Claudio Monteverdi: Vespro della Beata Vergine, diretto da Sir John Eliot Gardiner

Il Vespro della Beata Vergine, composto da Claudio Monteverdi nel 1610 a Mantova, è oggi considerato uno dei capolavori più preziosi del patrimonio musicale. La sua esecuzione sotto la direzione del brillante Sir John Eliot Gardiner, con il Monteverdi Choir, gli English Baroque Soloists e Les Pages du Centre de musique baroque de Versailles, rappresenta un evento di straordinaria importanza.

Copertina dell'album

Un'eredità musicale e una carriera pionieristica

La storia di questa composizione è intrinsecamente legata alla carriera di Sir John Eliot Gardiner. Il 5 marzo 1964, ancora studente a Cambridge, Gardiner diresse un coro e un'orchestra da lui meticolosamente assemblati per l'esecuzione dei Vespro di Monteverdi. Quel concerto, tenutosi nella Cappella del King's College di Cambridge, segnò l'inizio della sua straordinaria carriera. Cinquant'anni dopo, lo stesso giorno, Sir John Eliot Gardiner è tornato nello stesso luogo per dirigere nuovamente il suo Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists in un'altra interpretazione dei Vespro.

L'esecuzione del 1964 fu un evento pionieristico. Come chiarisce Gardiner nel suo saggio, le esecuzioni dei Vespro erano allora rare e per realizzare la sua visione fu necessario creare un'edizione performativa della partitura. La sfida includeva anche l'assemblaggio di un coro di cantanti per i quali cantare la musica di Monteverdi era un'esperienza nuova, e il reclutamento di un'orchestra, compito che richiese la ricerca di musicisti capaci di suonare il "tradizionalmente difficile" cornetto. La dedizione di Gardiner fu tale che il suo tutor di Cambridge gli concesse un anno di congedo dal corso per potersi dedicare alla pianificazione ed esecuzione della performance.

Fotografia di Sir John Eliot Gardiner durante una prova o esecuzione

L'evoluzione di un ensemble e di un direttore

Da quell'evento del 1964, il Monteverdi Choir si è evoluto in uno dei cori professionali più rinomati al mondo. Mentre la performance del 1964 impiegava un ensemble che mescolava strumenti moderni e d'epoca, gli attuali English Baroque Soloists sono un ensemble di strumenti d'epoca di fama mondiale. Lo stesso Gardiner è diventato uno dei direttori d'orchestra più importanti a livello globale, con un repertorio che spazia dalla musica rinascimentale a quella del XX secolo.

L'ampia diffusione della musica di Monteverdi è testimoniata dal gran numero di registrazioni dei Vespro realizzate negli ultimi 52 anni. Due di queste sono state dirette dallo stesso Gardiner.

Registrazioni precedenti di Gardiner dei Vespro

  • 1974 (Decca): Registrata con un mix di strumenti moderni e d'epoca, l'ensemble comprendeva la Monteverdi Orchestra, il Philip Jones Brass Ensemble e il David Munrow Recorder Ensemble. Tra i solisti spiccano Felicity Palmer, James Bowman, Robert Tear, Philip Langridge e John Shirley-Quirk.
  • 1989 (Archiv Produktion): Registrata per celebrare il 25° anniversario del Monteverdi Choir, questa versione vede l'impiego esclusivo di un'orchestra d'epoca. I solisti includono luminari come Michael Chance, Nigel Robson e Bryn Terfel.

La più recente registrazione, quella oggetto di questa analisi, si distingue per l'utilizzo di solisti esterni nelle prime due registrazioni, mentre in questa Gardiner si avvale principalmente dei cantanti del suo Monteverdi Choir.

Monteverdi

La performance di Versailles: un'esperienza immersiva

La performance registrata a Versailles, nella Chapelle Royale, è stata scelta da Gardiner come luogo ideale per eseguire questo capolavoro. L'architettura della cappella, con il pubblico seduto in una posizione simile a quella dei concerti rinascimentali, amplifica gli echi e i dialoghi tra i cantanti, esaltati dalla disposizione su diverse altezze.

La scelta di Versailles offre un contesto sontuoso, perfettamente in sintonia con la ricchezza della musica di Monteverdi. L'uso intelligente degli spazi dell'edificio, comprese le gallerie, contribuisce a creare un'esperienza sonora avvolgente. Ad esempio, i tre tenori e i loro chitarroni vengono dislocati nella galleria posteriore per cantare il Duo Seraphim, creando un effetto mesmerizzante con la musica che echeggia nello spazio.

L'illuminazione atmosferica della cappella e la cinematografia ideale, con tagli che permettono di ammirare gli splendori dell'architettura, completano l'esperienza visiva.

Solisti e Coro: un'interpretazione vibrante

La performance vocale è di altissimo livello. I solisti vocali, Silvia Frigato ed Emanuele Galli, interpretano i loro assoli con un approccio drammatico e operistico, senza mai eccedere. La loro interpretazione, con l'evidente incoraggiamento del direttore, è particolarmente efficace in brani come Pulchra es, dove le voci femminili offrono un canto sensuale e decisamente privo di qualsiasi rigidità liturgica.

I tenori brillano per passione e stile. Nicholas Mulroy offre contributi eccitanti e di grande apertura vocale, mentre il tenore che canta Audi coelum, identificato come il polacco Krystian Adam, offre un'interpretazione magnifica e intensa, teatrale e audace.

Il coro, composto da 30 elementi (11 soprani, 6 contralti, 6 tenori, 7 bassi), inclusi i solisti, offre una prestazione splendida. L'esecuzione di Dixit Dominus colpisce per l'animazione del canto e dell'esecuzione strumentale. Nei passaggi di Laudate pueri si alternano sezioni corali eccitanti e ritmicamente vitali a momenti di canto caldo e sensuale. Lauda Jerusalem Dominum si distingue per un attacco terrificante.

Il Magnificat, il movimento più lungo dell'opera, rappresenta forse il culmine degli sforzi corali. Gardiner guida un'interpretazione piena di immaginazione, colore e brio, suddividendo il cantico in brevi sezioni, alcune con solisti, tutte molto diverse tra loro.

I giovani cantanti di Les Pages du Centre de Musique Baroque de Versailles, posizionati nella galleria, cantano con sicurezza e fermezza in brani come Sancta Maria, ora pro nobis e Ave maris stella, oltre a partecipare al Magnificat. Una giovane ragazza, di circa 13 anni, offre un piccolo assolo nel Magnificat con notevole delicatezza.

Schema della disposizione degli esecutori nella Chapelle Royale di Versailles

La visione di Gardiner e la qualità della registrazione

Sir John Eliot Gardiner è la forza trainante che unisce e ispira tutti gli esecutori. Vive e respira ogni parola, ogni frase musicale, con i suoi cantanti e strumentisti. La sua passione per i Vespro non è diminuita nel corso degli anni; la partitura esercita su di lui lo stesso fascino di un tempo. Descrive i Vespro come uno "chiaroscuro sonico", e la sua capacità di far emergere i colori vibranti e le sottili sfumature della ricca tavolozza musicale di Monteverdi è magistrale.

Il pacchetto include sia un DVD che un Blu-ray. La qualità audio e video del DVD è molto buona, mentre il Blu-ray offre una maggiore nitidezza. La qualità del suono è eccellente sia attraverso la TV che attraverso un sistema hi-fi, con un basso strumentale soddisfacente e un'esperienza sonora di altissimo livello.

Rispetto alle precedenti registrazioni di Gardiner, questa ultima versione è considerata la migliore. Sebbene le registrazioni del 1974 e del 1989 conservino un grande valore, offrendo interpretazioni di alta qualità e l'emozione di ascoltare i Vespro nella Basilica di San Marco a Venezia, questa nuova registrazione a Versailles si distingue per l'eccellente equilibrio tra le parti vocali e strumentali, reso possibile dall'acustica della Chapelle Royale, che, pur essendo risonante, è più controllata rispetto alla chiesa veneziana.

Il libretto, con un ampio saggio di Gardiner, offre commenti interessanti e approfonditi sull'opera e sulla sua storia personale con essa. Questo saggio, scritto originariamente per la performance di anniversario a Cambridge, offre una prospettiva preziosa sulla sua affinità con i Vespro.

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