanza storica e artistica, strettamente connesso alla vita della comunità e alla figura del santo omonimo. Risalente al periodo medievale, l’edificio ha attraversato numerosi restauri e modifiche nel corso dei secoli. La chiesa, dedicata al patrono di Firenze, riflette la profonda devozione a San Giovanni Battista, diffusa in Mugello fin dall’epoca longobarda. Custodisce opere d’arte e manufatti liturgici che testimoniano l’influenza della tradizione artistica fiorentina nel territorio.

Badia a Bovino

Attraversando il ponte sul fiume Sieve all’altezza di Ponte a Vicchio e rimanendo sul versante destro del corso d’acqua, dopo pochi chilometri si raggiunge Badia a Bovino (180 m), dove è presente un luogo di culto oggigiorno abbandonato, la chiesa dell’omonimo borgo. Il nome “Bovino” potrebbe derivare dalle attività agricole o da Alboino, legato all’epoca longobarda. Fondata intorno al 1050, venne concessa ai monaci di San Miniato al Monte, passando poi alla diocesi di Firenze nel 1374.

Pieve di Santa Maria a Dicomano

Continuando in prossimità del fiume Sieve, dopo pochi chilometri si raggiunge Dicomano (170 m), importante centro per tutto il comprensorio. Qui sorge la Pieve di Santa Maria. Le origini dell’edificio risalgono probabilmente all’epoca longobarda, anche se la prima menzione documentata è del X secolo. Il titolo mariano riflette la forte devozione popolare e il ruolo centrale della pieve nella vita religiosa e sociale della comunità. Situata lungo le antiche vie di comunicazione tra Firenze e la Romagna, fungeva da punto di riferimento per pellegrini e mercanti. Nei secoli ha subito vari restauri, conservando la struttura romanica originale. Durante il Rinascimento, grazie all’intervento delle famiglie fiorentine, venne arricchita con opere d’arte e decorazioni. Oltre alla funzione religiosa, la pieve era un centro di aggregazione per eventi civili e assemblee comunitarie. L’edificio, con la sua imponente facciata in pietra, presenta un interno a tre navate con colonne in arenaria. Tra le opere d’arte custodite spiccano un fonte battesimale medievale, un affresco quattrocentesco della Madonna col Bambino e un crocifisso ligneo di epoca medievale.

Oratorio di Sant’Onofrio a Dicomano

Uscendo dal paese, si incontra l’Oratorio di Sant’Onofrio. L’Oratorio è legato alla venerazione della Madonna dello Spedale, un affresco di grande valore spirituale e artistico. Le sue origini medievali sono intrecciate con leggende, tra cui quella dell’immagine sacra trasportata dalle acque del torrente. L’attuale edificio, progettato tra il 1792 e il 1795 dall’architetto Giuseppe del Rosso, è un elegante esempio di stile neoclassico, con una maestosa facciata a colonne ioniche e un campanile a ventola. L’interno, decorato con stucchi e marmi, ospita opere d’arte come l’Immacolata Concezione di Lorenzo Lippi e il Miracolo di San Francesco Saverio. L’affresco della Madonna, di autore ignoto, è considerato miracoloso e venerato per secoli, attirando devoti da tutto il Mugello, tra cui Bianca Cappello. Un tempo associato a un ospizio per pellegrini, l’oratorio ha mantenuto un ruolo centrale nella vita della comunità. Restaurato tra il 1989 e il 1995, oggi è un importante simbolo della devozione dicomanese e della ricca tradizione artistica del territorio.

La locazione turistica: cos'è e come funziona

Badia ad Agnano e Pieve di San Babila

Poco distante dal tracciato è presente la Badia ad Agnano, fondata probabilmente nell'XI secolo. La badia, che ospitava pellegrini e poveri, ha visto il declino dal XVI secolo, ma è stata restaurata nel XX secolo, diventando un simbolo della storia locale. Secondo la leggenda popolare locale, anticamente, proprio nel luogo dove ora sorge la cappella, fu ritrovata un’immagine della Madonna di straordinaria bellezza e valore artistico. Trasportata nella vicina Pieve di San Babila a San Bavello, accadde che, all’alba del giorno successivo, tutta la zona fu ricoperta da una miracolosa e inattesa nevicata, proprio il 5 agosto. Contemporaneamente, l’immagine della Madonna scomparve misteriosamente dalla pieve e fu ritrovata, dopo lunghe ricerche, nello stesso punto dove era stata scoperta in origine.

Una piccola deviazione dal percorso originale porta all’antica Pieve di San Babila. Risalente al XII secolo, la Pieve è caratterizzata da una facciata austera in pietra arenaria e un interno sobrio con un battistero in marmo del XIII secolo. La chiesa, dedicata a San Babila, vescovo martire, ha svolto un ruolo centrale nella vita religiosa e sociale del borgo, con celebrazioni annuali che attraggono la comunità.

San Godenzo e il Cammino di Dante

Dopo pochi chilometri si giunge in un altro centro nevralgico, porta d’ingresso del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, San Godenzo. Anche San Godenzo può annoverare edifici legati al mondo cristiano.

Abbazia di San Godenzo

L’Abbazia di San Godenzo è un capolavoro dell’architettura romanica con un forte legame con Dante Alighieri. Fondata nell’XI secolo dai monaci benedettini, divenne un centro spirituale e culturale grazie al sostegno dei Conti Guidi. L’edificio conserva una facciata austera, colonne scolpite e una suggestiva cripta. Nel 1302 ospitò un incontro tra i guelfi bianchi esiliati, tra cui Dante. La sua posizione strategica lungo antiche vie di collegamento la rese rifugio per pellegrini. Siamo nel mezzo del Cammino di Dante, percorso tematico che ripercorre la vita del Sommo Poeta.

Eremo dei Toschi (Eremo di Santa Maria)

La prima struttura incontrata è l’Eremo dei Toschi, conosciuto anche come Eremo di Santa Maria. Situato a un'altitudine di 904 metri, l'eremo ha origini che risalgono all'XI secolo ed è stato riedificato tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Attualmente accoglie un'azienda agricola e mette a disposizione alloggi per escursionisti, mantenendo intatta la chiesa, che è ancora presente e arredata.

Eremo di Gamogna

Ancora qualche chilometro su sentiero in discesa e si raggiunge il secondo eremo, l’Eremo di Gamogna (790 m). Questo edificio è un luogo ricco di fascino e spiritualità. Situato nel comune di Marradi, rappresenta una delle più antiche testimonianze della vita monastica nella regione. Fondato nel 1053 da San Pier Damiani come monastero benedettino femminile, divenne presto un centro spirituale rilevante, ma fu progressivamente abbandonato. Dopo secoli di degrado, è stato restaurato negli anni ’90 da Don Giuseppe Samorì, recuperando la sua funzione di luogo di preghiera.

Marradi e Palazzuolo sul Senio

Continuando a seguire il sentiero in discesa si arriva a Marradi (350 m), il paese di Dino Campana.

Chiesa di San Lorenzo a Marradi

Nel cuore di Marradi, affacciata su Piazzale Celestino Bianchi, la Chiesa di San Lorenzo rappresenta un’importante testimonianza storica e spirituale. Dedicata al martire cristiano, il suo legame con il territorio risale all’epoca romana, grazie alla vicinanza con la Via Faentina. Probabilmente fondata prima dell’anno Mille, la chiesa subì gravi danni nel terremoto del 1661 e fu ricostruita nel XVIII secolo con il sostegno del Granduca Pietro Leopoldo. L’edificio attuale, in stile neoclassico, conserva un’imponente navata unica con colonne ioniche e un prezioso trittico del XV-XVI secolo raffigurante la Vergine col Bambino tra San Lorenzo e San Giovanni Evangelista. Tra le opere custodite spiccano dipinti del Maestro di Marradi, provenienti dall’Abbazia di Santa Reparata. La chiesa è anche simbolo identitario del borgo: qui furono battezzati personaggi illustri come Dino Campana.

Oratorio dei Santi Carlo e Antonio a Palazzuolo sul Senio

Proseguendo lungo il sentiero condiviso con il Cammino di Dante, dopo circa 10 km si arriva alle porte di Palazzuolo sul Senio (425 m). L’Oratorio dei Santi Carlo e Antonio è un elegante edificio di origine seicentesca. Ha mantenuto la sua struttura originaria e conserva al suo interno elementi decorativi di pregio. Gli altari sono impreziositi da eleganti stucchi, mentre le tele del XVII secolo testimoniano l’influenza della scuola pittorica fiorentina del tempo. Un particolare interessante è rappresentato dalle panche in legno del XVIII secolo, che riportano incisi i nomi dei donatori, a memoria del forte legame tra la comunità locale e l’oratorio.

Chiesa di Santo Stefano a Palazzuolo sul Senio

Nel cuore di Palazzuolo sul Senio, la Chiesa di Santo Stefano rappresenta il principale luogo di culto del borgo. La sua struttura ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli, in particolare nel XVIII secolo, nei primi del Novecento e dopo la Seconda Guerra Mondiale, assumendo un’architettura eclettica che fonde stili diversi. Un contributo artistico significativo si deve a Tito Chini, che nel 1936 curò alcune decorazioni interne, arricchendo il catino absidale e i sott’archi della navata con opere delle Fornaci San Lorenzo. Tra gli elementi di pregio spicca la vetrata policroma dedicata a Santo Stefano, raffigurato con le pietre sulla testa, simbolo del martirio. La chiesa conserva inoltre dipinti di epoca compresa tra il XVI e il XIX secolo, tra cui “Lo Sposalizio di Santa Caterina” e “La Visitazione”.

Veduta panoramica di Palazzuolo sul Senio con la Chiesa di Santo Stefano in evidenza

Verso Monte Carzolano: Eremo di Santa Maria a Lozzole

Lasciando Palazzuolo sul Senio e dirigendosi verso sud, si incontrano ancora tracce di vecchie mulattiere lungo i sentieri che conducono a santuari antichi. La lunga salita che porta al punto più alto di tutto il cammino, il Monte Carzolano, con i suoi 1184 m, riserva sorprese come l’Eremo di Santa Maria a Lozzole, una delle pievi più isolate della zona. Fondato nel XV secolo come rifugio per eremiti e viandanti, divenne un importante centro religioso. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu coinvolto in eventi bellici e in seguito abbandonato. Grazie all’opera di Don Giuseppe Samorì, è stato restaurato e oggi accoglie pellegrini ed escursionisti. Situato a oltre 1.100 metri di altitudine, conserva la semplicità delle chiese montane, con una facciata in pietra, un campanile a vela e antichi edifici monastici. La fatica del cammino è in parte mitigata dalla presenza di piccoli bivacchi sempre aperti e usufruibili per il ristoro durante una pausa o per il pernotto, mentre si continua a scendere di altitudine.

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