Don Tonino Fiozzo: Ministero e Nuovi Incarichi nella Diocesi di Lamezia Terme

La Diocesi di Lamezia Terme è un crocevia di fede e impegno pastorale, dove sacerdoti come Don Tonino Fiozzo svolgono un ruolo cruciale. La sua carriera ecclesiastica è segnata da importanti incarichi pastorali e un profondo percorso accademico, culminato recentemente in un nuovo significativo affidamento.

Profilo Biografico e Formazione

Don Tonino Fiozzo è stato ordinato presbitero della Diocesi di Lamezia Terme il 28 ottobre 1998. La sua formazione teologica è stata solida e approfondita: lavorando sul Magistero di San Giovanni Paolo II, ha conseguito il Dottorato in Sacra Teologia, con specializzazione in Teologia Spirituale, presso la Pontificia Facoltà Teologica Teresianum di Roma nel 2004.

Nel corso degli anni, ha condiviso le sue conoscenze accademiche, essendo stato docente di Antropologia Teologica e di Teologia Trinitaria presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR) di Lamezia Terme. Don Tonino Fiozzo proviene, inoltre, dall’esperienza ecclesiale del Movimento Apostolico.

Incarichi Pastorali e Diocesani

Il ministero di Don Tonino Fiozzo è stato caratterizzato da diverse e significative responsabilità. È stato Parroco della Parrocchia S. Maria Immacolata in Accaria di Serrastretta e Rettore del Santuario Diocesano di San Giovanni Paolo II in Cardolo di Feroleto Antico. Attualmente, ricopre anche l’incarico di Presidente dell’Istituto Diocesano del Sostentamento del Clero della Diocesi di Lamezia Terme e di Vicario Foraneo.

Recentemente, la comunità del Rione San Teodoro, dopo aver salutato Don Giuseppe, si prepara ad accogliere Don Tonino Fiozzo come nuovo parroco. Egli arriva da un precedente incarico nella parrocchia della vicina frazione di Cardolo, dove ha officiato con dedizione.

Don Tonino Fiozzo (ritratto/foto officiante)

La Nuova Comunità: Il Rione e la Parrocchia di San Teodoro

Il Rione di San Teodoro rappresenta un contesto ricco di storia e tradizioni. Edificato su uno sperone roccioso, il rione, seppur piccolo, è stato utilizzato dagli antenati in modo assai razionale, con una via principale che lo attraversa da Nord a Sud e stradelle strette tra case piccole e adiacenti. Come molti centri storici, il Rione San Teodoro sta affrontando un graduale spopolamento, contando oggi circa 1.000 abitanti, secondo uno studio del 1997. Nonostante le sfide orografiche, con salite e discese ripide che talvolta ostacolano la partecipazione degli anziani alle liturgie, la comunità è rimasta sostanzialmente unita, anche se il tessuto sociale è mutato significativamente negli ultimi cinquant’anni.

La parrocchia di S. Teodoro fu costruita nel secolo XIV. In seguito al terremoto del 1638, la chiesa parrocchiale fu prontamente ricostruita. Essa si presenta con tre navate, una volta a botte e un suggestivo altare barocco in gesso. Le festività celebrate includono S. Francesco di Paola nel mese di maggio e S. Teodoro Martire. Al suo interno, la chiesa parrocchiale custodisce sei statue: S. Teodoro, S. Francesco, il Sacro Cuore di Gesù, Cristo morto e la Madonna Addolorata.

Il Consiglio Pastorale della parrocchia programma le iniziative e il lavoro annuale, mentre l’archivio parrocchiale, situato sopra la sagrestia in una stanzetta restaurata e adibita anche a biblioteca, conserva libri che risalgono al '600, molti dei quali sono stati rilegati. Il patrimonio immobiliare include una piccola casa canonica, costruita negli anni Venti dal canonico Don Vincenzo Leone e acquistata nel 1926 dal Vescovo diocesano Mons. Eugenio Giambro, e sei locali annessi alla chiesa della Veterana, edificati nel 1963. Un fabbricato in vico IV SS. Salvatore è sede dei “lupetti”, mentre parte del palazzo Liscotti, in largo S. Teodoro, acquistato nel 1990, è sede del reparto.

Chiesa parrocchiale di San Teodoro a Lamezia Terme

La Chiesa della Veterana

Nella parte più alta del Rione si erge la chiesa della Veterana, così chiamata in quanto la più antica del luogo. Questa chiesa ospita diverse opere d'arte sacra, tra cui la statua della Madonna delle Grazie, una tela raffigurante la Madonna Addolorata (pittore ignoto, 1702) e un dipinto di S. Teodoro Martire, patrono della parrocchia. È presente anche una tela raffigurante la Madonna delle Grazie e un ritratto dell’arcidiacono Salvatore Melizia, rettore della chiesa nella seconda metà dell’Ottocento.

Tra le altre opere, spiccano una deposizione dalla croce, eseguita da Giorgio Pinna nel 1968 in sostituzione di quella del Colelli trafugata nel 1960; una tela della Madonna delle Grazie con ai piedi la principessa normanna, alla quale la Vergine avrebbe chiesto l’erezione della chiesa; e una tela di ottima fattura che rappresenta la Madonna delle Grazie affiancata da S. Eligio e Santa Domenica. Completa il patrimonio un antichissimo affresco sulla parete sinistra. In passato, era presente anche una pala d’altare raffigurante la Madonna delle Grazie con ai lati S. Luca, ora conservata nel Museo Diocesano.

Interno della Chiesa della Veterana a Lamezia Terme

Il Saluto a Don Giuseppe e l'Accoglienza di Don Tonino Fiozzo

Il recente addio a Don Giuseppe ha lasciato un'impronta profonda nella comunità del Rione San Teodoro. Durante la sua toccante omelia, Don Giuseppe ha scandito a più riprese le parole "grazie e scusa": gratitudine per l'accoglienza ricevuta fin dall'inizio della sua missione, per il cammino condiviso con affetto, pazienza e perseveranza, e per la profonda amicizia lasciata nel cuore della gente. Ha chiesto scusa per le sue mancanze, per non essere stato sempre presente e per i limiti intrinseci alla condizione umana.

Molte persone non sono riuscite a trattenere le lacrime durante la messa e anche dopo, durante il momento di festa collettiva organizzato nel Largo Mercurio dalla parrocchia insieme a catechisti, coro domenicale e Gruppo Scout Lamezia T. 3. Nonostante la tristezza, la comunità ha espresso gioia e riconoscenza per il "dono e la grazia" della presenza di Don Giuseppe in questi anni, impegnandosi a sostenere il suo sacerdozio e cammino con la preghiera. Il suo ministero è stato descritto come "un sacerdozio di semina continua senza mai abbandonare la speranza, di accoglienza, di ascolto, di solidarietà, di attenzione per tutti e tutte senza distinzione alcuna". Gli ultimi giorni sono stati vissuti in un clima di nostalgia, ricordi e sincera riconoscenza.

Le parole finali di Don Giuseppe sono state un incitamento ad accogliere il nuovo parroco Don Tonino Fiozzo con lo stesso calore e apprezzamento dimostrato in precedenza.

Il Contesto Diocesano: Mons. Serafino Parisi e i Nuovi Incarichi

La Diocesi di Lamezia Terme è entrata in un "graduale processo di rinnovamento" sotto la guida del nuovo Vescovo, Monsignor Serafino Parisi, la cui nomina è stata annunciata il 23 aprile. Don Serafino Parisi, 60 anni, originario di Santa Severina, è stato ordinato sacerdote nel 1987. La sua ricca carriera include il baccellierato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, la licenza in Scienze bibliche al Pontificio Istituto Biblico, un dottorato alla Pontificia Facoltà di Teologia dell’Italia Meridionale e una laurea in filosofia all’Università Tor Vergata. Biblista e docente di greco del Nuovo Testamento, ebraico ed esegesi biblica presso l’Istituto Calabrese della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, è anche giornalista pubblicista e direttore di “Vivarium”, rivista di scienze teologiche.

Nel corso del suo ministero, Monsignor Parisi è stato parroco di Santa Maria Maggiore a Santa Severina, amministratore parrocchiale di San Tommaso d’Aquino ad Altilia di Santa Severina, vicario episcopale per la cultura e membro di diversi consigli diocesani. Ha inoltre guidato le parrocchie di San Nicola Vescovo di Cotronei e del Cristo Risorto a “Steccato” di Cutro, e ha rappresentato la Diocesi di Crotone-Santa Severina nella Commissione presbiterale diocesana. Attualmente, è titolare della parrocchia di San Dionigi e rettore della Basilica cattedrale di Crotone.

Il Messaggio del Vescovo Parisi alla Diocesi

Il processo di rinnovamento diocesano ha preso il via con l'incontro tra il Vescovo Parisi e i nuovi parroci, le cui nomine, stabilite a giugno dopo aver ascoltato i Vicari Foranei, prevedono l'insediamento nelle parrocchie dal primo ottobre. Monsignor Parisi ha ringraziato i sacerdoti per il loro impegno, esortandoli alla "premura pastorale" e augurando che "possiamo diventare tutti padri nella fede, generare altri alla fede in Gesù Cristo, scommettere la nostra vita sulla fede che ci è stata regalata, sulla fede che abbiamo voluto scegliere come orientamento della nostra esistenza, sulla fede che dobbiamo agli altri regalare coinvolgendoci tutti nell’unico abbraccio tenero di Dio".

Rivolgendosi "A tutta la Chiesa che vive in Lamezia Terme", Monsignor Parisi ha espresso gratitudine al Signore e al Santo Padre Francesco per la sua nomina episcopale, estendendo un "forte ed appassionato abbraccio nel Signore" a sacerdoti, religiosi e religiose, diaconi, seminaristi e fedeli laici. Ha sottolineato che "l’essenziale della vita è sentirci amati" e l'importanza di riscoprire la fede come relazione "con Dio, con i fratelli, con la nostra realtà calabrese". Una fede incarnata che, oltre i formalismi e il rischio di ridursi a pratiche esteriori, renda capaci di discernere la storia per trasformarla.

Nell'immagine di un abbraccio, il Vescovo vede il presbiterio e l'intera Comunità ecclesiale, invitando tutti - "sacerdoti, religiose e religiosi, catechisti, operatori pastorali, cristiani impegnati nella carità, insegnanti di religione e, in sintesi, tutti coloro che - come membra dello stesso corpo (cfr 1 Cor 12,12-27) - offrono il loro servizio nelle realtà parrocchiali" - ad essere parte di questo cammino. Ha promesso di accoglierli a braccia aperte, con tutte le sue energie al servizio di questa porzione di Chiesa. In particolare, ha invitato "i cari fratelli nel sacerdozio, religiosi e diaconi, ad affiancarlo nell’opera di testimonianza del Vangelo 'perché la Parola del Signore faccia la sua corsa e sia glorificata (Cfr 2Ts 3,1)'", esortandoli a essere, insieme a lui, "mani e voce di Cristo Risorto". Ha aggiunto che insieme ai fratelli e sorelle laici, si dovranno allargare le braccia gli uni verso gli altri, per essere presenza viva del Vangelo, capace di far "spuntare gemme di vita nuova per questa nostra terra".

Il Vescovo ha espresso fiducia nel sostegno di tutte le persone di buona volontà e nella collaborazione generosa delle Autorità civili, politiche e militari presenti sul territorio, ringraziandole con deferenza. Consapevole di inserirsi in una lunga tradizione di cultura e fede, ha salutato i fratelli vescovi Luigi Antonio Cantafora e Vincenzo Rimedio, che hanno preceduto il suo ministero, e ha ringraziato Mons. Giuseppe Schillaci, che "con la sua mitezza, ha inciso nel cuore di questa Diocesi un sigillo indelebile". Ha rivolto, infine, un pensiero di affettuosa gratitudine all'arcidiocesi di Crotone - Santa Severina, luogo della sua nascita e della maturazione della sua fede, vocazione e formazione. Concludendo, ha invitato i fedeli a camminare con lui in un "autentico cammino sinodale, seguendo le orme (Cfr 1Pt 2,21) che il Crocifisso Risorto ha impresso nella storia: sono tracce di vita, sono semi di speranza".

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