Nella giornata di sabato 15 agosto, in occasione dell'Assunzione di Maria, si è spento presso la Clinica Salus a Viterbo, all’età di 88 anni, don Tito Monanni. La sua scomparsa ha lasciato un profondo segno nel Presbiterio e nelle comunità che ha servito, in particolare ad Acquapendente, dove è ricordato con affetto e costernazione. Don Tito, nato a Ischia di Castro il 4 maggio, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno dopo una vita sacerdotale ricca e dedicata, caratterizzata da un instancabile ottimismo e una gioia contagiosa.
Vita e Ministero Sacerdotale di Don Tito Monanni
Dopo aver completato gli studi nel Seminario regionale della Quercia, Tito Monanni è stato ordinato prete il 28 giugno 1956. Da quel giorno, il suo ministero sacerdotale lo ha portato a servire diverse comunità della Diocesi di Viterbo-Tuscania.
Le Tappe del Servizio
Il suo percorso lo ha visto operare come Vicario Parrocchiale e poi come Parroco in numerosi paesi, tra cui Acquapendente (dove ha prestato servizio per ben 25 anni), Vetralla, Piansano, Blera e Grotte di Castro. Ogni incarico è stato vissuto con profonda dedizione e un amore sincero per le persone che incontrava.
La Passione per il Laicato e l'Azione Cattolica
Oltre al suo ruolo di parroco, don Tito Monanni ha ricoperto incarichi di grande rilevanza a livello diocesano, regionale e nazionale. È stato nominato Vicario Episcopale per il Laicato, una funzione che testimonia la sua viscerale passione per l'accompagnamento dei fedeli laici. Per lunghissimi anni è stato Assistente diocesano dell’Azione Cattolica Italiana, e ha svolto incarichi anche a livello regionale e nazionale, consapevole della necessità di promuovere un laicato maturo e impegnato a vivere l'esperienza di fede, l'annuncio del Vangelo e la chiamata alla santità. La Presidenza dell’Azione Cattolica di Viterbo ha desiderato ricordarlo e ringraziarlo, definendolo "il nostro prete del Concilio", che ha accompagnato i laici con costante presenza e guida.
Il suo ministero ha incluso anche il ruolo di Confessore al Santuario del SS. Crocifisso di Castro e di Cappellano delle Monache del Monastero di Ischia di Castro, suo paese natale.

L'Eredità Spirituale di un Testimone
Don Tito Monanni è stato una figura significativa e benvoluta, amata da tutti per il suo esempio di vita sacerdotale e il suo amore per la Chiesa. Il suo approccio al sacerdozio non era autoreferenziale, ma un "pane spezzato verso tutti", offrendo a chiunque la possibilità di incontrare l'abbraccio di Dio Padre.
Il Prete del Sorriso e dell'Ottimismo
"Non ho visto mai un pessimista che abbia concluso qualcosa di bene", diceva Papa Giovanni. Don Tito incarnava l'ottimismo e l'allegria, tratti che non erano solo espressione della sua indole naturale, ma frutto di un profondo lavoro interiore che lo portava a benedire la vita e a vedere il bene in ogni persona e situazione. Era il prete del sorriso, dalla battuta pronta, capace di comunicare serenità a chiunque lo incontrasse. "La vita è bella, ed è bello essere prete" è un'espressione che si sentiva spesso dalla sua bocca e che lui stesso ha saputo trasmettere con la sua testimonianza. Come ricordava il vescovo Lino Fumagalli durante l’omelia del suo funerale, "don Tito era prete ed era contento di essere prete".
Il Dialogo e la Disponibilità
Don Tito è stato il prete del dialogo, che ha saputo avvicinare tutti, ha voluto parlare con tutti e di tutti ha voluto essere amico. La sua rubrica telefonica, rigorosamente cartacea e rigonfia di foglietti volanti, testimoniava la sua capacità di tessere relazioni senza pregiudizi e di sposare centinaia di giovani. Era il prete della disponibilità, per tutti e sempre.
Il Ricordo della Comunità
Il suo impatto sulla comunità è stato profondo. Giordano Sugaroni di Acquapendente ha ricordato come suo padre Mauro, un comunista incallito, abbia scoperto grazie a don Tito la possibilità di instaurare un dialogo e iniziare un percorso di ricerca della Fede con spiritualità e sensibilità umana, ma soprattutto con la solidarietà. Fu proprio don Tito a spingerlo, nel 1982, a fondare la locale Sezione Avis, inaugurando un percorso di "gesti semplici e gratuiti" verso il prossimo. Questo dimostra come Don Tito ha lasciato un segno in chiunque lo ha conosciuto, perché, come diceva San Paolo VI, la Chiesa non ha bisogno di maestri ma di testimoni.
Il Vescovo Lino, il Presbiterio e l’intera Chiesa locale, mentre ringraziano il Signore per l’esempio di vita sacerdotale e di amore alla Chiesa che don Tito ci lascia, lo affidano a Lui perché gli conceda di entrare nella Sua casa dove per sempre “la nostra bocca si aprirà al sorriso e la nostra lingua si scioglierà in canti di gioia” (cfr. Sal 125,2). Anche se aveva compiuto 88 anni, rimarrà per tutti un prete giovane perdutamente innamorato di Dio.