Distanza Brindisi - Santuario di Montevergine: Informazioni e Itinerari

La ricerca di informazioni sulla distanza tra Brindisi e il Santuario di Montevergine può essere motivata da vari interessi, sia di carattere logistico per un viaggio, sia per approfondire la conoscenza di questi luoghi significativi. Il Santuario di Montevergine è un importante meta di pellegrinaggio in Campania, mentre Brindisi è una città portuale di rilievo in Puglia.

Il Santuario di Montevergine: Un Polo di Spiritualità

Vista panoramica del Santuario di Montevergine

Il Santuario di Montevergine, situato nel cuore della Campania, rappresenta un centro nevralgico della spiritualità e della storia religiosa del sud Italia. La sua fondazione e il suo sviluppo sono profondamente radicati nella tradizione monastica.

Origini e Sviluppo Storico

L'eremo di Pietro del Morrone (1215-1296), noto come Celestino V, è un esempio di come la spiritualità eremitica abbia plasmato questi luoghi. Quando accettò il pontificato, seppur con riluttanza, compì il tragitto dal suo eremo alla Curia su un asino, seguendo l'esempio di Gesù all'entrata di Gerusalemme. Questo gesto suscitò ammirazione in molti, ma anche diffidenza in altri.

Durante questo viaggio, Pietro del Morrone compì un miracolo: un padre con il figlio paralizzato, non riuscendo ad avvicinarsi al Santo per la folla, attese che scendesse dall'asino e vi pose il figlio in groppa. Accadde così il miracolo: il ragazzo iniziò a camminare. Questo episodio è stato interpretato come una trasposizione del potere taumaturgico da Celestino all'asino, che, toccato dal papa, partecipò al sacro, trasferendo i suoi frutti al bambino. L'asino, in questo racconto, assume la funzione di un "aiutante delle favole magiche", sia come simbolo dell'umiltà del papa, sia come "compagno scelto da Dio per manifestare un dono sovrannaturale".

La Simbologia dell'Asino nella Tradizione Cristiana

Icona raffigurante l'ingresso di Gesù a Gerusalemme su un asino

L'asino è un animale prediletto da Celestino V e si associa a un aspetto particolare della vita dei monaci medievali: la lotta alle tentazioni terrene, in particolare le fantasie notturne. Nella sua Autobiografia, si parla esplicitamente dell'attività onirica dei monaci, spesso coperta ricorrendo ai simboli delle tentazioni diaboliche, ma in questo caso con un forte realismo che non esclude l'adozione di "simboli soliti della letteratura agiografica sulle tentazioni notturne: serpi che si infilano sotto la camicia del santo, scorpioni e tarantole che il santo si ritrova ai piedi quando si alza e che calpesta, facendo loro uscire un liquido acquoso".

La Vita di Antonio, scritta da Anastasio di Alessandria, narra come il monaco eremita del IV secolo, nonostante la fuga nel deserto, continuasse ad essere tormentato dai desideri della carne. "Per portare alla ragione il suo corpo prova a sfinirlo privandolo di sonno, di cibo, di ogni comodità. Il desiderio rimane però una tortura lancinante, per lui e per gli altri eremiti, non attutita neppure dall’età e dal tempo trascorso in solitudine".

Sulla vita dei primi santi eremiti egiziani, i cosiddetti Padri del deserto, e sul loro esempio, si creò nei primi secoli del cristianesimo una larga adesione, alimentata dalla letteratura agiografica come appunto la Vita di Antonio, la Vita di Paolo di Tebe di San Girolamo, la Vita di San Martino di Sulpicio Severo, la Storia Lausiaca di Palladio, la Storia dei monaci egiziani, le opere di Giovanni Cassiano, e soprattutto gli Apophtegmata patrum, una summa di grande divulgazione sulle esperienze degli anacoreti.

Le tentazioni erano ricorrenti e ritenute dai Padri della Chiesa degli assalti del demonio. Se i sogni notturni erano causa di eiaculazioni, gli anacoreti li combattevano con tutto sé stessi, ritenendosi purificati solo quando avessero posto fine al tormento della libidine involontaria, la concupiscenza. Le emissioni notturne erano frequenti e l'involontario "motus genitalium" imbarazzava anche i più grandi teologi. Perciò cercavano di evitare il contatto con le altre donne, persino la vista poteva arrecare danni.

Giovanni il Breve affermava: "Quando si vuole conquistare una città, le si tagliano l’acqua e i viveri. Similmente per le passioni della carne. Se un uomo vive nel digiuno e nella fame, i nemici della sua anima sono indeboliti".

L'Asino nell'Immaginario Medievale

Nel Medioevo, l'asino era considerato un animale positivo dai cristiani, intimamente legato alla loro religione, grazie alle narrazioni del Nuovo Testamento che mettono in buona luce il quadrupede. Questo in contrasto con l'Antico Testamento, dove comunque compare un episodio edificante: l'asina di Balaam. L'asino era così legato ai cristiani che nella letteratura diffamatoria contro il cristianesimo l'animale era spesso usato per denigrare i fedeli.

Nel mosaico della Cattedrale di Otranto, è rappresentato uno strano essere metà uomo metà asino in atteggiamento scurrile, circondato da uomini nudi. Alcuni studiosi vi hanno ravvisato una raffigurazione dell'Asino d'oro di Apuleio. Un'altra interpretazione lo ricollega alle scimmie raffigurate intorno, riferendosi a una citazione di Menandro secondo cui una donna sgraziata è simile ad un asino in mezzo alle scimmie.

Un altro elemento del mosaico è l'asino arpista, motivo frequente nelle raffigurazioni artistiche medievali, la cui popolarità fu influenzata dall'opera di Boezio, De consolatione philosophiae (I, 8), che menziona il proverbio dell'asino con la lira, risalente alle favole di Fedro. Secondo Gianfreda, l'asino che suona l'arpa è sinonimo di stupidità, così come il cane che suona i piatti in una scena collegata.

Simbolismo di Pace e Umiltà

Mosaico raffigurante Cristo tra due prigionieri, uno bianco e uno nero

In un mosaico sull'ingresso principale della casa di San Tommaso in Formis a Roma (1210), al lato di Cristo sono raffigurati due prigionieri, uno bianco e l'altro nero, che rappresentano il cristiano e il musulmano, con il Redentore che scioglie i ceppi di entrambi. L'edificio era la residenza dell'ordine dei frati Trinitari, fondato da Giovanni de Matha (Regola Trinitaria confermata nel 1198 da papa Innocenzo III).

Nel periodo delle Crociate, il mosaico è una chiara rappresentazione simbolica di amore universale e di pacifica convivenza fra le religioni, fedele alla vocazione del fondatore dell'ordine trinitario. Questa raffigurazione divenne l'emblema del programma trinitario di tolleranza e apertura alle altre fedi, notevole per il periodo di scontro tra cristianità e islamismo. Questo messaggio è significato in particolare dalla cavalcatura dell'asino. In Oriente, raffigurare il crociato sull'asino equivaleva a lanciare un messaggio di pace: il crociato disarmato, a dorso di un umile asinello, trasmetteva sentimenti opposti rispetto al crociato armato e bellicoso su un fiero cavallo.

M. S. Calò Mariani scrive: "L’assenza di ogni connotato militare, la semplicità e la povertà di vita, la profonda istanza di pace e lo spirito di tolleranza cui si ispira la Regola Trinitaria, trova coerente riflesso nella scelta esclusiva dell’asino come cavalcatura: scelta di chiara ispirazione evangelica". L'asinello, oltre che umiltà, esprime senso del dovere, persino rassegnazione, in contrasto con l'orgoglio e la fierezza del suo opposto. Contro la raffigurazione irridente della cultura pagana, che rappresentava l'asino in maniera comica e burlesca, la letteratura monastica e religiosa ne fa un modello di perfezione.

L'Asina di Balaam e le sue Raffigurazioni

Nell'Antico Testamento, nel Libro dei Numeri, l'episodio biblico narra che al profeta Balaam, uno stregone al servizio del re di Moab, viene ordinato di maledire gli Israeliti durante l'Esodo. Tuttavia, questo viene impedito dall'intervento di un angelo con la spada sguainata, che parla per mezzo di un'asina che invece benedice gli Israeliti e vaticina la futura nascita del Salvatore.

Questo episodio è rappresentato in molte sculture anche in Puglia, come sui capitelli del Battistero di San Giovanni a Monte Sant'Angelo del XII secolo, nella chiesa di San Leonardo in Lamavolara di Siponto e nella fontana lapidea che si trovava nell'Abbazia di S. Maria di Pulsano e oggi nel Museo della Basilica di San Michele a Monte Sant'Angelo. In particolare, nella chiesa di San Leonardo di Siponto, fondata nel XII secolo, nel portale nord, di fronte al capitello con l'episodio del profeta Balaam e dell'asina, sono raffigurati anche i Re Magi.

L'Asino nell'Iconografia Pugliese

L'asino è presente iconograficamente in Puglia in varie scene evangeliche. La Fuga in Egitto della Sacra Famiglia è raffigurata a Bitetto, nel portale della Cattedrale (1325), nella Cripta di San Biagio di San Vito dei Normanni (affresco del XII secolo), a Soleto nella Chiesa di Santo Stefano (affresco del XV secolo) e a Galatina nella Basilica di Santa Caterina d'Alessandria.

Il Viaggio a Betlemme e la Natività sono raffigurati nel portale della Cattedrale di Altamura (XIV secolo). L'Ingresso di Gesù a Gerusalemme si trova nella Cripta di San Biagio di San Vito dei Normanni, a Soleto nella Chiesa di Santo Stefano e a Galatina nella Basilica di Santa Caterina d'Alessandria.

Il Medioevo cristiano ci consegna un'immagine edificante del quadrupede, distante da una tradizione malevola derivante dal Physiologus, famoso bestiario medievale. Secondo la leggenda popolare, nella grotta della Natività, mentre il bue scaldava il Divin Bambino, l'asino ragliava, disturbando il riposo di Gesù e indispettendo Maria e Giuseppe, venendo condannato a un destino subalterno per la sua "cronica stupidità".

Eventi e Mostre Natalizie Religiose

Le tradizioni legate al Natale e alla raffigurazione della Natività sono un elemento centrale della cultura religiosa italiana. Diverse mostre e iniziative testimoniano questa ricchezza.

  • Mostre di Presepi: Sono stati organizzati eventi come "500 Presepi di P. Lucio M." e "Mostre natalizie 100 Presepi".
  • "Mostra Puer natus est" (Dic. 2012-Gen. 2013), "Mostra Nativitas Christi" (Dic. 2013-Gen. 2014) ed "Et Verbum Caro Facto est" (Dic. 2014-Gen. 2015) sono esempi di celebrazioni artistiche della Natività.

Figure di Santità e Devozione Popolare

Il percorso di fede è costellato da numerose figure di santità, spesso oggetto di studi, mostre e celebrazioni.

  • Maria Santissima del Lattani a Roccamonfina.
  • San Gennaro, venerato in Campania.
  • San Bartolomeo Apostolo, il cui apostolato si estese in Oriente.
  • Sant'Anna (Galilea I secolo a.C. - I secolo d.C.), madre di Maria Vergine, patrona della città di Napoli e titolare del Duomo.
  • San Giovanni di Dio, di cui sono disponibili brevi biografie e santini.
  • Madonna dell'Ulivo venerata a Tarquinia (VT).
  • S. Francesco Saverio M. Bianchi, la cui biografia è riportata.

Tra le collezioni, spicca la Mostra "I Santini della collezione M. S. Addolorata Castelpetroso", che illustra la devozione del popolo italiano verso la Madonna.

Processi di Canonizzazione e Figure Contemporanee

Papa Francesco durante un'udienza privata

La Chiesa continua a riconoscere nuove figure di santità attraverso i processi di canonizzazione, che spesso coinvolgono comunità locali e laici impegnati.

  • Il 4 maggio 2017, Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, per discutere diverse cause.
  • È stato chiuso il processo diocesano del Servo di Dio Matteo Farina, iniziato nel 2003, con il nulla osta dell'Arcivescovo S.E. Mons. Domenico Padovano di Brindisi-Ostuni.
  • Il 9 ottobre 2016, nella Cattedrale di Lucca, durante i Vespri presieduti dall'Arcivescovo Mons. Italo Castellani, è stato chiuso il processo diocesano per la beatificazione del Servo di Dio Giuseppe Castagnetti, sindaco di Cadelbosco di Sopra (Reggio Emilia) per 14 anni.
  • Il 24 novembre 2016, in Arcivescovado a Milano, il Cardinale Angelo Scola ha presieduto la chiusura del processo diocesano di canonizzazione del giovane Carlo Acutis, noto per la sua devozione filiale verso Maria e la frequentazione quotidiana del Rosario e della Messa.
  • È stata aperta l'inchiesta diocesana di Suor Teresa Tambelli a Cagliari, alla presenza di Mons. Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari, e di tutti i membri del tribunale.

Altre Figure di Rilievo

  • Antonio Rivera Ramirez (1916-1936), martire, santino offerto da p. Michele M. Giuliano, ofm.
  • S. Maria Francesca delle Cinque Piaghe.
  • Venerabile Servo di Dio Titus Zeman.

Informazioni sull'A.I.C.I.S.

L'A.I.C.I.S. (Associazione Italiana Collezionisti Immaginette Sacre) è un punto di riferimento per studiosi e appassionati.

Attività e Pubblicazioni

  • L'Associazione promuove lo scambio di materiale tra i soci e organizza conferenze.
  • Per il 30° anniversario della fondazione dell'A.I.C.I.S. (2013), la quota promozionale era di euro 22,00. L'importo doveva essere versato sul conto corrente postale intestato all'A.I.C.I.S.
  • La redazione è composta da R. Manfè, G. Gualtieri, A. Mennonna, G. Zucco, M. Cottone, P. Galanzi, A. Ortoleva. Il Presidente onorario è G.L. Villa.
  • L'Ufficio Segreteria risponde al numero 06.7049.1619 e al cellulare 328.6911049.

Mostre e Collezioni

L'A.I.C.I.S. organizza regolarmente mostre per divulgare la conoscenza delle immaginette sacre.

  • In occasione della festività di Maria SS. di Valtesino di Ripatransone (4-14 maggio), il socio prof. Ortoleva ha presentato una mostra sulla tematica della Madonna di Fatima con le immaginette della propria collezione ("Fatima 1917").
  • A Volvera (TO), dal 14 al 18 luglio 2017, il socio Cav. Gianfreda organizzerà una mostra su Sant’Alfonso Maria de Liguori, vescovo e dottore della Chiesa.
  • Nel salone del civico n. 9 (9 dicembre), con il concorso della Parrocchia Chiesa Madre “Maria SS. Annunziata”, è stata organizzata un'esposizione di santini d'epoca e moderni.
  • Le immaginette erano di vari periodi storici, dal sec. XVIII ad oggi, incluse siderografie, litografie e fustellate del primo trentennio del sec. XX.
  • I santini da collezione sono considerati "oggetti d'arte", sia colta che povera, testimoni di una tradizione da conservare e divulgare.

Aspetti Editoriali e Iconografici

Molti santini presentano sul retro l'anno di stampa, il nome della casa editrice/tipografica e l'imprimatur di un'autorità religiosa, fornendo un importante supporto per la datazione e lo studio. Tra gli editori, spicca G.A. EDIZ., la cui tipografia era in Piazza S. Giovanni, 9 Torino all'inizio del Novecento.

La serie "Diamante" con N. 1013, di Ediz. G.A. riservata, è stata prodotta nel periodo 1932-‘38. Importanti le opere legate alla tipografia di Giacomo Arneodo a Torino, come Le glorie di Maria (1887) e Il Vangelo e la società moderna (1912) di Giuseppe Perardi.

tags: #distanza #da #brindisi #a #santuario #di