Con il festoso canto “Tanti auguri a te” e un prolungato applauso, la comunità parrocchiale **“Cristo Redentore” di Recanati** ha festeggiato il primo gennaio gli 80 anni del parroco **Don Rino Ramaccioni**, al termine della messa vespertina. Questa cerimonia semplice ha richiamato molti fedeli e amici, animata dal coro parrocchiale, tutti stretti attorno a **Don Rino**, sacerdote amatissimo e stimato per la sua mitezza, carità e bontà, augurandogli una lunga vita di apostolato.
**Don Rino** ha iniziato la celebrazione ringraziando i parrocchiani per la partecipazione, ricordando i temi a lui cari affiancati sempre alla fede ed alla preghiera, quali la carità, la pace, la giustizia sociale e gli aiuti concreti alle tante forme di povertà. È seguito quindi un momento di festa e condivisione in un noto ristorante cittadino con la presenza del fratello, sorella, nipoti e paesani di **Don Rino**, confratelli ed esponenti del clero, del volontariato, oltre a benefattori e parrocchiani, molti da Tolentino, ed amici dei campi scuola, con tanto di torta di compleanno su cui facevano bella mostra le candeline con il numero “80”.
Biografia e Percorso Sacerdotale di Don Rino
**Don Rino Ramaccioni**, nato a Pollenza il primo gennaio 1939, è stato ordinato sacerdote il 22 maggio 1965 dal cardinale Fernando Cento, anch’esso di Pollenza. Nello stesso giorno furono ordinati anche don Giancarlo Vecerrica, don Agostino Cartechini e don Francesco Cocilova. Un mese più tardi il vescovo Cassulo lo assegnò alla parrocchia della cattedrale a Tolentino, dove era parroco don Pietro Cartechini. La sua prima missione fu quella di occuparsi dell’oratorio e seguire i giovani che lo frequentavano, mettendo in pratica gli insegnamenti di sacerdoti quali don Mazzolari, don Milani e il religioso Carlo Carretto.
Così com’era andato a incontrare i giovani, **Don Rino** nei primi anni ’70, quando iniziarono le agitazioni nelle fabbriche e una lunga stagione di scioperi, incominciò ad avvicinare anche gli operai, facendo nascere a Tolentino il **Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (Mlac)**.
Il 22 maggio **Don Rino** ha celebrato anche l’anniversario dei suoi sessant’anni di sacerdozio, vissuti "fuori dalla sacrestia", accanto ai giovani, agli operai, ai poveri, con un cuore sempre acceso dalla passione evangelica per la giustizia e la pace. Per l’occasione, domenica alle 11.15, ha presieduto lui stesso la messa di ringraziamento nella **parrocchia di Cristo Redentore a Recanati**, seguita da un pranzo di beneficenza presso i frati Cappuccini. Il vescovo Marconi non è stato presente per rispetto della tradizione che vuole il sacerdote protagonista nella celebrazione del proprio giubileo.

Impegno Pastorale e Iniziative Sociali
Dire chi è **Don Rino** è compito arduo e difficile. Non riusciamo a citare tutti i settori a cui ha dato vita, in cui si è impegnato: **Operazione Emmaus**, campi di lavoro, campi scuola, **Movimento Lavoratori**, **Rete Radié Resch**, **Sermit**, **Sermirr**, adozioni a distanza, **Marcia per la pace Recanati-Loreto**, ritiri spirituali, primo venerdì del mese all’Abbadia di Fiastra, settimane sociali, pastorale del lavoro, beatificazioni, etc.
Nel 1992 nacque il **Sermit (Servizio Missionario Tolentino)**, per adozioni a distanza e progetti di solidarietà verso i poveri del Terzo Mondo, a seguito di una visita del gruppo del Movimento Lavoratori al Sermig di Torino fondato da Ernesto Olivero.
Nel 1999 si costituisce il **Comitato di Quartiere di “Villa Teresa”**, attiguo alla parrocchia, con Giuseppe Nobili, Luciano Fuselli e Paolo Accattoli, i presidenti che si sono succeduti in questi 20 anni di attività. Sempre nel 1999 nasce il **Sermirr**, l’onlus per le adozioni a distanza e progetti di solidarietà per aiutare i poveri lontani nei paesi del Terzo mondo, e la **“Marcia della Giustizia e della Pace Recanati-Loreto”**, un’esperienza molto seguita quale segno e gesto di solidarietà per sconfiggere l’indifferenza che attraversa molti casi di ingiustizia e di guerra, alla quale hanno partecipato personaggi di rilievo come Don Ciotti, il giudice Caselli, Zichichi, don Merola, Ernesto Olivero, Mons. Bregantini, la giornalista siriana Asmae Dachan, il prof. ast. t.
Ma “Chiesa” sono soprattutto le persone, dice **Don Rino**, ecco sorgere il **“Consiglio Pastorale Parrocchiale”** il quale provvede a concretizzare il Programma Pastorale. Dal 2017 la parrocchia è unita a Chiarino costituendo la dodicesima Up (Unità Pastorale). Sono tante le persone che si offrono per i vari servizi in parrocchia e per organizzare la carità verso i poveri che passano, e anche verso i poveri lontani nei Paesi del Terzo mondo. Nel 2010 nasce la **Caritas** per la raccolta e distribuzione di viveri e vestiti, per la raccolta del pane da quattro panifici e della frutta nella Valdaso.
Il Giubileo della Parrocchia Cristo Redentore di Recanati
Il 2019, iniziato con l’ottantesimo compleanno di **Don Rino**, è stato un anno importante per la **Parrocchia “Cristo Redentore”**, in quanto ha segnato il mezzo secolo di vita, ovvero il **“Giubileo della Parrocchia” (1969-2019)**. Con decreto del 2 febbraio 1969 a cura del vicario capitolare don Alessandro Donini, con don Dino Issini nominato parroco economo, è stata canonicamente eretta a Villa Teresa la nuova **Parrocchia a “Cristo Redentore”**. Per tale ricorrenza, il 2 febbraio 2019, Radio Maria ha trasmesso il rosario dalla **Parrocchia “Cristo Redentore”**, pregando per tutte le Parrocchie del mondo.
Ricorrono sempre nel 2019: i 20 anni della costituzione del Comitato di Quartiere “Villa Teresa” dove ha sede la parrocchia, i 20 anni del Sermirr e della Marcia della Giustizia e della Pace “Recanati-Loreto” il cui appuntamento era fissato per il 26 gennaio 2019.
Restyling e Manutenzione della Chiesa di Recanati
In questi 22 anni, **Don Rino** ha operato un vero e proprio restyling della **Parrocchia Cristo Redentore**, da un punto di vista materiale, sociale e spirituale: dai banchi nuovi, ai vetri con la “Via Crucis” sulle finestre e le Beatitudine sui vetri delle porte. Ha acceso un mutuo di 169mila euro, estinto poi nel 2016, per il restauro dei muri interni alla chiesa. Ha promosso l’apertura dell’Oratorio, uno spazio esterno con giochi sul boschetto vicino al cortile preparato con tanto amore da molti giovani, dismesso poi nel 2013 per permettere la costruzione di un Supermercato, nonostante le manifestazioni della gente della parrocchia contro la decisione della Giunta comunale.
Il vescovo Nazzareno Marconi ha presieduto il Rito di Benedizione per l’apertura del cantiere di lavoro presso la **chiesa Cristo Redentore di Recanati**. La chiesa venne costruita 54 anni fa, il 2 febbraio 1969, con decreto del vicario capitolare della curia vescovile, don Alessandro Donini. I lavori di manutenzione straordinaria del complesso parrocchiale consisteranno nel ripristino delle coperture soggette a infiltrazioni di acque meteoriche e, parzialmente, nel restyling degli interni. I lavori sono finanziati per il 70% dal contributo economico della Conferenza Episcopale Italiana e per il 30% da quello della **parrocchia Cristo Redentore di Recanati**.
I lavori di impermeabilizzazione del tetto sono stati avviati. Questo intervento è necessario poiché non è raro che, con precipitazioni copiose, si debba intervenire con dei secchi per raccogliere l’acqua piovana. Fatto il tetto, che non comporterà alcun disagio nello svolgimento delle funzioni religiose, si passerà all’interno della chiesa dove sarà completamente smantellato il soffitto dal materiale apposto a suo tempo per favorire l’insonorizzazione della chiesa poiché, nel corso degli anni, si sono via via staccati numerosi frammenti. Si approfitterà per rimuoverlo del tutto e tinteggiare di chiaro il soffitto per dare più luce alla chiesa. Si è ragionato anche come sistemare l’altare, oggi costituito da un tavolo in legno, e magari cercare arredi da altre chiese, oggi chiuse, per dotare **Cristo Redentore** almeno di un grande crocifisso.

Il Libro di Don Rino: "Lo zibaldone di un... tras-curato di città"
**Don Rino** ha scritto anche un libro dal titolo curioso e autoironico: **"Lo zibaldone di un... tras-curato di città"**, una raccolta di pensieri, episodi, fotografie e testimonianze che attraversano decenni di impegno pastorale. Il titolo gioca con il riferimento leopardiano ma nasce da un episodio concreto: un industriale, anni fa, lo accusò di non essere mai in parrocchia. "Allora sono andato in collina, ho fotografato Tolentino da lontano, e ho messo accanto la frase del Vangelo: "Ho altre pecore che non sono di questo ovile"".
Il volume - 280 pagine, molte fotografie, autoprodotto - è stato inviato anche a tutti i vescovi marchigiani, nella speranza - confessa - "che possa accendere qualche coscienza".
La Chiesa di Cristo Redentore a Monsummano Terme: Architettura e Simbolismo
La **Chiesa di Cristo Redentore** si trova in frazione Le Case del Comune di Monsummano Terme. È stata aperta al culto il 30 giugno del 2001, progettata dagli architetti Maurizio Cerchiai e Ornella Vezzani di Pescia, con l’assistenza in cantiere del geometra Maurizio Niccolai. L’esperienza della costruzione di una nuova chiesa per una comunità parrocchiale è certamente singolare. Per certi aspetti l’attesa assomiglia a quella della nascita di un essere vivente. Con questa differenza: al bambino è la natura che provvede in tutto, mentre nella costruzione di una nuova chiesa bisogna partire con idee precise e durante la costruzione ci vuole un’assistenza continua, un contributo incessante di soluzioni.
Gli architetti Maurizio Cerchiai e Ornella Vezzani sono partiti da un’idea originale, quella del pesce, simbolo di Cristo. Intorno a questa idea è andata crescendo per la loro competenza, ed anche attraverso suggerimenti ed apporti, la nuova chiesa con gli ambienti pastorali. Alla fine è stata grande la soddisfazione di trovarsi una chiesa veramente nuova, ma insieme leggibile anche dalle persone più umili; una chiesa spaziosa, senza mancare di raccoglimento; una chiesa semplice nelle linee, come nella tradizione toscana, e nello stesso tempo solenne.
Architettura della Chiesa
Un’idea ispiratrice semplice ed efficace, quella del pesce, tradizionale figura cristologica, dà forma alla pianta della nuova chiesa e fornisce la base su cui edificare nel rispetto della tradizione. Nel medioevo si usava tracciare la pianta di un edificio sacro sulla falsariga di un disegno simbolico e poiché la chiesa è vista come il corpo di Cristo, spesso si trovano impianti a carattere antropomorfico. Ma anche il pesce è antichissimo simbolo di Cristo. Qui viene ripreso per dar vita al disegno della pianta della chiesa attraverso l’elaborazione geometrica dell’intersezione di cerchi. Il simbolo è reinterpretato con un garbato linguaggio moderno che si esprime nel disegno architettonico, nella scelta dei materiali, nell’articolazione del luogo liturgico. La scelta di porre a motivo ispiratore un disegno di valore simbolico diventa qui motivo di feconda produzione architettonica.

«Filtrando quanto ci ha trasmesso la storia dell’arte sulle chiese - scrivono i progettisti, gli architetti Maurizio Cerchiai e Ornella Vezzani - abbiamo reinterpretato la semplicità e la robustezza dello stile romanico e la simbologia dello stile barocco per giungere a una tipologia di chiesa nuova, ma che porta in sé la memoria di stili storici». Le richieste del committente e le caratteristiche del luogo, in cui assume importanza la presenza sullo sfondo di una cava, costituiscono gli altri elementi che informano e motivano la progettazione.
La forma della chiesa richiama il pesce che per i primi cristiani simboleggiava il “Cristo”, e si caratterizza per la presenza di tre cappelle laterali distinte dalla chiesa da un percorso interno nella quale trovano sistemazione il fonte battesimale, la penitenzeria e la cappella del Santissimo, che ha anche la funzione di cappella feriale. Nelle cappelle ci sono vetrate artistiche che caratterizzano con diversi colori la destinazione delle stesse: nella cappella del battesimo predomina l’azzurro, in quella della Penitenza il viola e in quella del Santissimo il giallo.
All’interno della chiesa, nell’abside, si trova una statua bronzea di 4 metri dello scultore Jorio Vivarelli, raffigurante il titolare della chiesa (Cristo Redentore). Nell’aula liturgica sono state collocate quindici vetrate artistiche circolari raffiguranti i dodici apostoli, S. Paolo, S.
L’accostarsi di volumi di diversa altezza, i corsi orizzontali e diagonali dei blocchetti di copertura di due colori diversi, il porticato, il campanile triangolare in pianta e che si restringe nella parte alta; tutto questo offre prospettive cariche di suggestione e di rimandi alla memoria antica. La forma non appare conclusa, non si apprezza come una semplice proposizione geometrica, bensì come un complesso che sembra cresciuto nel tempo, come si vede nel sommarsi e giustapporsi di volumi nei villaggi antichi. La chiesa si presenta come un organismo in crescita. Dall’aula liturgica si staccano come appendici altri elementi nei quali trovano posto la sacrestia da un lato, tre cappelle dall’altro lato. Le linee curve in dialogo serrato si espandono dando luogo a un cortile interno e i locali pastorali. Il sagrato antistante la facciata principale della chiesa si conclude con due spicchi di prato triangolari.
Il vecchio soffitto a cassettoni, caratteristico di tante chiese storiche, viene ripreso e rielaborato in forme moderne grazie all’uso del legno lamellare.

Il Commento del Vescovo sulla Costruzione
Il Vescovo ha descritto l'esperienza della costruzione come "COME UN PARTO MERAVIGLIOSO". Negli ultimi cinquant’anni l’esperienza della costruzione di nuove chiese non è stata esaltante: spesso l’originalità è andata a scapito di tutto il resto; non di rado la povertà è decaduta in sciatteria. Chi entra nella nuova chiesa di Cristo Redentore a le Case di Monsummano Terme si trova davanti quel tocco di preziosità suggerito dalla consapevolezza che non si costruisce solo per il presente ma anche per il futuro, che la chiesa non è semplice luogo per radunare le persone ma è la casa di Dio, autore della bellezza e che bisogna sforzarsi di non demeritare di Lui. I secoli cristiani ci hanno consegnato chiese splendide. Pur senza scopiazzare e profittando della sensibilità e dei materiali del tempo presente, la nuova chiesa di Cristo Redentore sembra un contributo importante alla storia dell’edilizia sacra della nostra regione. Un grazie di cuore agli architetti, alla ditta costruttrice e a quanti hanno contribuito con la loro generosità.
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