Miracoli Eucaristici e Vita della Diocesi di Lanciano

La storia dei miracoli eucaristici è ricca di testimonianze che vanno oltre i documenti più antichi. Oltre alla pergamena del XIII secolo, esistono numerosi altri documenti che confermano la realtà del prodigio eucaristico di Lanciano e il suo culto ininterrotto nei secoli. Vi sono, infatti, numerose bolle di papi, a cominciare da quella di Bonifacio XIII del 20 settembre 1295, fino a Giulio II, S. Pio V, Gregorio XIII, Sisto V, Paolo IV, Pio IX. A queste si aggiungono interventi di Congregazioni romane, decreti vescovili dell’arcivescovo di Lanciano e del vescovo di Ascoli, gli statuti comunali di Offida risalenti ai primi del ‘400, e doni votivi. Tra questi ultimi, i più antichi risalgono al XIV secolo e includono due anelli pontifici con stemma, tiare e chiavi incrociate, uno donato da Pio II e l’altro da Paolo II. Vi sono inoltre epigrafi, iscrizioni, lapidi e gli affreschi di Ugolino di Ilario nella cappella del SS.

Affreschi di Ugolino di Ilario nella cappella del SS.

Le Reliquie e la Tovaglia del Miracolo di Lanciano

Ad Offida, le reliquie sono attualmente conservate nella chiesa Maria SS. Percorrendo la navata, nella cappella del transetto a destra, si trova l’edicola che contiene le Sacre Reliquie. Il sacrario è stato riprodotto fedelmente all’originale, chiuso da due sportelli di legno, simile nella decorazione a quello più antico del XV secolo, rimasto nella chiesa di Sant’Agostino. Si tratta di un artistico reliquario d’argento a forma di croce, su armatura lignea, con estremità trilobate adorne di sfere. Esso è rivestito di cinque lamine. Nella lamina centrale è raffigurato Gesù crocifisso. Nelle altre quattro sono rappresentati quattro busti: quelli del braccio trasversale raffigurano l’Addolorata e San Giovanni Evangelista, mentre quelli delle testate verticali rappresentano due angeli.

Secondo la pergamena del XIII secolo, nella quale viene raccontato il miracolo, il “coppo irrigato di sangue” costituiva una prova della verità del racconto. Si tratta di una tovaglia di lino grezzo con ricami di seta, come si legge nella pergamena, con tracce di bruciature, due macchie rotonde e alcune piccole gocce di color sanguigno. La tovaglia, oltre al suo valore religioso, rappresenta senza dubbio un importante argomento di studio, in quanto è l’unico tessuto profano, cioè casalingo, esistente al mondo che ci sia giunto dalla fine del XIII secolo.

Tovaglia del miracolo eucaristico di Lanciano

Confronto con Altri Miracoli Eucaristici: Bolsena

Nei Santuari di Lanciano e Bolsena si conserva la memoria di due eventi il cui messaggio continua a convertire i cuori. La Basilica di Santa Cristina a Bolsena, cittadina dell’Alto Lazio, è lo straordinario luogo nel quale, nel lontano 1263, un sacerdote, dubbioso della reale presenza del Signore nell’ostia e nel vino consacrati, vide l’Eucaristia sanguinare durante la celebrazione della messa.

Il luogo, divenuto santuario del miracolo eucaristico, è solitamente meta di copiosi pellegrinaggi da ogni parte del mondo, soprattutto nel periodo che precede la Solennità del Corpus Domini. Il parroco, padre Vittorio Battaglia, racconta che in questo tempo di pandemia nulla è più stato come prima, ma che il contatto con i fedeli è rimasto sempre vivo e costante. Egli sottolinea la sofferenza patita durante i lunghi giorni di confinamento, dato che la basilica accoglie moltissimi pellegrini e che, nei mesi di marzo e aprile, le parrocchie della diocesi di Orvieto-Todi e quelle circostanti vi si recano con i bambini in preparazione alla prima comunione, cosa che purtroppo non è stata possibile.

Alla domanda se il messaggio del miracolo di Bolsena sia ancora efficace, soprattutto in una fase dell’umanità travagliata come quella attuale, padre Battaglia risponde con le parole di San Paolo VI, pronunciate proprio dalla città del viterbese nel 1976, a chiusura del Congresso Eucaristico Internazionale di Filadelfia: “Bolsena non dimentica, ed oggi ripresenta a noi e al mondo il miracolo compiuto nel santuario della sua santa Cristina, il quale miracolo ha ravvivato nella Chiesa d’allora e ravviva tuttora la coscienza interiore e ha perpetuato il culto esteriore, pubblico e solenne, dell’Eucaristia, del quale Orvieto e Bolsena conservano ed alimentano nel mondo l’inestinguibile fiamma”.

Basilica di Santa Cristina a Bolsena

Il Miracolo Eucaristico di Lanciano

Lanciano, in provincia di Chieti, è il teatro di un altro straordinario miracolo eucaristico. Avvenuto presumibilmente tra il 720 e il 750, vede protagonista un monaco basiliano, anch’egli attanagliato da un dubbio sulla reale presenza del Signore nell’Eucaristia. Un giorno, durante la celebrazione, il pane si trasforma in un pezzo di carne ed il vino in sangue, sotto i suoi occhi stupefatti.

Il Santuario, che conserva da quasi 1300 anni le reliquie del miracoloso evento, nonostante il lockdown ha continuato ad interagire con fedeli e pellegrini in un modo fino ad ora impensato. Lo racconta il rettore, padre Fabrizio De Lellis: “Abbiamo utilizzato i social, tramite i quali ci sono arrivate numerose richieste di preghiere. Ma in questi giorni di riapertura qualche pellegrino si è tornato a far vedere. Qui si tocca con mano la presenza reale di Dio in mezzo agli uomini”.

Attività e Notizie dalla Diocesi di Lanciano-Ortona

La vita della Diocesi di Lanciano-Ortona è caratterizzata da diverse iniziative e eventi che riflettono la sua vitalità pastorale e comunitaria.

Servizio Civile e Presentazione di Libri

  • Le porte della Caritas di Lanciano-Ortona si aprono per accogliere quanti scelgono di svolgere il servizio civile.
  • Venerdì 20 febbraio, alle ore 17.30, la sala convegni della Diocesi di Lanciano ha ospitato la presentazione del volume “Marxismo e Cristianesimo oggi in Italia” di Guido Scotti, a cura di Antonio Albanese.

Lavori di Manutenzione e Celebrazioni Liturgiche

Sono stati necessari lavori da eseguire in somma urgenza per la messa in sicurezza di alcune tegole del tetto della Cattedrale della Madonna del Ponte di Lanciano, a causare la chiusura, per alcuni giorni, del passaggio pedonale sul ponte Diocleziano.

Si sono tenute diverse celebrazioni liturgiche: la messa dell’arcivescovo Cipollone al Renzetti e l’offerta delle primule in occasione della Candelora e della Giornata della Vita Consacrata, seguita dalle celebrazioni di San Biagio a Lancianovecchia.

Riflessioni sul Pontificato di Papa Francesco e Commemorazioni

Monsignor Cipollone ha condiviso riflessioni profonde sul pontificato di Papa Francesco, sottolineando come il suo nome stesso, Francesco, racchiuda messaggi di rispetto del creato, fraternità universale, gioia, misericordia e perdono, e la rinuncia alla competizione in favore della condivisione.

Ha inoltre ricordato le parole di Papa Francesco rivolte ai giovani in Molise e all’Aquila, esortando a non lasciarsi rubare il desiderio di costruire cose grandi e solide nella propria vita e ad aspirare alla felicità con il coraggio di uscire da sé stessi e di giocare il proprio futuro insieme a Gesù.

In questi giorni, la diocesi ha rivolto preghiere e celebrazioni in ricordo di Papa Francesco. Giovedì 24 aprile, nella concattedrale di San Tommaso Apostolo ad Ortona, alle ore 19, dopo la novena, si è tenuta la santa messa diocesana celebrata dall’arcivescovo.

Il Giubileo diocesano previsto per il 10 maggio è stato rimandato all’11 ottobre 2025.

Commemorazione di Mons. Enzio d’Antonio

È venuto a mancare all’età di 99 anni S. E. Mons. Enzio d’Antonio, Arcivescovo Emerito di Lanciano-Ortona. Nato a Lanciano il 16 maggio 1925, venne ordinato presbitero il 29 giugno 1949. Eletto Vescovo il 18 marzo 1975, fu consacrato l’11 maggio 1975. Ha guidato la Diocesi di Trivento e fu coadiutore dell’Arcidiocesi di Campobasso fino al 1977. Dal 1977 al 1979 guidò l’Arcidiocesi del Capoluogo Molisano e successivamente, dal 1982, fu promosso alla sede di Lanciano-Ortona, che lasciò nel 2000 per raggiunti limiti d’età.

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