La Parrocchia di San Sebastiano, situata nell'area vesuviana e guidata da Don Enzo Cozzolino, è un vero e proprio motore di solidarietà e preghiera. Di fronte a problematiche come la microcriminalità, l'abbandono scolastico e la povertà, la comunità cristiana ha scelto di non rimanere inerte, ma di agire attivamente, sostenuta e accompagnata dal suo parroco.

Il Contesto Territoriale: San Sebastiano al Vesuvio
Il comune di San Sebastiano al Vesuvio (NA) si trova alle pendici occidentali del celebre vulcano, a circa 10 chilometri da Napoli, nel cuore del parco nazionale del Vesuvio. Quest'area è afflitta dall'abusivismo edilizio, una problematica che aggrava significativamente il rischio di dissesto idrogeologico della zona, richiedendo costanti interventi di vigilanza.
Nonostante le sfide, San Sebastiano al Vesuvio conserva anche aspetti positivi. Nonostante la quasi totale distruzione degli edifici causata dall'eruzione del 1944, il paese ha saputo conservare e restaurare alcune importanti testimonianze storiche e architettoniche. Tra queste spicca il Santuario di San Sebastiano Martire, risalente al ’700. Con la sua imponente cupola bianca, il Santuario domina il centro storico ed è considerato il simbolo del paese.

Un'Opera di Solidarietà che Fiorisce
All’ombra di questo gioiello d’arte è fiorita una gemma di solidarietà: da cinque anni una comunità si dedica a sanare le ferite dei bisognosi, sia del comune vesuviano che della città di Napoli. Questa è un'opera importante, frutto del lavoro intenso iniziato proprio dal parroco, Don Enzo Cozzolino.
Don Enzo Cozzolino, pur essendo una persona aperta, molto diretta e spontanea, non ama parlare di sé. Sono le iniziative della comunità a farlo per lui. Lina Mazzone, volontaria della parrocchia, ribadisce che "le attività rivolte a chi è in difficoltà non si sono fermate mai, nemmeno durante il Covid. Anzi, si arricchiscono di sempre nuove iniziative".
Le Iniziative per i Bisognosi
L'attenzione ai poveri non si ferma a Napoli. Lina Mazzone e Amedeo Lentini, una coppia di San Sebastiano al Vesuvio, raccontano il loro impegno, nato da un cammino di fede in parrocchia. Ogni lunedì, in luoghi come Via Marina, al molo Beverello, ai giardini, al porticciolo del Molosiglio e alla Galleria, vengono distribuiti 300 panini e coperte. Questo gesto concreto va oltre il semplice contatto e si traduce in un messaggio sincero e chiaro di vicinanza a chi soffre.
In parrocchia, inoltre, sta nascendo un centro di ascolto, dove psicologi, assistenti sociali e medici, insieme ai volontari, si dedicheranno ad ascoltare i fratelli che bussano alla porta della comunità. Questo dimostra un agire a tutto campo che mette al centro la persona.
Il Laboratorio Sartoriale "Sartiamo"
Un esempio concreto dell'impegno parrocchiale è l'incontro con Monica Cozzolino, che anima il gruppo "Sartiamo". Si tratta di uomini e donne dai 20 ai 60 anni, volontari insieme a persone fragili, che si dedicano al cucito. Monica, che possiede un brand di abbigliamento a Napoli e in altre città, ha risposto alla richiesta di Don Enzo di impegnarsi in un progetto inclusivo proponendo la creazione di un laboratorio sartoriale. L'obiettivo non è solo quello di condividere un'esperienza, ma anche di fare formazione e creare opportunità di lavoro, superando ogni barriera mentale o materiale, anche per chi, ad esempio, non può più camminare. Una "sartoria del cuore", anch'essa frutto di questa parrocchia del Vesuviano.

Supporto agli Stranieri e Questioni Burocratiche
Don Enzo Cozzolino considera molto importante seguire le persone straniere che non hanno nessuno. È lui stesso a recarsi in prefettura a Napoli per sbrigare piccole e grandi difficoltà legate a documenti da richiedere o ai più vari servizi burocratici da sistemare. Questo impegno a tutto campo mette la persona al centro dell'attenzione.
La Fede come Motore dell'Impegno
Microcriminalità, abbandono scolastico e povertà sono tra le ferite di questa terra. Chi frequenta la vita della comunità ne è consapevole e ha scelto di non rimanere alla finestra, ma di organizzarsi con continuità per stare accanto alle persone sole a cui serve un riferimento o una parola di attenzione, gesti semplici ma profondi. Per molti volontari, l'impegno serale verso i poveri o le persone sole è "fede incarnata".
Lina Mazzone afferma: "Perché lo faccio? Perché vivere la fede significa stare accanto. Gesù per primo ci ha insegnato ad essere con gli ultimi".
L'impegno dei volontari è nato spesso da una catechesi che Don Enzo condivide con i suoi fedeli: il cammino delle Dieci Parole. Questo percorso è scandito da appuntamenti settimanali con incontri di catechesi biblica, riflessione, preghiera e confronto fraterno. Sono momenti profondi legati alle esperienze del quotidiano, illuminate dalla Parola di Dio.
Al centro di tutto l'operato, però, c'è la preghiera. Il parroco rimarca che sono i laici la colonna portante dell'impegno parrocchiale. Un momento significativo per tutta la comunità è stato il pellegrinaggio della statua della Madonna Immacolata, la Regina di Napoli, al Santuario di San Sebastiano Martire a settembre.
"L’icona, molto venerata dai napoletani, ci ha donato l’opportunità di pregare e meditare anche su quello che stavamo facendo - racconta il sacerdote. - Ringrazio Dio, tutti i volontari e i fedeli che hanno partecipato a questo evento di grazia: tutte le opere di misericordia partono dall’esempio di un amore incondizionato, come quello che insegna Maria, donna del silenzio sempre vicina agli ultimi".