Le comunità di Niardo e Braone hanno celebrato un evento significativo con il doppio ingresso del loro nuovo parroco, Don Fabio Mottinelli. Queste due località della Valcamonica, che fanno capo rispettivamente alle parrocchie di San Maurizio e Santa Maria della Purificazione, hanno accolto il nuovo sacerdote con grande entusiasmo, addobbando le strade a festa per l'occasione.

Un Ritorno in Valle e un Nuovo Incarico
Don Fabio Mottinelli, 44 anni, originario di Garda di Sonico e cugino del presidente della Provincia, fa ritorno nella sua Vallecamonica per assumere il suo primo incarico da parroco. La sua nomina è stata decisa dalla Diocesi di Brescia, dopo un periodo in cui le posizioni nelle due parrocchie erano rimaste vacanti.
Il Percorso Ministeriale di Don Fabio Mottinelli
- Ordinazione sacerdotale: 2000
- Curato di Piamborno: 2000-2002
- Curato dell’unità pastorale di Berzo Inferiore, Bienno, Esine, Plemo e Prestine: 2002-2007
- Curato a Chiari: 2007-2018
- Parroco di Braone e Niardo: dal 2018
Prima di questo importante incarico, Don Fabio ha svolto la sua missione come curato a Piamborno, in Valgrigna e, più recentemente, nella parrocchia di Chiari. Ora succede a Don Angelo Corti, nominato nuovo parroco di Molinetto.
L'Accoglienza nelle Comunità
L'accoglienza di Don Fabio è stata organizzata in due momenti distinti. A Niardo, è stato salutato dal sindaco Carlo Sacristani nel piazzale del municipio, per poi celebrare la messa d’insediamento. Il giorno successivo, a Braone, il primo cittadino Gabriele Prandini gli ha dato il benvenuto ufficiale.

Il Contesto Diocesano: Sfide e Nuovi Assetti
Le parrocchie di Niardo e Braone avevano affrontato un periodo di difficoltà a causa del calo delle vocazioni, una sfida con cui la diocesi di Brescia deve confrontarsi da tempo. Questa situazione aveva portato le comunità a "accontentarsi" di un parroco in prestito durante il periodo natalizio prima dell'arrivo di Don Fabio. Vi è inoltre la possibilità che a breve le due parrocchie possano entrare a far parte di un'Unità Pastorale più ampia, che già comprende quelle di Breno, Pescarzo, Astrio e Losine.
A guidare le parrocchie di Santa Maria della Purificazione di Braone e di San Maurizio di Niardo come presbitero collaboratore è stato nominato Don Giuseppe Franzoni (classe 1955, ordinato nel 1981).
La Visione Pastorale di Don Fabio Mottinelli
Interrogato sulle sue esperienze e sulle sue attenzioni pastorali, Don Fabio ha condiviso profonde riflessioni sul suo ministero.
Cosa ha imparato in questi anni di ministero?
Don Fabio ha affermato che la bellezza dell’essere prete è cresciuta in tutti questi anni. Sottolinea l'importanza di affidarsi alla volontà di Dio, accogliendo con serenità ciò che viene chiesto, anche riguardo alle indicazioni del Vescovo, poiché questo porta pace e serenità. Un altro aspetto fondamentale maturato è l'importanza di entrare gradualmente nel contesto della comunità, per conoscerla e affiancarsi a un cammino già esistente. "Non si parte mai da zero. C’è una storia. Ci sono dei cammini già avviati," ha detto. Ha inoltre sperimentato l'importanza dell’incontro diretto con le persone, del dialogo e dell'ascolto, elementi cruciali per costruire e programmare il futuro.
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Quali sono le attenzioni pastorali sulle quali vuole insistere?
La sua prima attenzione sarà quella di conoscere le realtà delle comunità in cui è stato inviato, per poi cercare di costruire su queste basi. Immagina la parrocchia come una "grande famiglia", dove è bello camminare insieme, con il contributo di tutti, seguendo l'unico maestro che è Gesù Cristo. Don Fabio vede il parroco come colui che coordina e guida la comunità, ma ribadisce che tutti sono chiamati a seguire Gesù. Sarà cruciale creare un ambiente dove ciascuno possa sentirsi accolto, sperimentare l’amore e la misericordia di Dio e offrire il proprio contributo, convinto che "con cinque pani e due pesci si possono fare grandi cose". Sottolinea che il suo ruolo non sarà quello di dettare leggi dall'alto, ma di lavorare insieme come una famiglia, una comunità.
Cosa è stato determinante nella sua scelta vocazionale?
Don Fabio ha indicato la testimonianza di fede della sua famiglia come un aspetto fondamentale e importante, l'ambiente in cui è cresciuto e che continua ad accompagnarlo. Un altro elemento significativo è stato l'incontro con i sacerdoti che lo hanno accompagnato nel suo cammino e che sono diventati un punto di riferimento man mano che cresceva.
Per il primo incarico da parroco ha un po’ di sana preoccupazione?
Il nuovo parroco ha ammesso di sentire sicuramente trepidazione. Ha riconosciuto che, pur continuando ad essere prete, si assumono responsabilità diverse e maggiormente complesse rispetto a quelle di un collaboratore. Un parroco, ha spiegato, deve avere uno "sguardo d’insieme" delle cose a cui non era abituato come vicario. Nonostante la consapevolezza delle sfide e la necessità di conoscere nuove comunità, con numeri e situazioni diverse, Don Fabio si è detto sereno nell'affrontare il nuovo cammino, sebbene le nuove responsabilità coinvolgano due parrocchie distinte e due Comuni diversi.
C’è un versetto del Vangelo che l’ha accompagnata in questi anni?
Due versetti del Vangelo di Giovanni lo hanno sempre guidato, scelti anche per l'immaginetta della sua prima Messa: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi" (Giovanni 1, 15-16). Questo versetto gli ricorda che non siamo noi a programmare le cose, ma all'origine c'è sempre la chiamata del Signore, e siamo sempre nella volontà di Dio. L'altro versetto, sempre di Giovanni, è "Rimanete nel mio amore". Per Don Fabio, se è Dio che chiama per portare avanti la missione, è essenziale rimanere radicati nel Suo amore per diventare portatori e testimoni di esso.
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