La chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari a Sestola, in stile barocco, rappresenta un punto di riferimento storico e architettonico di grande importanza per il territorio modenese.

Origini e Sviluppo Storico
La Chiesa di San Nicola di Bari a Sestola è stata presumibilmente edificata sui resti della cappella del castello ed è citata nei cataloghi delle antiche chiese modenesi già nel XII e nel XVI secolo. La sua edificazione risale al XVII secolo, per poi essere rimodernata e restaurata agli inizi del Novecento.
A metà del XVI secolo, la chiesa era suddivisa in due edifici distinti: la parrocchiale e l’oratorio della Beata Vergine del Rosario. A causa del pessimo stato di conservazione, nel XVII secolo la curia modenese impose un restauro che portò all’unione dei due edifici in una sola chiesa.
Numerose sono le trasformazioni che questo edificio ha subito nel corso dei secoli. La parete esterna del manufatto religioso è parte integrante delle fortificazioni del castello, suggerendo un forte legame con la struttura difensiva locale. Fonti orali narrano di un granaio che in seguito fu trasformato in Chiesa; l’esistenza di un granaio comunitario, appartenente alla Congregazione del Santissimo Sacramento e al quale aderivano le famiglie dell’abitato, è documentata nel XVII secolo. La Chiesa, in questo contesto, può aver avuto la funzione di polo primario attorno al quale si sono aggregate le residenze, influenzando lo sviluppo urbanistico del borgo.
Architettura Esterna
La facciata della chiesa, scandita da lesene, si presenta semplice ma armoniosa, caratterizzata da un bel cornicione e da un frontone curvilineo. È suddivisa in quattro lesene sovrastate da un timpano, e anche il portale principale ne presenta uno retto da mensole decorate. Dunque, in epoca barocca, la Chiesa si arricchisce di altari e, nella facciata, dei due portali. È ipotizzabile anche un ampliamento del lato della struttura che dà verso la piazza e l’inglobamento del campanile nell’edificio religioso.

Gli Interni: Struttura e Ambienti
L’interno della chiesa è ad unica navata, arricchita da cappelle laterali impreziosite da altari in marmo policromo. Nell’analisi della Chiesa di San Nicola si riscontra una certa irregolarità nell’articolazione planimetrica. La navata principale è caratterizzata da tre ambienti che affacciano sul lato sinistro (quello verso la piazza), in corrispondenza delle ultime tre campate, e da cappelle a muro sul lato opposto.
Per accedere a questi vani laterali vi sono delle aperture ad arco, che richiedono alla volta a botte che copre la navata principale di presentare delle lunette (volte a forma di unghie). La volta a botte nell’architettura religiosa ha origini molto antiche, risalenti all’alto Medioevo, mentre è sicuramente successivo l’uso di arconi di sostegno trasversali che servono a rinforzare le volte a botte e che suddividono in campate la navata della Chiesa.
Degli arconi originari, introdotti nel periodo preromanico, si conserva solo quello dell’ultima campata, la più vicina all’altare, che non arriva fino a terra, ma si innesta con un pulvino nella muratura; gli altri arconi sono delle aggiunte in mattoni di epoca recente. Invece, rimandano all’età rinascimentale le volte lunettate della navata centrale e i pilastri che sorreggono gli archi al posto delle colonne. Le cappelle laterali, apparse anch’esse in questo periodo, servono a scaricare la pressione delle strutture a volta della navata centrale.
La Sagrestia
Sul lato destro del presbiterio sorge la sagrestia, a pianta rettangolare, coperta da una volta a padiglione, con il colmo dotato di otto lunette, disposte lateralmente (due per lato) lungo le facciate interne. Dentro questo ambiente si è conservato l’antico pavimento in pietra, il quale originariamente si trovava in tutta la chiesa, prima che fosse realizzato quello in marmo, di fattura ottocentesca.

Opere d'Arte
La chiesa di San Nicola di Bari custodisce pregevoli opere d'arte che ne arricchiscono il valore spirituale e culturale. A Luigi Morgari, pittore dell’Ottocento, si deve il grande affresco del catino absidale, mentre a Raffaele Resio sono attribuiti gli affreschi della volta.
Nelle cappelle laterali si possono ammirare altre significative opere: nella prima cappella a sinistra si trova una "Madonna con Bambino e San Filippo Neri" di Gio Agostino Ratti, mentre nella seconda cappella sono esposti "San Giuseppe avvisato dall’Angelo" e la "Fuga in Egitto" del pittore locale Silvio Novaro. Al centro dell’ampio presbiterio spicca un altare con un Crocifisso ligneo del XVIII secolo, attribuito allo scultore Anton Maria Maragliano.
Il Campanile
Il campanile della chiesa, posto in posizione mediana rispetto ai due ingressi, è ad un solo piano e presenta un tratto terminale cuspidato. Questa torre campanaria, oltre ai suoi significati architettonici, possiede anche importanti valenze paesaggistiche: è posta nel punto più alto del castello, costituendo così un fulcro visivo per l’intero abitato di Sestola. Tuttavia, il terremoto del 1887 determinò il crollo del tetto e della cuspide del campanile, che da allora non venne più ricostruita nella sua forma originaria.

San Nicola di Bari: Il Titolare della Chiesa
La chiesa è dedicata a San Nicola di Bari, una figura di grande venerazione nel cristianesimo. Il Santo era originario di Patara di Licia, dove nacque il 15 marzo 270 e morì a Myra, il 6 dicembre 343, un'antica città ellenica della Licia, nell’attuale Turchia meridionale; da qui deriva il nome di San Nicola di Myra.
L’appellativo “di Bari” fa riferimento al luogo in cui vennero traslate e dove attualmente sono ubicate le sue reliquie. Sappiamo infatti che nel 1087, sessantadue marinai si impossessarono delle reliquie del santo e le consegnarono a un monaco benedettino, il quale edificò in suo onore una basilica a Bari, consolidando così il culto e la fama del santo in Occidente.
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