Mauro Biglino è un saggista e ricercatore indipendente che si dedica allo studio della storia antica, con una particolare attenzione all'Antico Testamento. Traduttore dall'ebraico masoretico, ha lavorato per anni per le Edizioni San Paolo, curando la traduzione di diciassette libri della Bibbia.

Chi è Mauro Biglino: Dalla Traduzione Cattolica alla Ricerca Indipendente
Dopo aver completato gli studi classici, Biglino ha intrapreso lo studio dell'ebraico in età adulta con l'obiettivo di accedere direttamente ai testi da cui deriva la religione più influente dell'Occidente, il giudaico-cristianesimo. La sua collaborazione con le Edizioni San Paolo è iniziata tramite un confronto sulle traduzioni pubblicate nella collana "Bibbia Ebraica Interlineare". Dopo un'attenta verifica del suo lavoro, la casa editrice cattolica gli ha affidato incarichi redazionali e successivamente vere e proprie traduzioni, portandolo a tradurre diciassette libri dell'Antico Testamento in due volumi.
Nel 2010, ha deciso di pubblicare un libro autonomo in cui ha esposto tesi diametralmente opposte alla dottrina cattolica, portando alla rottura del rapporto di collaborazione con il suo editore.
La metodologia "Facciamo finta che"
Opere come "La Bibbia non parla di Dio" e molti altri libri di Biglino si basano sul metodo del "facciamo finta che" ciò che è scritto nella Bibbia sia esattamente quello che gli autori originali intendevano dire. Questo approccio presenta la Bibbia come un libro di storia, privo di allegorie e interpretazioni teologiche, ma ricco di sorprendenti materialità e cruda concretezza. Biglino sottolinea l'incertezza riguardo all'identità degli autori dell'Antico Testamento, al periodo di stesura e alla lingua originale, evidenziando come il testo attuale sia il risultato di innumerevoli traduzioni che nei secoli hanno profondamente alterato il messaggio iniziale.
La Rilettura dei Testi Biblici: Nessuna Allegoria, Solo Materialità
Le analisi di Biglino hanno generato un notevole numero di dibattiti teologici, esegetici e interpretativi, spesso discussi anche nei suoi numerosi video su YouTube. Un successo significativo per Biglino è arrivato nel 2016, quando la Conferenza Episcopale Tedesca ha modificato un versetto del libro di Isaia, considerato una profezia della venuta del Cristo, dopo che Biglino sosteneva da anni che la teologia avesse travisato alcune parole, declinandole erroneamente al futuro.
Nel corso degli anni, l'interpretazione e la traduzione della Bibbia hanno subito modifiche significative, riflettendo l'avanzamento degli studi linguistici e storici. Recenti pubblicazioni bibliche hanno confermato diverse osservazioni di Mauro Biglino, in particolare riguardo alla presunta profezia di Isaia 7:14 e alla traduzione di termini chiave come yam suf (mare di canne) e almah (giovane donna).
La Controversia sulla Profezia di Isaia 7:14
Uno degli argomenti più dibattuti riguarda la presunta profezia di Isaia sulla nascita di Gesù. Per secoli, le traduzioni cristiane hanno interpretato il termine almah come "vergine", suggerendo un riferimento a Maria. Biglino evidenzia come la parola ebraica עַלְמָ֗ה ('al·māh) sia preceduta dall'articolo determinativo הָ, indicando qualcosa di specifico e presente, e che הָרָ֖ה (hā·rāh) non sia un verbo al futuro, ma un aggettivo che significa "incinta". Secondo Biglino, il contesto non suggerisce una profezia a lungo termine, ma un evento contemporaneo al re sotto assedio.
Il "Mare di Canne" contro il "Mar Rosso": "Yam Suf" e il suo vero significato
Un altro esempio di correzione nelle traduzioni riguarda il termine yam suf, tradizionalmente reso come "Mar Rosso". Biglino, e più recentemente alcune nuove versioni bibliche, lo traducono correttamente come "mare di canne" o "mare di giunchi". Le acque di yam suf sono descritte come temporaneamente ritirate da un forte vento, permettendo agli Israeliti di attraversare il fondale asciutto. Questa descrizione, secondo Biglino, è compatibile con fenomeni naturali in bacini poco profondi, ridimensionando l'elemento miracoloso a favore di una narrazione storicamente e scientificamente più plausibile.

Yahweh e i Malakhim: Esseri Corporali e Localizzati
Un aspetto centrale della lettura letterale della Bibbia proposta da Biglino è la costante localizzazione fisica del YHWH. Questi non è presentato come un'entità onnipresente e astratta, ma come un essere che si muove nello spazio, si manifesta in luoghi specifici e interagisce fisicamente con i suoi interlocutori. I malakhim, spesso tradotti come "angeli", non sarebbero esseri spirituali, ma individui in carne ed ossa che camminano, mangiano, si stancano e interagiscono fisicamente con gli esseri umani. Ad esempio, in Esodo 23:20-30, YHWH invia un malakh per guidare gli Israeliti, con funzioni che assomigliano a quelle di un comandante militare. In Genesi 16, il malakh che incontra Agar è descritto come un essere che cammina nel deserto e le pone domande.
Questi episodi, secondo l'analisi di Biglino, delineano un YHWH non onnisciente né onnipresente, che agisce attraverso messaggeri che devono muoversi fisicamente per eseguire ordini, portando a una visione della Bibbia radicalmente diversa da quella tradizionale: il Dio biblico è localizzato, opera tramite esseri corporei e si muove all'interno di un quadro materiale e strategico.
Elohim: Una Pluralità Negata
Bigino sottolinea come il termine 'ĕ·lō·hîm (plurale) venga tradizionalmente tradotto con "Dio" (singolare), nonostante l'esegesi ebraica stessa affermi che nella lingua biblica non esista un termine con il significato di "Dio" inteso come oggetto di venerazione. Questo concetto, secondo Biglino, sarebbe mutuato dalla teologia greca e applicato forzatamente ai testi ebraici. Nelle sue traduzioni, Biglino preferisce renderlo sempre come "gli 'ĕ·lō·hîm", anche quando il termine regge un verbo al singolare, per mantenere l'obiettività e riflettere la pluralità intrinseca del termine.
Connessioni Cosmiche: Yahweh e Sirio
Un'affermazione particolarmente interessante proviene dal Corano, nella Sura 53:49, dove si legge che "Allah è il signore di Sirio", suggerendo un collegamento diretto tra la divinità e un punto preciso del cielo. Questa idea, secondo Biglino, è rafforzata da altri passi delle Scritture bibliche. Nel Salmo 24, si parla di "porte" che si aprono sull'olam (il non conosciuto), attraverso cui Yah·weh passava con il suo kā·ḇō·wḏ per andare in una destinazione precisa. Questa localizzazione celeste trova riscontro nelle tradizioni di altre civiltà, come gli Egizi che veneravano Sirio. Il collegamento tra Yah·weh e un'origine cosmica è ulteriormente supportato dal racconto di Ezechiele, in cui il rū·aḥ (vento o soffio divino) giunge da una direzione precisa, come se provenisse da una posizione determinata nello spazio.
Mauro Biglino - Ezechiele, le profezie di Isaia, tutte le traduzioni letterarie
Le Sfide della Traduzione dell'Ebraico Antico
Secondo Biglino, la Bibbia, in quanto caso quasi unico nella letteratura mondiale, non è mai riuscita a separare la fase della traduzione da quella dell'interpretazione. L'ambiguità e la mutabilità del contenuto avrebbero portato i traduttori a inserire la propria interpretazione del testo, spacciandola per autentica e aggiungendo note che allontanano il significato dall'originale, in particolare in ambito cristiano con l'introduzione di contenuti del Nuovo Testamento o speculazioni teologiche successive come lo Spirito Santo o le profezie.
La Distinzione tra Traduzione Letterale e Interpretazione Teologica
Per Biglino, tradurre "letteralmente" significa sforzarsi di evitare ogni interpretazione intenzionale, specialmente quelle elaborate dall'esegesi spiritualistico-teologica, e tentare di riportare il significato originario dei termini come indicato nei dizionari di etimologia ebraica. Egli sostiene che l'incertezza sul significato di alcuni termini in lingue antiche, anche con l'accordo degli studiosi, non garantisce certezza, e che la condivisione accettata della traduzione di singoli vocaboli o interi versetti è ancora lontana dall'essere realizzata. La correttezza e l'onestà intellettuale richiedono un atteggiamento cauto e il metodo del "facciamo finta che" sia la soluzione più appropriata, data l'assenza di certezze su chi abbia scritto i testi, come fossero scritti nella prima stesura e come venissero letti in origine (essendo scritti senza vocali).
I Termini Chiave da non Tradurre Arbitrariamente
Biglino suggerisce che termini come 'ĕ·lō·hîm, Yah·weh, Rū·aḥ, Kā·ḇō·wḏ e Mal·’aḵ, su cui l'esegesi discute da secoli senza un significato concordemente accettato, dovrebbero essere lasciati nella loro forma fonetica originale. Questo per evitare di introdurre un bias indesiderato nel lettore e per non risolvere arbitrariamente le contraddizioni. La sua scelta è quella di lasciare la parola in un originale fonetico, in forma analoga alla versione di BibleHub, per uniformità.
La sua metodologia di traduzione si estende anche al genere degli articoli e degli aggettivi, che segue scrupolosamente l'originale ebraico, anche per termini controversi come 'ĕ·lō·hîm, Šad·day, ’Êl, associando il genere al termine ebraico piuttosto che a una traduzione italiana, il che può generare ulteriori discrepanze rispetto alle traduzioni clericali.
Il Libro di Isaia: Struttura, Contesto e Riletture di Biglino
Il Libro di Isaia (ebraico ישעיהו, ysha'ihàu; greco Ησαΐας, esaìas; latino Isaias) è un testo fondamentale nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana. Scritto in ebraico, la sua redazione definitiva, secondo l'ipotesi più accreditata dagli studiosi, avvenne in Giudea nel V secolo a.C. ad opera di un autore ignoto, basandosi su maledizioni e testi precedenti di diversa origine.
I Tre Autori e la Datatione
- Proto-Isaia (capp. 1-39): datato circa 740-700 a.C., durante il ministero del profeta Isaia, nel contesto della guerra siro-efraimitica.
- Deutero-Isaia (capp. 40-55): datato 550-539 a.C., durante l'Esilio di Babilonia, con esortazioni al popolo oppresso e la figura del "Servo di Yah·weh".
- Trito-Isaia (capp. 56-66): datato 537-520 a.C., dopo il ritorno dall'esilio, con maledizioni contro l'idolatria e speranze nella conversione delle nazioni pagane.
Biglino osserva che il testo attribuito a Isaia è composto da un numero di profezie a brevissimo termine che spesso hanno acquisito una vita propria, contestando la resa come presente o passato per i verbi nelle traduzioni classiche, poiché non si tratterebbe di cronaca, salvo quando l'autore riporta eventi passati, spesso magnificandoli, con l'auspicio che si ripetano.
Esempi Specifici di Rilettura dal Libro di Isaia
Isaia 3:12 - Il Governo delle Donne
A Isaia 3:12, si rileva come il redattore consideri una massima sventura essere governati da donne.
Isaia 5:26 - Yahweh che convoca i nemici
L'immagine a Isaia 5:26 presenta Yah·weh che convoca i nemici da lontano per punire Yiś·rā·’êl. L'intento del redattore sarebbe quello di spiegare le conquiste nemiche, rinforzando al contempo il potere di Yah·weh e dei suoi interpreti.
Isaia 6:4 - Il Terremoto
A Isaia 6:4, il testo include quello che Biglino descrive come il banale resoconto di un terremoto.
Isaia 7:1 - La Sconfitta di Israele
A Isaia 7:1, il redattore sembra rallegrarsi della sconfitta del popolo d'Yiś·rā·’êl, suggerendo un allineamento di Yah·weh con il popolo di Giuda. Biglino nota come in 2 Re questo sia giustificato a posteriori, ma qui appare curioso.
Isaia 7:3 - L'Incontro tra Acaz e Isaia
A Isaia 7:3, si rileva come nel passo corrispondente a 2 Re 16:1, il re Acaz, pur disprezzato dal redattore, non incontri mai Isaia, che invece si confronta con suo figlio Ezechia.
Isaia 7:14 - La "Famosa Profezia Fasulla" e il significato di 'almah e hā·rāh
A Isaia 7:14 compare la frase interpretata come la famosa profezia sulla "Vergine che concepirà e partorirà un bambino". Biglino argomenta che עַלְמָ֗ה ('al·māh) significa "giovane donna" ed è spesso usato per indicare qualcosa di specifico e presente, mentre הָרָ֖ה (hā·rāh) è un aggettivo che significa "incinta", non un verbo al futuro. Egli si interroga su quale interesse avrebbe avuto un re sotto assedio in un redentore che sarebbe apparso secoli dopo.
Isaia 7:17, 7:20 - Le Previsioni Contraddittorie
A Isaia 7:17, la "consolazione" della profezia dura poco, poiché si prevede che durante la vita del bambino il re d'Assiria li conquisterà. A Isaia 7:20, invece, si prevede la distruzione del re d'Assiria. Biglino osserva che queste previsioni cambiano spesso, assicurando che qualsiasi cosa avvenga, ci sarà una "profezia realizzata".
Isaia 8:7 - Gli Assiri come un Fiume
A Isaia 8:7, Biglino contesta la traduzione clericale che inventa che il fiume travolga gli Assiri, quando dal testo risulta evidente che gli Assiri stessi sono paragonati a un fiume che travolge tutto.
Isaia 8:8, 9:7 - Emanuel: Il Figlio di Isaia
Biglino suggerisce che a Isaia 8:8 il termine Emanuel, qui reso con ConNoi’Êl, non sia altro che il figlio di Isaia stesso, Mahèr-salàl-cash-baz. A Isaia 9:7, lo stesso bambino viene citato con un nuovo nome. Biglino sottolinea come i resoconti storici in 2 Re non facciano cenno a tali riferimenti né alle imprese previste per questo individuo.
Isaia 10:13, 10:14 - Le Maledizioni e i Conflitti
A Isaia 10:13, il testo sembra descrivere Yah·weh che rimuove i confini per depredare altri popoli. A Isaia 10:14, si chiarisce il comportamento degli Israeliti nei confronti degli altri popoli, ipotizzando che questa sia la vera causa dell'animosità contro di loro, piuttosto che i loro peccati individuati a posteriori.
Isaia 10:15 - Il Razionale dell'Adottare un Dio
A Isaia 10:15, Biglino interpreta il testo come un'illustrazione del razionale di adottare un dio: considerarsi un mero strumento nelle sue mani, sperando di poter compiere azioni riprovevoli senza responsabilità personale.
Isaia 13:13 - Yahweh e lo Spostamento della Terra
In Isaia 13:13, Biglino evidenzia la promessa del redattore di operare prodigi, con l'assistenza di Yah·weh a cui vengono attribuiti poteri come spostare la terra dalla sua orbita. Questa immagine suggerisce, secondo Biglino, che la credenza della terra al centro dell'universo non fosse ancora presente al momento della redazione di questi scritti.
Isaia 14:12-15 - Lucifero e il Re di Babilonia
A Isaia 14:12-15, si trova l'episodio di Lucifero precipitato dal cielo agli Inferi. Biglino sostiene che si tratti di un'estrapolazione dal contesto, essendo chiaramente l'oggetto della maledizione il re di Babilonia.
Isaia 14:21, 15, 16:14 - I Genocidi e la Distruzione di Moab
A Isaia 14:21, il testo, secondo Biglino, prescrive genocidi. A Isaia 15, si descrivono festeggiamenti per la distruzione di Moab. A Isaia 16:14, Yah·weh sembra cambiare idea riguardo a Moab, probabilmente perché la situazione è irrecuperabile.
Isaia 17:1, 17:3 - Le Profezie su Damasco e la Politica Espansionistica
Le profezie su Damasco a Isaia 17:1, secondo Biglino, non ebbero eccellente riuscita. A Isaia 17:3, la speranza di occupare la Siria viene attribuita più a una politica espansionistica sionista che a Yah·weh degli eserciti.
Isaia 19:6 - Il Termine "Suf" nei Fiumi
Come si vede chiaramente a Isaia 19:6 la parola sūp è riferita a qualcosa nei fiumi che si può seccare. Il termine "rosso", con cui si traduce il termine nell'Esodo, non ha ovviamente alcun senso.
Isaia 19:19, 19:20, 19:23-25 - Il Culto di Yahweh in Egitto e lo Spirito Ecumenico
La profezia a Isaia 19:19 sulla diffusione del culto di Yah·weh in Egitto appare campata in aria, se si eccettua una breve occupazione del Sinai. A Isaia 19:23-25 emerge un inedito spirito ecumenico verso l'Egitto e l'Assiria, non riscontrabile altrove nella Bibbia. Il testo finale, in particolare, definisce gli Egiziani "il suo popolo" e l'Assiria "opera delle sue mani", suggerendo una possibile evoluzione in cui l'adesione a Yah·weh conta più della provenienza etnica.
Isaia 21:13 - Le Foreste dell'Arabia
A Isaia 21:13, si riportano foreste in Arabia, dove oggi c'è solo deserto. Biglino suggerisce che questi testi siano estremamente antichi o che la datazione dell'ultima glaciazione dovrebbe essere aggiornata.
Isaia 23:4 - Nettuno e il Mare che Parla
A Isaia 23:4, Biglino rileva echi delle leggende greco-romane su Nettuno, con il mare che "parla".
Isaia 23:17-18 - La Requisizione dei Beni (Qō·ḏeš)
A Isaia 23:17-18, si evince l'origine dei comportamenti predatori, con l'intento di attendere settanta anni dopo la distruzione per far riprendere una città e poi requisirne tutti i beni. Biglino interpreta il termine qō·ḏeš, usualmente reso come "sacro", come "requisizione di beni con la forza".
Isaia 24:20, 24:21, 24:23 - Terremoti, Dei in Cielo e Apocalisse
A Isaia 24:20, il redattore invoca un terremoto, millantando di poterlo controllare. A Isaia 24:21, si attende che Yah·weh combatta prima i suoi "colleghi in cielo" e poi i re. A Isaia 24:23, il testo descrive un'apocalisse per un tempo in cui regnerà Yah·weh.
Isaia 25:1-2, 25:8-10 - La Distruzione delle Città e il Culto del Cargo
A Isaia 25:1-2, il redattore loda Yah·weh per la distruzione di città e la morte di persone. A Isaia 25:8-10, il testo è visto da Biglino come un esempio dell'insorgenza del culto del cargo, un'attesa del ritorno di qualcosa di inspiegabile avvenuto nel passato, con l'improbabilità che torni qualcosa che nessuno ha mai visto.
Isaia 26:17, 26:19 - Il Significato di hā·rāh e il Giudizio Universale
A Isaia 26:17, il significato del termine hā·rāh viene ulteriormente chiarito come "incinta". Biglino nota che, sebbene i clericali interpretino Isaia 26:19 come una profezia per il giudizio universale, la sua analisi letterale suggerisce altro.
Il Fenomeno Biglino: Tra Scetticismo e Fede nel Sacro Traduttore
Il lavoro di Biglino ha generato un fenomeno culturale, sostenuto in parte da un diffuso sentimento anticlericale e da una sfiducia verso le dottrine della Chiesa. La sua rilettura della Bibbia, che spesso ridimensiona YHWH a un'entità non divina o aliena, ha risuonato con un pubblico che percepisce come la mitologia cattolica sia stata rimpiazzata da narrazioni più contemporanee, come la fantascienza.
Bigino specifica di non aver scoperto nulla e di non voler vendere la verità a nessuno, poiché "la verità nessuno ce l'ha". Arriva a tale affermazione evidenziando passaggi in cui risulterebbe evidente che l'elohim YHWH (uno dei tanti) non era una divinità bensì un capo militare a cui fu assegnata da 'El·yō·wn (il capo degli elohim) la famiglia di Israele da governare e utilizzare come esercito. Sebbene non si sbilanci sulla provenienza o natura degli elohim, Biglino, supportato da passi biblici, fa notare come essi siano effettivamente diversi dagli uomini.
La Deontologia del Traduttore e il Metodo Schliemann
Per Mauro Biglino, il traduttore è una figura che ha il dovere dell'onestà intellettuale, specialmente con testi antichi e complessi. Lui stesso afferma di essere uscito dalla proverbiale invisibilità del traduttore per rivendicare l'importanza di tale onestà. La sua esperienza lo ha portato a credere che gli antichi avessero l'obiettivo di registrare e mantenere la memoria di fatti realmente accaduti, eventi importanti che riguardavano le loro origini e la loro esistenza come popolo. Questo approccio è paragonabile al "metodo Schliemann", lo studioso che "ha fatto finta" che i poemi omerici fossero basati su una storia vera.
Biglino sostiene che le traduzioni sono destinate a diventare sempre più rispettose del testo, confermando la validità di una traduzione letterale, libera da interpretazioni e chiavi di lettura pregiudizialmente teologiche, e che il "fare finta che" sia vero ciò che è letteralmente scritto, anche quando contrasta con le tesi dottrinali diffuse da secoli, è un metodo valido anche per l'analisi dei testi greci che sta esaminando in parallelo.
Opere Pubblicate da Mauro Biglino
Mauro Biglino ha tradotto per le Edizioni San Paolo diciassette libri del testo masoretico della Bibbia (I profeti minori e I cinque Meghillôt, 2010) e ha pubblicato numerosi libri in cui espone i risultati del suo lavoro di traduzione e ricerca, tra cui:
- Antico e Nuovo Testamento. Libri senza Dio (Uno Editori, 2016)
- La Bibbia non parla di Dio (Mondadori, 2015)
- Il falso testamento (Mondadori, 2016)