L'Esortazione Apostolica Evangelii Nuntiandi: Una Guida per l'Evangelizzazione Contemporanea

L'Evangelii Nuntiandi è una celebre esortazione apostolica di Papa Paolo VI, promulgata nel 1975, che si fonda sull'impegno di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo. L'allora cardinale Bergoglio l'ha definita il "testamento pastorale del grande Paolo VI". Questo documento è considerato la "magna charta dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo" ed è ancora oggi di straordinaria attualità, tanto da essere citato e raccomandato per la lettura e rilettura da Papa Francesco.

L'impegno di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo, animati dalla speranza ma spesso travagliati dalla paura e dall'angoscia, è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l'umanità (EN, n. 1).

Ritratto di Papa Paolo VI che promulgò l'Evangelii Nuntiandi

I. Dal Cristo Evangelizzatore alla Chiesa Evangelizzatrice

L'Esortazione apostolica prende avvio dalla missione di Gesù stesso, che ha definito il suo scopo con le parole: "Per questo sono stato mandato" (EN, n. 6). Gesù è il primo e più grande evangelizzatore, il quale ha compiuto questa missione con l'annuncio del Regno di Dio, con la rinuncia e la croce, con lo spirito delle beatitudini, e con i segni dei miracoli (EN, n. 10, 12).

Il mandato di Cristo è eterno e per tutti gli uomini di tutti i tempi. La Chiesa, consapevole di ciò, si applica in tutta verità questa missione: "Per me evangelizzare non è un titolo di gloria, ma un dovere. guai a me se non predicassi il vangelo!" (EN, n. 14). La Chiesa nasce dall'azione evangelizzatrice di Gesù e dei Dodici, ed è chiamata a continuare tale azione. Non è mai chiusa in sé stessa, ma si fa predicazione e annuncio della buona novella (EN, n. 15).

La Chiesa è depositaria della buona novella che si deve annunciare, avendo ricevuto da Dio il cammino della salvezza (EN, n. 15). Non vi è vera evangelizzazione senza la Chiesa, attraverso la quale il Vangelo può raggiungere il mondo.

II. Che cosa significa evangelizzare

Evangelizzare è un processo complesso che include diversi elementi e aspetti. Significa portare la Buona Novella in tutti gli strati dell'umanità e, con il suo influsso, trasformare dal di dentro, rendere nuova l'umanità stessa. L'evangelizzazione mira a convertire la coscienza personale e collettiva degli uomini (EN, n. 18).

Il documento mette a fuoco l'ambito dell'evangelizzazione: essa non consiste solo nella missione della Chiesa di predicare Cristo a coloro che non lo conoscono o che non camminano più con Lui, ma anche nel "diffondere, consolidare, nutrire e far sempre più maturare la fede di coloro che già sono fedeli o credenti" (EN, n. 54).

Schema che illustra gli elementi chiave dell'evangelizzazione secondo l'Evangelii Nuntiandi

Evangelizzazione della Cultura

Un aspetto cruciale è l'evangelizzazione della cultura. Paolo VI afferma che "occorre evangelizzare - non in maniera decorativa, a somiglianza di vernice superficiale, ma in modo vitale, in profondità e fino alle radici - la cultura e le culture dell'uomo" (EN, n. 20). La rottura tra Vangelo e cultura è senza dubbio il dramma della nostra epoca, e le culture devono essere rigenerate mediante l'incontro con la Buona Novella. Questo richiede una profonda riflessione sulla realtà di una fede che talvolta non è interessata alla cultura, né nel suo aspetto elevato né nella sua realtà di visione del mondo (EN, n. 20).

III. Il Contenuto dell'Evangelizzazione

Il contenuto dell'evangelizzazione include l'annuncio del Regno di Dio, che è al cuore del messaggio di Gesù (EN, n. 26). Esso è un dono di grazia e misericordia di Dio stesso all'uomo (EN, n. 27). È anche la proclamazione della liberazione da tutto ciò che opprime l'uomo, inclusi peccato, ingiustizia e disumanizzazione. Tuttavia, questa liberazione non si identifica con la sola liberazione politica o sociale, ma ha una significazione fondamentale religiosa, perché deve liberare dal peccato e ricondurre alla giustizia di Dio (EN, n. 32-33).

L'evangelizzazione porta alla conversione, all'adesione del cuore alle verità rivelate dal Signore. Essa implica un cambiamento di vita, di essere, di vivere e di vivere insieme, che il Vangelo inaugura, manifestandosi in un ingresso visibile nella comunità dei fedeli (EN, n. 23).

IV. Le Vie dell'Evangelizzazione

L'Evangelii Nuntiandi identifica diverse vie attraverso cui l'evangelizzazione si realizza:

1. La Testimonianza

La Buona Novella deve essere anzitutto proclamata mediante la testimonianza. Un cristiano o un gruppo di cristiani, nella comunità di uomini in cui vivono, manifestano capacità di comprensione e di accoglimento, comunione di vita e di destino con gli altri, solidarietà negli sforzi per tutto ciò che è nobile e buono. Essi irradiano fede in valori che sono al di là dei valori correnti e speranza in qualcosa che non si vede. Questa testimonianza senza parole fa sorgere in coloro che li vedono vivere domande irresistibili: "Perché sono così? Perché vivono in tal modo? Che cosa o chi li ispira? Perché sono in mezzo a noi?" (EN, n. 21). Una tale testimonianza è già una proclamazione silenziosa ma molto forte ed efficace della Buona Novella. Papa Paolo VI sottolineava: «L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni» (EN, n. 41). La testimonianza, dunque, è il primo mezzo di evangelizzazione e condizione essenziale per la sua efficacia (EN, n. 76).

Tuttavia, la testimonianza da sola non è sufficiente. Anche la più bella testimonianza si rivelerà a lungo impotente se non è illuminata, giustificata ed esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù. La Buona Novella, proclamata dalla testimonianza di vita, dovrà quindi essere presto o tardi annunciata dalla parola di vita. Non c'è vera evangelizzazione se il nome, l'insegnamento, la vita, le promesse, il Regno, il mistero di Gesù di Nazareth, Figlio di Dio, non siano proclamati (EN, n. 22).

2. La Predicazione e la Catechesi

La predicazione e la catechesi sono vie fondamentali. La predicazione è effettiva quando è "semplice, chiara, diretta, ben adattata, e profondamente legata all'impegno del Vangelo e fedele al magistero, animata da un equilibrato ardore apostolico, [...] piena di speranza, fede coraggiosa e quando produce pace e unità" (EN, n. 42). Il mondo, immune ai sermoni, ha ancora sete di questa proclamazione verbale di un messaggio che è portatrice della potenza di Dio. L'omelia, in particolare, mantiene tutta la sua forza (EN, n. 43).

La catechesi, invece, è un momento dell'evangelizzazione che, nell'insegnamento cristiano, cerca di sviluppare una comprensione del mistero di Cristo in modo sempre più ricco. La sua funzione è non solo intellettuale ma mira a una vera educazione della fede (EN, n. 44).

3. I Mezzi di Comunicazione Sociale

L'Evangelii Nuntiandi riconosce l'importanza dei mezzi di comunicazione sociale, come la stampa, la radio e la televisione, quali potenti strumenti per diffondere la Buona Novella a milioni di persone, rappresentando una versione moderna ed efficace del pulpito (EN, n. 45).

4. I Sacramenti e la Pietà Popolare

I sacramenti non sono soltanto una ricchezza per la Chiesa, ma sono anche un mezzo importante di evangelizzazione (EN, n. 47). La pietà popolare, con le sue espressioni come i pellegrinaggi, le feste religiose, le devozioni, anche se ha i suoi limiti e può presentare deformazioni, è ricca di valori per l'evangelizzazione. È un realismo pastorale riconoscerla come un'espressione viva dell'anima di vasti gruppi umani (EN, n. 48, 53).

V. I Destinatari dell'Evangelizzazione

La Chiesa ha ricevuto il mandato di predicare il Vangelo "a ogni creatura" e "fino agli estremi confini della terra" (EN, n. 49-50). I destinatari sono molteplici:

  • Coloro che non conoscono Cristo e il suo Vangelo, anche in aree dove l'annuncio è contrastato o impedito (EN, n. 50).
  • Le comunità cristiane che sono già formate ma hanno bisogno di essere continuamente alimentate e sostenute (EN, n. 54).
  • Il mondo moderno, segnato dall'aumento della non credenza, dal secolarismo e dall'indifferenza religiosa, anche tra i battezzati che sono ai margini della vita di fede (EN, n. 55-56).
  • Le piccole comunità o "comunità di base", che fioriscono un po' dappertutto nella Chiesa. Possono essere un luogo privilegiato di evangelizzazione se cercano il loro alimento nella Parola di Dio, evitano la contestazione sistematica, restano attaccate alla Chiesa particolare e universale, mantengono comunione con i Pastori e il Magistero, e non si considerano gli unici depositari del Vangelo (EN, n. 58).

Evangelii Nuntiandi 2

VI. Gli Operai dell'Evangelizzazione

La Chiesa è tutta intera evangelizzatrice, ma vi sono ruoli e compiti diversi. Nessuno può esercitare il compito di evangelizzare senza esservi stato inviato (EN, n. 59). Evangelizzare non è mai un atto individuale e isolato, ma profondamente ecclesiale. Ogni evangelizzatore agisce in unione con la missione della Chiesa e in nome di essa (EN, n. 60).

Il Successore di Pietro, i Vescovi e i Sacerdoti

Il Successore di Pietro è investito del ministero preminente di insegnare la verità rivelata. I Vescovi, successori degli Apostoli, ricevono l'autorità per insegnare e sono maestri della fede. Ad essi sono associati i sacerdoti, che "agiscono in persona di Cristo" come educatori del Popolo di Dio, predicatori e ministri dei Sacramenti (EN, n. 67-68). Tutti i Pastori sono chiamati a proclamare con autorità la Parola di Dio, a radunare il Popolo di Dio disperso e a nutrirlo.

I Religiosi e i Laici

I religiosi trovano nella vita consacrata un mezzo privilegiato per una evangelizzazione efficace. Essi sono testimoni di santità, della disponibilità totale verso Dio e i fratelli (EN, n. 69). I laici, per mezzo del battesimo, sono chiamati anch'essi a essere evangelizzatori, contribuendo con la loro vita quotidiana e il loro apostolato nel mondo (EN, n. 70).

La Famiglia e i Giovani

La famiglia è una "Chiesa domestica" e svolge un'azione evangelizzatrice insostituibile. I membri della famiglia evangelizzano e sono evangelizzati a vicenda (EN, n. 71). Anche i giovani sono destinatari e protagonisti dell'evangelizzazione, con la loro disponibilità e sete di vita (EN, n. 72).

VII. Lo Spirito dell'Evangelizzazione

L'evangelizzazione procede e porta frutto solo se animata dall'azione dello Spirito Santo. Egli è l'agente principale dell'evangelizzazione (EN, n. 75). Senza lo Spirito Santo, si potrebbe fare solo "pubblicità della Chiesa", non evangelizzare. È lo Spirito Santo che spinge ad annunciare il Vangelo e che nell'intimo delle coscienze fa accogliere e comprendere la parola della salvezza (EN, n. 75).

Autenticità, Unità e Verità

Il nostro secolo ha sete di autenticità, e gli evangelizzatori devono irradiarne la gioia del Cristo (EN, n. 76). Papa Francesco ha ribadito l'importanza della coerenza tra ciò che si crede, ciò che si annuncia e ciò che si vive, ponendo le domande chiave di Paolo VI: «Credi a quello che annunci? Vivi quello che credi? Annunci quello che vivi?» (EN, n. 76). La Chiesa stessa deve evangelizzare sé stessa, per non rimanere un "pezzo da museo", cercando continuamente conversione e rinnovamento, e incontrando dialogicamente il mondo contemporaneo. Una Chiesa che si evangelizza per evangelizzare è una Chiesa che non si rifugia nella logica del "si è sempre fatto così", ma è capace di cambiare e crescere continuamente.

L'evangelizzatore è chiamato a una vita di semplicità, spirito di preghiera, carità verso tutti, obbedienza e umiltà, distacco da sé e rinuncia (EN, n. 76). L'unità tra i cristiani è un criterio di credibilità e uno strumento di evangelizzazione (EN, n. 77). Infine, l'annuncio deve essere sempre fedele alla verità, sulla quale la speranza cristiana non delude (EN, n. 78).

L'opera dell'evangelizzazione richiede un amore fraterno crescente, rispettando la situazione religiosa e spirituale delle persone, evitando di ferire i deboli nella fede e trasmettendo certezze solide ancorate alla Parola di Dio (EN, n. 79).

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