I Missionari di Nostra Signora de La Salette in Italia: Storia, Vocazione e Attualità

Introduzione alla Vita Religiosa e Sacerdotale a La Salette

La vita religiosa e sacerdotale a La Salette si apre all'accoglienza di candidati sia per il ministero "ordinato" che per il ministero di fratelli religiosi. Operando per il Regno di Dio e per la Chiesa, i Missionari di La Salette sono attivi in diversi settori, tra cui il ministero pastorale, le missioni, l'organizzazione di ritiri, la gestione di santuari e le pubblicazioni. Il nucleo della loro predicazione è la Buona Notizia che Dio chiama tutti alla riconciliazione.

Icona stilizzata di una croce con un cuore e un libro aperto, a simboleggiare la vocazione sacerdotale, religiosa e missionaria.

Comprendere la Vocazione: Segni e Discernimento

Capire la propria vocazione al sacerdozio, alla vita religiosa o missionaria richiede un attento discernimento. Diversi segni possono indicare una possibile chiamata divina:

1. Attrazione verso la Vita Religiosa e Sacerdotale

Può manifestarsi una forte attrazione verso la prospettiva del sacerdozio o della vita religiosa, o verso realtà ad essa correlate come la liturgia, la teologia o le missioni. A volte, questa attrazione può essere legata a un fascino per lo stile di vita religioso, che, sebbene non sempre porti a una motivazione chiara, suggerisce la possibilità di una vocazione.

2. Desiderio di Gloria a Dio e Salvezza delle Anime

Un secondo segno è il desiderio sincero di rendere gloria a Dio servendo la Chiesa e operando per la salvezza delle anime. Questo desiderio dovrebbe incoraggiare a familiarizzare con la vita sacerdotale, religiosa o missionaria, a riconoscere le difficoltà intrinseche a tali vocazioni, pur mantenendo la volontà di sacrificarsi per gli altri servendo Gesù.

3. Impegno nella Vita Spirituale

La volontà di prendere seriamente in considerazione la propria vita spirituale e il suo sviluppo è un terzo segno fondamentale. La crescita spirituale si persegue ricorrendo frequentemente ai sacramenti e impegnandosi in una vita di preghiera regolare. Come sottolineato da Benedetto XVI, "Pregare è il primo dovere ed il vero cammino di santificazione dei sacerdoti".

4. Equilibrio Emotivo e Autocontrollo

L'equilibrio emotivo è un altro indicatore importante. La vita di un religioso, di un prete o di un missionario richiede non solo la gestione dei propri problemi, ma anche la capacità di aiutare altre persone in difficoltà. Ciò necessita di un solido equilibrio emotivo e di autocontrollo, permettendo di affrontare le sfide personali e di evitare deviazioni emotive, al fine di essere di supporto agli altri.

5. Livello Intellettuale Adeguato

Un livello intellettuale almeno nella media è necessario per affrontare con successo gli studi teologici e la trasmissione della fede, aspetti cruciali per il futuro ministero. Un buon bagaglio intellettuale facilita l'apprendimento di ulteriori conoscenze indispensabili per la vita sacerdotale o religiosa.

6. Supporto da Persone Vicine

Nel processo di discernimento, il parere di persone che conoscono bene il candidato, come genitori, parenti e amici, può essere di grande aiuto. La loro conoscenza può illuminare aspetti del comportamento e della capacità di relazionarsi con gli altri o di gestire la solitudine, dimensioni significative nella vita religiosa.

7. Condizioni di Salute

Infine, è essenziale considerare il proprio stato di salute. Deve essere tale da permettere di far fronte alle esigenze, a volte molto impegnative, del ministero, specialmente in contesti missionari. Alcune condizioni di salute, come le malattie mentali, possono indicare la necessità di rinunciare alla prosecuzione del percorso vocazionale.

Io sono con voi - Carlo Acutis

Le Origini dei Missionari di La Salette

La fondazione dei Missionari de La Salette affonda le sue radici nel contesto dell'apparizione della Vergine Maria a La Salette. Monsignor Filiberto de Bruillard, il 1° maggio 1852, istituì i Missionari di Nostra Signora de La Salette, definendo la loro istituzione e esistenza come un "monumento eterno, un ricordo perenne della misericordiosa Apparizione di Maria".

Successivamente, il 4 agosto 1855, P. Francesco Denaz, nella sua lettera che costituisce parte della carta di fondazione, sintetizzò la riflessione dei primi sacerdoti, affermando l'universalità del messaggio de La Salette. Egli sottolineò la necessità di un istituto religioso con i tre voti religiosi per rispondere ai mali dell'epoca.

Un contributo significativo alla stabilità della comunità venne da P. Silvano Maria Giraud, un giovane sacerdote che entrò in noviziato nel 1858. Considerato da molti il Missionario che penetrò più profondamente nel mistero e nella grazia de La Salette, egli contribuì con la sua profondità intellettuale e spirituale.

I Missionari di N.S. de La Salette hanno come scopo quello di essere servitori devoti di Cristo e della Chiesa, dedicandosi alla realizzazione del mistero della Riconciliazione alla luce dell'Apparizione. Come discepoli di Cristo, vivono in comunione con Lui, portando il lieto messaggio di liberazione a tutti gli uomini, con una particolare predilezione per i poveri e gli oppressi, rispecchiando la scelta di Maria a La Salette di servirsi dei piccoli e degli umili per diffondere il suo messaggio.

Illustrazione storica dell'apparizione della Vergine a La Salette, con i pastorelli Mélanie e Maximin.

La Fondazione del Santuario e la Comunità dei Missionari

In una seconda lettera pastorale del 1° maggio 1852, Monsignor de Bruillard annunciò la costruzione del Santuario sulla montagna dell'apparizione, con la benedizione della prima pietra il 25 dello stesso mese. Contemporaneamente, il vescovo fondò una comunità di missionari diocesani incaricati di officiare il Pellegrinaggio durante l'estate e di predicare missioni in diocesi in inverno.

Il vescovo descrisse l'importanza di avere "ministri della religione, destinati a servirlo, a raccogliere i pii pellegrini, a far loro ascoltare la parola di Dio, a esercitare verso di loro il ministero della riconciliazione, ad amministrare l’augusto Sacramento dei nostri altari, ad essere per tutti i dispensatori fedeli dei misteri di Dio e dei tesori spirituali della Chiesa". Questi sacerdoti, scelti per essere modelli e ausiliari del clero diocesano, avrebbero avuto una residenza abituale nella città episcopale.

I primi volenterosi inviati sulla Santa Montagna dal vescovo furono Burnoud (superiore), Sibillat e Denaz, senza mezzi economici né alloggio. Il vescovo concepiva questi missionari come un corpo di sacerdoti oblati che vivevano in comunità, animando il Santuario d'estate e la Diocesi d'inverno.

Il successore di Monsignor de Bruillard, Monsignor Jacques-Marie-Achille Ginoulhiac, il 2 febbraio 1858, trasformò la compagnia in un istituto religioso, ricevendo i primi voti religiosi. Questo segnò il passaggio dalla società dei missionari diocesani a una comunità religiosa con una Regola provvisoria.

Tra le figure chiave che contribuirono alla crescita dell'istituto si ricordano:

  • Monsignor Philibert de Brouillard: Vescovo fondatore, capace di cogliere il carisma dell'apparizione e di istituire il nuovo ordine.
  • Monsignor Jacques-Marie-Achille Ginoulhiac: Successore di de Brouillard, primo legislatore, preparò le prime costituzioni e ricevette i primi voti.
  • Monsignor Fava: Terzo successore, interpretò il Messaggio di Maria come una forte spinta missionaria, inviando i primi missionari in Norvegia.
  • P. Denaz: Sottolineò l'importanza e l'universalità del Messaggio de La Salette, evidenziando la necessità dei voti religiosi per contrastare i mali sociali.
  • P. Archier: Figura equilibrata che mantenne un forte legame di ricerca e comunione tra la comunità e il Vescovo.
  • P. Silvano Maria Giraud: Secondo superiore generale, uomo di vasta cultura e mistico, autore di "Prètre et Ostie", penetrò profondamente nella Grazia de La Salette, focalizzandosi sull'aspetto della riparazione.
  • P. Jean Berthier: Colse la forte spinta missionaria nell'apparizione.

La Santa Sede approvò definitivamente le Costituzioni nel 1926, sancendo la struttura e la missione dei Missionari di N.S. de La Salette.

Fotografia di un antico documento con sigillo ecclesiastico, a rappresentare le costituzioni dei Missionari.

I Missionari di La Salette in Italia: Presenza e Sviluppo

La presenza dei Missionari di N.S. de La Salette in Italia risale al 1896 con l'apertura dello Studentato Internazionale di Filosofia e Teologia. Le prime residenze furono in affitto, per poi avviare la costruzione di un immobile nel 1924.

A seguito dell'espulsione dei religiosi dalla Francia, il Consiglio Generale si trasferì in Italia nel 1901, stabilendosi inizialmente a Villar Focchiardo e successivamente a Susa. L'ordinazione sacerdotale di P. Luigi Miletto, primo Missionario salettino italiano, e il contributo di Madre Elena Naldi segnarono tappe importanti.

L' "Opera Italiana" ebbe inizio ufficialmente il 1° novembre 1938, con la Casa di Salmata che divenne proprietà della Fondazione della Scuola Apostolica italiana e Casa autonoma. La Scuola Apostolica riaprì nel 1939 e, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu trasferita a Belvedere di Campodonico.

Nel 1948, l'Opera Italiana venne riconosciuta ufficialmente come autonoma, con P. Carmine Savinelli come primo Superiore Delegato. Successivamente, nel 1961, la Provincia Italiana fu eretta con sede legale a Torino.

Nel corso degli anni, la Provincia Italiana ha ampliato la sua opera, affidando nel 1960 la Parrocchia de La Salette a Monteverde Nuovo in Roma e, nel 1978, il Centro Vocazionale "Villaggio del Fanciullo" a Pozzuoli per la promozione vocazionale. Nel 1994 è stata aperta una nuova comunità a SS. Trinità di Badia Calavena (VR).

Nonostante l'esiguo numero di Padri e Fratelli, la Provincia Italiana ha compiuto sforzi significativi per le missioni estere, con presenza in Brasile e Madagascar.

Laici Salettini: Testimonianza e Diffusione

In risposta all'invito della Vergine Maria a "far conoscere" il suo Messaggio, e sull'esempio di altre nazioni, anche in Italia si sono formati gruppi di laici impegnati a vivere, testimoniare e diffondere la spiritualità salettina. Questi gruppi, nati nel 2009, si caratterizzano come movimenti apostolici missionari dedicati a vivere il carisma della riconciliazione e a supportare le attività dei Padri Missionari Salettini.

La fraternità, l'amicizia, la condivisione e lo spirito di preghiera sono elementi fondamentali che si instaurano tra i componenti di questi gruppi. Seguendo l'esempio di Gesù che manda gli Apostoli a due a due, i laici salettini operano insieme, condividendo la gioia di essere cristiani e sostenendosi reciprocamente, vivendo in modo tangibile la carità fraterna.

Situazione Attuale del Clero in Italia

I dati sul clero in Italia rivelano un quadro in evoluzione. Nel 2020, il numero totale di sacerdoti era di 31.793 unità, un calo significativo rispetto ai 38.209 del 1990, con una diminuzione del 16,5% in trent'anni. Negli ultimi dieci anni, il clero è diminuito dell'11%.

Questa flessione è stata parzialmente compensata dall'aumento dei sacerdoti stranieri al servizio delle diocesi italiane. Il loro numero è cresciuto di oltre dieci volte, passando da 204 nel 1990 a 2.631 nel 2020. La percentuale di sacerdoti stranieri sulla popolazione totale è passata dal 3,4% nel 2000 all'8,3% nel 2020.

L'età media del clero italiano è di 60,6 anni, con un aumento del 3,2% rispetto al 2000. L'età media dei sacerdoti italiani è di 61,8 anni, mentre quella dei sacerdoti stranieri è di 46,7 anni. Particolarmente preoccupante è il calo dei sacerdoti fino ai 30 anni di età, diminuiti del 60% tra il 2000 e il 2020.

Le diocesi con la maggiore presenza di sacerdoti non italiani si concentrano nelle regioni del centro Italia, in particolare nel Lazio (22,3%), Abruzzo (16%), Toscana (16%) e Umbria (15%).

Nel 2020, in Italia, su 25.595 parrocchie, i parroci erano 15.133, con una media di 1,7 parrocchie per parroco e un parroco ogni 4.160 abitanti. Le regioni con la minor percentuale di parroci sono Lombardia, Lazio e Puglia, mentre Abruzzo-Molise, Umbria e Calabria registrano la maggior presenza.

I sacerdoti italiani fidei donum che operano all'estero sono 348, pari all'1,1% del totale, con un dimezzamento del loro numero negli ultimi vent'anni. Nel 2020, si è registrato un aumento significativo dei decessi tra il clero, con 958 sacerdoti morti, quasi un terzo in più rispetto al 2019. In particolare, durante la prima ondata della pandemia (marzo/aprile 2020), i decessi sono raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2019.

Questi dati evidenziano la necessità di riflettere sulla fecondità vocazionale delle Chiese italiane e sugli orizzonti della pastorale giovanile e scolastica, come sottolineato da don Michele Gianola, direttore dell'Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni della CEI. Egli evidenzia l'inquietudine espressa da Papa Francesco riguardo all'"emorragia delle vocazioni" e la fragilità delle soluzioni di breve termine, sottolineando l'importanza di una Chiesa "madre" capace di generare i propri pastori e vocazioni.

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