La figura di Madre Teresa di Calcutta, canonizzata per il suo instancabile servizio ai più poveri tra i poveri, è profondamente legata non solo alla sua congregazione, le Missionarie della Carità, ma anche, in diversi modi, alla famiglia salesiana. La Madre stessa ha riconosciuto apertamente le affinità e la collaborazione con l'opera di San Giovanni Bosco, evidenziando un punto di unione fondamentale tra i due carismi: i poveri.

Un Amore Incondizionato per i Poveri
Sia Don Bosco che Madre Teresa hanno dedicato la loro vita ai più emarginati, vedendo in essi la presenza stessa di Cristo. Madre Teresa ha espressamente affermato: «Il dono che Don Bosco fece per i più poveri tra i poveri è stato quello di portare quell’amore alla nostra gente. Egli amò i poveri come Gesù li amò, e penso che il punto di unione tra voi e noi è proprio questo: i poveri!».
Le Missionarie della Carità fanno un voto speciale che le lega «ai più poveri tra i poveri: a coloro che sono abbandonati, a coloro che nessuno ama e di cui nessuno si cura; ai malati e ai morenti abbandonati, ai rifiuti della società, ai lebbrosi, agli handicappati mentali e fisici e a tutti quelli di cui la società si è disfatta». Il loro servizio si estende dall'accoglienza di mamme e bambini a Milano, alla gestione di mense per uomini, all'assistenza ai malati e agli anziani, e alla visita delle famiglie povere.
Parallelamente, la vocazione di Don Bosco era rivolta ai «ragazzi e giovani, specialmente di quelli che, abbandonati dai genitori, trascinavano una vita oziosa ed errabonda tra le insidie della strada, senza che alcuno pensasse a parlare loro di Dio e li educasse all’onestà del vivere». Con "soavissima carità" li accostava, fondando l'Oratorio Salesiano, ospizi e collegi per accoglierli e formarli, privi com'erano «di pane, di vesti e di tetto».
Entrambi i santi condividevano una profonda consapevolezza della presenza di Cristo nei poveri. Don Bosco sapeva, «non solo per un atto di fede ma per una convinzione profonda, che ciò che egli faceva per quei monelli lo faceva per Gesù stesso». Allo stesso modo, Madre Teresa saziava la "sete" di Gesù «amandoLo e servendoLo nelle sembianze sfigurate dei più poveri». Per Madre Teresa, la povertà non era solo materiale; la «fame di amore, fame di stima», l'essere «senza casa vuol dire sentirsi abbandonati e rigettati, rifiuti della società» rappresentano un "buio esistenziale" nel mondo occidentale, un'altra forma di sete di Dio.

La Centralità della Preghiera e dell'Eucaristia
La forza e l'efficacia dell'apostolato di entrambi i santi scaturivano da una vita di preghiera intensa e dalla centralità dell'Eucaristia.
Madre Teresa ribadiva: «La nostra attività è frutto della nostra preghiera». La sua giornata iniziava con «la preghiera, con la meditazione, con l’Eucaristia» e si concludeva con «un’ora di adorazione». Questo "dono meraviglioso di Dio" ha portato un «cambiamento radicale» nella vita delle sue suore, approfondendo «l’amore per Gesù», l'«amore vicendevole» e rendendo «l’amore per i poveri più compassionevole», oltre a raddoppiare il numero delle vocazioni. Era convinta che «per poter comprendere i poveri, per poter conoscere la povertà» fosse necessaria «una vita profonda di preghiera, di penitenza e di sacrificio».
Per Don Bosco, il «culto eucaristico» era, insieme alla devozione mariana, un «punto fondante per la spiritualità e la vita» delle sue istituzioni. Il Cristo "vivo e presente nell’Eucaristia" era «forza e consolazione, sorgente di pace e insieme fuoco di attività» nella sua vita. Egli credeva fermamente che «non c’è via verso la santità senza l’Eucaristia» e che essa fosse «la chiave di volta per la conversione radicale del cuore all’amore di Dio».
L'eucaristia prende vita durante l'adorazione, le straordinarie immagini del miracolo
La Devota Adesione a Maria
Un altro legame profondo tra Don Bosco e Madre Teresa, e le loro rispettive opere, è la devozione mariana. L'amore di Don Bosco per Maria Ausiliatrice è stato un «filo conduttore ininterrotto lungo tutta la sua vita». Vedeva Maria come "Madre e Maestra", un modello di sapienza che "custodisce e medita ogni cosa nel proprio cuore", e una Regina "potente" che interviene «nella lotta contro il male». Per lui, «amore a Maria e amore all’Eucaristia vanno sempre insieme, sono le due colonne che sostengono la vita e la missione della Chiesa».
Anche se nel testo fornito l'esplicita menzione della devozione mariana di Madre Teresa è meno estesa, la sua esortazione a «Preghiamo dunque la Madonna» e la sua stretta collaborazione con la congregazione salesiana, che pone Maria al centro della sua spiritualità, testimoniano una fede mariana condivisa, fondamentale per entrambi i santi nell'affidamento delle loro opere a Dio.

Fondatori di Ordini Dedicati al Servizio
Entrambi i santi furono fondatori di congregazioni religiose il cui scopo primario era perpetuare il loro carisma di carità e servizio. Madre Teresa ha fondato le Missionarie della Carità il 7 ottobre 1950, un'opera che al momento della sua morte si era estesa con «594 case in centoventi nazioni». Questa fondazione fu una "chiamata nella chiamata", una risposta chiara alla voce di Gesù.
Don Bosco, per dare «consistenza e continuità alla sua opera a favore della gioventù», sentì la chiamata a fondare la Congregazione Salesiana, le Figlie di Maria Ausiliatrice per le giovani, e l'Associazione dei Salesiani Cooperatori e l'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), estendendo così il suo carisma anche ai laici. La sua intuizione ha creato una vasta Famiglia Salesiana, un «dono di Dio» per portare Cristo nella vita di tante persone.
La "Sete" di Anime e la Condivisione della Sofferenza di Cristo
Madre Teresa sperimentò profondamente la "sete" di Gesù, che per lei significava «Ho sete di amore e di anime». Questa sete la portò a «consumarsi per la salvezza e la santificazione dei più poveri tra i poveri». La sua famosa "notte oscura" di cinquant'anni, un "deserto" spirituale, fu compresa come una richiesta di Gesù di «condividere la sua sofferenza spirituale nell’Orto del Getsemani e sulla croce», un "buio apostolico" per i non amati del mondo.
Anche Don Bosco, spinto da un «ardentissimo... zelo per la salute delle anime», dedicò la sua vita a portare l'amore e la compassione di Dio. La sua vita fu costellata di «fatiche, contrasti, calunnie e persecuzioni», ma egli perseverò, fiducioso nell'«aiuto divino».
Interazioni e Mutuo Apprezzamento
La relazione tra Madre Teresa e la Famiglia Salesiana non fu solo spirituale, ma anche pratica e collaborativa. Madre Teresa espresse più volte la sua «riconoscenza ai salesiani perché in molte parti dell’India essi lavorano dove sono le nostre consorelle». A Calcutta, i Padri salesiani «si prendono grande cura delle nostre suore» e della "Città dei Ragazzi", ospitando numerosi giovani abbandonati.
Numerosi salesiani, come don Attilio Colussi, don Luciano Colussi, don Joseph Thelekkatt e don Stroscio Rosario, ebbero dirette interazioni con Madre Teresa, collaborando alle sue opere o ricevendo il suo appoggio. Significativo fu l'intervento di Madre Teresa per don Stroscio, accusato ingiustamente, per permettergli di continuare a essere cappellano delle Missionarie della Carità. Nel 1984, Madre Teresa visitò il 22° Capitolo Generale della Congregazione Salesiana, esortandoli a «restare fedeli a Don Bosco e alla sua missione tra i giovani più poveri», un invito che sottolinea la profonda stima e l'identificazione di un comune obiettivo.