L'assemblea Nazionale di Salesiani per il Sociale APS, tenutasi a Roma il 19 maggio 2021, ha eletto don Francesco Preite come nuovo presidente per il quadriennio 2021-2025. Don Francesco, all'epoca direttore dell'istituto salesiano Redentore di Bari, ha assunto l'incarico che durerà fino al 2025. Questa elezione rappresenta un significativo riconoscimento del lavoro svolto a Bari in anni di dedizione alla comunità e ai giovani più vulnerabili.

La Visione di Don Francesco Preite per Salesiani per il Sociale APS
Nel suo saluto all’assemblea, il neo-presidente ha voluto sottolineare tre aspetti fondamentali che guideranno la sua missione:
- Sempre per e con i giovani: "Tutto quello che siamo e che facciamo, la nostra identità e la nostra missione di Associazione, è per i giovani, specialmente i più poveri." Ha enfatizzato il radicamento territoriale dell'associazione e l'importanza del dialogo con le Comunità Educative Pastorali locali e i Comitati territoriali di riferimento.
- Siamo una grande comunità nazionale: Fatta di persone e di Enti del Terzo Settore con un buon radicamento territoriale, l'associazione è chiamata a ricercare costantemente il dialogo e la collaborazione.
- Scegliere il Sud: Questa scelta non è intesa come semplice luogo geografico, ma come una "scelta preferenziale rivolta ai più fragili, che popolano le periferie delle nostre Città, dei nostri territori, della nostra Italia." Ha evidenziato come nelle zone dove mancano diritti, servizi e cultura educativa, il disagio sia più forte e i ragazzi più esposti ai pericoli.
Don Francesco ha ribadito che, pur non essendo eroi, i salesiani sono "persone chiamate nel Buon Samaritano a rendere un servizio educativo ai giovani" e ha invitato a continuare a scegliere la via dell’educazione e del servizio responsabile per costruire un pezzo di Italia con e per i giovani.
Don Francesco Preite presenta 'Fragili' a "Formato Famiglia" Rai Radio1
L'Impegno decennale al Redentore di Bari e nel Quartiere Libertà
Don Francesco Preite ha dedicato dieci anni della sua vita al quartiere Libertà di Bari, diventando un "pilastro della chiesa Redentore e del suo oratorio". La sua esperienza è stata definita da don Stefano Aspettati, superiore della Circoscrizione Italia Centrale, come "poliedrica, con una grande attenzione per i giovani emarginati e poveri e con un grande impegno anche in prima persona in un quartiere difficile".
La Trasformazione dell'Istituto
Il suo percorso al Redentore è iniziato nel 2010, quando ricevette il primo incarico per seguire l'oratorio. Nel 2015, è diventato direttore dell'istituto. "Di lì è iniziata la possibilità di rendere lo stile di famiglia dell'oratorio un patrimonio condiviso nella comunità del Redentore e aperto al territorio", ha raccontato don Francesco. Sotto la sua direzione, l'istituto ha visto l'avvio di importanti iniziative:
- Il centro socioeducativo diurno.
- Il social pub, confluito nell'Ethnic Cook di Ana Estrela.
- Il potenziamento della formazione professionale, con l'avvio di corsi per meccanici e autoriparatori, e il "piccolo sogno di aprire un laboratorio di ristorazione".
"Sono delle realtà fatte e progettate insieme, ecco perché sono belle", ha affermato don Francesco, sottolineando il merito della comunità per il lavoro svolto. Ha anche evidenziato la scoperta della "portata della missione salesiana, la promozione della giustizia e della pace, il contrasto alla criminalità organizzata, la vicinanza ai ragazzi più vivaci, la collaborazione con il territorio."

Il Legame con il Quartiere Libertà
Don Francesco è stato un punto di riferimento per i giovani e giovanissimi del quartiere Libertà. L'assessora comunale Paola Romano ha ricordato le numerose iniziative realizzate insieme, grazie alla sua "voglia di innovare e costruire": la biblioteca del Redentore, i centri estivi, l'estate ragazzi, i percorsi sportivi per i più fragili, la vigilanza di fronte alle scuole medie, il pub multietnico di Ana Estrela e collaborazioni con le scuole vicine.
Riflettendo sul suo arrivo nel 2010, all'età di 33 anni, don Francesco ha detto di aver immaginato "un quartiere ed un Oratorio popolare, e così è stato", rimanendo colpito dalla "semplicità dei giovani". Non aveva però immaginato "un disagio sociale così grave aggravato dalla presenza della criminalità organizzata". La sua "più grande sconfitta" in questi dieci anni è stata "non aver potuto evitare che alcuni ragazzi si macchiassero di reati molto gravi".
Tuttavia, ha lasciato una comunità "più unita e più consapevole della propria missione educativa, in un quartiere molto giovanile, bello e vivace". Ha dotato la Comunità del Redentore di una mentalità progettuale e del Progetto Educativo Pastorale Salesiano, consentendo ai vari ambienti (Parrocchia, Oratorio, Centro di Formazione Professionale, Centro diurno, Comunità educativa, convitto universitario, Laboratorio culturale e Biblioteca) di "parlarsi" e unire le forze per educare i giovani del territorio. Ha sognato per il Libertà "un laboratorio cittadino sulla cura e sull’educazione con e per i giovani che parli il loro linguaggio attraverso la musica, il teatro, il cinema e lo sport e offra loro opportunità di crescita e di futuro".

L'Istituto Salesiano "Redentore": Un Centro di Vita e Speranza
L'Istituto dei Salesiani del "Redentore" di Bari, fondato nel 1905 inizialmente come orfanotrofio, ha una storia secolare. Nel corso degli anni, è diventato un convitto, ha ospitato scuole, istituti tecnici e professionali, e la parrocchia con annesso oratorio. Per 120 anni, il "Redentore" ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per il quartiere Libertà, incarnando i dettami di don Bosco e rivolgendo la sua attenzione ai "più fragili della società italiana".
Questa storia è fatta di lotte, sogni, difficoltà e speranze. Molti ex-oratoriani hanno ricordato la presenza di bravi educatori e la ricchezza di eventi che hanno caratterizzato l'istituto. Le scuole professionali salesiane del "Redentore" hanno avviato intere generazioni di giovani a mestieri oggi rimpianti, come sarti, tipografi, calzolai, elettrotecnici, falegnami, fabbri e meccanici. Non solo formazione professionale, ma anche un vivace aspetto culturale e sportivo ha caratterizzato l'istituto, formando personalità come il regista Genni Nunziante e il calciatore di serie A Biagio Catalano.
L'affetto per don Francesco Preite è stato palpabile al momento della sua partenza da Bari. Moltissimi i messaggi ricevuti, tra cui quello dell'assessora Paola Romano, e le parole di gratitudine per la sua "passione educativa ed il coraggio pastorale alla guida del Redentore di Bari" e "la ricchezza di questi anni passati insieme".
Don Francesco Preite presenta 'Fragili' a "Formato Famiglia" Rai Radio1
Il Profilo Biografico e Vocazionale di Don Francesco Preite
Nato a Potenza 47 anni fa, don Francesco Preite ha trascorso un'infanzia legata alle tradizioni lucane, alle estati tra tornei di calcio, il mare e le feste patronali, tra Pescopagano e Sant’Andrea di Conza, luoghi dei nonni paterni e materni. Appassionato della storia dei briganti lucani per il "senso di giustizia sociale e di dignità", ha frequentato il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Potenza, vivendo la vitalità degli anni '90 e venendo profondamente colpito dalla Strage mafiosa di Capaci e Via d’Amelio.
La Nascita della Vocazione Salesiana
La sua vocazione nasce nell'Oratorio salesiano San Giovanni Bosco di Potenza. Dopo un iniziale allontanamento e un ritorno per la passione del calcio, un giovane animatore, Stefano Lorusso, lo propose come preanimatore. Così iniziò la sua frequentazione più assidua, la partecipazione al gruppo formativo Biennio e la scoperta del "servizio educativo per i più piccoli attraverso la formazione per animatori ed animando il gruppo preadolescenti e coordinando gli animatori del gruppo giochi durante la “Savio Estate”."
L'Oratorio fu per lui il luogo vocazionale: "un ambiente bello, ricco di proposte e di giovani, ben curato ed accompagnato da don Pino Ruppi." Tra il 1990 e il 1996, l'Oratorio di Potenza era una "fucina di idee, proposte, attività, gruppi, laboratori educativi", che lo coinvolse fino a fargli considerare la scelta vocazionale salesiana. La testimonianza della Comunità educativa di Potenza, la preghiera e la figura di Gesù Cristo con il suo "messaggio di amore rivoluzionario, di passione fino alla fine, di speranza oltre ogni sofferenza e morte" fecero il resto.
Don Francesco ha dichiarato: "La missione salesiana è troppo affascinante per resisterle. Non potrei essere prete se non prete salesiano per la storia di don Bosco ed il carattere educativo e di attenzione ai giovani più poveri proprio della missione salesiana." Ha ricevuto conferme della sua scelta in diversi momenti, come a Brindisi, dove riuscì a disarmare un ragazzo con un coltello raccontandogli la storia di Michele Magone, vedendolo scoppiare in lacrime e consegnargli l'arma. Ha visto "cose realizzate che pensavo impossibili" con tanti ragazzi in difficoltà che "ora hanno messo su famiglia e trovato un lavoro".
Carriera e Impegno Professionale
Laureato in Scienze Politiche, don Francesco Preite ha coordinato diversi progetti socio-educativi territoriali a Foggia, Brindisi e Caserta. Dal 2010 al 2021, a Bari, ha ricoperto i ruoli di Incaricato dell’Oratorio (2010-2021), Coordinatore della Pastorale Giovanile salesiana in Puglia (2012-2015), Direttore dell’Istituto salesiano Redentore (2015-2021) e Direttore generale del CNOS-FAP Puglia (2017-2021). Durante questi anni, ha operato in un contesto di forte povertà educativa, dando vita a un modello innovativo di welfare e sviluppo territoriale attraverso la valorizzazione del protagonismo giovanile, della formazione professionale e dei progetti educativi in collaborazione con ETS, scuole e Istituzioni. Dal 2021 è Presidente nazionale di Salesiani per il Sociale, ed è anche membro del Comitato di Ascolto di Fondazione con i Bambini e del Comitato Scientifico Save the Children per l'indagine sul lavoro minorile in Italia 2023.
Salesiani per il Sociale APS: Una Rete a Sostegno dei Giovani
L'associazione Salesiani per il Sociale APS è la rete sociale salesiana del Terzo Settore, comprendente oltre 100 associazioni ed ETS, ispirate a don Bosco e al suo sistema educativo preventivo. È impegnata nella tutela dei minori, nell’inserimento sociale e lavorativo dei giovani, nel servizio civile universale, nell’accoglienza e integrazione dei migranti e nella formazione degli educatori e animatori sociali. L'associazione coordina le opere e i servizi sociali salesiani in Italia.
L'Emergenza Sociale e il Sostegno ai "Care Leavers"
Don Roberto Dal Molin, presidente uscente, ha ricordato un anno caratterizzato dall'emergenza sanitaria trasformatasi in emergenza sociale, alla quale la rete ha fatto fronte. "Grazie per tutto quello che avete fatto e state facendo, senza clamori o titoloni da quotidiano, nella vita di tutti i giorni per tanti ragazzi e per le loro famiglie; siete il volto e cuore di Don Bosco", ha detto.
L'associazione accoglie in media oltre 1300 ragazzi in difficoltà ogni anno: circa 300 nelle strutture residenziali (il 25% in procinto di compiere 18 anni) e circa mille in quelle semiresidenziali (con la stessa percentuale di "quasi maggiorenni"). Questi numeri riflettono una situazione in continua evoluzione e un aumento del disagio giovanile post-pandemia, che investe aspetti lavorativi, relazionali e psicologici della vita dei ragazzi.
Un'area di intervento cruciale riguarda i "care leavers", ovvero i ragazzi che, al raggiungimento della maggiore età, escono dai sistemi di tutela per minori e si trovano a dover affrontare la completa autonomia in un contesto già difficile. Per loro, l'associazione propone percorsi di inserimento professionale e lavorativo, ispirati a don Bosco.
"Un proverbio africano dice che per educare un bambino ci vuole un villaggio. Per rendere autonomi i care leavers c’è bisogno di una rete fatta di persone, associazioni, istituzioni, imprese che mettano la persona del giovane più fragile al centro della loro azione", ha affermato don Francesco. In questo contesto è nato il programma nazionale "Officine Don Bosco", che mira ad accogliere, accompagnare, formare e includere i care leavers nelle Comunità educative pastorali, attraverso supporto psicologico ed educativo, formazione professionale e coinvolgimento delle imprese del territorio.
L'obiettivo è l'accompagnamento dei neomaggiorenni verso un'autonomia non solo professionale ed economica, ma anche abitativa. Tra i progetti attuati nell'ambito di questa iniziativa, con un investimento di quasi 40mila euro lo scorso anno, figurano:
- Un accordo con Samsung Electronics Italia per la formazione e l'ottenimento del patentino F-GAS per due giovani di Messina nel settore della refrigerazione/condizionamento.
- Il progetto "Neet: Nuove energie educative territoriali" a Palermo, con laboratori in collaborazione con il centro di formazione professionale locale negli ambiti della refrigerazione/condizionatori e saldatura elettrica.
- L'avvio a Bari dell'Accademia della ristorazione nel quartiere Libertà, con corsi nell'arte della ristorazione per 50 giovani Neet.
Don Francesco sottolinea l'importanza di un accompagnamento educativo e di un supporto psicologico che non si interrompano bruscamente al compimento del diciottesimo anno, ma che siano graduali.
Il Sogno per il Futuro
Don Francesco Preite ha un sogno per la Congregazione: "sempre più al passo con i tempi e capace di costruire Comunità Educative Pastorali fatte di salesiani e laici insieme al servizio dei giovani più poveri". Immagina una Congregazione "attenta alla giustizia sociale ed alla pace, che non si chiude in se stessa ma che accetta la sfida di essere in uscita ed in rete con altre realtà, istituzioni ed associazioni, interessate al bene dei giovani". E conclude: "Qui sogno il mio futuro."