Guida alla Redazione di una Relazione per il Triennio di Azione Cattolica

La relazione per il triennio di Azione Cattolica non è un semplice adempimento formale, ma un'opportunità fondamentale per l'associazione di riflettere sul proprio percorso, valutare i risultati raggiunti e delineare le future direttrici. Questo documento è il risultato di un profondo "cammino assembleare" che coinvolge tutte le componenti e le generazioni dell'associazione, offrendo una visione organica dell'impegno e della vitalità dell'Azione Cattolica.

L'anno associativo, infatti, è attraversato da un'esperienza che, pur essendo speciale, fa parte della vita ordinaria dell'associazione, ovvero il cammino assembleare, un intenso momento di corresponsabilità associativa da vivere a tutti i livelli. Il passaggio triennale richiede a tutti un impegno e una responsabilità maggiori, per fare in modo che la vita dell'associazione non si esaurisca nello sforzo di rinnovo delle "cariche" e nella riprogettazione delle linee programmatiche, ma possa continuare nel suo impegno di formazione delle coscienze, di evangelizzazione e nell'attività ordinaria al servizio delle Chiese locali e delle comunità civili.

Infografica: Ciclo di pianificazione e verifica triennale dell'Azione Cattolica

Il Cammino Assembleare: Cuore della Vita Associativa

Il momento assembleare è parte integrante dei ritmi di vita e di crescita dell'associazione. Esso è la garanzia dell'esercizio della corresponsabilità, intesa come presa in carico della vita associativa da parte di tutti. Condividere il cammino percorso e quello da fare, in ambito parrocchiale, diocesano, regionale e nazionale, è la prima delle buone pratiche per vivere in modo corale, condiviso e sostanziale l'individuazione di nuove responsabilità e la programmazione della vita associativa.

Fasi del Percorso Assembleare

Il percorso assembleare è un processo articolato che coinvolge tutte le espressioni dell'Azione Cattolica. Un esempio tipico delle tappe di questo cammino include:

  • Momento assembleare diocesano: Un incontro iniziale per la lettura e l'analisi dell'associazione a livello diocesano.
  • Consigli Parrocchiali preparatori: Momenti di riflessione in sede di consiglio parrocchiale, basati su documenti guida come "Vivere la fede, amare la vita - L’impegno educativo dell’Ac". Ogni riflessione deve pervenire al Consiglio Diocesano entro una data stabilita per contribuire alla stesura del documento assembleare diocesano.
  • Incontro con i Presidenti e gli Assistenti Parrocchiali con il Vescovo: Un momento di confronto e indirizzo per tutti i responsabili.
  • Incontri di gruppo sulla partecipazione attiva: All'interno della normale vita associativa, si programmano incontri particolari sul tema della partecipazione attiva, della democraticità e della corresponsabilità, nonché sui luoghi di vita associativa, per coinvolgere tutti i soci e non soci.
  • Assemblee parrocchiali: Le assemblee a livello locale, dove si vota e si condividono le relazioni.
  • Assemblea diocesana: L'assemblea a livello diocesano, in cui viene votato il documento assembleare diocesano che sarà poi inviato al centro nazionale.
  • Assemblea regionale elettiva: Un'ulteriore tappa del percorso democratico.

Nel documento assembleare diocesano confluiscono, in forma propositiva: elementi di verifica del triennio trascorso; ambiti d’impegno che sono stati oggetto di discussione e confronto nel consiglio diocesano; esigenze e bisogni che emergono dal vissuto parrocchiale e territoriale; ricchezze che l’associazione diocesana riconosce di avere e di poter offrire alla Chiesa locale e al territorio.

Preparazione dell'Assemblea Parrocchiale: Coinvolgere Ogni Membro

È importante che l'assemblea parrocchiale non sia una giornata isolata, ma arrivi alla fine di un percorso parrocchiale, anche minimo, che coinvolga tutti, dai più piccoli ai più grandi, attraverso i rispettivi gruppi. È necessario presentare a tutti i soci che votano per la prima volta la bellezza e il significato di questo momento, con i diritti e i doveri che ne conseguono.

Per i Bambini e i Ragazzi (ACR)

Le assemblee parrocchiali, svolgendosi nella prima parte dell’anno associativo, coincidono con i primi incontri dei gruppi ACR. In questa fase, può essere utile far riflettere i più piccoli sul "di più" che viene dalla scelta di vivere e mettersi a disposizione dell’Azione Cattolica, attraverso la responsabilità associativa che ogni triennio si rinnova. Tale iniziativa può consistere anche in un breve momento in cui i ragazzi, con varie modalità inerenti alle diverse fasce d’età, saranno chiamati a scrivere un messaggio rivolto ai più grandi, per rendere più bello ed efficace il cammino dell’ACR. Tale messaggio verrà letto o presentato in un momento specifico all’interno dell’assemblea parrocchiale. L'acronimo ACR sta per "Azione Cattolica dei Ragazzi", un'espressione che sottolinea come l'esperienza associativa appartenga ai bambini e ragazzi che ne fanno parte, promuovendo il loro protagonismo e la centralità della loro vita con gioie, affetti, sogni e paure. L’Azione Cattolica ha sempre alimentato, da cinquant'anni, la vita della sua articolazione più giovane su questo punto fermo.

Per Giovanissimi e Giovani

I giovanissimi sono abbastanza grandi per dedicarsi almeno un incontro per riflettere sulla vita associativa in parrocchia, per individuare alcuni limiti, alcune cose belle e alcune proposte. Il loro contributo di gruppo può essere portato e letto in assemblea parrocchiale, davanti a tutti gli altri. Gli educatori dovranno fare attenzione a che siano coinvolti anche i simpatizzanti, che non possono votare. Anche se non possono scegliere i loro consiglieri parrocchiali, possono ampiamente contribuire alla qualità della vita associativa. I giovani, come gruppo o anche insieme ai giovanissimi, sono chiamati ad arrivare all’assemblea con una compiuta analisi della vita associativa e con proposte concrete per farla crescere. In particolare, sono chiamati a rappresentare nodi e possibili soluzioni affinché l’AC sia una proposta a misura di giovani, adeguata ai tempi di vita delle nuove generazioni.

Per gli Adulti

Anche per gli adulti sarebbe consigliabile precedere l’assemblea parrocchiale con almeno uno o due momenti di gruppo in cui interrogarsi sulla vita associativa parrocchiale e, più in generale, sullo "stato di salute" della comunità e sui bisogni che provengono dal territorio. In particolare, gli adulti possono realizzare un approfondimento sulla responsabilità educativa verso le nuove generazioni (con numerosi materiali disponibili sulle riviste associative) e mettere in cantiere alcune proposte programmatiche per il prossimo triennio relative ad alcune dimensioni della vita (famiglia, impegno sociale dei laici, attenzione alla politica).

Lo Svolgimento dell'Assemblea: Momenti Chiave e Suggerimenti

L'assemblea, in quanto esperienza di comunione e democraticità, dovrebbe essere vissuta con gioiosa serietà, valorizzando ogni momento per rafforzare i legami e promuovere la missione dell'AC.

Struttura e Iter

I momenti principali che compongono l'assemblea sono:

  • Un momento di preghiera ben curato, guidato dall’assistente parrocchiale e incentrato sull’ascolto della Parola di Dio, anche riprendendo l’icona dell’anno, come "Voi siete la luce del mondo".
  • Il saluto del referente del centro diocesano, che può illustrare il significato profondo del percorso democratico dell’associazione, declinando soprattutto l’idea di laico corresponsabile su cui si fonda.
  • Una breve relazione del presidente parrocchiale uscente, a cui si associano le piccole relazioni dei gruppi (se preparate nell’itinerario preparatorio) e il dibattito libero.
  • La presentazione delle persone che intendono fornire la propria disponibilità per il consiglio parrocchiale.
  • Il momento del voto, che si raccomanda di curare affinché si svolga con gioiosa serietà, in un seggio vero. Una piccola commissione elettorale esegue lo spoglio e comunica all’assemblea gli eletti.
  • La conclusione con un momento di fraternità, come un pranzo, una cena, o almeno un dolce da condividere, per rafforzare i legami.

Rendere l'Assemblea un'Esperienza Memorabile

Per arricchire l'esperienza assembleare e renderla ancora più significativa:

  • Curare l’ambiente in cui si svolgerà l’assemblea, tappezzandola dei manifesti dell’anno associativo o di tutti quelli del triennio che si sta chiudendo, sistemando dei cartelloni con le foto delle attività fatte e dei soci, lasciando magari lo spazio per la foto dell’assemblea elettiva che si sta svolgendo.
  • Si potrebbe pensare di celebrare, durante l’assemblea, l’aderente più anziano o chi vota da più tempo, lasciando che venga raccontato il modo in cui si svolgeva il momento delle votazioni nel passato.
  • Sarebbe bello se venissero presentati all’assemblea tutti i presidenti parrocchiali del passato, lasciando loro il tempo di un breve saluto. Altrettanto significativo è il ricordo nella preghiera di chi non c’è più.
Foto: Partecipanti di diverse generazioni all'assemblea parrocchiale di Azione Cattolica

Il Contenuto della Relazione: Dieci Punti di Riflessione

La relazione triennale deve essere il frutto di una profonda riflessione sulla vita associativa, un "bilancio" arricchito da "prospettive" e dall'esperienza personale. Ecco dieci modi per dire assemblea, ovvero dieci domande guida per il consiglio parrocchiale e per la redazione del documento, che permettono di coprire tutti gli aspetti fondamentali:

  • 1) Verifica: Come sintetizzare il cammino del triennio che si sta chiudendo? Quali limiti sono emersi e quali prospettive si aprono per il futuro?
  • 2) Progetto: Quale è il nostro compito nella Chiesa? Come perseguirlo oggi? Quali sono i nostri riferimenti certi e quali gli obiettivi prioritari per il prossimo triennio?
  • 3) Democrazia: Come alimentare la partecipazione alla vita associativa e alla vita della Chiesa? Come valorizzare il nostro itinerario assembleare e quale valore può avere da un punto di vista civile e culturale?
  • 4) Novità: Quali sono le sfide che interpellano oggi in modo originale e nuovo l’associazione? Quali strumenti abbiamo già a disposizione e quali sono da costruire?
  • 5) Storia: Cosa ci portiamo nello zaino della nostra storia? Quale la lezione da apprendere dal nostro passato?
  • 6) Relazioni: Riusciamo a trasmettere l’idea di una proposta alla portata di tutti, fondata sulle relazioni e sul dialogo intergenerazionale?
  • 7) Ascolto: Siamo disposti ad ascoltare tutti i protagonisti della vita associativa (i piccoli, gli educatori, i simpatizzanti, anche gli ex soci…)?
  • 8) Futuro: Crediamo che la proposta associativa abbia qualcosa da dire al futuro della nostra comunità e della società?
  • 9) Preghiera: Riusciamo ad essere comunione e testimonianza ancorandoci ad una intensa vita spirituale?
  • 10) Legame: Questa esperienza può aiutarci ad alimentare il senso di appartenenza all’Azione Cattolica, con maggiore consapevolezza dei legami con la Chiesa diocesana e della dimensione nazionale dell’AC?

Lo Spirito della Relazione: le "Cinque Parole Chiave"

La stesura della relazione, pur dovendo essere analitica e strutturata, dovrebbe essere permeata da uno spirito di fede, servizio e visione per il futuro. Le seguenti cinque parole chiave, intrinseche all'identità dell'Azione Cattolica, possono guidare la riflessione e la stesura del documento:

1. La Cura

La cura si manifesta come dedizione e abilità di mettere l’altro al primo posto; è capacità di ascolto, prossimità, rispetto e attenzione particolare verso le fragilità. Richiede pazienza e sensibilità umana. È fondamentale continuare a rafforzare i legami tra i membri e con chi si incontra sul proprio cammino, per riconoscere le domande di senso e puntare all’essenziale, al fine di essere "sale e dare sapore alla vita".

2. L'Unitarietà

L’unitarietà è sempre una sfida, soprattutto nel garantire che le giovani generazioni possano fare esperienze autentiche che favoriscano la crescita, riconoscendo l'AC come un luogo giusto per tali esperienze. È importante continuare a coltivare spazi di dialogo tra le generazioni e a credere nel protagonismo dei ragazzi, trovando modi e luoghi di incontro e di crescita nella reciprocità.

3. Il Saper Andare Oltre

Il saper andare oltre significa superare gli orizzonti conosciuti, superare i propri limiti, facendosi forza per un bene superiore. Nessuno possiede a priori le capacità di accompagnare gli altri, ma si impara insieme, "sul campo", mettendo a frutto le potenzialità personali e valorizzando le capacità riconosciute in chi sta accanto. È un invito a camminare insieme con coraggio e fiducia, senza rassegnarsi, con occhi che sanno guardare dentro e lontano.

4. La Responsabilità

La responsabilità fa parte dell’identità dell'AC: la partecipazione democratica abilita a scegliere insieme la strada giusta, ad assumersi impegni, a crescere nella partecipazione dentro la Chiesa, nei luoghi di lavoro e nella società, inclusa l'impegno politico. La responsabilità e la consapevolezza della necessità di ricambiare quanto ricevuto hanno dato coraggio a chi ha svolto il proprio servizio a livello parrocchiale e diocesano.

5. Il Documento Assembleare

Il documento assembleare che si è chiamati a definire e approvare parte da queste premesse ed esperienze e intende rilanciare il senso di un’appartenenza, le priorità e l’impegno laicale, alla luce degli orientamenti dell’Azione Cattolica Italiana e delle indicazioni del Vescovo. L'Assemblea parrocchiale è un momento fondante della vita associativa (nazionale, diocesana e parrocchiale): quando è convocata si rende visibile, in maniera piena, l’essere associazione. È prima di tutto espressione di comunione e di incontro tra generazioni ed esercizio fondamentale di democraticità.

Esempi di Attività e Contributi da Includere nella Relazione

La relazione deve illustrare la ricchezza del triennio attraverso la descrizione delle attività significative che hanno caratterizzato la vita associativa. Tra queste, si possono menzionare:

  • Itinerari di spiritualità e momenti di formazione, magistralmente animati dagli assistenti diocesani e parrocchiali.
  • Giornate e feste diocesane e parrocchiali, sempre ben partecipate e che hanno coinvolto anche i ragazzi, grazie all’impegno diretto dei responsabili parrocchiali ACR.
  • Campi scuola estivi, gite, camminate e pellegrinaggi, fortemente voluti e organizzati con passione.
  • Veglie di preghiera e animazione di momenti liturgici come la Via Crucis a livello parrocchiale e le Quarantore a livello diocesano e parrocchiale.
  • Corsi di formazione per adulti, realizzati anche grazie a collaborazioni con enti diocesani.
  • Iniziative parrocchiali realizzate spendendosi nel servizio liturgico, di animazione e di disponibilità per qualsiasi necessità, secondo le possibilità e le abilità dei singoli aderenti e del gruppo.

È importante evidenziare come queste attività abbiano contribuito alla maturazione di fede e umana delle persone, rendendo l'Azione Cattolica una "famiglia accogliente che vive e cresce nella fede, nella testimonianza di vita bella, nell’esperienza di comunità, nutrendosi di passione associativa e di servizio disinteressato e costante, per rispondere alle necessità della parrocchia e del territorio".

Foto: Gruppo di giovani dell'Azione Cattolica durante un'attività formativa all'aperto

Risorse Utili per la Redazione

Per supportare la stesura della relazione e del documento assembleare, è consigliabile consultare i seguenti materiali:

  • Lo Statuto dell'Azione Cattolica, con gli articoli inerenti il consiglio parrocchiale e il presidente parrocchiale.
  • Il Documento preparatorio specifico per il triennio, contenente le linee programmatiche.
  • L'Atto normativo diocesano.
  • Articoli e pubblicazioni delle riviste associative come "SegnoPer", che offrono spunti e approfondimenti sulla vita associativa e le assemblee. Esempi includono:
    • Brundu Michela, È tempo di assemblee parrocchiali, in SegnoPer 3 (2007), pp.56-59.
    • Sbriscia Stefania, Responsabile: voce del verbo…, in SegnoPer 5 (2007), pp.12-13.
    • Brundu Michela, Un compito difficile, ma bello, in SegnoPer 1 (2008), pp.1-5.
    • Graziano Maria, L’agenda del buon presidente, in SegnoPer 1 (2008), pp.6-9.
    • Martini Fabiana, Una casa di amici, in SegnoPer 3 (2008), pp.1-3.
    • La Sala Nicola, Un luogo profetico, in SegnoPer 2 (2009), pp.20-21.
    • Dovis Fabio, Al centro la cura dei legami, in SegnoPer 4 (2009), pp.6-10.
    • La Sala Nicola, Un’identità relazionale, in SegnoPer 4 (2009), pp.11-13.
    • Stocchi Giovanna, Confrontarsi per vedere meglio, in SegnoPer 1 (2010), pp.30-31.
    • Doni Filippo, Una storia al plurale, in SegnoPer 1 (2010), pp.32-37.
    • Miano Franco, Una storia di relazione, in SegnoPer 1 (2010), pp. 22-23.
    • Miano Franco, Il presidente parrocchiale, in SegnoPer 2 (2010), pp.20-21.
    • Miano Franco, L’Assemblea parrocchiale, in SegnoPer 4 (2010), pp.16-17.
    • Mandolini Laura, Un grande futuro dietro le spalle, Segno 2 (2008), pp. 12-13.

Ringraziamenti e Prospettive Future

Una parte della relazione dovrebbe essere dedicata ai ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito alla vita associativa: vescovo, assistenti, responsabili diocesani e parrocchiali, soci, educatori, e tutti coloro che con dedizione, fedeltà e passione hanno animato l'associazione. È un'occasione per esprimere gratitudine per il sostegno ricevuto, per il coraggio nell'esplorare nuove strade e per la vicinanza dimostrata.

La relazione dovrebbe anche volgere uno sguardo al futuro, riconoscendo le sfide, come la difficoltà di allargare la partecipazione, di coinvolgere gli adulti nella fascia 30-60 anni o di avere tutti i settori al completo. Nonostante le fragilità, è fondamentale mantenere una prospettiva di speranza e rinnovato impegno, con la consapevolezza che "aspetta i tempi giusti per rigermogliare e rifiorire" e che è necessario il coraggio di "uscire verso l’altro per camminare insieme". L'associazione è chiamata a essere "sale della terra" e a "rendere visibile l'opera incessante di Dio nel mondo" attraverso le proprie opere, parole e gesti, sempre al servizio della Chiesa e del bene comune.

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