Don Giuseppe Mattanza, figura di rilievo nel panorama ecclesiale bresciano, ha segnato profondamente le comunità in cui ha esercitato il suo ministero sacerdotale. Classe 1962 e ordinato nel 1990, don Mattanza ha dedicato gran parte della sua vita al servizio pastorale, con un percorso che lo ha visto protagonista in diverse parrocchie, tra cui la significativa esperienza a Tignale.

Il percorso sacerdotale: da Idro a Tignale
La vocazione di don Mattanza affonda le radici nella sua terra d'origine, Idro. Il suo percorso inizia ufficialmente nel 1990, anno della sua ordinazione sacerdotale. Nel corso degli anni, ha ricoperto numerosi incarichi che gli hanno permesso di maturare una profonda esperienza sul campo:
- 1990-1994: vicario parrocchiale a Botticino Sera.
- 1994-2005: parroco a Lavone (frazione di Pezzaze) e Irma.
- Dal 2005: parroco di Tignale, dove ha guidato la comunità per molti anni.
L'approccio alla comunità e la formazione
Don Giuseppe descrive il suo ministero come un esercizio costante di osservazione e ascolto. L'esperienza nelle realtà montane, spesso caratterizzate da una struttura sociale più riservata, gli ha insegnato che la chiave per entrare nel cuore delle persone risiede nella conoscenza delle loro tradizioni e della loro storia locale. Per don Mattanza, la visita alle famiglie rappresenta la priorità assoluta: un gesto fondamentale per farsi conoscere e per instaurare un legame autentico, anche con chi è meno inserito nella vita parrocchiale.
Parallelamente all'impegno parrocchiale, don Mattanza ha coltivato una solida preparazione accademica. A partire dal 2001, ha studiato teologia biblica a Lugano, ottenendo il dottorato. Questa esperienza internazionale, arricchita dal confronto con realtà ecclesiali provenienti da tutto il mondo, ha influenzato profondamente il suo approccio pastorale. Tuttora collabora con la facoltà di Lugano nell'ambito della teologia dogmatica.

La chiamata a Capriolo
In una solenne celebrazione eucaristica, don Mattanza ha ufficializzato il suo ingresso nella parrocchia di Capriolo. Nel commentare questo nuovo incarico, il sacerdote ha espresso sentimenti di gratitudine e, al contempo, il timore consapevole dinanzi ai propri limiti umani. Tuttavia, questo sentimento è bilanciato dalla gioia di non sentirsi solo, affidandosi alla guida del Signore.
Visione pastorale e spirito di fratellanza
Il progetto di don Giuseppe per la nuova comunità di Capriolo non parte da schemi predefiniti, ma dal desiderio di incontrare chi già collabora nella parrocchia. Tra i suoi obiettivi primari vi è la creazione di una fraternità sacerdotale solida, basata sulla collaborazione con i sacerdoti, i religiosi e le religiose presenti sul territorio. A ispirare il suo agire è la figura di Sant’Arcangelo Tadini, esempio di pastore che ha saputo coniugare l'azione sociale con il pieno svolgimento del ruolo di parroco.
Il pilastro del suo operato rimane il versetto del Vangelo di Giovanni 15,16: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi». Tale consapevolezza rappresenta per don Mattanza una fonte di costante consolazione, permettendogli di affrontare le sfide quotidiane con la certezza di essere scelto da Dio per servire e amare gli altri.